Smartphone: è aperta la sfida sul riconoscimento vocale

12 Ottobre 201128 commenti

Prima c'era il Symbian con il suo riconoscimento vocale, poi si è aggiunta Google con l'applicazione Voice ed ora è scesa in campo anche Apple con il Siri, ma questi software facilitano veramente la vita degli utenti ?

Per quanto mi riguarda, da anziano utilizzatore prima Symbian ed ora Android, non sono ancora riuscito a trovare un software che faccia al caso mio.

Onestamente non conosco il motivo di questa difficoltà, sarà forse per la mia voce orrenda, o per la mia “erre” moscia, o forse per il fatto che li uso sempre in auto con il rumore, l’unica cosa che sò, è che siamo ancora lontani dalla dettatura senza errori o dal far eseguire al telefono operazioni particolari senza che si perda il doppio del tempo….

Siri, l’applicazione della Apple, promette di ridurre al minimo gli errori,  perchè combina riconoscimento vocale, intelligenza artificiale ed si integra perfettamente con le altre applicazioni integrate nell’iPhone di Apple.

Ma c’è un software che, a detta degli utilizzatori, batte tutte le aspettative e cioè il Trulyhandsfree Voice Control 2.0 – di Sensory che, nonostante il nome così complicato, viene definito “impressionante” per il suo funzionamento.

Ecco infatti cosa dice Michael Morgan dell’ABI Research di New York :

Gli sviluppatori devono aver usato qualche “magia” per fare in modo che le istruzioni possano essere impartite allo smartphone anche in ambienti particolarmente rumorosi.

Questo software, diversamente da Google Voice, Vlingo e Siri, resterebbe sempre “in ascolto” essendo addirittura capace di discernere i comandi a lui destinati dalla voce destinata ad altre persone o dai rumori circostanti.

L’applicazione di Sensory è per momento compatibile solo con i telefoni Android. Se qualcuno l’ha provata ci faccia sapere se effettivamente è così straordinaria come dicono.

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