Larry Page: 1,3 milioni di attivazioni Android al giorno e Google in rosso

19 ottobre 201215 commenti
Solamente poche ore fa, dopo la dichiarazione di Eric Schmidt dello scorso 6 Settembre, l'amministratore delegato di Google, Larry Page, ha confermato l'enorme numero di attivazioni giornaliere per Android, ben 1.3 milioni al giorno per il mese di Ottobre. Purtroppo i numeri rimangono invariati rispetto al mese precedente, pur rimanendo altissimi, e forse ciò è particolarmente dovuto dall'arrivo dell'iPhone 5. A confermare un periodo di stallo per Google ed Android arrivano i dati dei conti del colosso statunitense.

Nonostante l‘iPhone 5 di Apple con il suo nuovo display da 4 pollici e tante altre novità ha portato un periodo di pausa nella crescita di Android e delle sue attivazioni giornaliere per il mese di Ottobre, 1.3 milioni, non possiamo escludere che l’avvicinarsi del periodo delle festività natalizie possa portare un incremento ulteriori al grande numero d’attivazioni, forse potendo persino raggiungere la quota di 1.5 milioni.

Sicuramente le novità nei prossimi mesi non mancheranno e tanti nuovi smartphone potrebbe riportare le tendenze del mercato Android a quelle di alcuni mesi fa. Ma nonostante ciò un errore commesso nelle ultime ore e relativo alla diffusione anticipata dei conti del terzo trimestre sarebbe costato caro al padre del nostro amato robottino verde, Google.

Lo stesso Larry Page si è scusato per l’accaduto che ha colpito lo stesso mercato di Google, il quale dopo la pubblicazione anticipata dei conti del Q3 2012 ha subito un calo in borsa dell’8% perdendo in pochissimo tempo ben 24 miliardi di dollari di capitalizzazione, adesso ferma a quota 227.29 miliardi di dollari.

Ovviamente il calo negli ultimi mesi di BigG non è solamente causa di questa fuga di notizia poichè anche il settore del motore di ricerca ha subito un calo nelle pubblicità del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Tutto ciò è una chiara conseguenza della crescita degli smartphone e del traffico dati attraverso essi, il quale non porta gli stessi introiti della pubblicità desktop; inoltre, secondo una ricerca di alcuni giorni fa, dal lancio ufficiale dell’iPhone 5, la maggior parte del traffico web è stato registrato da dispositivi iOS e non Android (ciò ovviamente non è l’unica fonte di traffico).

Sicuramente non il periodo migliore per Google, anzi potremmo definirlo il peggiore della sua storia, poichè tutto sembra aver subito un calo, una perdita, anche il profitto di 2,18 miliardi di dollari è calato del 20%. Ma nonostante ciò Page ha voluto rassicurare tutti:

We had a strong quarter. Revenue was up 45 percent year-on-year, and, at just fourteen years old, we cleared our first $14 billion revenue quarter. I am also really excited about the progress we’re making creating a beautifully simple, intuitive Google experience across all devices.”

Cosa dovrebbe fare o farà Google per dimenticare subito questo periodo nero?

 

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  • http://profiles.google.com/zobbiobruno Bruno Zobbio

    Vergogna per come è stato scritto l’articolo, ha perso l’8 !!! non l’11 ed è stato generato da come sono stati pubblicati i dati, non per i dati

  • name

    articolo sconclusionato, i motivi della diminuzione di fatturato sono già stati indicati, è stata la spesa per implementare ancora le mappe, per i datacenter, diminuzione della pubblicità, e non è che apple genera più traffico, quella è una favoletta che si racconta ad un cliente apple. la statistica mostrata è completamente fallata. non si tengono conto di chi naviga da browser non stock che in android influiscono sul 50% del totale, quindi articolo da rifare, antonio ne ho letti molti tuoi e molti erano arguti e dettagliati, in questo ti sei perso dietro rumors senza analizzare i fatti

    • Luigi Pallavicini

      quoto in pieno! hai detto quello che pensavo io e l hai spiegato meglio di quanto avrei potuto farlo io ;)

    • Giulio

      Anche perché va bene tutto ma di iPhone 5 dovrebbero averne venduti una cifra veramente disumana per inficiare le statistiche nel giro di poche settimane (non che non ne abbiano venduti, anzi, però così è irrealistico).

    • Gif

      So che verrò linciato per questo…il grafico era riferito solo agli smartphone..se mettiamo pure i tablet la situazione cambia

  • mario agrippante

    Oh, ma uno che sa qualcosa di economia c’è qua dentro?
    Conti in rosso?… utile netto per quartier di 2, 11 miliardi di dollari….avete idea che ci facciamo u a manovrina finanziari in Italia con quello che guadagna google all’anno?
    Confondere i dati di bilancio con il valore in bosrsa, catturati con utile…ma sapete che scrivere una roba così ci espone a delle denunce penali?
    Ma io non lo so……scopiazzate e pure male….bohh…

    • giutonzio

      si infatti quando ho letto google in rosso, e poi diminuizione dei profitti.. mi è venuto davvero da sorridere… non sono un esperto di economia perchè sarebbe presuntuoso, ma ci lavoro dentro…

  • poldo

    bah, mi sembra un pessimo articolo. “google in rosso”. rosso cosa??

  • Araldo

    La ‘O’ di Google è rossa!

  • S_m_b

    Con tanti articoli decenti sulla rete da cui prendere spunto… questo e’ stato scritto proprio da paperino….

  • Alessandro

    Ma questo sarebbe un articolo?? È decisamente illeggibile

  • Copiaincolla

    “PENDING LARRY QUOTE”. Ai responsabili di R.R. Donnelley, società
    specializzata nelle attività di stampa dei risultati finanziari, mancano
    solo le dichiarazioni del CEO di Google a
    commentare l’ultima
    trimestrale del colosso di Mountain View. “Mi dispiace moltissimo per
    questo pasticcio”, ammetterà Larry Page alla stampa statunitense più tardi. Alcune ore prima del previsto, un banale errore umano ha provocato l’invio non autorizzato al pubblico dello stampato destinato alla Securities and Exchange Commission (SEC).

    Un banale errore umano che è costato
    24 miliardi di dollari alla società californiana, costretta a fermare
    le contrattazioni al NASDAQ per eccesso di ribasso dei suoi titoli
    azionari. Trascinato dalla pubblicazione prematura dei risultati trimestrali, il valore borsistico di BigG è crollato dell’11 per cento – toccando i 687,30 dollari ad azione – facendo subito scivolare la capitalizzazione a 227,29 miliardi di dollari. Ovviamente crollato anche il titolo di R.R. Donnelley, a rischio denuncia dopo il “pasticcio”.

    Al di là delle perdite e degli implacabili meme internettiani,
    i risultati trimestrali della Grande
    G – praticamente gli stessi
    indicati da R.R. Donnelley nel documento sfuggito per sbaglio – hanno
    leggermente deluso le previsioni degli analisti di Wall Street, che si
    attendevano un profitto di 10,63 dollari ad azione per un totale di
    11,86 miliardi. Google ha invece riportato 9,03 dollari ad azione per un totale di 11,33 miliardi.

    Nell’ultimo trimestre d’attività finanziaria l’azienda di Mountain View ha riportato un guadagno netto di 2,18 miliardi di dollari, in discesa rispetto ai 2,73 miliardi nello stesso trimestre dell’anno precedente. Una situazione che non ha allarmato più di tanto il CEO Larry Page, pronto a sottolineare un guadagno da 8 miliardi di dollari nel mercato mobile, tra entrate pubblicitarie, applicazioni e fornitura di contenuti agli utenti.

    È però vero che le ambizioni di Google nell’hardware mobile risultano sempre più costose, dopo l’acquisizione da 12,5 miliardi di dollari degli asset di Motorola Mobility, società che rimane in perdita netta per 233 milioni di dollari. Non è tuttora chiaro come BigG intenda impiegare l’azienda, limitatasi
    a snellimenti del personale e ristrutturazione delle aree business. Il
    gigante del search dovrà inoltre pagare un totale di 90 milioni di
    dollari per l’uscita di alcune divisioni dal mercato.

    Non solo hardware mobile. Un altro problema per Mountain View è certamente rappresentato dal settore pubblicitario, in particolare nel meccanismo pay-per-click sulle ricerche tramite smartphone e tablet. Dai link in mobilità, il totale pagato a singolo click è sceso del 15 per cento rispetto al 2011,
    per un guadagno complessivo diminuito del 17 per cento. Al di là del
    vistoso 33 per cento di click pubblicitari guadagnati grazie
    all’espansione delle tecnologie mobile.

    In sostanza, se
    il numero delle ricerche online continua ad aumentare – anche grazie a
    quelle eseguite attraverso smartphone e tablet – gli introiti pubblicitari per click tendono a diminuire, minacciando uno dei settori principali in cui Google ha sempre riposto grandissima fiducia e forza nei confronti dei vari competitor. Stesso discorso per il social network Facebook, che ancora deve trovare un modo pienamente efficace per convincere gli advertiser a pagare di più per i click sui dispositivi in mobilità.

  • elia
  • Francesco

    Inanzitutto metta le mappe a pagamento per gli utenti ios