Abusare dei social network è dannoso per la nostra salute mentale

21 maggio 201817 commenti

Come riporta The Economist, diversi studi hanno messo in luce un collegamento tra utilizzo massiccio dei social network e disturbi mentali, soprattutto nei più giovani.

In un sondaggio realizzato nel 2017 dalla Royal Society for Public Health, i giovani inglesi tra i 14 e i 24 anni hanno ritenuto che i social network come Facebook o Instagram abbiano avuto effetti negativi sul loro benessere, andando ad esasperare ansia e depressione, esponendoli a fenomeni di bullismo, riducendo il tempo che dedicano solitamente al sonno e generando quella che in inglese chiamano FoMO, (Fear of Missing Out), letteralmente “paura di perdere”, intesa come quella sensazione di non star vivendo la propria vita al massimo delle possibilità, lasciandosi scappare le esperienze che i propri contatti vivono e condividono quotidianamente.

social network illness

Già nel 2014 un team di 5 neuroscienziati hanno condotto un esperimento che ha portato alla conclusione secondo la quale Facebook è capace di stimolare quella stessa area del cervello collegata a vizi come il gioco d’azzardo o all’abuso di sostanze stupefacenti. Tra il 2013 e il 2015 uno studio Americano ha osservato come in un campione di 5208 soggetti un aumento nell’utilizzo di Facebook fosse associato a un successivo deterioramento della loro salute mentale.

Completano il quadro i dati raccolti da Moment, un’app che tiene traccia delle attività svolte dagli utenti tramite i propri smartphone: il 63% degli utenti che trascorrono in media un’ora al giorno su di Instagram ha dichiarato di sentirsi infelice, mentre il restante 37%, che si dichiara felice, vi trascorre mediamente la metà del tempo.

Stando così la situazione, il consiglio che ci sentiamo di dare è, ovviamente, di trascorrere meno tempo sui social. O, perlomeno, di farne un uso responsabile, impedendogli di rubare troppo tempo al sonno o ad altre attività che potrebbero essere sicuramente più gratificanti, senza credere che quel frammento di vita altrui intravisto da una Instagram Story sia lì solo a ricordarci che ci stiamo perdendo qualcosa e che la nostra vita manchi necessariamente di qualcosa per essere davvero completa.

 

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