Smartwatch, a che servono? – JSQ X

4 ottobre 201594 commenti

Giunti ormai al decimo appuntamento con la rubrica JSQ, nonostante ciò qualcuno non ha ancora ben capito qual è lo scopo di questi articoli, perciò sottolineo il fatto che quanto segue è un mero pretesto per l'obiettivo principe: il dialogo tra utenti. L'argomento di oggi sono gli smartwatch.

Ricordo ancora l’entusiasmo che mi ha pervaso al primo annuncio riguardante l’inizio dello sviluppo degli smartwatch. Questo perché, siamo onesti, ogni ragazzo nato negli anni ’80 o inizi anni ’90 (anche se dall’alto dei nostri 24+ anni non so possiamo definirci ancora ragazzi) ha sognato di avere al polso un orologio intelligente simile a quello di David Hasselhoff con cui riusciva a comunicare con la mitica KITT, o ancora il PipBoy di Fallout o infine il dispositivo che ha Leela di Futurama al braccio.

Ovviamente, appena la notizia ha cominciato a circolare, un po’ tutti abbiamo cominciato a volare con la fantasia, ma prima o poi arriva il momento in cui bisogna tornare con i piedi per terra.
Ormai i tempi sono passati, gli smartwatch hanno da tempo fatto il loro debutto, e anche se sono ancora agli albori della loro carriera, un giudizio complessivo iniziale si può, e si deve, fare.

In realtà, io avrei per lo più una domanda da fare, piuttosto che una valutazione, ovvero: “Ok, bella idea, ma che me ne faccio”? Perché ogni volta che metto gli occhi su uno smartwatch, è proprio questa la prima cosa che mi passa per la testa. Ci fai il figo con gli amici al bar dieci minuti, ti diverti a leggerci le notifiche, ma poi?
Ad oggi, 4 ottobre 2015, c’è veramente un motivo valido per possedere un device simile?
Passiamo in rassegna a quali sono, secondo me, i problemi principali.

Schermo: Abituati ormai ai 5.5″ (o anche semplicemente ai 5) in FHD, com’è possibile usare il minidisplay di uno smartwatch? Purtroppo questa è una limitazione fisica che poco ha a che fare con il device in sé, ma se non si può garantire un’esperienza d’uso ottimale, non sarebbe meglio cercare strategie più affini alla situazione? Magari ora queste stesse strategie sono fantascienza, ma proprio per questo motivo, perché fare il passo più lungo della gamba?

Autonomia: Ancora una volta, problema dovuto alle limitazioni fisiche e alle tecnologie attuali, ed è ormai è stato assodato che andare oltre le 24/48 ore non è possibile.
L’orologio, però, non è uno smartphone e doverlo caricare ogni sera risulta frustrante.
Nota personale: quando poi ti accorgi che nemmeno ti serve, ti passa doppiamente la voglia di effettuare il ciclo di ricarica

Funzionalità: Quali? A me sfugge proprio il senso degli smartwatch, e in realtà mi piacerebbe che qualche power user mi possa illuminare.
Certo, ci guardi le notifiche, ma essendo comunque collegato allo smartphone, non si fa prima a usare direttamente quest’ultimo?
Io spero di sbagliarmi e che ci sia qualcosa di fondamentale che non riesco a vedere, perché non penso che milioni di persone acquistino cose che, alla fine, non servono a nulla.

Ho finito di lamentarmi, per oggi, ora passo la parola a voi:

COSA NE PENSI DEGLI SMARTWATCH?

 

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