Il mercato degli smartphone è davvero al capolinea? | EDITORIALE

5 ottobre 201848 commenti

Con la presentazione dei nuovi iPhone, Apple ha confermato ancora una volta come il mercato degli smartphone sia ormai saturo e privo di innovazione. Se guardiamo al mondo Android la situazione non migliora di molto, con qualche rara eccezione. Quanto si sono evoluti i dispositivi negli ultimi anni? Perché i prezzi si sono alzati nonostante le poche novità? Conviene ancora acquistare un top di gamma? Domande a cui ho provato a dare una risposta nell'articolo che segue.

Esteticamente identici al predecessore, i nuovi melafonini hanno solo implementato dei miglioramenti sotto la scocca, senza tuttavia presentare nuove esclusive funzionalità.
L’unica cosa che è cambiata davvero è il prezzo, ormai vicino ai 2000 euro se si guarda alla versione top di gamma (iPhone Xs Max da 512 GB).
E il Galaxy S9? Quanto cambia realmente rispetto ad un S8? Poco.
Gli esempi potrebbero continuare all’infinito…

Trova le differenze.

Dall’avvento dello Snapdragon 820 nel 2016, che ha ovviato ai gravi problemi termici dello Snapdragon 810 e alla scarsa ottimizzazione dell’808, l’aumento della potenza di calcolo dei SoC ARM è rallentata sempre di più a favore dell’ottimizzazione del processo produttivo e quindi del risparmio energetico.
Allo stesso tempo è ormai chiaro che SoC estremamente potenti non comportino reali vantaggi per l’uso quotidiano del dispositivo da parte dell’utente comune.
L’invasione di device di “fascia media” ne è la dimostrazione. Provate a prendere un qualsiasi smartphone Huawei/Honor con SoC Kirin 6XX o prodotti che montino la serie 600 di Qualcomm Snapdragon e non avrete problemi o frustrazioni nelle operazioni più comuni.
E quanti di voi usano gli smartphone per gaming avanzato o per montare video e fare fotoritocco? Credo quasi nessuno.

Se nel 2016 già erano diffusi smartphone con certificazione IP68 (vedi Galaxy S7 o vari dispositivi di Sony), il 2017 è stato l’anno del 18:9 e dell’ottimizzazione delle cornici.
Aumentare in maniera spropositata la risoluzione verticale e ridurre le cornici ha davvero permesso di realizzare dispositivi più piccoli e con una migliore ergonomia, ma un display in 16:9 può essere ancora utilizzato senza problemi risultando a volte persino più confortevole e adatto alla maggior parte dei contenuti disponibili sul web.


Con notch o senza?

Poi c’è il notch. Apple l’ha introdotto per la prima volta sull’iPhone X nel 2017 per limiti tecnologici. Quella che doveva rimanere una tecnologia proprietaria, è purtroppo diventata una costante anche nel mondo Android.
Il problema è che, se nell’iPhone questo espediente fu utilizzato per motivi che potrebbero definirsi tecnici, nei dispositivi Android la maggior parte delle volte il notch è un elemento che comporta solo problematiche.
Errori nella gestione delle notifiche e strani “tagli” sono all’ordine del giorno in molti smartphone Android con notch. Addirittura gli ultimi Xiaomi hanno eliminato completamente la visualizzazione delle icone di notifica.
Finora quasi solo Samsung ha resistito alla moda della tacca, ma la presenza costante del notch nei dispositivi Apple potrebbe spingere altri produttori ad emulare ancora questa soluzione.

Le fotocamere hanno migliorato la loro resa nel corso degli anni, ma senza stravolgere la qualità delle immagini prodotte.
Solo Huawei è riuscita a dare un senso alle configurazioni multi camera, altrimenti quasi inutili sul 90% dei dispositivi.
Un plauso anche a Google che ha dimostrato sui Pixel come il software spesso sia più importante della quantità di camere.
Si potrebbe quindi affermare che, tranne in rari casi, l’aumento dei sensori e dei megapixel è solo una questione di marketing.

Aumentare la qualità grazie al numero dei sensori? Praticamente ci è riuscita solo Huawei insieme a Leica

Rimanendo in un ambito comunque inerente alle fotocamere, parliamo di intelligenza artificiale.
AI presente ovunque e SoC specificatamente progettati per questo, ma si tratta davvero di una caratteristica che potrebbe giustificare l’acquisto di un nuovo smartphone?
Se è vero che, come accennato sopra, Google e la sua applicazione fotografica riescono a sfruttare efficacemente il contributo del software (e l’AI non è altro che un software applicato ad un compito), non è detto che sia necessaria una enorme potenza di calcolo per svolgere questo tipo di attività.
L’app Google Camera può essere installata in maniera non ufficiale anche su dispositivi compatibili di fascia medio/bassa senza riscontrare problemi evidenti.
Troppe volte poi l’uso dell’AI è complice di scatti esageratamente saturi ed innaturali, tanto che Honor nei suoi ultimi dispositivi permette di disabilitarla in post produzione.
L’AI non viene utilizzata esclusivamente per migliorare gli scatti, ma l’applicazione in altri ambiti (come gli assistenti vocali) è ancora piuttosto acerba.

L’app Google Camera, e i suoi innumerevoli porting, permette di sfruttare l’HDR+

Non si può parlare di evoluzione nemmeno per quanto concerne i sistemi operativi e le interfacce grafiche.
iOs è quasi uguale a sé stesso da 10 anni ormai. Google su Android ha cercato di snellire ed uniformare l’aspetto del sistema ed ha portato qualche piccola novità solo con Pie, ma le più diffuse interfacce dei produttori non sono molto diverse a quelle di qualche anno fa.

Quindi che tipo di evoluzione c’è stata in questi anni? Quasi nulla. In mancanza di novità vere si è preferito puntare all’affinamento delle tecnologie già esistenti.
Qualcuno ha provato a spingersi oltre. Oppo in particolare col suo Find X si è buttata nel mercato con lettori di impronte digitali integrati nel display e fotocamere a scomparsa per evitare il notch. Anche Xiaomi rimane una “visionaria” con la sua serie Mi Mix.

La fotocamera a scomparsa e motorizzata di Oppo.

I grandi produttori invece sembra abbiano intrapreso una strada differente. Samsung ed Apple in particolare danno l’impressione di voler rendere i loro top di gamma sempre più qualcosa di riconducibile al mercato del lusso.
Acquistando i nuovi flagship si ha la certezza di spendere tanto ed avere fra le mani un dispositivo che sia di tendenza, tralasciando parzialmente il progresso tecnologico.
Dai materiali usati, al design estremamente ricercato, al tentativo costante di creare uno status symbol. Queste sembrano essere le nuove priorità che in parte giustificano gli aumenti di prezzo.
Conviene ancora comprare un dispositivo top di gamma o un iPhone della serie X? Si, se si cercano queste cose piuttosto che vere novità. Altrimenti meglio spendere meno o aspettare il calo di prezzo del top di gamma dell’anno precedente. A proposito… in questo momento si potrebbero trovare buoni affari su un S8 o un iPhone X!

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