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Discussione:

Devo rinunciare del tutto agli smartphone?

Se questa discussione ti è stata utile, ti preghiamo di lasciare un messaggio di feedback in modo che possa essere preziosa in futuro anche per altri utenti come te!
  1. #1
    Baby Droid


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    Devo rinunciare del tutto agli smartphone?

    Salve,

    non so se la sezione è quella giusta, vogliate scusarmi se non lo fosse.
    Sintetizzo il mio problema.
    La mia compagna, dopo mesi e mesi, in primavera mi ha convinto ad usare uno smatrphone.Non avendo dimestichezza e non rischiando un acquisto oneroso da riporre poi in un cassetto, ho acquistato un Samsung Next Turbo per poi, eventualmente, passare a modelli superiori.
    Opero nel settore della sicurezza, per cui sono particolarmente attento e sensibile ad ogni "novità".

    Ebbene, mi sono accorto che già l'aggiunta dell'account Google per poter scaricare le applicazioni, chiedeva consensi che vanno contro ogni forma di privacy.
    Ma il colmo è stata la prima applicazione, Whatsapp che con l'installazione, imponeva il monitoraggio e l'accesso su chiamate, rubrica, messaggi, foto posizione e quant'altro.
    La disattivazione dei dati in background, non risolveva il problema della sicurezza e del trattamento delle informazioni personali e delicate, per cui ho dovuto formattare il telefono e chiedere all'operatore, il blocco del traffico dati.

    A questo punto chiedo a voi e alla vostra esperienza se devo rinunciare del tutto agli smartphone per tutelare la mia privacy ed i contenuti del mio telefono oppure se c'è un modo di impedire l'accesso del gestore ( Google ) e delle applicazioni di cui detiene la proprietà e l'esclusiva, a quanto ho di strettamente personale sul mio telefono?

    Facendo una ricerca, ho scoperto che Google è sotto inchiesta in nove Paesi, tra cui gli stessi Stati Uniti, per violazione e gestione disinvolta dei dati personali acquisiti, per cui i miei timori credo che siano giustificati.

    Grazie in anticipo e scusate la lunghezza del post

  2.  
  3. #2
    mbeltra51
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    Ciao Crossover. Gli smartphone, essendo dei computer in miniatura, sono destinati sempre più ad ereditarne, riguardo la privacy, le peculiarità. Ciò a dire che anche per gli smartphone presto nasceranno programmi a tutela della propria privacy. A dire il vero alcuni già sono disponibili ma non so quanto siano efficaci. Per esempio, per impedire ad un programma l’accesso alla rete, c’è un programmino gratuito che si chiama “DroidWall” (non l’ho mai testato). Tra non molto avremo firewall più evoluti e raffinati in grado, come per i computer, di dirci chi è cosa, in qualsiasi momento, “dialoga” a nostra insaputa con il terminale e, nel caso, di bloccarlo o dargli via libera.
    Tornando al tuo timore credo che tu debba avere la pazienza di ‘smuscinare’ fra i programmi oggi disponibili. Riguardo i servizi e le applicazioni by Google l’unico mio dubbio è che se rifiuti le loro richieste l’applicazione non viene rilasciata, ma non ne sono sicuro. Di certo alcune di esse, peraltro incomprensibili, sono richieste per questioni di marketing. Lascio la parola ai più esperti che ne sanno più di me.

    ps. I tuoi timori sono più che giustificati.

  4. Il seguente Utente ha ringraziato mbeltra51 per il post:

    CROSSOVER (19-11-13)

  5. #3
    Baby Droid


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    Ciao Mbeltra,

    Innanzitutto grazie per la risposta e la cortese attenzione.
    In questo pomeriggio libero, mi sono dedicato attentamente alla questione ed è come affermi, se non accetti le invasive condizioni Google, non ti è concesso di scaricare applicazioni.
    In effetti ne avrei trovata anche una, Online Privacy Shield che di fatto, conferma quanto le applicazioni acquisiscano dati e li rimandino ai propri server lavorando in background ed all'insaputa dell'ignaro fruitore.
    Però passa attraverso lo store Google, per cui quello che esce dalla porta, rientra dalla finestra.

    Leggendo il forum, credo di essere stato un po' pretenzioso e poco accorto.
    In effetti quello che per me è un grave problema di privacy di cui non se ne conosce l'uso che se ne farà e la sicura ed accertata cessione a soggetti terzi ( agenzie pubblicitarie ma solo queste? ) qui viene vissuto con entusiasmo.

    Temo che la tua sarà la sola risposta ricevuta ma graditissima

  6. #4
    Androidiano


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    In effetti penso che siano veramente poche le persone che abbiano almeno una infarinatura di ciò che viene o meno condiviso in rete sia dal sistema che dalle varie applicazioni. Purtroppo alla base vi è un sistema (ma non solo Google, Apple e Microsoft non sono certo da meno) che si basa sul dare avere.
    Di fatto il sistema operativo, di per se viene spacciato per gratuito, ma di contro la merce di scambio, sono i nostri dati personali.
    Principalmente tale merce trova interesse presso le sopracitate multinazionali sopratutto in ambito pubblicitario: siti visitati, spostamenti, frequenza di utilizzo di un determinato servizio, locali maggiormente frequentati, tendenze e abitudini di vita ecc. tutto ciò per propinarci pubblicità mirata creata a misura di utente.
    Ora fin qui potremmo anche trovare la cosa fastidiosa ma ai più anche sopportabile, il fatto è che comunque vada nessuno garantisce che una tale mole di dati venga esclusivamente trattata a scopo pubblicitario e in forma anonima.
    Sicuramente un firewall è un grosso passo avanti, non una soluzione definitiva ma di per se molto efficace, ma negli attuali smartphone, bisogna possedere i permessi di root, cosa che tecnicamente la maggior parte dell'utenza non ha la più pallida idea di cosa sia.
    Io quando assemblo pc per qualche amico installo sempre un firewall, il quale puntualmente mi viene quasi sempre richiesto di togliere perchè etichettato come "fastidioso", e a poco serve spiegare le motivazioni più che attendibili della sua presenza, e come sbattere contro un muro di gomma.
    Rammento che dalla versione 4.3 di Android, vi è un menù, attualmente non a caso nascosto, che da una prima scrematura ai vari permessi delle applicazioni installate.
    Con questa app., che non fa altro che da collegamento all'utility già presente nel sistema, vi si può agevolmente accedere.
    N.B. solo per versioni di Android 4.3 in poi.
    https://play.google.com/store/apps/d...ife.permission

  7. Il seguente Utente ha ringraziato erpomata per il post:

    CROSSOVER (19-11-13)

  8. #5
    Baby Droid


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    Ciao Erpomata.

    Condivido totalmente la tua affermazione sul fatto che tutti tengano alla privacy ma poi si consegnano nelle mani del primo provider o server o fornitori di qualche servizio.
    Basti solo pensare alla recentissima ricerca del Censisi dove risulta che il 96,2% degli italiani ritiene inviolabile la propria privacy ma nei fatti, solo l' 1,5% poi si tutela adeguatamente.

    Grazie per la segnalazione dell'applicazione, forse qualcosa si sta muovendo ma credo che sia appena l'inizio, se lo è.
    Purtroppo il problema è a monte e credo che difficilmente Google accetterà applicazioni che limitino la sua opera di acquisizione dati nei nostri telefoni.
    In fondo, io ( e credo tutti ) ho molti più dati sensibili nel telefono che non nel computer, sul quale sono iperprotetto mentre col telefono posso fare ben poco visto che devo necessariamente consegnarmi nelle mani del fornitore di servizi.

    Apple e Microsoft attuano la stessa politica, per cui, credo che dovrò tenermi un cellulare vecchio stile.

    Spero però di aver lanciato un piccolo sasso nello stagno perchè è pur vero, come dice la mia compagna che in fondo non si ha nulla da nascondere ma è anche vero che colui a cui affidi i tuoi dati personalissimi, non sai che uso potrà farne.

    Del resto, le condizioni pesantissime poste da Google ai propri iscritti, parlano chiaro.
    Se avrete la pazienza di leggere, in sintesi, vi accorgerete che accettate di consentire l'accesso e l'utilizzo dei vostri dati, di chi vi chiama rilevandone il numero di telefono e della vostra posizione geografica.

    https://www.google.it/intl/it/policies/privacy/


    Ciao e grazie per l'attenzione
    Ultima modifica di CROSSOVER; 19-11-13 alle 14:30 - Motivo: aggiunta

  9. #6
    Androidiano


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    il problema reale è che, come detto in precedenza, uno spartphone è un computer che lavora sempre online. Ed è proprio questo il problema maggiore per la privacy, il fatto che lavori sempre online e che sia studiato per farlo quasi solo in quella circostanza. Molte delle app necessitano della connessione per validare la licenza con il play store e molte tra le più utili (se non quasi tutte) usano le API ufficiali di Google, con tutte le conseguenze che questo comporta.
    Ma scavando un po' più a fondo ci si rende conto che Google non è affatto la sola. Prendiamo per esempio Canonical (Ubuntu) che in quanto a gestione della privacy non è diversa da Google. Anche per Ubuntu esistono svariati articoli in rete che spiegano come disabilitare tutte le smart scopes che gestiscono la trasmissione delle informazioni ai vari clienti (di Canonical), prima fra tutti Amazon. E non è che rimuovere le scopes basti a tutelarsi, anzi...
    Insomma, se andiamo verso il tutto free un motivo c'è ed è proprio il commercio di informazioni.
    Nonostante questo però, se hai davvero molta necessità di privacy, penso che qualcosa si possa fare. Per esempio puoi usare droidwall che altro non è se non un'implementazione di iptables (uno dei più noti firewall per unix) per filtrare il traffico dati oppure disabilitarlo del tutto, usare solo applicazioni che abbiano passato la verifica (fatta da te) sulle autorizzazioni e che non abbiano bisogno di validare la licenza online. Potresti cercare delle app per sostituirne altre che non trasmettano informazioni (penso ad una suite office che sostituisca todo, note e altro o ad un calendario solo locale).
    Ciò non toglie che smartphone = tracciabilità, magari non dei dati ma di dove sei certamente. E comunque, di questi tempi, l'unico modo per essere davvero certi di avere la privacy che cerchi è di essere un ottimo programmatore e di leggere ogni riga di codice di ciò che usi.
    Mi dispiace un po' dirlo ma forse l'unico modo davvero efficace è comprare un 3310 per telefonare (e rassegnarsi alla localizzazione dell'operatore) e comprare la classica agenda cartacea ed una calcolatrice portatile... sempre che l'agenda non venga smarrita

  10. Il seguente Utente ha ringraziato lnote per il post:

    CROSSOVER (21-11-13)

  11. #7
    Androidiano


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    Vorrei aggiungere una cosa a quanto detto prima: fra qualche tempo è probabile che potremo avere Ubuntu per smartphone. Ovviamente non ci saranno differenze con Google in quanto a permessi o privacy.
    Però confido che qualche gruppo di programmatori che si ispirano alla Free software foundation e a Stallman facciano un porting (Ubuntu è già un porting) del SO con caratteristiche migliori in tema di privacy... e non dispero nenache in un porting di freebsd. Certo non sarà mai la bella veste grafica alla quale ormai siamo abituati ma almeno avremo delle speranze (e non certezze ovviamente) di quel che gli americani definiscono free (che non è il gratis che noi intendiamo normalmente).

  12. #8
    Baby Droid


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    Quote Originariamente inviato da lnote Visualizza il messaggio
    il problema reale è che, come detto in precedenza, uno spartphone è un computer che lavora sempre online. Ed è proprio questo il problema maggiore per la privacy, il fatto che lavori sempre online e che sia studiato per farlo quasi solo in quella circostanza. Molte delle app necessitano della connessione per validare la licenza con il play store e molte tra le più utili (se non quasi tutte) usano le API ufficiali di Google, con tutte le conseguenze che questo comporta.
    Ma scavando un po' più a fondo ci si rende conto che Google non è affatto la sola. Prendiamo per esempio Canonical (Ubuntu) che in quanto a gestione della privacy non è diversa da Google. Anche per Ubuntu esistono svariati articoli in rete che spiegano come disabilitare tutte le smart scopes che gestiscono la trasmissione delle informazioni ai vari clienti (di Canonical), prima fra tutti Amazon. E non è che rimuovere le scopes basti a tutelarsi, anzi...
    Insomma, se andiamo verso il tutto free un motivo c'è ed è proprio il commercio di informazioni.
    Nonostante questo però, se hai davvero molta necessità di privacy, penso che qualcosa si possa fare. Per esempio puoi usare droidwall che altro non è se non un'implementazione di iptables (uno dei più noti firewall per unix) per filtrare il traffico dati oppure disabilitarlo del tutto, usare solo applicazioni che abbiano passato la verifica (fatta da te) sulle autorizzazioni e che non abbiano bisogno di validare la licenza online. Potresti cercare delle app per sostituirne altre che non trasmettano informazioni (penso ad una suite office che sostituisca todo, note e altro o ad un calendario solo locale).
    Ciò non toglie che smartphone = tracciabilità, magari non dei dati ma di dove sei certamente. E comunque, di questi tempi, l'unico modo per essere davvero certi di avere la privacy che cerchi è di essere un ottimo programmatore e di leggere ogni riga di codice di ciò che usi.
    Mi dispiace un po' dirlo ma forse l'unico modo davvero efficace è comprare un 3310 per telefonare (e rassegnarsi alla localizzazione dell'operatore) e comprare la classica agenda cartacea ed una calcolatrice portatile... sempre che l'agenda non venga smarrita
    Ciao Inote.

    Non è che abbia pareticolarmente bisogno di privacy ma sui telefoni ho le foto dei miei bambini, ad esempio e sinceramente, non mi va che passino per le mani di Google e dello sviluppatore della app.

    So bene di essere una goccia in un oceano e che ormai, siamo tutti schedati con una mole di informazioni personali, nelle mani di questi gestori, che nemmeno le istituzioni posseggono.Ma se la questione prende piede e la richiesta di privacy torni ad essere come dovrebbe, pur vero che si chiude la stalla dopo che sono scappati i buoi ma almeno non ne scappano altri, cioè che continui il monitoraggio continuo e costante di ogni nostra attività o altro.
    Quindi speriamo che in futuro, come hai preannunciato con Ubuntu, prenda sempre più piede la tutella delle proprie informazioni personali.

    Sono uno smanettone da computer ma l'idea di mettermi a smanettare pure col telefono, col tempo che ho disponibile, non è possibile.
    Dal momento che ho formattato il telefono, dovrei ricollegarlo all'account Google, cosa che voglio tassativamente evitare.
    Ho reperito, al di fuori dello store, una app che se installata, dovrebbe limitare l'accesso ai dati delle altre applicazioni.

    L'avevo già scritta e si chiama Online Privacy Shield.
    Saltando la procedura di ricollegarmi all'account ed installando questa app e Droid Wall, sempre reperita fuori dallo store, pensi o pensate che possa in qualche modo tamponare il trafugamento di dati dalle app?

  13. #9
    Androidiano


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    Onestamente non conosco online privacy Shield ma con un firewall puoi certamente limitare il danno.
    Anche io ho bambini e non mi sogno neanche di pubblicare foto private su facebook e ho disattivato il caricamento delle foto (che tolgo dal telefono il più presto possibile). Credo comunque che la tua idea sia valida.

  14. Il seguente Utente ha ringraziato lnote per il post:

    CROSSOVER (21-11-13)

  15. #10
    Baby Droid


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    Proverò, allora.
    Il solo fatto di non rimettere l'account Google e di non ricorrere ad Apple e Microsoft, potrebbe offrire un barlume di utilizzo, bloccando il piu' possibile i dati in uscita dal cellulare.
    Grazie Inote e a tutti per i suggerimenti

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