Google Play: uno store che può (e dovrebbe) migliorare

3 aprile 201458 commenti

Era il lontano 22 ottobre 2008 quando Google ha ufficialmente lanciato Android Market, lo store che avrebbe dovuto contenere tutte le applicazioni compatibili con il robottino verde e che, soprattutto, avrebbe avuto l'arduo compito di fronteggiare l'App Store di Apple. Qualche anno più tardi, precisamente il 6 marzo 2012, questo venne ribattezzato con il nome che tutti conosciamo oggi: Google Play. In quest'arco di tempo, lo store di Big G è decisamente cresciuto e migliorato sotto molti aspetti, implementando ad ogni suo aggiornamento numerose funzioni utili sia per gli sviluppatori, sia per gli utenti. A pochi giorni di distanza dal secondo anniversario della sua nascita, abbiamo deciso di soffermarci a riflettere su cosa può (e dovrebbe) migliorare.


Una ricerca avanzata e contestuale

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Come ben sappiamo, Google è famosa in tutto il mondo per il suo motore di ricerca, tant’è che la mission dell’azienda californiana è proprio quella di “organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili”. Tuttavia, ricercare qualcosa su Google Play non offre ancora la medesima esperienza che possiamo provare ricercando qualcosa su internet. Lo store di Big G, infatti, possiede ormai milionimilioni di applicazioni e molte di queste, pur essendo dei “piccoli capolavori”, passano totalmente inosservate perchè letteralmente seppellite. E’ vero, se cerchiamo, ad esempio, la parola “Twitter”, la prima app che appare tra i risultati è proprio il client ufficiale del social network, ma non è assolutamente quella a cui mi riferisco.

Innanzitutto, mi piacerebbe vedere un’opzione di ricerca avanzata, in cui l’utente può scegliere di impostare alcuni parametri al fine di individuare un potenziale gruppo di applicazioni a cui è realmente interessato. Potremmo, ad esempio, fare delle ricerche basate sul paese o sulla data di creazione di un’app, per che età è consigliata, sul numero di download totali o se è compatibile con il nostro dispositivo. Sarebbe, insomma, incredibilmente utile per chi fosse interessato a tutte le applicazioni sviluppate in Italia o per quei genitori che vogliono trovare dei giochi adatti ai loro bambini.

Inoltre, mi piacerebbe anche vedere un’ampia ricerca contestuale. Se, nella barra di ricerca, scriviamo “news reader”“giochi d’azione” o “cucina francese”, vorrei che Play Store mi desse come risultati tutte quelle applicazioni che sono inerenti al contesto fornito. Si tratta di un lavoro altamente complesso, ma che sono certo Google possa compiere. Come? Diciamo che non sono un esperto in questo campo, ma avrei, comunque, tre opzioni plausibili:

  1. tramite keywords, date dagli sviluppatori stessi al momento della pubblicazione;
  2. tramite una più ampia selezione di collezioni, di cui tratterò nel dettaglio nel prossimo paragrafo;
  3. tramite un qualche algoritmo speciale che solo a Mountain View potrebbero pensare e che dovrebbe analizzare tutte le applicazioni per poi assegnare ad ognuna di esse delle parole chiave per contesti specifici.

Una ricerca simile e così potente non solo sarebbe di incredibile aiuto a noi utenti, permettendoci di scovare più in fretta quello che stiamo cercando, ma andrebbe anche sicuramente ad aiutare gli sviluppatori, evitando così che le loro applicazioni vengano dimenticate per sempre.

[Tutto questo può anche essere esteso al campo musicale, letterario o cinematografico. Una ricerca avanzata aiuterebbe sicuramente a trovare, ad esempio, tutti i film usciti nel 2013 o diretti da uno stesso regista, mentre la ricerca contestuale sarebbe estremamente utile, ad esempio, per cercare canzoni per una serata romantica o libri di cucina giapponese.]

“collezioni”: un Google Play più curato

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Essendo un ex-utente iOS (e, di tanto in tanto, utilizzando un qualche prodotto della mela morsicata), una cosa di cui sento molto la mancanza è di come Apple curi in modo così dettagliato e, quasi, maniacale il suo App Store. Ogni sette giorni, infatti, si possono trovare una o due app della settimana (“Scelta dalla redazione”) e, soprattutto, nuove “collezioni“, cioè raccolte di alcune delle applicazioni preferite da Apple per un determinato contesto. In questo momento, ad esempio, possiamo trovare “Le basi della produttività”“Rompicapo popolari”Questo è proprio quello che vorrei vedere da Google. E’ vero, ogni tanto Big G crea una sezione speciale, come, di recente, “App da viaggio” o “App: fitness e benessere”, ma non siamo certamente ai livelli di Apple.

Una maggior presenza di collezioni nel Play Store potrebbe anche aiutare proprio quella ricerca contestuale chiesta nel paragrafo precedente: se Google conosce già quali sono le migliori applicazioni per chi ama viaggiare grazie ad una sua collezione sull’argomento, allora potrà presentare queste come risultati di una ricerca che come parola chiave ha “viaggio”.

Ancora una volta, non solo questo migliorerebbe la situazione per gli utenti, che così potranno scoprire facilmente nuove app per un determinato contesto, ma sarà anche un grande incentivo per gli sviluppatori ad essere creativi ed innovativi, così da poter essere sponsorizzati da niente di meno che Google.

Questo è decisamente un punto fondamentale per il Play Store, ma che richiederebbe uno sforzo ed un utilizzo di risorse non indifferente.

[Anche in questo caso possiamo tranquillamente estendere questa richiesta alle altre categorie di Google Play. A Mountain View, infatti, potrebbero creare delle collezioni per l’anniversario della scomparsa di Bob Marley, ad esempio, o celebrare l’uscita di un film al cinema proponendo tutte le altre pellicole dirette dallo stesso regista.]

Maggior controllo: un Google Play più sicuro e “pulito”

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Ammetto di non essere né un fan dell’approccio “super-controllato” di Apple, né di quello chiunque-può-pubblicare-qualsiasi-cosa” di Google. A mio avviso, a Mountain View dovrebbero cercare di trovare una via di mezzo. Certo, il fatto che tutti possano distribuire applicazioni sul Play Store senza che ci siano degli specifici controlli ha sicuramente dei vantaggi, come, ad esempio, il non dover attendere giorni (o settimane) perchè Google approvi un aggiornamento o una nuova app. Tuttavia, bisogna ammettere che questo metodo porta anche alcuni svantaggi. Big G dovrebbe semplicemente dare un (ulteriore) giro di vite, così da evitare di avere nello store 2568 cloni di Flappy Birds o applicazioni che si vede lontano un miglio che sono state pensate per qualcosa che non è esattamente scritto nella descrizione.

Anche questo, come la richiesta precedente, richiederebbe un notevole sforzo e bisogna anche ammettere che, rispetto all’inizio, Google è molto migliorata sotto questo aspetto. Diciamo che vorrei vedere ulteriori passi in avanti, evitando di diventare, però, esattamente come Apple.

Google Play “Beta”

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L’anno scorso, Google ha reso più facile agli sviluppatori il compito di distribuire le versioni beta delle loro applicazioni agli utenti, il tutto grazie alle community di Google+. Questa è stata una mossa decisamente apprezzata da tutti, ma che non manca di qualche (piccolo) problema. Quello che vorrei realmente vedere è una sezione a parte nel Play Store chiamata, appunto, “Beta”. Il motivo principale per questa richiesta è la difficoltà nel trovare o sapere quali sono, effettivamente, le applicazioni che fanno uso di versioni beta.

Una soluzione simile potrebbe avere un qualche problema tecnico da affrontare, ma basterebbe anche semplicemente indicare una lista di app che supportano una versione beta e che, una volta selezionate, rimandano l’utente alla specifica community.

Questo, sicuramente, incentiverebbe sempre più sviluppatori a rendere disponibili le versioni beta al pubblico e, soprattutto per l’azienda di Mountain View, darebbe anche un buon motivo agli utenti, che magari non sono a conoscenza di questa possibilità, ad andare ed usare Google+.

La possibilità che una cosa simile accada non è nemmeno del tutto remota, dato che Google sta cercando di unire sempre più aspetti del Play Store con il suo social network. Comunque vada a finire, sono decisamente convinto che l’attuale situazione delle applicazioni in versione beta vada migliorata in un qualche modo.

Google Play: un posto per bambini

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Si tratta di una richiesta di minor rilievo, ma che, non per questo, dev’essere considerata meno importante. Personalmente, vorrei che a Mountain View decidessero d’implementare una specie di Google Play per Bambini. Questo dovrebbe offrire, la prima volta che si accede, varie impostazioni configurabili dal genitore, come, ad esempio, l’età del bambino (in modo che, automaticamente, lo store crei una selezione di contenuti multimediali adatti), se si è interessati solo a sezioni specifiche di Play (libri, musica, app o film?) oppure se si vuole che, per scaricare qualsiasi cosa, venga richiesta una password. Soprattutto, Google dovrebbe curare personalmente questo Play Store, controllando a fondo ogni contenuto che s’intende pubblicare.

Questo non solo andrebbe a creare uno spazio sicuro per i bambini, che, così, eviteranno di scaricare materiale non consono alla loro età, ma potrebbe anche essere un incentivo a portare più contenuti per l’infanzia su Google Play, dato che, al momento, iOS è decisamente avanti.

Per chi ha figli sarebbe sicuramente una manna dal cielo e, soprattutto, i genitori potrebbero sentirsi sicuri a lasciare il loro tablet Android, ad esempio, al loro bambino.

Commenti e recensioni di Play Store stranieri

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Anche questa richiesta può essere considerata come di minor rilievo, ma se ci pensate attentamente, non è da sottovalutare. Infatti, credo che sarebbe estremamente utile avere la possibilità di leggere i commenti e le recensioni di Play Store stranieri. Non so a voi, ma a me è capitato, di tanto in tanto, di trovare un’applicazione, magari famosa in America, ma che, in Italia, ha zero votazioni. A quel punto, sarebbe bello avere un menù a tendina che, una volta selezionato, ci permettesse di leggere i commenti di paesi diversi.

Probabilmente questa è una funzionalità che difficilmente vedremo implementata, ma la speranza è l’ultima a morire, no?

[Questa funzionalità potrebbe essere facilmente estesa anche alle altre sezioni di Google Play, dove, forse, sarebbe ancora più utile. Molto spesso, infatti, mi è capitato di imbattermi in film senza recensioni e, sicuramente, mi sarebbe piaciuto leggerne qualcuna dallo store americano, ad esempio.]

Questi sono, quindi, i miglioramenti che Androidiani.com vorrebbe vedere in Google Play. Quello, forse, più importante, secondo me, è la ricerca avanzata e contestuale, perchè andrebbe davvero ad aiutare tutti e, soprattutto, potrebbe tentare d’interrompere quel fenomeno che sta preoccupando tutti gli store digitali, ossia il sovraffollamento delle applicazioni.

E voi, invece? Ci sono dei miglioramenti che vorreste vedere in Google Play? Fatecelo sapere nei commenti!

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  • nexus

    Il titolo non ha senso! Vi rendete conto delle cavolate che scrivete?

    • Nicholas

      Perché non ha senso, scusa?

      • Ing.Gae

        non perderci tempo. Non conosce l’italiano. Ottimo articolo comunque. Condivido tutto quello che hai scritto

      • Alex

        lascia perdere. l’italiano, questo sconosciuto :-) ottimo articolo. bravissimi!!!

    • fab

      Che problemi hai? Più chiaro di così…

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  • effelam

    Quello che dovrebbe fare urgentemente è separare gli store applicazioni e giochi. Perché cercando nello store dedicato alle applicazioni mi vengono fuori anche i giochi? In questo modo cercare un app è molto complicato.

    • italba

      Anche i giochi sono delle “app” quindi in automatico non si possono separare. Bisognerebbe classificare meglio le app e consentire una ricerca avanzata.

      • Ing.Gae

        anche no. Che anche i giochi siano app è vero. Ma se nello store trovo “App” e “Giochi”, se mi permetti nella ricerca di un “App” evidentemente non voglio vedere i “Giochi”, altrimenti avrei spostato il mio campo di ricerca

        • italba

          Mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa. Le varie app, che siano game o meno, devono essere accuratamente catalogate per consentire una scelta guidata. Inoltre bisogna tenere conto delle app “ibride” che pure esistono (infotainment, app di supporto ai giochi, app “gamificate”)

    • Nicholas

      In parte sono d’accordo. Credo che ormai, data la loro grandezza ed importanza, i giochi possano avere una sezione tutta loro.
      Per quanto riguarda il problema della ricerca, questo è uno dei motivi per cui servirebbe una ricerca avanzata su Google Play.

  • Ing.Gae

    Condivido tutto quanto detto. Secondo me la tattica di G di far pubblicare App a chiunque si è rivelata vincente per far crescere a dismisura lo Store. Ma, detto francamente, alla lunga vince a mani basse l’Apple Store. Dove per pubblicare un app prima di tutto devi iscriverti (a pagamento) al programma degli sviluppatori e ogni app che intendi pubblicare passa sotto il vaglio di Apple. Il vantaggio è interamente per l’utente.
    Lasciatemi dire che ogni app, fosse anche una semplice app per prendere appunti è anni luce migliore su Apple che su Android. La cura delle applicazioni e delle funzioni è notevole.
    Porto alcuni esempi giusto per non sembrare generalista. Su AppStore per iPad ho acquistato “Notes Plus”, una semplice applicazione per prendere note anche a mano stile S-Note di Sam, ma molto molto molto molto (x100) più evoluta e curata graficamente. Vale tutti gli 8,99 spesi.
    Altra App: Awesome Note HD for iPad. Eccezzzzzzzzzionale (lo so che si scrive con una z :D ). Nulla di simile per Android, anche se a dire il vero pare che sia stata fatta solo per Note8.
    Ancora: One Note for iPad.
    Potrei continuare all’infinito. Ma il vero punto di forza (e punto di debolezza del Play) è la presenza di App per Tablet ottimizzate per l’uso con l’iPad. Sui tablet Android la stragrande maggioranza delle App è un ingrandimento delle App per smartphone. VERGOGNOSO
    Basti vedere l’App di eBay (che personalmente uso tantissimo); quella per iPad è a dir poco favolosa. Per tablet Android (che è uguale a quella per smartphone!!!) dire che è una schifezza è davvero un complimento.

    • italba

      Diciamo meglio che su Google Play si trovano ANCHE delle app scadenti, ma se una software house investe quello che si deve investire per un prodotto professionale poi lo sviluppa sia per Android che per iOS. Quello delle “app per tablet”, come vado ripetendo da parecchio tempo, è un falso problema. Apple ha due device ben separati, iPhone e iPad e rende molto facile sviluppare due versioni diverse dell’interfaccia, per telefono e per tablet. Android invece supporta dispositivi con le più svariate dimensioni di schermo, impossibile sviluppare una versione specifica per ognuno. L’approccio corretto per Android è quello di sviluppare una unica app la cui interfaccia utente si modifica dinamicamente a seconda del device su cui gira, ad esempio facendo comparire delle informazioni aggiuntive su schermi di maggiori dimensioni o separando i controlli su pagine multiple per gli schermi più piccoli. L’SDK Android fornisce tutti gli strumenti per fare questo, il problema è che non tutti lo sanno o lo vogliono fare.

      • Ing.Gae

        non lo so. Non mi sembra verosimile che gli sviluppatori dell’app di ebay non siano in grado di farlo o non vogliano farlo. Esistono software house (tipo quella di Notes Plus) che esplicitamente, per il momento, si sono rifiutati di sviluppare per Android. Motivo (a detta loro)? A causa di questa mancanza di “netta” separazione, dovrebbero moncare la loro app per renderla quantomeno fruibile su una grossa fetta di dispositivi. E tra il rendere un app eccezionale un app scadente, e il rimanere fuori dallo Store hanno preferito la seconda via. E non sono gli unici.
        Microsoft (non so se volutamente o temporaneamente) ha fatto OneNote per Android che io ho installata sul Note2. Diversamente da quella su iPad, quella per Android è monca: non posso aggiungere blocchi appunti, non posso aggiungere sezioni ai blocchi appunti. Posso solo aggiungere pagine alle sezioni esistenti. Perchè? Davvero M$ non lo sapeva o voleva fare?
        Io ti dico la verità (e di questo me ne dispiace parecchio). Io col Note2 mi trovo benissimo. E’ l’unico smartphone (dopo iPhone4) che mi durato almeno 1 anno. Ma per colpa di uno Store “cavernicolo” sto seriamente pensando di ritornare alla mela. L’unico mio freno è la grandezza dell’attuale iPhone. Alle “rinunce” che mi impone Apple preferisco il valore aggiunto dello Store.

        • italba

          Guarda che Microsoft è un CONCORRENTE di Android! Perché mai dovrebbe sforzarsi per portare le sue app su Android allo stesso livello di quelle di Windows phone? Inoltre i tablet Android sono apparsi da relativamente poco tempo, e ancora le software house non si sono organizzate al meglio per supportarli. Aggiungi anche una minor abitudine degli utenti Android alle app a pagamento e capirai perché ci sono meno app di livello al momento rispetto ad iOS. Situazione destinata a cambiare in poco tempo, comunque.

          • Ing.Gae

            One note per ios è gratis e non è per Windows Phone. Quindi non ho capito quanto detto

          • italba

            One note non ho la più pallida idea di cosa sia né di cosa faccia, però portare la Microsoft come esempio di software house interessata allo sviluppo su Android mi sembra umoristico.

          • Ing.Gae

            Va be dai. Tutti espertoni qui. Volo via che la saccenza dilaga

          • italba

            Ossia se non ti danno ragione te ne vai dalla mamma strillando e piangendo.

          • Ing.Gae

            Da mia mamma non ci andavo manco a 20 anni figurati ora a 34 sposato con 2 figli. Il punto è che in questo blog ognuno vuole avere ragione e nessuno considera che a volte non si deve per forza avere ragione. Non esiste la verità assoluta. Io non la posseggo e non la possiedi nemmeno tu. Esistono le preferenze. Io con le mie e tu con le tue. Ma non perché queste siano diverse significa che le mie scelte siano migliori o peggiori delle tue. Sono semplicemente diverse e a me risultano migliori per le esigenze che ho. Se avessi avuto le tue stesse esigenze probabilmente avremmo fatto scelte uguali. Come detto prima, point of view.

          • italba

            Ma i punti di vista vanno anche motivati! Tu dici: Le app per iOS sono migliori perché distinte in phone e tablet, io ti rispondo che è lo stesso concetto di phone e tablet che non è applicabile ad Android, e che comunque i programmatori hanno a disposizione tutti gli strumenti per disegnare la loro app in modo adattivo, e tu dici “ma non esiste la verità assoluta”! Ma che senso ha? Se ti dico una cosa è perché la conosco, è un fatto, non un’opinione! Poi ci sono molte altre ragioni per cui puoi trovare su iOS delle app fatte meglio delle corrispettive su Android, ma sicuramente non è un problema tecnico!

          • Ing.Gae

            lungi da me a parlare di problema tecnico. Non ho mai detto che derivi da un problema tecnico. Io ho fatto una constatazione sulle app (anzi sulla tipologia di app) che utilizzo su entrambe le piattaforme.
            Poi: io non ho detto che le app per iOS sono migliori perchè distinte in phone e tablet. Ho detto al massimo che quello è uno dei punti a favore dell’App store. Qualche post fa ho scritto degli esempi concreti di app migliori per iOS a dispetto delle controparti su Android. Ma è una mia personalissima opinione su ciò che utilizzo.
            Qualche post fa ho riportato 2 esempi: eBay e OneNote. La prima è molto migliore su iPad perchè è curata maniacalmente. La seconda in Android è peggiore, invece, perchè manca completamente di funzioni che invece su iPad ci sono. Tutto qui. Che manchino funzioni ad App su Android, ma che invece mi ritrovo su iOS può o no essere considerato un punto a favore? Che dici? Non mi interessa di eventuali problemi tecnici. Ti ribadisco che da utilizzatore di app, vedo il risultato finale: One Note (che io utilizzo, magari tu no ma non pretendo che tu lo faccia) in Android manca di funzionalità che su iOS invece ci sono. Tutto qui. Naturalmente One Note è un esempio rappresentativo.
            Un altro esempio è Primus dell’Acca software che a me è linfa vitale (serve per fare la contabilità di cantiere). In iOS esiste (e costa pure 50euri :( ), in Android non c’è. Del perchè non ci sia a me non interessa. Il dato certo è che manca!!!

          • italba

            Quindi alcune app che hai usato sia su iOS che su Android sono risultate migliori su iOS. Dato che non ci sono ragioni tecniche per questo le ragioni devono essere altre, e te le ho già segnalate: Lo sviluppo su Android è iniziato dopo, per i tablet ancora più tardi, i clienti Apple sono più propensi ad acquistare le app, magari anche ad alto prezzo se serve, e ad usare il tablet come strumento di lavoro. Comunque tutte cose destinate ad essere superate.

      • Ing.Gae

        ah dimenticavo. L’app di eBay per iPad è completamente diversa da quella per iPhone. E’ completamente un app diversa. Quindi, non basta che l’app si modifichi dinamicamente. Qui parliamo di app che nascono per iPad e che sono radicalmente diverse da quelle per iPhone (se hanno una versione compatibile). Notes Plus per iPhone, ad esempio, non c’è proprio!!! I developer hanno scritto la loro app SOLO per iPad. Anzi, ti dirò di più. Al primo utilizzo ti dicono pure a caratteri cubitali che se vuoi il massimo dalla nostra app devi usare l’iPad con orientamento orizzontale!!!

        • Morenetor

          ora dimmi tu come fai a produrre una versione della stssa applicazione per tutti i tagli di tablet/smartphone/phablet android… gli ipad sono due o tre (ne esce uno ogni tot) e gli iphone pure.sono spesso daccordo con italba proprio per questo: prima di parlare pensa.
          per il fatto degli sviluppatori di sicuro preferisco google ad apple

          • Ing.Gae

            ma scusa siccome non puoi produrre la stessa app per tutti i tagli allora non vale contarlo come un punto a sfavore dello Store? e sarei io quello a dover pensare?
            poi tu preferisci gli sviluppatori google a quelli di Apple. D’accordo, puoi avere una tua opinione anche senza argomentarla. Sappi però che, non dico tutti ma quasi, sviluppano su entrambe le piattaforme. Ergo…. pensa!!!

        • italba

          Ma scusa, perché mai un’app dovrebbe poter funzionare su un device da 7″ e non su uno da 5,5″ con la stessa risoluzione? E con 6″ che succede? E addirittura presenti come cosa buona e giusta che il programmatore ti dica se devi tenere il tuo device in orizzontale o in verticale! Ma che si sforzassero un po’ di più, imparassero cose come il “responsive design” (cerca che vuol dire), piuttosto! Qui http://mobile.smashingmagazine.com/tag/android/ puoi trovare una serie di quattro articoli che ti spiegano come si programma l’interfaccia utente su iOS, Android e due ambienti “compatibili” come Phonegap e Appcelerator Titanium. Potrai notare che, per Android, puoi ridisegnare tutti i layout e gli elementi della tua applicazione al variare della risoluzione e della dimensione dello schermo!

          • Ing.Gae

            Diciamola così. Sono un utente medio e di come si programmi me ne fotte. Io vedo e usufruisco del risultato finale. Ed è innegabile che su ios ho risultati diversi che su Android. Personalmente preferisco il primo come qualità app. Point of view

          • italba

            Quindi preferisci che qualcuno ti prenda per la manina e ti spieghi: Guarda, questo è un telefono, quest’altro è un tablet, si deve tenere così, non ti azzardare a comprare qualcosa di non standardizzato, non usare lo stesso programma per il telefono sul tuo tablet, devi comprarne un’altra copia! E quando comprerai il nuovo iPhone da 5.5″? Ti faranno usare le app da telefono, quelle da tablet o ne dovrai comprare un terzo tipo?

          • Ing.Gae

            No. Prima di tutto se compri un app per ipad non è che quella per iPhone la paghi di nuvo. Però se permetti a me non dispiace che X (che è lo sviluppatore del app Y) mi dica: guarda, la nostra app si usa sia in landscape che in portrait mode. Però se vuoi il massimo del comfort devi usarla in landscape, così i menù di modifica e selezione saranno sempre visibili e non accessibili tramite swipe. A te la scelta

          • italba

            Abitudine ad avere la pappa pronta. Non è vero che in generale un’app si possa usare meglio in landscape piuttosto che in portrait, deve essere il programmatore (chiamiamolo così, in effetti è sempre un team di parecchie persone) a disegnarla in modo intelligente. Se il programmatore la disegna solo per il landscape o solo per il portrait lui è contento perchè fa solo metà del lavoro, alcuni utenti sono contenti perché si sentono più guidati ma non è il modo giusto di fare.

          • Ing.Gae

            No intendevo che per quell’app in particolare (nel dettaglio Notes Plus) effettivamente utilizzandola in orizzontale è molto meglio. Ma la puoi usare anche in verticale. Solo che obiettivamente in orizzontale è più produttiva.

          • italba

            Il che vuol dire che la modalità verticale è stata disegnata meno bene di quella orizzontale.

  • Eugex8.9

    Purtroppo google vorrebbe fare (fa) una miriade di cose, ne consegue che poche di queste gli escono davvero bene. Comunque non sputo nel piatto dove mangio ed aspetto, come faccio da oltre 5 anni..finché vorrò provare “altro”. La cosa che proprio non sopporterei (e centra poco con l’articolo in realtà) sarebbe ritrovarmi un social network al posto di un OS serio, ma anche li siamo sulla buona strada..

    • Massimo Parisi

      Concordo, tant’è vero che alcuni servizi hanno aperto e chiuso battenti dopo qualche anno. Goggle plus, mi pare sia anche obbligato a chi fa un account gmail, stenta a decollare. Gmail invece trovo sia ottima. Le mappe sono superiori ancora per la presenza di street view. Google drive anch’essa la trovo ottima. Comunque sono andato OFF Topic….

      • Eugex8.9

        Si, infatti chiudiamola qui. Mi trovo però totalmente d’accordo con tutti i punti da te citati :)

      • ZRWETVBY

        perchè devono farmi usare per forza google plus?????
        sceglierò poi io che social usare.

  • Massimo Parisi

    Non è solo una questione di ricerca ma di contenuti. Difficile trovare app musicali, nel mio caso, al livello di quelle presenti su app store. In questi giorni cercavo un app per il controlllo delle luci dmx tramite artnet, niente, tutta robaccia! Sull’App store c’è la già meravigliosa Luminair che promette ancora ulteriori miglioramenti p.s. costa un botto ma per gli addetti al settore il prezzo è giustificabile.

    • Nicholas

      Nell’articolo ho provato ad indicare quello che, attualmente, bisognerebbe migliorare nella struttura del Play Store. Il problema che indichi tu, purtroppo, esula in parte da questo. In parte perchè, secondo me, se Google desse delle linee guide più rigide (in stile Apple, insomma), potremmo anche vedere più applicazioni fatte bene.
      Tuttavia, la causa del fenomeno di cui parli tu (e altri) credo che rimanga nel fatto che programmare per Apple sia più facile (spero di non aver detto una cavolata, non sono uno sviluppatore) e, nel caso specifico, che gestisca meglio il reparto musicale/di riproduzione del suono.

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  • Silvano

    Adesso non so se i problemi che ho riscontrato e che vado ad illustrare sono legati al paese in cui vivo oppure no…(scusate se ho detto una baggianata)..Ho comprato un sacco di telefoni, possiedo tutti i top di gamma..ebbene spesso capita che quando aggiorno una App o ripristino su un altro terminale quelle che ho già acquistato, mi occorrano 2 o 3 tentativi per terminare l`operazione…errore 927 oppure semplicemente errore durante il download…a volte è veramente scocciante..con l`app store non mi succede mai…e non è un problema di connessione o di velocità della rete..in quanto vivo in Liechtenstein e funzionano tutte e due alla grande..

  • Superpetru

    Ottimo editoriale!
    Concordo in pieno. Spesso per cercare un app mi trovo a cercarla su google per poi inserire il nome giusto nel play. Sinceramente da google mi aspetto di piu.

  • mekssj86

    condivido tanto la parte della ricerca…
    e soprattutto…:

  • Antonino Napoli

    Vorrei poter selezionare da “le mie app” solo alcune e aggiornare solo le selezionate.

  • luxx

    Ma poi gli giochi inglesi come wipeout o peggle sono compatibili ma nel google play nn vengono sezionati invece nel app store si
    Cmq forza android;)

  • Renato Coppola

    Argomento interessante ed equilibrato, pieno di spunti e riflessioni ben ponderate.
    Vorrei aggiungere qualcosa a proposito delle valutazioni che accompagnano le app: non sempre sono significative, quando non anche ingannevoli, in quanto rilasciate sovente da persone maldestre, impreparate e senza un briciolo d’umiltà.
    A questo punto sarebbe utile, se non una preventiva autorizzazione in stile Apple, almeno l’affiancamento d’una valutazione ufficiale BigG come riferimento.
    La media delle valutazioni, inoltre, non è affatto indicativa, in quanto legata solo al numero di scaricamenti dell’app: se questa, per quanto valida, è realizzata da un piccolo e sconosciuto programmatore, basta una manciata di recensioni negative di qualche smanettone buzzurro che rimarrà sepolta nell’oblio, sempre che non rimanga vittima, addirittura, di un’ordita manovra di boicottaggio di qualche concorrente…

  • pirata_1985

    Vogliamo il playdevices nel playstore!!!!

    • Nicholas

      Giusto, è una cosa a cui personalmente ho pensato e mi sono dimenticato di inserire. Non capisco proprio il motivo per cui non ci sia!

      • ZRWETVBY

        ce solo dal computer :(

  • manu

    Secondo me sarebbe utile anche avere una funzione di tutte le app acquistate…..

  • dome90

    Per la ricerca contestuale si può fare in modo che il creatore dell’app metta dei “meta tag” (tipo delle parole chiave) che si usano nelle pagine web per far in modo che il sito sia visualizzato nella prima pagina di google (perchè ciò che l’utente ha cercati su google è uguale alla parola chiave)!

  • Pingback: Google Play: uno store che può (e dovrebbe) migliorare - HostingPost.itHostingPost.it()

  • teob

    Bellissimo articolo che condivido al 100%.
    Io vorrei una funzione a mio avviso essenziale. Il poter tornare alla versione precedente quando aggiorni un app e non ti funziona più. Sono stato più di due mesi senza skype perche l aggiornamento di febbraio mi mandava in palla il cell e come me tanti altri. Bastava avere la funzione torna alla versione precedente o All ultima funzionante ed ero a posto. Invece ho dovuto aspettare l aggiornamento successivo

  • ZRWETVBY

    la cosa che vorrei di più è vedere PLAYSTORE e GOOGLEPLUS separati!!
    quando valuto,commento,recensisco usa il mio account google plus.
    io non voglio utilizzare per nessun motivo il social network di google, dovrei essere io a scegliere che social usare invece quelli di google fanno di tutto per farmi utilizzare il loro google plus!
    stesso discorso per le BETA, sono obbligato ad unirmi alla community e guarda caso dove?? su google plus! non potete mettere una sezione sul play store senza tante storie?
    magari aggiungete un avviso come per i contenuti PAGAMENTO-IN-APP per le pubblicità super invasive che ti aprone le app in background le app da sole e ti rallentano tutto il telefono!!!

  • mrs92

    Nicholas Orsini i tuoi articoli sono il TOP.
    Grazie!