Le apps a pagamento di Android si avvicinano a quelle di iOS

9 settembre 201258 commenti

Sicuramente, non solamente per la maggiore quantità di applicazioni, gli utenti iOS sono soliti acquistare le proprie applicazione tramite l'App Store differentemente da quanto sono abituati a fare gli utenti Android dal Google Play Store. Le apps a pagamento per la piattaforma di Apple sono in maggioranza rispetto a quelle gratuite invece il market d'applicazioni per Android riesce ad invertire la tendenza. Almeno fino allo scorso anno, secondo quanto riportato da una ricerca effettuata da Swiftkey, Pocket-Lint e Mobile Nations.

Secondo la ricerca di mercato effettuata su un campione di 17.000 utenti, ovviamente in possesso di uno smartphone, le differenti tendenze dei due store d’applicazioni stanno per trovare un punto di congiunzione.

Il grafico rappresenta chiaramente quest’andamento:

Dal 2011 ad oggi la tendenza dei mercati sembra essersi invertita in modo tale da divenire quasi un punto d’incontro per le differenti e nemiche piattaforme mobile.

Nel 2011 gli utenti Android che non avevano installato alcun tipo di applicazione a pagamento erano in maggioranza (11%) rispetto al 3%, ed inoltre gli utenti che avevano installato più di 20 applicazioni a pagamento favorivano iOS (39%) rispetto ad Android (12%), quest’anno è tutto molto diverso.

Quest’anno, sia per la piattaforma di Google e sia per iOS gli utenti a non aver installato applicazioni a pagamento si equivalgono, rispettivamente 7% e 6%, invece gli utenti che hanno installato più di 20 apps a pagamento salgono per Android al 19% e calano per iOS al 26%.

Ciò segna una svolta nel mercato delle applicazioni Android e soprattutto un cambio di rotta di molti utenti che, anche grazie all’aumentare di applicazioni sul Play Store, preferiscono affidarsi ad ottime applicazioni a pagamento piuttosto che utilizzare quelle gratuite (inversamente accade in iOS).

Le “sole” 17.000 persone intervistate ovviamente non compongono l’intero mercato, perciò non possiamo adattare l’andamento della ricerca per l’intero sistema ma possiamo apprendere come, in solo un anno, possa cambiare la tendenza e la mentalità di molti utenti.

Voi preferite acquistare applicazioni o utilizzare quelle gratuite?

 

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  • Raad

    Purchè non finisca come le Eppol che senza i dati della carta di credito non ti fa registrare al AppStore

  • NoAppleNoParty

    Il problema di Android è e sarà la facilità con cui si possono copiare app a pagamento.

    Lo sviluppatore non è tutelato circa il ritorno dell’investimento.
    Poi che le app a pagamento di Play Store, di colpo, secondo l’autore dell’articolo, siano di colpo diventate migliori di quelle gratuite mi lascia sbigottito. (cambio di rotta di molti utenti… preferiscono affidarsi ad ottime applicazioni a pagamento piuttosto che…)
    Circa iOS e le app, ce ne sono a pagamento che fanno pena e free che sono fantastiche, così come il contrario.

    • elegos

      Lo sviluppatore non è in grado di / non vuole creare o utilizzare servizi di protezione, questa è la realtà. Paragona questo all’AppStore del MacOS: basta scaricarti una applicazione da internet e copiare i permessi dello store di un’app gratuita: aggiornamenti gratuiti per sempre.

      Esistono fior di librerie proprietarie per l’offuscamento del codice, per il controllo copia pirata. Ci sono svariati modi per obbligare la persona a pagare (in primis dati su server). Gli sviluppatori spesso invece decidono che non ne vale la pena, che si fidano dello store. Ma chiunque, in qualsiasi ambito, può fare copie di prodotti e distribuirli (vedi videogiochi per PC e console).

      Smettiamola di dire quindi che su Android crackare le applicazioni è semplice, sembra quasi una litania: è tanto semplice quanto crackare qualsiasi altra applicazione di qualsiasi piattaforma. Questo se gli sviluppatori non si affidano a sistemi anti-pirateria.

      • Ikaro

        La cosa, per me, e’ un po piu’ complicata, ci saranno pure dei bei sistemoni anti pirateria ma perché spendere più tempo e denaro se sai benissimo che qualcuno prima o poi trovera’ il modo per ragirarlo ? E se poi lo fai tutti a lamentarsi (quanti in questo forum si lamentano della connessione a internet perpetua voluta da alcuni giochi ;)
        Come puoi poi paragonare il mac app storie col play store (sappiamo tutti quanto sia facile scaricare un’app per il computer)…i paragoni faccia moli con ios e vediamo quanto sia più difficile scaricarci app craccate…
        So che quello che dirò e’ contro corrente ma se si vuole tutelare gli sviluppatori e’ google a doversi muovere togliendo l’impostazione “installa da origini sconosciute” spero, pero, che questo non succeda ( anche perché si perderebbe uno dei punti cardini dell’OS “libero” e sarebbe solo un modo per “arginare” i danni ;)

        • elegos

          Facciamoli con iOS: Cydia. Abbastanza chiaro? Ci sono repository di sole applicazioni pirata. Semplice, no? Basta installare il market alternativo ed impostare un URL. E Google come fa a tutelare lo sviluppatore, se è lo sviluppatore stesso a non volersi tutelare? Io programmo per più piattaforme e ti assicuro che le mie applicazioni a pagamento le blindo. E questo come faccio a farlo? Grazie ad una profonda conoscenza di come funzioni un’applicazione e quali possano essere i vari punti deboli (vedi: Università). Se non avessi una conoscenza tale, mi affiderei alle librerie che si trovano in giro.

          Quanto speri di guadagnare con l’applicazione? Tanto? Compra / sviluppa sistemi anti-pirateria. Poco? Non ti lamentare se la tua applicazione senza protezioni viene ridistribuita senza neanche doverla modificare.

          • Ikaro

            guarda conosco come funziona cydia e il jb (ho avuto un ipod touch) comunque se sei convinto che sia semplice come tappare un opzione sul menù ti lascio alle tue convinzioni ;)

            per il discorso anti-pirateria:
            OGNI sistema è craccabile, prima o poi… guarda ps3 o psvita che dovevano essere incraccabili e invece… oppure app professionali, come le suite adobe da 1500e, violata quasi subito…

          • elegos

            Se non sai di cosa parli, non “lasciare alle convinzioni altrui”, informati e poi rispondi.

            Per il discorso pirateria: hai ragione, ogni sistema è crackabile in qualche modo, ma alcune applicazioni non valgono la pena di esser crackate se costano poco e son ben protette. Il discorso delle console Sony deriva dal fatto che hanno trovato le chiavi private RSA di cifratura in quanto gli ingegneri della società si erano “dimenticati” di generare un nuovo seme per la randomicità, altrimenti sarebbero incrackabili, almeno non a livello software. Per farti un’idea, i documenti “Top Secret” degli USA usano lo stesso metodo di cifratura. Le applicazioni della Adobe non hanno intenzione di essere incrackabili in quanto hanno uno share del mercato mostruoso (alla pari di Windows), mentre altre applicazioni di altri settori (come quello audio) sono così difficili da crackare che non ne trovi in giro (es. protezione tramite chiavetta USB).

            Veramente, stai parlando con una persona che sa di cosa sta parlando, mentre sembra che tu abbia solo una conoscenza generica del problema.

          • Ikaro

            certo che sei proprio cattivello… vabbè dai rimaniamo di queste convinzioni:
            per me un sistema, per quanto protetto sia, se si vuole lo si può craccare fine… avvalorato, trall’altro dal tuo “hai ragione” allora di cosa vogliamo parlare? penso che se un creatore di un’app da 5e usasse ste benedette chiavi RSA, o qualunque altro sistema (craccabile comunque) l’app la dovrebbe far pagare MOOOLTO di più… ergo, è inutile…

          • elegos

            L’RSA è un algoritmo ed è implementato nelle più svariate librerie opensource, non costa nulla. Serve per proteggere i dati, non le applicazioni (che per forza di cose devi poter leggere su un dispositivo). Il fatto è che sulle console hai a disposizione la chiave pubblica, ma non quella privata, quindi i “homebrew” che non sono firmati con la chiave privata non possono girare. Ora è più chiaro? Non è che sia “cattivello”, sto cercando di spiegare ad un muro che le protezioni esistono, ma che i programmatori non cercano neanche di proteggere le proprie applicazioni. Fare questo equivale a, che so, distribuire un’applicazione a pagamento la quale può esser copiata da una parte ed eseguita dall’altra senza nessun controllo di seriale/account online/quant’altro (che ormai sono diventati sistemi obsoleti fintanto che rimangono offline, ad oggi esistono metodi molto più efficienti per proteggere le copie, ad esempio facendo scaricare un file di licenza piccolo e codificato con ‘sto benedetto RSA legato all’account di Google).

          • Ikaro

            vabbè il “muro” non ha capito, e visto che i programmatori decidono di non proteggersi sono del pensiero che sono inutili, o per le app così poco costose o per la facilità di essere craccabili… in definitiva non penso proprio che i programmatori si vogliano dare una mazzata sui coglioni da soli non mettendo sistemi che, da quello che dici sono semplici, non costano, e sono difficili da craccare, TUTTO QUI…

          • ale

            Vai ikaro! Settimana dell’apprendimento! :) ti stai specializzando in lunghe discussioni!alla prossima!

          • Ikaro

            vai ale settimana del coglione…sei al primo POSTOOOO…

          • Ikaro
          • elegos

            Infatti… se tu avessi letto l’articolo e ne sapessi di più sull’argomento, capiresti che il problema non è legato all’algoritmo RSA, ma a questo particolare sistema. Tecnicamente con i computer moderni, avendo un pool di centinaia di macchine al lavoro 24/7 per trovare una chiave privata RSA da, mettiamo, 128 bit, ci metteresti più di 100 anni. L’articolo ha riportato la notizia che un sistema che genera chiavi RSA è stato crackato, non che l’algoritmo lo sia stato.

          • Ikaro

            Uno studio descrive un exploit grazie al quale è possibile estrarre in pochi minuti le chiavi crittografiche presenti sui token venduti dalla società statunitense. Che comunque non è la sola a essere vulnerabile…

            leggi BENE, e smettila di fare il professorone tentando di farmi sembrare stupido ;)… ripeto…in definitiva non penso proprio che i programmatori si vogliano dare una mazzata sui coglioni da soli non mettendo sistemi che, da quello che dici sono semplici, non costano, e sono difficili da craccare, TUTTO QUI…

          • elegos

            presenti sui token

            ^– sai cosa sia un token? Non esageravo sui tempi di crack di una chiave RSA. Questa discussione dovrebbe aiutarti a capire, se non ti ci perdi: http://security.stackexchange.com/questions/4518/how-to-estimate-the-time-needed-to-crack-rsa-encryption

            Ti consiglio vivamente di smettere di renderti ridicolo, fatti un corso o due sulla sicurezza informatica all’Università e torna qui.

          • Ikaro

            vabbè dai, sono in vacanza non mi serve e NON HO voglia di conoscere tutte stè cose… comunque vallo a dire ai creatori di app come te di mettere tutti sti sistemi di sicurezza (alla C.I.A) nelle loro app, se non l’hanno già fatto un motivo c’è ;)…PASSO E CHIUDO cowboy :D

          • trico

            Caro ikaro, ci sono delle sfide che consistono nel fattorizzare un numero in due primi, danno anche buoni soldi per farlo. Inoltre insegneresti matematica a matematici con i contro coglioni, perchè non ci provi?

          • Ikaro

            “insegneresti matematica a matematici con i contro coglioni”…non lo farei MAI certo è che non mi ritrovo con uno che mi dice che installare app pirata su iOS è facile come farlo su android, con uno che, cito testualmente, mi dice “Per il discorso pirateria: hai ragione, ogni sistema è crackabile in qualche modo” e poi mi tira fuori chiavi rsa INCRACCABILI porti articoli sulla craccabilità dei file token (che, mi correga se sbaglio, sono quelli che generano queste chiavi ;) )… con uno che mi dice “io blindo le mie app” mentre ci sono, con tutto il rispetto per il suo lavoro, aziende vere e proprie come gameloft che non ci riescono…insomma non ci facciamo imbambolare da questi bei paroloni, caro trico :D

          • NoAppleNoParty

            Ok, ma Cydia presuppone un iPhone jailbreaked.
            Forse l’1% o il 2% del parco utenti ha la voglia di jailbrekare il proprio iphone.
            Quanto vale il tempo perso, il rischio di inchiodare l’iphone o l’ipad, il fatto di dover aspettare il jailbreak untethered per aggiornare iOS all’ultima versione rispetto al costo (quache euro di media) di un app?
            Ok lo smanettone pseudo hacker etc… ma una persona tipo !!! mai.

        • Mirko

          non succederà mai che google tolga quell’opzione xk google non ha un’interesse particolare sul fatto che il play store vada bene, tanto loro non ci guadagnano niente comunque (o comunque molto poco)

          • Ikaro

            sul fattore play store credo ti sbagli… google deve mantenerlo sempre ricco e valido attirando sempre più sviluppatori (come stà facendo, del resto)… un sistema può essere valido quanto vogliamo ma senza app (o comunque meno valide) è nulla (vedi windows mobile)… non succederà mai per il semplice fatto che google ha fidelizzato i suoi “clienti” con la storia (veritiera) del sistema libero e togliere una funzione del genere farebbe più male che bene ;)

          • Google ha interesse che il suo store sia pieno di app gratuite… Google guadagna grazie agli ads ;)

        • Guest

          Android non è libero, ma open source, scusa la correzione, ma è fondamentale

    • Green Robot

      Sono d’accordo con te. Riguardo al giudizio che Inuso esprime sulla presunta superiore qualità delle app a pagamento rispetto a quelle free, ricordiamo che si tratta pur sempre di Inuso. In ogni articolo, invece di riportare più o meno semplicemente i fatti, aggiunge sempre qualche considerazione personale… il fatto è che, come dire… non è Montanelli.

  • Paranoid Android

    chi riceve più pollici in su è gay

    • paolo refuto

      NON VEDO QUALE PROBLEMA CI SAREBBE..

      • LucaFausto

        up

    • aj

      Allora 6 gay

      • Paranoid Android

        LOL

    • Joelt

      Up!

  • davide

    Sarebbe meglio avvicinarsi anche qualitativamente a quelle dell’ App Store?

  • Pingback: Le apps a pagamento di Android si avvicinano a quelle di iOS | Notizie, guide e news quotidiane!()

  • un altro io

    Io preferisco le app free a quelle a pagamento Perchè non mi va di usare la carta dei miei per comprare app che quando si cambia telefono si perdono..se ci fosse un modo per trasferire le app da un telefono all altro (gratuitamente le comprerei..magari con l’account gmail)e soprattutto se in italia uscissero le carte regalo come quelle di app store

    • aj

      Veramente non si perdono,basta rimettere il tuo account nel play sto re e potrai scaricare quante volte vuoi quelle app,sono salvate nel tuo account

    • Sid

      Non le perdi assolutamente cambiando telefono se rimani con lo stesso os e mi pare che in italia ci siano già le carte regalo del play store da un po di settimane. Cmq di certo dal play store nessuno ti frega soldi pagando con carta di credito!

  • mi è venuto in mente un paragone tra sistemi operativi:

    gingerbread = windows XP
    ice cream sandwich = windows Vista
    jelly bean = windows 7
    come lo vedete?

    • aj

      Che qua non centra nnt e jb io lo paragonerei a win8

      • andreas

        io la vedo diversa da voi:
        froyo: Windows xP (Sistema operativo rivoluzionario ma ancora basilare)
        gingerbread: Windows vista (miglioramento del sistema)
        Ice cream sandwich: Windows 7 (fluidità, grafica e trasparenza)
        Jelly bean: Windows 8
        COMUNQUE RESTA SEMPRE UN PARAGONE ASSURDO..

    • derapage

      sarebbe come dire che ICS è il sistema operativo più lento e pesante ai prodotto…

    • Gio

      ics non è vista, io la vedo più così:
      GB=XP
      ICS=7 Basic
      JB=7 Ultimate

      • justisback

        vista è honeycomb

  • Bhe senza dubbio è anche perchè la qualità delle app android sta notevolmente salendo non si puo non comprare un gioco come Asphalt in piú a 70 cent!!

  • lasorella

    ??? ma c’è qualcuno che paga le app???

    • NoAppleNoParty

      IO l pago le app per iOS.

    • trico

      Io.

    • AssassinoXI

      io

  • Joelt

    Cerco un applicazione per il ciclo mestruale

    • Luca

      Una italiana si chiama “calendario periodo”.

  • simonev1986

    onestamente?? spendere 80 centesimi e dare un contributo allo sviluppatore credo sia la normalità, invece di cercarla assiduamente craccata, da veri morti di fame!

  • mauout3

    Aptoide

  • Luca

    Il grafico dice pure però che la vendita delle app di ios è calata in proporzione all’anno prima. Secondo me più che di pirateria è una questione di diffusione degli smartphone. Ho amici che hanno l’iPhone perché si chiama iPhone e motivano la loro spesa con il fattore fotocamera e l’app migliore che conoscono è “calcolatrice”. Questo per dire che questo tipo di “clientela” non comprerà mai app dall’app store. Ora per android vale il contrario nel senso che con tutti i bei telefoni che sono usciti e stanno uscendo si diffonde di più pure tra quelli che preferiscono” giustamente” pagare le app dal market