Android Lollipop pone fine “all’Easy Root” secondo Chainfire

23 Ottobre 201492 commenti

Il supporto agli SoC a 64-bit ed il radicale cambiamento di runtime (da Dalvik ad ART) ha fatto sì che questa nuova versione di Android, la 5.0 Lollipop, venisse definita come una delle più innovative di sempre; tuttavia per alcuni sviluppatori, come il famoso Chainfire, ci sarebbero degli "effetti collaterali".

Pare infatti che assieme alle caratteristiche elencate, Google abbia dotato l’aggiornamento di molte misure di sicurezza, alcune parecchio avanzate, volte a contrastare il costante impegno dell’NSA nell’intercettare i nostri smartphone; ciò è da un lato molto positivo, ma dall’altro apre un dibattito sulle procedure per ottenere i permessi di Root, che, con Android 5.0, si fanno molto più complesse e articolate.

Prima di tutto al momento i diritti di Root su tale versione del robottino verde sono irreversibili, poiché direttamente “scritti” nel Kernel, ed è comunque impossibile ottenerli senza un bootloader sbloccato o facilmente sbloccabile. In secondo luogo c’è da considerare la frammentazione dello stesso OS, ed il fatto che ogni produttore facilita o meno tale sblocco.

Insomma, noi non possiamo far altro che sperare nel lavoro dei tanti appassionati, ma pare che questa volta le cose per loro saranno più complicate del previsto.

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