Alcune app preinstallate su smartphone economici raccolgono i dati degli utenti

6 luglio 201810 commenti

Secondo un'indagine pubblicata sul The Wall Street Journal, alcune app preinstallate sugli smartphone venduti nei Paesi in via di sviluppo raccoglierebbero, di nascosto, i dati degli utenti per conto di aziende pubblicitarie.

Nel mirino del quotidiano americano è finita GMobi, una compagnia con sede a Taipei, che, attraverso un’app preinstallata sui dispositivi prodotti dall’OEM Singtech, raccoglierebbe i dati degli utenti in modo da mostrare loro pubblicità mirate.

Tra i dati raccolti da questa applicazione figurerebbero IMEI, indirizzo MAC ed informazioni sulla localizzazione.

Secondo il CEO di GMobi, Paul Wu, però, la propria compagnia non avrebbe violato alcuna legge e, anzi, Singtech avrebbe permesso l’installazione di tale app per fornire update gratuiti ai propri clienti.

Sul sito della compagnia, alcuni nomi importanti come Xiaomi, Huawei e BLU figurano tra i partner. Le tre aziende, però, hanno negato di avere qualche accordo con GMobi.

Anche la cinese Adups e MoMagic, con sede in India, hanno offrono un simile servizio per l’aggiornamento dei firmware. Lo stesso CEO di MoMagic, inoltre, avrebbe ammesso di aver agito nel pieno rispetto delle leggi sulla raccolta dei dati degli utenti che, in Paesi come l’India ed il Bangladesh, sono poco restrittive.

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  • teob

    Tutte le altre app Google comprese invece non raccolgono e inviano neanche 1kb di dati a nessuno ….

    • ILCONDOTTIERO

      1kb no , ma Giga all’anno magari più probabile forse .

      • teob

        Sarebbe bello vedere quanti gb all’ anno Delle nostre offerte se ne vanno in raccolta dati e banner pubblicitari

  • Mauro Zuccato

    e quindi…? la maggior parte delle app raccolgono… vediamo di non fare di tutto un fascio… quando si parla di “raccolgono dati” intendiamo “cosa preferiscono come ricerca”? Google… Amazon… non sono da meno. Oppure raccolgono “carte di credito/password”?

    • Doc74

      l’accusa è che usino i dati per le pubblicità mirate . cose che amazon ,o facebook o google ASSOLUTAMTE non fanno …

      La differenza sarebbe che secondo loro viene fatto “furtivamente ” mentre se usi amazon è tacito che i tuoi dati vengano usati per quello.

      Per facebook sappiamo come è finita…

      • ILCONDOTTIERO

        Da quando per sbaglio mi sono affacciato ai colossi da te menzionati , il telefono è diventato un tiro al bersaglio e le mail per offerte mirate idem

    • Walter Antolini

      Sì effettivamente tutte le maggiori app raccolgono dati degli utenti a loro insaputa, per fare un esempio mi è capitato di recente con un’applicazione di un noto operatore telefonico che invia dati personali dell’utente (imei, bootloader, prodotto, acccount connessi, ecc..) ad una azienda esterna anche se lo stesso non lo dichiara direttamente nell’applicazione, cosa che dovrebbe fare con la nuova legge del GDPR. Ma visto che la legge non la rispetta nessuna grande azienda non ci possiamo lamentare più di tanto.

  • Doc74

    mi sembra la tipica spalata di merda a gratis sui marchi cinese. E intanto facebook va bene quello … e microsoft che passa i dati all NSA e lo ammette pure , pure quello va bene immagino

    • sanio

      concordo in tutto tranne..che il marchio blu è di Miami u.s. non cinese🤣🤣

  • Luki1

    Ma dai? Fatevi delle domande.
    Se una cosa costa poco è gratis è ovvio che guadagnano sulla pelle dell’utente.
    Che poi con che coraggio si comprano prodotti ulta low cost di marchi sconosciute? Cosa pretendete?
    Ricordo qualche anno fa girava un tablet molto economico che però aveva lo svantaggio di essere impestato di bloatware a non finire. Era inutilizzabile anche dopo 1000 wipe.