Brevetti, Microsoft attacca Motorola e la dogana USA: “Incontri segreti con Google”

13 luglio 201313 commenti

Guerra dei brevetti, nuova puntata: secondo Microsoft, il divieto di importazione negli USA di dispositivi Motorola, stabilito nel Maggio 2012 dalla ITC, non sarebbe stato fatto rispettare dai servizi doganali, anche grazie ad alcuni "incontri segreti" avuti con Google.

Il ban alle importazioni di terminali Motorola negli USA, deliberato dalla ITC a causa dell’utilizzo di un brevetto detenuto da Microsoft relativo alla sincronizzazione di calendario e appuntamenti con altri terminali, sarebbe stato aggirato da Google, con la complicità della U.S. Customs and Border Protection Agency (CBP).

Ecco quanto dichiara David Howard, legale di Microsoft:

“Le dogane hanno il dovere di eseguire le decisioni della  ITC, prese dopo un processo e una rigorosa revisione legale. In questo caso hanno ripetutamente ignorato i propri doveri, e l’hanno fatto sulla base di discussioni segrete”.

La risposta di Google è arrivata tramite il portavoce Matt Kallman:

L’agenzia ha giustamente respinto il tentativo di Microsoft di ampliare la portata delle sue richieste e non permettere agli Americani di utilizzare un’ampia gamma di funzioni sui propri terminali mobili. Siamo fiduciosi nel fatto che i giudici saranno d’accordo.

La CBP ha deciso lo scorso 24 Giugno di far continuare le importazioni dei devices, anche a causa, secondo Microsoft, di documentazioni riservate che la stessa agenzia avrebbe rifiutato di condividere con la casa di Redmond. L’appello si terrà il prossimo 6 Agosto, a Washington.

Come alcuni legali coinvolti nelle procedure ITC sostenevano in Marzo, una volta sentenziati gli “import bans”, il lobbying presso le dogane è pratica comune negli USA, da parte di entrambi i contendenti. L’agenzia tradizionalmente rifiuta di condividere le informazioni ricevute da una parte con l’altra, per timore di svelare segreti industriali.

 

 

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