Caso Oracle-Google: La giuria afferma che Google è colpevole nel primo verdetto parziale

8 maggio 201226 commenti

La giuria nel caso "Oracle vs Google" ha affermato che Google è colpevole di aver infranto alcuni brevetti di Oracle riguardanti Java. Tuttavia non è ancora stato espresso un verdetto riguardo al fatto che Google abbia utilizzato le APis in modo corretto o meno.

La questione dell’ “uso corretto” è rimasta irrisolta fino a venerdì, quando la giuria ha riferito al giudice William Aslup che non è stata raggiunta una decisione unanime sul fatto. La giuria ha consigliato in seguito ai giudici di pensarci bene tutto il week-end sperando di raggiungere almeno un verdetto parziale, ma senza risultato.

La giuria ha concluso che Google ha infranto i diritti d’autore di Oracle nell’uso di struttura, sequenza, e organizzazione delle 37 APIs Java usate in Android, ma tuttavia come già affermato prima non si è ancora stabilito se Google le abbia usate in modo “corretto” (fair use) o meno. Questa indecisione della giuria potrebbe giocare a favore di Big G, fornendo tempo extra agli avvocati di trovare una soluzione, allungando il processo con un eventuale tentativo d’accordo extragiudiziale. Vi lasciamo alle dichiarazioni delle due aziende dopo il verdetto:

  • GOOGLE

“Apprezziamo gli sforzi della giuria, e sappiamo che l’uso corretto e l’infrazione sono due facce della stessa medaglia. La questione principale è se le APIs siano o meno soggette a copyright, e sta alla corte a deciderlo. Ci aspettiamo di prevalere in questo problema e nelle altre pretese di Oracle.”

  • ORACLE

“Oracle, i nove milioni di sviluppatori Java e l’intera comunità di Java ringraziano la giuria per il verdetto in questa fase del caso. Le prove schiaccianti hanno dimostrato che Google sapeva di aver bisogno di una licenza e il suo uso non autorizzato di java in Android ha infranto uno dei principi più importanti di Java, quello di poter girare ovunque. Tutte le più grandi compagnie – tranne Google – hanno una licenza per utilizzare Java e mantengono la compatibilità per girare su tutte le piattaforme di computing.”

Appena avremo nuove notizie o nuovi sviluppi, non mancheremo di informarvi.

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  • Google ha violato 9 righe di codice.. su 15.000 … 

    • Mark1

      si, avevo letto anche io la stessa cosa, ma sembra che sia comunque da ritenere colpevole…boh.

      • Sia ben chiaro che non voglio trollare, vi invito solo a cercare meglio. Google  ha copiato si 9 righe ma ha fatto anche altro.

        Fermo restando che se vi rubassero un rene per metterlo ad una altro non direste “beh sono 0,5Kg su 70 che vuoi che faccia!” 

        • Andrea Polci

          Che abbia copiato 9 righe è l’unico punto fermo. Tutto il resto è ancora opinabile in quanto le decisioni della giuria non sono conclusive oppure perché ancora non ci sono state decisioni in proposito.

          Tra l’altro per quelle 9 righe Google aveva già ammesso l’errore e le aveva rimosse. Inoltre il valore di quelle 9 righe a detta dello stesso esperto di Oracle è … zero.

          Piuttosto che paragonarle ad un rene potremmo paragonarla ad un po’ di forfora che era caduta sulla giacca.

          • sia Google che apple  sono 2 multinazionali di merda….una cosa e certa devono regolamentare i diritti d’autore coi tempi….non possono brevettarmi anke un punto e virgola

          • Mauro Zuccato

            Mah, nonostante la guerra dei brevetti, sputare in faccia così a Google ed Apple mi pare eccessivo.

            Concordo appieno invece con la tua posizione sugli assurdi brevetti americani.

          • Andrea Polci

            Google è un’azienda e come tale fa i suoi interessi (e fossi un’azionista avrei di cosa incavolarmi se non lo facesse).
            Il famoso “don’t be evil” è semplicemente una strategia funzionale a questo e come tale andrebbe trattata.

            Detto questo, in questo caso, credo di poter affermare alla luce delle mie conoscenze che sono quelle di uno sviluppatore che segue il mondo Java da più di 10 anni, che Google si sia mossa entro limiti abbastanza accettabili.
            Sun ha sempre detto che le specifiche di Java erano libere e che ciascuno poteva crearsi la sua implementazione e che lei si riservava di concedere una licenza attraverso il TCK per l’uso del nome Java. Aveva anche promesso di concedere una licenya del TCK ad apache per il progetto armony, ma quando l’ha fatto ha aggiunto una restrizione per il Field of Use che ha obbligato Harmony a rifiutare. Tra l’altro se Sun avesse mantenuto la sua promessa tutta la parte riguardante il copyright di questo caso sarebbe sicuramente sparita. E non dimentichiamoci che Oracle, prima di comprare Sun, era fra quelli che sollecitavano Sun su questa promessa. Come cambiano i punti di vista.

            Probabilmente se Sun non avesse insistito così tanto sul carattere libero delle specifiche di Java non ci sarebbe stata la diffusione che invece c’è stata.

            Ha fatto male Sun a fare tali promesse e questo ha causato le sue difficoltà? Può essere ma era una strategia anche quella (come il don’t be evil) che ha portato dei vantaggi anche se forse si sperava di meglio.

            Ora Oracle pretende di comportarsi come se quella strategia non ci fosse mai stata. E questo si, a mio modo di vedere, è “be evil”

          • James Carnevale

            cazzo sei bravo! odio dirlo perchè spesso sembra auto-sminuirsi ma stavolta è così e basta!

          • Mauro Zuccato

            Grazie, ma Andrea… forse hai sbagliato post mio a cui volevi rispondere… qui ho solo commentato di non essere tanto brutale contro Google ed Apple, avevo espresso i miei dubbi su questi argomenti in quello precedente… ;)

          • Andrea Polci

            La mia risposta non era in contrapposizione alla tua ma volevo solo approfondire il discorso partendo sia dal tuo post che da quello di Karlitoz. Poi mi sono dilungato come mio solito ;-)

        • Smb

          Non credo che 9 righe equivalgono ad un rene o a 0,5kg su 70, a meno che tu con 9 righe di codice non riesce a creare qualcosa di strabiliante….

    • darkcg

       Questa è una sciocchezza che ha messo in giro non si sa chi. Google ha copiato pari pari le Java Foundation Classes, integrandole da Java SE in un prodotto mobile. Già questo violava la licenza e, se mi permettete, ha causato danni e frammentazione. Ma non solo, Google si è reimplementata da capo un’intera VM, Dalvik e questa è stata una grossa violazione di copyright e dei termini delle licenze di Java. Vi ricordo che Microsoft, ai tempi di Visual J++, è stata condannata per molto meno.
      Altro che 9 righe di codice, questa è una cosa che va dicendo solo i fanatici che vogliono sminuire la cosa. La realtà è ben diversa, se i giudici hanno dato ragione a Oracle per questa prima vicenda, significa che hanno letto i report fatti da Oracle. Li si evidenzia come venga praticamente copiata tutta la class library pari pari, altro che 9 righe di codice. Del resto chi scrive qualche riga di codice Android lo sa: la JFC è completamente identica nelle firme dei metodi, nella struttura dei package e nell’ereditarietà delle classi / interfacce. Poche chiacchiere stupide.

      • Andrea Polci

        Non è una sciocchezza, quelle 9 righe di codice sono l’unico punto fermo raggiunto finora.
        Oltre a quello la giuria ha stabilito che Google ha copiato la struttura, organizzazione e sequenza delle api di Java ma…1) la giuria non è stata in grado di stabilire se tale uso rientra nel fair use (uso legittimo diciamo). E questo è un punto importantissimo in quanto la sentenza non sarebbe completa senza questa parte. Dire che il fair use è una scemenza è … una scemenza. Si può sostenere che non sia applicabile in questo caso, ma non si può liquidare l’intero concetto in questo modo.2) la giuria ha stabilito che le azioni di Sun sono state tali da portare Google a presumere che non avesse bisogno della licenza (Sun ha sempre affermato che c’era bisogno della licenza solo se si voleva usare il nome Java, e Google non l’ha mai fatto)3) il giudice aveva istruito la giuria di partire dal presupposto che le API fossero coperte dal copyright, ma questo è un punto ancora aperto e la decisione in proposito spetta al giudice. Non è affatto scontato che le API debbano essere coperte dal copyright tanto che la corte Europea ha appena stabilito che non lo sono in un caso abbastanza simile. Ora bisogna vedere se anche nella legislazione americana si arriverà a questa conclusione. Indipendentemente da quale sia la situazione legale attuale ci sono ottimi motivi per escludere le api dalla protezione del copyright.A proposito di Microsoft, la condanna derivava proprio dall’aver usato il nome Java.Dici “Ma non solo, Google si è reimplementata da capo un’intera VM, Dalvik e questa è stata una grossa violazione di copyright e dei termini delle licenze di Java”.Questa affermazione è totalmente fuorviante. Le api non fanno arte della VM, e nella VM Dalvik non c’è stata nessuna violazione di copyright (neanche Oracle ha mai detto una cosa del genere). Sulla VM si parla al massimo di violazione di alcuni brevetti (una buona parte dei quali sono stati dichiarati invalidi dall’ufficio brevetti) ma per questo bisognerà attendere la seconda parte del processo.Parlare di violazione della licenza poi è ancora più fuorviante. Google non ha violato nessuna licenza per il semplice fatto di non averla mai sottoscritta. Quello che bisogna stabilire è se Google avesse bisogno di una licenza da parte di Oracle per fare quello che ha fatto.Google sostiene di no, Oracle sostiene di si, l’ex CEO di Sun ha sostenuto di no anche durante questo processo. La giuria finora ha raggiunto una conclusione definitiva solo su quelle 9 righe di codice che erano state ammesse (e rimosse) anche da Google.

  • Gbarberi

    e ricordate che Java era stato anche messo in fonte aperta, pure con i complimenti a Goggle per averlo usato!

    • darkcg

       Non c’entra niente, l’uso per dispositivi embedded è sempre stato regolato da una licenza. “Aperto” non significa che puoi copiare.

      • Andrea Polci

        Attenzione, la versione aperta di java (OpenJDK) non ha nessuna restrizione per i dispositivi embedded (field of use).
        Quello che ha una restrizione “field of use” è la licenza del TCK che era stata offerta al progetto Harmony e che le avrebbe consentito (tra le altre cose) di utilizzare il nome Java.Il progetto Harmony ha rifiutato tale licenza proprio per la presenza della restrizione, ma questo non significa che quell’implementazione violasse qualche copyright.

  • darkcg

    C’è da dire anche questo: supponiamo che la corte dia ragione a Google, questo automaticamente significherebbe legittimare tutte le azioni simili intraprese da google anche da parte degli altri che pagano le licenze. Questo signficherebbe automaticamente la morte di Java come piattaforma “write once, run everywhere”. Spiace per Google, ma Java è piu’ importante di Android e spero che in questo caso, giustizia venga fatta, perchè ha torto marcio.

    • Sam Cooper

      Credo che il problema di questa decisione stia proprio nel “peso” che essa avrà sul resto delle situazione analoghe.

      Legalmente parlando una sentenza definisce un precedente e viene quindi adottata in tutte le cause successive come parametro di interpretazione di casi simili.

      Dare ragione a Google potrebbe scatenare una valanga di richieste di risarcimento da parte di tutte le aziende che hanno pagato per poter utilizzare i sorgenti Java nei propri prodotti…. con il risultato di rappresentare per Sun un problema di enormi dimensioni.
      Si potrebbe addirittura ipotizzare la bancarotta di Sun ed la conseguente vendita all’asta dei diritti (ammesso che ne esistano) legati a Java.

      Ma anche in caso opposto la faccenda potrebbe diventare problematica e aprire le porte ad una valanga di cause da parte di Sun verso chiunque abbia mai sfruttare i sorgenti di Java per scopo di lucro.

      Insomma…. una bella gatta da pelare per questa giuria!

      MB

      • darkcg

         Il caso “opposto” non si verificherebbe. Oracle ha espressamente menzionato che chi fa uso dei sorgenti Java in prodotti commerciali attualmente paga delle licenze. Difatti, di tutti i licenziatari che Oracle possiede, Google è l’unica azienda ad avere un prodotto commerciale che non paga licenze a Oracle. Inoltre la storiella che Android sarebbe “free” e quindi non genererebbe introiti per Google è, appunto, una storiella. Gli stessi documenti messi a disposizione da parte di Oracle menzionano conversazioni fatte da alti vertici di Google che dicevano esplicitamente di come Android avesse portato seri incrementi di guadagno per quanto riguarda i guadagni relativi a ricerca, aumento dei volumi del traffico pubblicitario e utenti in generale con l’uso dei servizi annessi. Insomma, Google potrà anche non guadagnare una lira dalla “vendita” diretta del sistema operativo ma è chiaro a tutti che Google non è una ONLUS e se Android è un prodotto “di punta” per Google, questo significa che genera introiti. Indiretti, ma comunque li genera. Io per pubblicare un’applicazione devo pagare Google, non una mensa per i poveri. Quando la vendo, le percentuali sul mio fatturato se le cucca Google, non un’ente di beneficenza di terze parti.

        • Sam Cooper

          Corretto… in realtà ho scritto il post in momenti diversi e mi sono incasinato: volevo solo dire che, dando ragione a Sun, legittimerebbero una situazione che finora è rimasta abbastanza fumosa e poco definita.

          Quando il giudice ha chiesto a Lerry Ellison se Java è free oppure no, nemmeno lui ha saputo rispondere.. se Sun dovesse vincere, la risposta futura sarà che Java è molto meno free di quanto si pensi.

          MB

          • Mauro Zuccato

            Oracle. Non Sun. Sarà un caso, ma Sun non è mai andata contro ad Android.

            Non vedo l’ora di sentire il verdetto finale.

            Se Google deve pagare, che paghi… solo mi domando, quando Sun era in difficoltà finanziarie (è l’unico motivo che mi venga in mente per cui vendere… ma forse sono altri che non conosco)… perché non ha aperto la stessa, la causa contro Android?

            Ed ancora, è sempre Oracle che ha fatto nascere LibreOffice uscendosene con la sparata che OpenOffice (dove Open era anche il tipo di licenza) sarebbe divenuto a pagamento.

            Ripeto. Non difendo Google, ma che Oracle abbia avuto ‘scontri’ con altre comunità Sun è un dato di fatto.

  • Spioni

    Come al solito Google copia e Spia tutti… Ragioniamo gente ragionimao… Ogni volta ce la prendiamo con Apple , ma anche Google e’ un mostro cattivo!!!!!

    • darkcg

       Quello che fa piu’ sorridere è che Google, nello statuto aziendale, ha il motto:”Don’t be evil”. Alquanto ridicolo, a questo punto.
      Io non so da dove sia scaturita quest’aurea di “azienda del bene”, certo è che Google è come tutte le altre. Io in genere non mi schiero mai per un marchio, mi schiero sempre dalla parte del “giusto”. E in questa situazione, credo che la ragione sia tutta dalla parte di Oracle. Voglio dire, le licenze Java sono abbastanza liberali, violarle vuol dire proprio essere dei pezzenti. Google è una società fra le piu’ ricche del settore IT, che pagassero quello che gli tocca. Loro stessi, nel documento messo a disposizione da Oracle, affermano:”Non paghiamo licenze e ci faremo nemici strada facendo”. Piu’ ammissione di questa non si può. E allora mi domando pure che continua a fare la causa, quando le intenzioni marce erano chiare sin dal principio. Non si può dire nemmeno che ci siano stati errori perchè l’intenzione malevola era chiara ai vertici addirittura prima di aver scritto la prima riga di codice di Android.

      • Plutonix

        Concordo pienamente con entrambi!

  • Andrea Polci

    Il pessaggio era in risposta a Sam Cooper, ma l’ha preso come nuovo post, scusate.

    Sam Cooper scive:
    “Dare ragione a Google potrebbe scatenare una valanga di richieste di risarcimento da parte di tutte le aziende che hanno pagato per poter utilizzare i sorgenti Java nei propri prodotti…. con il risultato di rappresentare per Sun un problema di enormi dimensioni.
    Si potrebbe addirittura ipotizzare la bancarotta di Sun ed la conseguente vendita all’asta dei diritti (ammesso che ne esistano) legati a Java.”

    Google non ha usato i sorgenti di Java e quindi non ha nulla a che vedere con le licenze pagate da altre aziende.
    Google ha fatto una propia implementazione delle API con codice proprio (escluse 9 righe di codice, un errore che è stato già ammesso e corretto). Implementazione parzialmente compatibile con le API standard e che Google si è ben guardata da chiamare “Java”.

    Per quanto riguarda il fallimento di Sun… sarebbe ben difficile farla fallire visto che non esiste più: Sun è stata acquistata da Oracle. :)

    I diritti legati a Java esistono e come, e nessuno li nega: diritti sul nome e diritti sul codice sorgente dell’implementazione delle api. Secondo me non esistono e non sono mai esistiti (e se Oracle pensa di averli comprati ha preso una cantonata) diritti sulle interfacce delle api.

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