Equo compenso, Paoli torna all’attacco: “I produttori devono pagare”

6 febbraio 201471 commenti

Continua a far discutere il possibile adeguamento dell'equo compenso, di cui parlammo qualche tempo fa, che porterebbe a un aumento dei prezzi finali di smartphone e tablet. Le numerose proteste sorte in rete riguardo le modalità dell'adeguamento hanno spinto il Ministro Bray a richiedere un supplemento d'indagine, ma a difendere a spada tratta il provvedimento è ancora il presidente SIAE, e famoso cantautore, Gino Paoli.

In un’intervista al Corriere della Sera, Paoli, intento ad arginare quella che definisce “la propaganda delle multinazionali”, prova a fare chiarezza:

Si tratta di un compenso  in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore. Questo compenso, però, non deve essere a carico di chi acquista lo smartphone ma del produttore, che riceve un beneficio dal poter contenere sul proprio supporto un prodotto autorale come una canzone o un film. È previsto anche in Francia e Germania

[..]

Si tratta di fissare la tariffa. In Italia il prelievo è pari allo 0,12% contro il 5,12% della Germania. Eppure smartphone e tablet da noi costano in certi casi anche di più. La battaglia di Confindustria Digitale punta a proteggere le multinazionali, che spesso non pagano nemmeno tutte le tasse in Italia e che di certo non producono qui. Mentre la Siae rappresenta un milione e mezzo di lavoratori, che paga le tasse in questo Paese. Dobbiamo ricordarci che l’industria culturale vale il 5% del nostro Pil. Quello che chiediamo non è una tassa. Quando prendiamo un taxi paghiamo la corsa e lo consideriamo il compenso per il servizio ricevuto, non una tassa.

Insomma, per Paoli gli aumenti sono giustificati anche a fronte degli esempi tedesco e francese (il presidente omette ancora una volta di specificare che per l’adeguamento “europeo” delle tariffe sono stati presi in considerazione solo due Paesi dell’Unione su ventotto). Piuttosto utopisticamente, Paoli afferma inoltre che la tassa dovrebbe essere a carico dei produttori e non dei consumatori.

Secondario, per Paoli, anche il fatto che questo provvedimento potrebbe portare nelle casse della SIAE tra i 160 e i 200 milioni di Euro, sulla base delle attuali stime di vendita dei dispositivi interessati.

Il problema è mal posto. Noi stiamo rivedendo la tariffa. Il resto sono solo ipotesi. Potrebbero vendere di più, come di meno. Ma il punto è il diritto d’autore.

 

Nessuna retromarcia, dunque, ma una strenua quanto fragile difesa del proprio orticello, come già visto nelle puntate precedenti. Per restare in tema, si potrebbe dire che la musica non cambia.

 

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  • Francesco

    “Si tratta di un compenso in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore.”

    Ovvero?

    • StriderWhite

      ovvero tu hai un cd, lo trasformi in mp3, e quegli mp3 li ascolti col tablet/smartphone. Secondo la SIAE “sarebbe giusto” pagare un prezzo per poterlo fare. La verità è che la SIAE ha così tanti debiti da aver necessità di inventare queste cavolate…

      • Francesco

        Che assurdità. Spero che questo “equo compenso” non si abbia mai…

        • StriderWhite

          Il bello è che l’equo compenso lo paghiamo già da qualche anno su tutti i prodotti che hanno delle memorie (quindi anche console), solo che ora la SIAE vuole ritoccare un pò le tariffe di questo equo compenso!

    • andrea fava

      L’ennesima troiata per guadagnare senza fare una mazza.

    • ale

      Ovvero (banalizzando ma anche no) se vuoi masterizzare le tue foto su un DVD, devi pagare la SIAE. Cosa che già facciamo (i DVD vergini acquistati all’estero costano un quarto), ma se le tariffe salgono ci costerà ancora di più.

    • gino paoli

      Significa che se paghiamo l’equo compenso, siamo autorizzati a scaricare musica e film da internet e masterizzarli, o addirittura venderli, tanto è a questo che serve l’ equo compenso.

      • Golfirio Masturloni (ex Tizio)

        la vorrei fare io la tua battuta, però prima dimmi se l’hai registrata alla siae… perchè in questo caso non la faccio…

    • fuma23

      “Ovvero” si usa come sinonimo di “o” od “oppure”, è errato (ma di uso comune purtroppo) utilizzarlo come come sinonimo di “ossia”. Scusate l’OT.

      • Alessandro Carlo Paolucci

        e la cosa bella è che si usa sbagliando anche nelle leggi, e non è che il significato cambi di poco eh!

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  • Simone

    Il fatto è che quando c’è da adeguarsi agli standard europei nel mettere le tasse subito fanno ma poi a toglierle no

    • cesco

      Ma poi ha preso ad esempio due paesi su 28… Si è dimenticato di inserire gli altri 25 nella media europea che non prevedono nessun ” equo compenso” oppure lo hanno più basso del nostro!
      Ormai ha 120 anni Paoli, non sarebbe ora che si ritirasse invece di star lì a succhiare soldi e sparare boiate indifendibili?

  • frengo

    a carico dei produttori, cioè a carico dell’utenza?
    poco male, se l andazzo è quello di far crescere i prezzi per il mercato italiano compreremo altrove

    va a ciapà i ratt

  • Davide

    Compriamo all estero tramite internet problema risolto ;)

    • fuma23

      Il problema non è quello, certo si risparmia, ma anche se lo fai, a Gino Paoli e compagnia entrano lo stesso i soldini della tassa di cui sopra, l’equo compenso o il nuovo balzello per i device mobili di cui Paoli sta parlando…

      • TheFender91

        Non se compri smartphone e quant’altro in un altro paese..se decido di non usare più di cd e di comprare ogni memoria che uso in Cina e ogni computer/tablet/smartphone ecc. in Spagna, Paoli non prende il becco di un quattrino..

  • paul

    Domanda : ma il diritto d’autore vale solo per la musica? E per le foto? I film? I racconti? Dove vanno poi questi soldi? Solo ai cantautori?

    • Yellowt

      No, non vanno neanche a quelli.
      IL sistema di ripartizione siae prevede che ai “nonni” che non sfornano più nemmeno una nota vada la stragrande maggioranza dei diritti mentre ai giovani va una stretta di mano e un in bocca la lupo.
      IL motivo per cui la siae è considerata negativamente anche dagli stessi artisti è che ruba soldi a tutti in barba alle regole europee e li mette nelle tasche dei soliti noti.
      Con un funzionamento, oltretutto, da medioevo. Solo carta, solo contanti, prezzi variabili in base a quello che il re ( o il funzionario ) decidono, niente listini chiari.

  • BastaCina

    Ma paoli non potrebbe tornarsene al bar coi suoi 4 amici ?

    • Simmmmmm

      Secondo me anche i suoi amici lo hanno mandato a cagare!

  • zazzappiaman

    Gino Paoli ha finito i soldi e vuole battere cassa. Chissà in cosa ha speso i suoi incassi in questi anni……….

  • anvl

    ed io comprerò online all’estero…felice adesso???

    • FedeC6603Z

      Da un anno a questa parte se la differenza non è poca (in % al prezzo tot) compro tutto su ebay, amazon ect…

      OT. per ultima una mirrorless da 700€ pagata 550€, cioè il 22% in meno. Ed ero uno che non si fidava a comprare sopra i 100€ su internet!!

      • anvl

        anch’io ero come te fino a 3 anni fa…poi piccole cose su ebay, un telefono a prezzo ottimo su amazon…ora ci vado a nozze

  • Yellowt

    Una volta non davano medicine per i parassiti? Vermi, pulci, zecche. Evidentemente per i parassiti “politici” e “siae” non hanno ancora trovato una cura…

    Gino, come dicono Laurenti e Bonolis, ricordati che devi morire. Noi ci ricorderemo del parassitismo e non certo di quelle 4 canzoni ridicole…

  • Samini

    Ciao a tutti ho una ditta che di occupa di stampa e duplicazione di CD e DVD, una tassa sui supporti vergini la paghiamo dal lontano 2003. Ma siamo ancora a stampare i bollini come i trogloditi… inoltre aspettiamo settimane per averli. Ma di cosa sta parlando quell’imbecille. Che pensasse prima ad adeguare… la Siae si porta a casa i diritti in anticipo dallo stesso autore e più glieli restituisce a babbo morto.Ne ho da dire sulla SIAE… conosco tutte le problematiche… sono un associazione a delinquere e chi guadagnano solo i grandi… gli artisti emergenti sono dimenticati… siamo alle solite cose all’italiana…
    Un saluto a tutti… sopratutto a chi la musica la fa per piacere di se stesso e di chi l’ha ascolta ma Gino difende solo le tasche proprie e della lobby sua….
    Mi scuso per lo sfogo.. Ma l’ha SIAE dovrebbe soltanto avere vergogna di ciò è come opera.

    • Manuele!

      Hai perfettamente ragione…bravo…le tue sono parole sante e non ti sto prendendo in giro, ci mancherebbe!

    • axe

      Ma andasse a fare in c..o sto vecchio che poi gli aumenti come sempre li paghiamo noi… peggio del canone rai…ma devo pagarecuna tassa su un apparecchio per una cosa che forse potrei fare a sto branco de ladroni della siae dove lui è il capobanda….come la storia del canone rai ma se io vedo solo sky e pago per quale motivo lo devo pagare??? Me oscurassero il canale rai e amen…che me frega.. devo pagare un servizio che no utilizzo ma de che…magari more..

    • Armando

      Dio ti benedica! Io ho un attività di ristorazione e per intrattenere i clienti e per fargli ascoltare un po’ di musica in sottofondo, devo pagare la SIAE senza contare che più che uno sfruttamento dei diritti d’autore, è più un modo per far pubblicità agli artisti perchè di certo la gente nn si mette li a registrare i brani! Fosse per me li manderei tutti a bonificare la terra dei Fuochi…

  • ugo

    Ma non diceva di essere comunista? Cuore a sinistra ma portafogli saldamente a destra come al solito…

    • asd

      Ma E’ comunista ! Sono da distinguere il POPOLO comunista ed i DIRIGENTI politici o di azienda statale o privata che sia. E’ risaputo e provato che i comunisti al potere o, comunque, al comando agiscono per il tornaconto proprio e della loro oligarchia ancor più dei destrorsi. Lui è la regola, non fa eccezione.

  • dario

    caro sig. Paoli, quello che ha dichiarato non ha alcun senso.

    “Si tratta di un compenso in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore.”

    perché devo pagare un compenso in base a qualcosa che non ho compiuto? su uno smartphone, un dvd, un cd, un hd posso metterci una copia dei miei materiali potretti da diritto d’autore proprio come posso non metterceli. e comunque, considerando che i supporti sono tutti per loro natura deteriorabili, è un mio sacrosanto diritto naturale poter continuare ad ascoltare un brano o vedere un film legalmente acquistati anche quando il supporto dove è inciso non sarà più utilizzabile. è dal ’92 che portate avanti questo furto legalizzato e non paghi di pretendere denaro per qualcosa su cui non potete vantare alcun diritto oggettivo volete adeguare questo compenso a non si sa bene cosa.

    “Questo compenso, però, non deve essere a carico di chi acquista lo smartphone ma del produttore, che riceve un beneficio dal poter contenere sul proprio supporto un prodotto autorale come una canzone o un film.”

    Ah sì? e come pensa di verificare su chi ricadrà questo costo, in un paese in cui vige il MERCATO LIBERO?!? chiunque può imporre il prezzo per i propri prodotti che più gli aggrada senza che nessuno possa azzardarsi a contestarlo. se il nuovo smartphone costerà 699, 705 o 750 euro quello sarà il suo prezzo e basta, quali sono le voci che incidono su questo costo sono affaracci del produttore. e ancora: che vantaggio dovrebbe avere un produttore dal poter contenere un prodotto autorale su uno smartphone che non è il suo? vorrei inoltre ricordare che l’inclinazione odierna è quella di offrire questi prodotti autorali direttamente in store online, per cui quello che si vede o si ascolta (ammesso che si veda o ascolti, non sta scritto da nessuna parte che bisogna farlo!!!) spesso non è una copia ma UN ORIGINALE, per cui già si è pagata la siae regolarmente e null’altro le è dovuto.

    “È previsto anche in Francia e Germania”

    ah beh allora… ci sono appena 204 stati nel mondo, se vuole io posso elencarle gli altri 201 dove non è applicato, ma credo che mi dilungherei un po’ troppo. e non dobbiamo necessariamente prendere sempre e solo il peggio dagli altri.

    “Quello che chiediamo non è una tassa. Quando prendiamo un taxi paghiamo la corsa e lo consideriamo il compenso per il servizio ricevuto, non una tassa.”

    quello che chiedete è un furto. il tassista il taxi lo guida, paga le tasse, la licenza, la benzina e tutto il resto. ti porta da qualche parte e lo paghi. voi non offrite alcun servizio, non investite un euro né un secondo del vostro tempo: vi parassitizzate all’acquirente dello smartphone IN VIRTU’ DI QUALCOSA CHE NON SAPETE SE VERRA’ FATTA O MENO. mi sembra che in teoria in italia viga la presunzione di innocenza e che l’equo compenso sia una sospensione dello stato di diritto. io voglio, esigo e pretendo che sia perseguita e scoraggiata la pirateria, ma che chi acquista regolarmente opere d’arte abbia il diritto di fare copie, tanto di sicurezza quanto che lo mettano in grado di riprodurre quanto acquistato con tutti i suoi device, senza nulla dovere in più alla siae. e soprattutto, pretendo che non mi faccia considerare un servizio quello che mi offre, perché un servizio è qualcosa di attivo, mentre attivamente la possibilità di riprodurre contenuti su uno smartphone è un servizio che ti è concesso dal produttore di smartphone. concedere IL DIRITTO a usare qualcosa dietro compenso, non concedere UNA COSA, è a tutti gli effetti una tassa, che diventa tanto più odiosa quanto più tenta di giustificarla.

    ci dica chiaramente che l’industria è al tracollo, la pirateria vi ha messi in ginocchio, la crisi anche peggio, avete bisogno di soldi e avete deciso di sparare nel mucchio per prenderli perché contrastare la pirateria richiede troppe risorse e non paga a sufficienza. è un discorso che potrei capire, mi sentirei come al solito quello che si becca il cetriolo ma fa niente, ci sono abituato. non cercate però di giustificare l’ingiustificabile.

    comunque complimenti come artista.

    • marco

      Molto bello il commento, sarebbe da fare apparire sul giornale. Comunque gli artisti come Gino Paoli devono solo andare a quel paese… Ai tempi d’oro avrà guadagnato in pochi mesi quello che la maggior parte delle persone guadagna in una vita di duro lavoro, poi si è sputtanato tutti i soldi e ora viene a romperci i carciofi a noi tutti… Ma che pensi a morire in fretta, che è meglio.

      • Cima

        Il problema è che continua a prendere fiumi di soldi dalla SIAE per quello che ha prodotto negli anni 60 e 70 anche se non produce niente (ammesso che l’abbia mai fatto) di decente da anni!!!!

        • andrea

          se le sue opere vendono ancora delle copie è giusto che riceva il suo compenso… ma sulle sue opere non su altro che non centra niente

          • Cima

            E’ quello il problema. Lui e quelli della sua generazione fanno parte di una categoria SIAE (se non ricordo male si chiama Gold o qualcosa del genere) che riceve più soldi di quanto le loro opere vendono. C’è una inchiesta dell’2001 di report (si trova ancora sul sito RAI) che spiega benissimo come funziona la SIAE.

    • Armando

      Un esempio di eloquenza.

  • francazzo da Genova

    Paoli ha 70 anni o giù di lì.
    Le sue idee sono morti che camminano la siae è uno zombi che non sa più dove arraffare i soldi ( fra un po’ mette la tassa anche ai citofoni e allo sciacquone del water).
    In vita mia non ho mai dato un euro a un musicista ( meglio a un produttore di musica)
    Mi piace da bestia ascoltare musica a scrocco … il lavoro è in miniera! il cantante o il cantautore è un mantenuto…..mandateli tutti in miniera!!!!!

    Paoli …ma vai a cacare te e la gatta!

    • FedeC6603Z

      Sugli zombie hai ragione ma ascoltare la musica solo a scrocco no, perchè c’è anche chi non fa la sanguisuga e vuole solo lavoraci e far emozionare con la musica.

      Non ti dico di comprare tutto ciò che ascolti, ma se avrai un autore o una band preferita, almeno compra un disco!!

      • TheFender91

        Basta andare a qualche concerto, non è necessario dare soldi a cani e porci comprando un disco…ed è pure un’esperienza indimenticabile (a volte)

        • FedeC6603Z

          andato all’ultimo concerto e ho comprato (quasi) tutti i loro dischi 1_ x principio: se ti apprezzo TANTO ti do i soldi anche volentieri, 2_ la qualità di un .m4a è diversa da un banale .mp3

      • francazzo da ravenna

        cantanti e musicisti inMINIERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Will

    Altro che sapore di sale… Rimane l’amaro in bocca…

  • FedeC6603Z

    Certo perchè io quando sono in giro e vedo un Tassista lo pago perchè magari prima o poi lo piglio

  • Riccardo Andreaus

    Beh, come libero professionista a fine anno mi faccio restituire quanto rubato dalla SIAE sulle periferiche di storage e registrazione mediante apposito modulo. Sono ridicoli. Una sola volta ho avuto bisogno di loro per acquistare i diritti di un brano e mi hanno risposto che dovevo essere io a rintracciare il detentore dei diritti… Per fortuna che l’Europa è aperta e quindi si può direttamente saltare la tassazione (perchè tale è, nonostante sia una società privata) comprando all’estero.

  • moffolo

    1 milione e mezzo di lavoratori? seriamente? 1.5 milioni di artisti/cantanti/… in italia??? Così tanti???

  • luca z

    io la siae la chiuderei..

    • Pignolatore

      Io no, ma come nelle maggior parte dei casi in Italia, raderei al suolo la classe dirigente per rimpiazzerla con qualcuno di intelligente. Perché ce ne sono…
      E la Siae di per sé non trovo sia un male, ma QUESTA Siae, si.
      :-)

      • Riccardo Andreaus

        …e in che modo tutela realmente gli autori? La SIAE è solo una società nata per tassare ulteriormente i lavori degli altri, senza garantire alcuna tutela o controllo (se non per far cassa).

        • Pignolatore

          Stiamo parlando di tutela o di guadagni?
          Perché sul fatto che con la siae si guadagni troppo poco, soprattutto in base agli alti costi e che quindi ci guadagnino loro sfruttando i lavori dei piccoli medi autori, mi trovi d’accordo.
          Motivo per cui manderei a casa la classe dirigente in toto.
          Ma se mi chiedi COME loro facciano a tutelare, beh, è un altro discorso: tu paghi, scrivi, depositi e legalmente sei TUTELATO dal fatto che qualcuno possa rubare le tue cose.
          Ci sono altri modi per farlo? Sì.
          Ma tutelare vuol dire una e una sola cosa.
          Loro non sono nelle mie grazie, ma per amor di verità e dell’italiano, sì: la siae TUTELA.

          • Riccardo Andreaus

            …ma neanche troppo. Il sistema migliore resta comunque la raccomandata autospedita per ciò che riguarda i casi in cui si voglia dimostrare la paternità di un’opera creativa. Le tutele della SIAE in che ambiti si manifestano? Valgono solo per le grandi case produttrici. Per questo avevo scritto “in che modo tutela REALMENTE gli autori?” ;)

          • Pignolatore

            Ma infatti hai ragione , ma io ti parlo per la mia mesta e modesta esperienza.
            Nel 2003 ho inciso un cd e sono stato OBBLIGATO a iscrivermi alla siae, e questo è estremamente disonesto.
            Dopo aver pagato i 200€ per l’iscrizione, mi sono ripromesso che non avrei MAI pagato gli 80€ annuali.
            Così ho fatto, però dal 2003, 100-200€ all’anno (quindi pochissimo, ma meglio di un pugno in pancia) mi arrivano. E io avrò depositato meno di 15 pezzi i quali, essendo io un mister nessuno, non è che vengano riprodotti o eseguiti spesso.. quindi io li odio, ma mi sento tutelato! ;-)
            :-)

  • Jimbo Zedx

    E’ la solita frode, si paga perché probabilmente ……
    Basta!! Io pago se usufruisco di un servizio o compro un bene. Se ho comprato mp3, ci ho già pagato su le tasse. E devo essere libero di ascoltare l’mp3 su qualsiasi dei miei dispositivi. E se voglio, devo avere la possibilità di duplicarlo in backup proprio per salvaguardare il MIO bene.

    • andrea

      ehi in teoria dovrebbe essere cosi…

  • momentarybliss

    ma qui non c’entrano né i produttori né gli utenti. gino paoli è rimasto ai tempi di napster quando era illegale. sono servizi come google music o spotify o itunes, nati per essere utilizzati sugli smartphone, che permettono da contratto di abbonamento il download dei brani. se gino paoli ritiene che gli autori percepiscano introiti inferiori al dovuto per la vendita di canzoni su queste piattaforme, la siae negozi con google, apple e compagnia bella condizioni migliori, e non vada a rompere l’anima a samsung, lg, htc, ecc. ecc che poi, ovviamente, ribalterebbero l’aumento dei costi sul prezzo di vendita dei device, e quindi alla fine pagheremmo sempre noi, come pantalone

    • MJ

      Perfettamente d’accordo. Se ascolto musica da spotify, che dindini vuole da me il sior Paoli??

  • Viktor

    Che poi perché si chiama equo compenso, che si equo non ha proprio niente. Cioè io i diritti d’autore già lì pago nel momento dell’acquisto (e questo è giusto), quindi perché pagarli nuovamente per farmi una mia personalissima copia che è una cosa perfettamente legale? Inoltre si paga a priori, sia che si facciano copie che no. È difficile trovare una cosa più iniqua di questa, almeno smettessero di chiamarlo equo compenso.

  • lazzarus

    Gino levati dalle palle Ha rotto. Si un altro sanguisuga Se vuoi ancora guadaagnare qualcosa, fai concerti e spera che venga qualcuno a sentirti
    Non capisco perchè se acquisto un telefono devo pagare la siae. Il telefono serve per telefonare e non per ascoltare quelle c….e di canzonette che canti

  • andrea

    la pirateria li mette sempre piu in ginocchio e cercano ogni scusa x fare soldi senza offrire nessun servizio…. per carità se un artista produce è giusto che abbia il suo compenso… ma ormai coi prezzi che ci sono è naturale che la genti scarichi gratis la musica e sopratutto i film… la musica ultimamente si salva un pò anche xk una canzone la ascolti sempre quindi può valer la pena comprarla x averla di ottima qualità…ma i film sono scandalosi, hanno prezzi assurdi

  • Walter

    Mi hanno insegnato ad avere rispetto per gli anziani, anche quando danno segni di arteriosclerosi e di avidità immotivata.

    Perciò non scriverò cosa penso delle cose che fa e dice Paoli da quando è presidente di SIAE. Mi piace pensare che in realtà lui sia solo un fantoccio manovrato da altri, lo facevo un po meno asservito a certe lobby.

  • TheFender91

    Certo che quando si tratta di rubare noi italiani (eh si! lo scrivo minuscolo!!) siamo proprio dei prodigi di genialità: Gino ti do un paio di altre idee:
    1) Tassare casse, altoparlanti e altro hardware audio così se per caso uno registrasse una canzone coperta da diritto d’autore oppure qualcuno ascoltasse a scrocco un pezzo dall’apparecchio (sia uno stereo o uno smartphone) di qualcun altro, paga tali diritti.
    2) Tassare chiunque, in qualsiasi momento, canti o suoni una canzone al di fuori dell’autore o di chi ne ha già acquisito i diritti: costoro non solo la riproducono, ma ne hanno registrata una copia protetta nella loro mente. In questo modo entrambi gli utilizzi verranno tassati. Bisogna inoltre far pagare questa tassa anche a chi ha usufruito di tale riproduzione, anche perchè potrebbe,nel frattempo, aver effettuato una copia nella sua mente di tale canzone protetta da diritti d’autore.

    • TheFender91

      Ah dimenticavo:
      3) Per gli stessi motivi, tassare la stampa,nonchè la scrittura e la lettura di ogni spartito di tracce coperte da diritto d’autore in quanto rappresentano una copia di tali canzoni a tutti gli effetti.

  • Kelvinetor

    Ma questa gente ignora che siamo il paese che ha la tasse più alte d’Europa. Ditemi chi è che l’aliquota Iva al 22% oltre all’Italia??? Se non sbaglio in Germania l’aliquota Iva è il 19%. Quindi su smartphone ecc. Lo stato già prende il 3% in più. Poi vogliamo parlare del fatto che sulla tassa doganale si applica l’Iva?? Noi in Italia siamo talmente bravi che abbiamo la tassa sulla tassa. Quindi non abbocchiamo, se da noi la tarifa è 0,12 e in Germania è 5% vuol dire che vedendo questo dato sembra che la Germania abbia una una tassazione superiore rispetto all’Italia e invece poi vai a vedere che smartphone e tablet hanno un prezzo superiore in Italia. Ciò vuol dire che la differenza che ci sta tra 0,12% e 5% già è stata colmata in un altro modo. PERCIÒ FATEMI IL PIACERE DI DIRE CA…. DA UN’ALTRA PARTE. E Ricordatevi che le tasse alla fine ricadono sempre sul consumatore finale. Questi prima o poi ci fanno fallire a tutti.

    • Riccardo Andreaus

      Per legge su una tassa non si può pagare l’IVA, se sulla tassa doganale è veramente aggiunta l’IVA puoi ottenere il rimborso (è successo anche per la tassa sull’asporto rifiuti).

  • Gabri

    Allora che legalizzino a tutti gli effetti la copia personale, a quanto mi risulta è ancora un reato, ma bisogna pagare. Lasciamo poi perdere come la siae amministra i soldi che riceve e dove vanno a finire… per non parlare dei loro controllori nazisti che irrompono in feste private e fanno multe salatissime per aver messo le “taglietelle di nonna pina”, ridicoli.

  • Slayer

    E poi….chi c***o la ascolta più la musica italiana!!!????? La maggioranza della musica italiana seria ha ormai più di 50 anni (o cmq tra qualche anno ce li avrà) e quella seria recente non è di certo prodotta da artisti italiani: il panorama artistico italiano degli ultimi 30 anni fa veramente pena!!! Siamo arrivati a dover promuovere gli “artisti” in tv prima di farne uscire i pezzi perchè sennò non se li fila nessuno!!! Ma vi rendete conto a che livello di squallore siamo arrivati!!?? Tiziano Ferro, Gigi d’Alessio, Valerio Scanu, Marco Carta… Tutta sta gente chi c***o è e cosa ha mai fatto!!!??? L’unica gente seria sta o con le pezze nel c***o perchè la situazione è pessima tra vendita inesistente e una gestione dei diritti fondata sull’ipocriSIAE, e vengono tenuti in piedi dai fans, oppure si producono da soli i pezzi perchè hanno i soldi o hanno già avuto (e continuano ad avercelo) una marea di successo prima..15-20 anni fa per l’appunto.

  • Elektrosphere

    Ed io che pensavo fosse già schiattato da tempo!! Certo che l’Italia è proprio in mano agli Zombie!! XD

    Se ne tornasse al bar con quei quattro amici del ca..o!!

  • Bitace

    ma questo vecchio di m***a si è completamente rinco*******o! già in italia al contrario degli altri paesi gli smartphone e tablet costano sempre un occhio della testa e questo st****o vuole fare aumentare ancora il prezzo! Speriamo che i soldi che ci guadagna li spende tutti di medicinali

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