Eric Schmidt: “Android è differenziato, non frammentato”

13 gennaio 201211 commenti

Quale migliore occasione per parlare del mondo Android se non ad uno dei più grandi ed attesi eventi del mondo della tecnologia, il CES di Las Vegas. Proprio in occasione di quest'ultimo, il CEO di Google, Eric Schmidt, è tornato a parlare di uno dei problemi che, secondo gli utenti e le community del robottino verde, potrebbe nuocere alla piattaforma mobile di Google, cioè la frammentazione. Quest'ultima sarebbe causa della flessibilità ed apertura del sistema operativo, che è proprio l'anima e la filosofia di Android, insomma il bello di Android e dei sistemi open-source, che molti vedono come arma a doppio taglio. Schmidt in questo proposito ha dichiarato che: "Android è differenziato, non frammentato".

La frammentazione di Android, quella che Google pubblica per rendere nota la distribuzione delle varie versioni del sistema operativo nel mondo, sarebbe dovuta alla flessibilità ed all’apertura della piattaforma, che potendo essere utilizzata e sviluppata per molti dispositivi, viene anche personalizzata dai produttori, e quindi viene aggiornata e distribuita in tempi diversi.

Il bello di Android e ciò che ha spinto tantissimi utenti a scegliere questa piattaforma dovrebbe essere proprio la sua natura open-source che permetterebbe di gestire il sistema e personalizzarlo per le propri esigenze. Però molte volte questo aspetto viene utilizzato per iniziare lamentele e polemiche, infatti proprio per questo Eric Schmidt ha voluto rilasciare una dichiarazione:

“Differentiation is positive, fragmentation is negative”, he said, adding that “differentiation means that you have a choice and the people who are making the phones, they’re going to compete on their view of innovation, and they’re going to try and convince you that theirs is better than somebody else”.

Cioè Android è differenziato e non frammentato. La differenziazione è un aspetto positivo, la frammentazione non lo è. La prima permette ad ogni utente di scegliere un dispositivo Android in base ai propri gusti ed alle proprie esigenze, e ciò permette anche ai produttori di personalizzare dispositivi per offrire qualcosa in più rispetto ad altri brand. Inoltre Schmidt ha aggiunto:

“It’s not required that everyone use the same interface. People are free to make the necessary changes. What’s great is if you don’t like it, you can buy the phone from someone else”

Cioè, non è necessario che tutti utilizzino la stessa intefaccia, poichè ognuno è libero di apportare i cambiamenti necessari a proprio piacimento. Proprio questa, per esempio, è la differenza tra uno smartphone Samsung ed uno HTC, o LG, o Sony Ericsson, ecc.

Concludendo, anche se vogliamo chiamarla differenziazione invece di frammentazione, il problema relativo agli aggiornamenti persiste e sicuramente è dovuto ai tanti produttori ed alle proprie personalizzazione. Se tutti i dispositivi Android fossero realizzati dai tanti produttori con le proprie personalizzazione pur mantenendo alcune linee guida, Google potrebbe facilmente aggiornare, nel giro di qualche settimana, tutti i dispositivi ad una determinata versione del sistema.

Che si parli di frammentazione o differenziazione, pensate sia realmente questo l’unico problema di Android?

 

Via

Loading...
  • Marcomajo

    oltre agli aggiornamenti manca una standardizzazione delle interfacce con dispositivi audio. iPhone ha un interfaccia e una diffusione gli ha consentito di stringere con i produttori di dispositivi audio, degli accordi per la predisposizione di interfacce per l’iPhone.

    • Arturo

      gli iphone sono 6 i telefonini android nono lo so quanti sono! ma parecchi di più!

    • Virtualj82

      Android ha l’usb.. E il mio l’uscita Jack audio 3.5.. Ma cmq lo standard per eccellenza lo fa il bluetooth :-)

    • Anonimo

      Una cavolata più grande di questa non potevi dirla. Il jack da tre e mezzo non ti sembra uno standard diffuso? Il bluetooth non ti sembra uno standard diffuso? L’USB non ti sembra uno standard diffuso? Io boh…

  • Pingback: Interfaccia si, interfaccia no? Questo è il dilemma! – Androidiani | Androidiani.com()

  • Elegos

    Come arrampicarsi sugli specchi. Di fatto è una frammentazione e questo produce un feedback negativo su più fronti, specialmente per lo sviluppo di software. Qualunque produttore vuole raggiungere più mercato possibile, ma se il programma si basa su tecnologie introdotte nella nuova versione cosa fa? Riduce il target, aspettando e sperando che i produttori decidano di aggiornare i loro device. Inoltre guardatevi indietro: c’è a chi è piaciuta veramente la grafica pre-gingerbread, c’è invece chi voleva puntare sul robottino, ma scapparci. Eh già, sinceramente faceva un po’ schifo come interfaccia, ora è molto più curata (anche se IMHO la grafica di ICS è un po’ spinta al “high tech” e prima o poi stuferà più di qualcuno, anche se a me in particolare piace).

    Da un punto di vista squisitamente “questo è il mio cellulare, ti piace?” in effetti non si può parlar di frammentazione. Si vuole parlare sul campo pratico, ossia delle applicazioni differenziate? Le software house hanno due possibilità: creare versioni differenti per più release di Android, oppure mettersi il cuore in pace e rinunciare alle vecchie release, probabilmente per il mancato supporto a X, oppure l’ottimizzazione di Y.

    Di sicuro Android è ancora in forte espansione, in contrasto da quel che fu detto uno o due anni fa al Google I/O, ICS ne è la prova con TUTTI i miglioramenti effettivi introdotti. Fino a che questa sarà la realtà, Google dovrà impegnarsi in questa battaglia di eguaglianza, per non sacrificare una fetta di utenti. Avere una versione precedente di Windows ad oggi non è così grave, perché poco è cambiato a livello di API. Quel che sono cambiati sono stati i framework .NET e le DirectX, appositamente negate ai sistemi più vecchi. Puoi far girare Office 2010 su Windows XP, non puoi farci girare i giochi che usano esclusivamente DX10/11 (nessuno, a quanto ne sappia). Non esistono cambiamenti sostanziali al kernel per dire che Windows si sia evoluto dal punto di vista degli utenti, quindi non ci son problemi. Mac OS X permette di eseguire le applicazioni con interfaccia Cocoa tranquillamente, a patto che non usino librerie particolarmente cambiate. Android no, non ancora. Per questo bisogna lottare.Interfaccia grafica “libera”? Ma non è stata la stessa Google a mettere dei picchetti poche settimane fa relativi all’interfaccia di ICS in poi? Non capitemi male, per me è un bene avere interfacce differenziate, purché le opzioni siano accessibili in modo universale. Sense, TouchWiz, tutto quel che volete, ma per impostare il Tethering io vorrò sempre andare in Menu -> Impostazioni -> Wifi e reti -> Tethering. Mi mettete una shortcut? Mi va benissimo.

    • james

      Secondo me invece c’è qualcosa di vero in quello che dice. 
      Attraverso l’ Android compatibility program, Google ha creato, e logicamente sta affinando una base comune su cui costruire applicazioni di terze parti e tutto l’ecosistema android. I terminali che non rientrano tra i Android compatible devices non vengono licenziati con Android Market licensees. Tutti gli altri invece, in questo modo, hanno una base solida, che garantisce retrocompatibilità con le vecchie Api. Quindi si, direi che si sta muovendo abbastanza bene. La frammentazione, che anche io ritengo non essere tutto questo grande problema, viene comunque in parte “controllata”, attraverso i device compatibili.
      È logico che per tutti i device non compatibili, Google non può far proprio niente. Il sorgente è opensource, se i produttori non rispettano l’ Android compatibility program, sono liberi da qualsiasi vincolo. Certo non possono usare il trademark Android, ne applicazioni proprietarie Google (escluso il market, che è stato aperto anche per questi device). Ma non è questa la situazione dei maggiori produttori. La maggior parte lo rispettano.

      Il discutere tra differenziato e frammentato a livello pratico è comunque assurdo, condivido. Più che altro è servito a Google per cercare di mettere un pò di ordine sulla questione. Considerato che oramai è diventato uno sport nazionale dire che android è frammentato.

  • Vraaden

    Io invece la penso in maniera opposta: la frammentazione è un bene per Android e la sua attuale diffusione, ma visto che le previsioni dell’oracolo/santo/vate di sta cippa Jobs la dipingevano come la piaga di android, se ne parla in continuazione.
    Proprio questa frammentazione permette ad android di avere feedback assolutamente positivi da quelli che realmente contano: produttori di HW e carriers telefonici, che possono fare quello che gli pare; e lo dice anche Schmidt: se non ti piace da tizio, compralo da caio. Con buona pace del market (e ci teniamo le nostre apps più brutte che su Ios) e degli utenti che vorrebbero aggiornamenti puntuali. E su questi ultimi: ma quanti sono in realtà? Sul web tutti, ma effettivamente rispetto al totale dei telefoni venduti? leggo 1 milione di attivazioni singole della cyano ufficiale, quindi mettendo unofficial e altre rom, più semplici root a quanto si arriva? 20 milioni? li ha venduti il solo galaxy s…. Non avendo dati precisi sono solo considerazioni personali, ma a me sembra che l’utente medio degli smartphone voglia un telefono che va su internet, con facebook e whatsup, che faccia qualche foto e qualche giochino (vendite UK dicembre: 1° GS2 2° Iphone 4s 3° galaxy Ace 4° htc wildfire S) e non ne capisce una mazza di tecnologia.

  • ste

    per me quando un produttore vende un dispositivo deve specificare se le modifiche apportate al sistema siano sostanziali e non vendertelo come “android 2.3.2” se in realtà non è compatibile con tutte  le applicazioni 2.3.2 e paradossalmente non potrei farci girare una rom google experience… dovrebbero trovare il giusto compromesso tra macchina e S.O, come avviene per i pc… ognuno si installi il sistema che vuole tanto ormai son tutti uguali anche i telefonini.

    • overdarkm

      Non è come dici tu c’è sempre il rapporto tra prezzo e qualità.
      Poi nei PC vecchi non puoi installare w7 sei limitato bel mettere solo Linux e Windows.
      Io sono in possesso di un Galaxy s, Galaxy ace e htc tattoo è posso dire che su tutti e tre i device siamo ricchi di rom

    • Anonimo

      Basterebbe dare la scelta all’utente: ROM Google stock o ROM personalizzata dalla casa produttrice. Indubbiamente gli aggiornamenti del primo sarebbero mooolto più celeri.