Google Drive e le condizioni d’uso: la replica di Google

26 aprile 201218 commenti
Ieri avevamo scritto un articolo dove riportavamo le condizioni d'uso di Drive confrontandole con quelle dei servizi concorrenti. Le condizioni (che sono le stesse degli altri servizi Google) sembravano pesanti e poco rispettose della privacy degli utenti. Abbiamo ricevuto una replica da parte di Google che vi riportiamo di seguito:

Come dicono chiaramente i nostri termini di servizio ‘quello che vi appartiene resta vostro’. Voi siete i proprietari dei vostri file e controllate con chi li condividete, in modo chiaro e semplice. I nostri Termini di servizio ci consentono di fornirvi i servizi che desiderate, cosi che se decidete di condividere i vostri documenti con qualcuno o di aprirli con un dispositivo diverso siete in grado di farlo.

Insomma, i nostri dati restano di nostra proprietà e quelle condizioni servono solo ad integrare i nostri files con gli altri servizi Google.

La situazione però è piuttosto delicata e non si può vederla in modo totalmente bianco o nero. Il blog anglofono The Verge ha pubblico un interessante articolo a riguardo che vi suggerisco di leggere se siete interessati all’argomento.
Per come la pensiamo noi, difficilmente Google ruberà i dati in nostro possesso. Tuttavia le condizioni d’uso sono fumose e lasciano troppo spazio ad interpretazioni. Un comportamento poco chiaro sulla privacy degli utenti viene portato avanti da quasi tutti i colossi del web, come anche Facebook o Twitter. Le interpretazioni ed i pareri sono contrastanti, tra chi difende questi siti a chi parla di Google e Facebook come due “grandi fratelli Orwelliani”. Lasciamo a voi lettori il giudizio finale, ma prima vi vogliamo linkare due pareri contrastanti.
Uno è del guru di Linux, Stallman, che critica fortemente l’approccio cloud di Google, sostenendo che porti gli utenti a perdere il possesso dei propri dati. [fonte]
L’altro è di Anthony House, portavoce di Google,che difende la privacy di Google, sostenendo che l’azienda non diffonda ideati degli utenti, e usa confronta la propria azienda con una banca, che al posto dei soldi conserva al sicuro le informazioni dei propri utenti.

  • LT_Radar

    Da una risposta ufficiale non ci si poteva aspettare altro. Credo che prossimamente vedremo come effettivamente staranno le cose.

  • Andrea Scarafoni

    Sicuramente non è una cosa da prendere alla leggera. Secondo me Google doveva essere molto più esplicita a riguardo. Questa ambiguità è un brutto segnale.
    Anche se ora si considerasse in buona fede la posizione di Google, in futuro il vertice dell’azienda cambierà e chissà come interpreterà quelle clausole.. E’ un contratto su tutte le mie informazioni personali, mica una chiaccherata al bar!

  • madec

    Io non ci vedo nulla di così problematico. Se leggete tutta la parte della privacy e non solo spezzoni di frasi è scritto chiaramente cosa farà google dei nostri file. Saranno sempre di proprietà dell’utente ma nel momento che vorremo condividerli, inviarli ecc… ci chiedono l’autorizzazione a modificarli. Esempio concreto è Picasa. Se carico un file in formato RAW, lui lo converte in jpg. L’unica autorizzazione che diamo è questa. 

    Mi sembra che anche la differenza con dropbox è molto sostanziale. Dropbox archivia solo i file google fa ben altro. Pensate solo alla possibilità di modificare i file .doc on line. 

    Comunque rimango della mia idea. Le persone devono imparare a leggere tutto e non solo le cose riportare a metà in contrapposizione a servizi diversi.

    Ciao a tutti.

  • Stef

    Ma quindi, tecnicamente, se un utente caricasse materiale illegale (vedi: coperto da copyright) Google, in quanto, cessionaria della proprietà di quel file, sarebbe l’unica a doverne rispondere?

    • http://www.facebook.com/Lorenzo.Carro Lorenzo El Carro

      No, google non ne è responsabile e non ne è proprietaria. Se è illegale google non lo può sapere (a meno che il materiale non diventi pubblico; cioè TU fai arrivare la gente nel tuo cloud dall’esterno attraverso un link esterno).

      I permessi servono perché se vuoi vedere un film che hai on-line in streaming, il sistema cloud di google deve “accedere” al tuo file per potertelo lasciar usufruire. Stessa cosa con un file doc, se lo vuoi modificare on-line, google deve poterlo aprire sui suoi server, e quindi “leggerlo”.

  • Pippo

    troppo seghe mentali…ammazzatevi così risolverete tutti i problemi

    • Clarabella

       pippo tu continua a farti le… pippe, lascia perdere i blog ;)

  • http://www.facebook.com/Lorenzo.Carro Lorenzo El Carro

    Ok, la privacy sul web etc. 

    Epperò, cosa cavolo se ne dovrebbe fare Big G con i miei appunti di “costituzionalismo comparato” dell’università? Se uno ha documenti importanti di lavoro o chessò io, userà cloud e server che permettono il criptaggio dei dati. Io voglio poter usare on-line i miei appunti, i miei video e le mie foto, e per farlo è ovvio che Google necessiti di permessi per “leggerli”. Altrimenti il concetto stesso di cloud va a farsi benedire. 

    • Metallaro

      Ottima osservazione, infatti basta fare un minimo di attenzione a cosa si carica. Lo stesso vale anche ad esempio per facebook: ricordatevi che quel che caricate non verra maicancellatodai server, quindi, specialmente da giovani, fate attenzione. Cn questo non dico di non utilizzare il servizio che viene offerto

      • marko68

        Cosa vuoi dire scusa con quella frase sibillina “specialmente da giovani fate attenzione” ?

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  • Caronte

    a leggere qui http://www.theverge.com/2012/4/25/2973849/google-drive-terms-privacy-data-skydrive-dropbox-icloud come privacy stanno messe molto peggio apple e microsoft, dropbox fa un lavoro diverso solamente di storage e per questo no è paragonabile con ciò che offre google, in ogni caso per chi è paranoico sconsiglio di usare qualunque cosa legata a queste tre aziende a meno che non abbiate l’accortezza di prevenire che i vostri dati rimangano davvero vostri

  • Davide Paradiso

    State facendo un casino sul NULLA.

    • ga_st

      giornalismo..oggi viene chiamato “giornalismo” ;D

  • ga_st

    se aveste letto bene i ToS di gDrive,visto che se ne parla ovunque da qualche giorno,non ci sarebbe stato bisogno di questa rettifica..ma sembra che voi siate più impegnati a censurare commenti “scomodi”. vediamo se questo me lo pubblicate..
    cmq per tornare in topic,la policy di google è simile a quella di altri servizi,se non addirittura più trasparente. quello di cui si parlava ieri (prima che the verge diventasse tanto famoso qui..) ,ossia che google automaticamente acquisisce il diritto di fare quel che vuole con i nostri files,non è assolutamente vero,anzi..è una cosa che va contro la stessa privacy policy di google:

    We use the information we collect from all of our services to provide, maintain, protect and improve them, to develop new ones, and to protect Google and our users. We also use this information to offer you tailored content – like giving you more relevant search results and ads.[...]We will ask for your consent before using information for a purpose other than those that are set out in this Privacy Policy. 

    sembra abbastanza chiaro no? ; )

  • riccardoPolaris

    Ma dai!
    Chissà perché ci hanno dato i telefonini, chissà perché esiste facebook, leggete 1984.

    la privacy non esiste

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  • http://twitter.com/ubk77 GNNI LBRDI

    Basta semplicemente usare un altro servizio se la policy di Google non è di vostro gradimento.
    Non mi sembra così difficile da fare.