Le applicazioni Android possono accedere alle nostre foto, ma per Google non è un bug!

3 marzo 20127 commenti

Il New York Times in questi giorni ha condotto alcune interessanti ricerche sui sistemi operativi mobile più diffusi, cioè iOS ed Android. Per quanto riguarda la piattaforma mobile di Apple, il NY Times ha riscontrato un’anomalia, un bug, che permetterebbe ad applicazioni di terze parti di accedere alle foto presenti sul device ed anche alla posizione, violando così la privacy dell’utente. Incuriositi da questo bug, i ricercatori del New York Times hanno analizzato anche Android, scoprendo che, anche se in maniera diversa, persino il sistema di Google presenta questo fastidioso bug.

Il sistema di Apple tenta di separare la cartella delle foto da quella delle applicazioni che non hanno il permesso di accedervi, invece Android gestisce le nostre fotografie tramite una normalissima cartella nel file system, proprio dove troviamo i dati di tutte le applicazioni installate sul nostro device.

Le applicazioni che richiedono una connessione Internet, riescono, non appena quest’ultima è attiva, ad accedere ai nostri scatti, copiandoli anche in un server remoto; ed il tutto senza alcuna notifica e senza che l’utente se ne accorga.

Venuto a conoscenza di questo problema, Google ha prontamente affermato che ciò non si tratta di un bug, ma di una semplice conseguenza dello sviluppo del sistema operativo. Ecco la dichiarazione ufficiale:

“We originally designed the Android photos file system similar to those of other computing platforms like Windows and Mac OS. At the time, images were stored on a SD card, making it easy for someone to remove the SD card from a phone and put it in a computer to view or transfer those images. As phones and tablets have evolved to rely more on built-in, non-removable memory, we’re taking another look at this and considering adding a permission for apps to access images. We’ve always had policies in place to remove any apps on Android Market that improperly access your data.”

Il portavoce di BigG ha voluto rassicurare gli utenti, comunicando che il sistema di gestione delle nostre fotografie è stato elaborato e progettato sugli stessi schemi di PC Windows e Mac OS, inserendole direttamente su una scheda SD, la quale rimossa poteva farci gestire facilmente i nostri file. Siccome la tecnologia degli smartphone e dei tablet è avanzata molto negli ultimi anni, in modo tale da eliminare le memorie removibili, oggi tutto ciò risulta obsoleto. Per questo gli ingegneri Android stanno provvedendo per sistemare questo problema, magari aggiungendo un permesso speciale per poter accedere alle nostre foto.

 

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  • Omega

    scaffale

  • Shark147

    Adesso Apple farà causa a Google, perchè rubare le foto è un loro brevetto!!!! :-)

    • Ruggero Calabrese

      ahahahahahhaahhaahhahahahahaahha

    • Marletto Cazzone

       *chapeau*

  • Maffone

    In pratica Google sta dicendo “caro utente non ti preoccupare, non te lo sto mettendo nel cul0, sto solo esplorando il tuo deretano con un grosso trave!”.
    ;-)

    • Pasto

      *chapeau*

  • mmorselli

    E’ come dire che l’antivirus che abbiamo sul PC può leggere le foto dall’HD e spedirne una copia dove gli pare. E’ vero. E quindi? Quanti sono preoccupati per questa eventualità? E sul PC, in genere, si hanno più foto che nel telefonino.

    Le applicazioni Android che sfruttano la fotocamera salvano le foto dove gli pare, questo è la causa del limite di cui si parla, ma anche una forma di sicurezza, dato che un eventuale applicazione “spia foto” non avrebbe un posto univoco dove cercarle.

    La domanda è, se mai, perchè dovremmo avere installato un’applicazione che sniffa le nostre foto? E le manda a chi? Per quale motivo?

    I motivi di certe “analisi” sono anche troppo evidenti.