MWC 2010: il CEO Google al keynote!

20 febbraio 20103 commenti

Ciao a tutti, il giorno 16 Febbraio 2010 Eric Schmidt, CEO Google, ha intrattenuto una vasta platea di giornalisti spiegando quello che egli e l'azienda che rappresenta pensano sul futuro del mondo mobile. L'intero discorso si può riassumere con due semplici parole, ebbene si non sono io che sono pigro e sintetizzo troppo, ma lo stesso Eric concentra il pensiero di bigG in queste significative parole: MOBILE FIRST! Dopo più di un'ora di presentazione, mi sbilancio e vi racconto cosa significa questo concetto per la società californiana:

Il telefonino è uno tra gli oggetti più personali che possediamo, prestiamo vari oggetti ad amici e parenti, ma difficilmente tendiamo a dare il nostro cellulare, questo poichè esso contiene dati confidenziali quali SMS, chiamate, immagini e video!

Il nostro smartphone è dotato di funzionalità che lo rendono sempre più simile ad un confidente, esso infatti può raccogliere tantissime informazioni su di noi:

  1. può ascoltare grazie al microfono integrato
  2. può parlare grazie agli speaker
  3. può vedere grazie alla fotocamera integrata
  4. può sapere la nostra posizione grazie al gps
  5. può conoscere le nostre abitudini,e i nostri amici

Dal punto di vista buono (o meglio “don’t be evil”) queste informazioni rappresentano un valore aggiunto senza prezzo per qualsiasi persona,e potrebbero in futuro essere utilizzate sinergicamente per aiutarci ad effettuare le più comuni operazioni di tutti i giorni.

Il concetto di Mobile First necessita di quelle che vengono chiamate le tre “C”:

  • Computing: Potenza elaborativa, ad esempio il Nexus dispone di un processore da 1GHz che fino a qualche anno fa era la cpu che montavono i laptop, e senza andare lontano si avvicina (se non supera a causa della scarsa efficienza dell’architettura x86) alle prestazioni di un netbook
  • Connectivity: La connettività è la chiave di successo, si può sapere tutto ovunque, ci sono oltre 700 Milioni di connessioni mobile, e realtà come l’ambasciata di Beijing utilizza twitter per tenere aggiornati i propri connazionali, che possono così essere informati istantaneamente!
  • Cloud Computing: le informazioni raccolte dai famosi sensi degli smartphone, verranno col tempo via via trasferiti dallo smartphone alla nuvola, questo perchè permette di effettuare operazioni fino a poco tempo fa impensabili, un esempio è il riconoscimento vocale che funziona molto bene (purtroppo solo in inglese e poche altre lingue) grazie all’utilizzo del cloud computing: la nostra frase viene registrata in un file audio, che viene spedito ai server di Google, i quali lo analizzano, lo traducono in testo grazie a centinaia di migliaia di campioni con cui confrontare la traccia audio, e rispediscono al nostro cellulare il testo scritto, ma la cosa sorprendente è che tutto ciò avviene in pochi istanti!

Questi tre requisiti sono destinati ad intrecciarsi, e lo stanno facendo sempre di più sui cellulari, un esempio e il servizio Goggle, esso infatti utilizza la potenza operativa per analizzare la fotografia scattata, la connettività per trasferire il file analizzato dal cellulare ai server di bigG, e il cloud computing per ricevere le risposte cercate, riguardo al posto o al libro fotografato!

Per finire si fa notare come ogni grande annuncio fatto da Google in questo periodo, abbia un corrispettivo per quanto riguarda la parte mobile, cito i primi esempi che mi vengono in mente:

  • Google lancia buzz, e lo rende disponibile anche da browser del cellulare, e da Google Maps
  • Google lancia lo speaking recognition per android
  • Google lancia Goggle per android

Il mondo mobile, almeno secondo Google, avrà davanti a se un futuro florido e prosperoso!

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  • Azatoth

    la parte associata al Cloud-Computing è spinosissima…
    Anche se già oggi è una realtà…

    nessuno si è accorto che ogni email di gmail contiene pubblicità inerente l’argomento trattato nella mail?
    Questo è possibile grazie sopratutto al fatto che c’è un algoritmo che legge, interpreta e propone pubblicità sui contenuti.
    La privacy praticamente è un concetto obsoleto e con il cloud computing lo sarà sempre di più.

  • Azatoth

    la parte associata al Cloud-Computing è spinosissima…
    Anche se già oggi è una realtà…

    nessuno si è accorto che ogni email di gmail contiene pubblicità inerente l’argomento trattato nella mail?
    Questo è possibile grazie sopratutto al fatto che c’è un algoritmo che legge, interpreta e propone pubblicità sui contenuti.
    La privacy praticamente è un concetto obsoleto e con il cloud computing lo sarà sempre di più.

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