Ubuntu portato su Samsung Galaxy Tab 10.1

29 giugno 20119 commenti

Ormai è risaputo, abbiamo visto le distro di Ubuntu girare su praticamente ogni cosa, soprattutto dispositivi Android, dal G1 al Nexus One al Nexus S, fermo restando però che le prestazione erano piuttosto scadenti e un display da 3 o 4 pollici non è comodo per un sistema operativo desktop. Così, nell'era dei tablet, Ubuntu sbarca sul nuovo Samsung Galaxy Tab 10.1.

L’opreazione è stata compiuta dai ragazzi di GalaxyTabHacks e AndroLinux che sono riusciti a far girare la distro di Ubuntu con tanto di mouse e tastiera. Tuttavia Ubuntu non va a sostituirsi ad Android ma gira in background tramite una macchina virtuale; la velocità e la fluidità sono veramente sorprendenti, giudicate voi stessi con il seguente video.

Il progetto prende il nome i Tabuntu, se volete provare sul vostro Galaxy Tab trovate la guida a questo indirizzo.

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  • Gattestro_ridicolo

    senza senso

    • Io lo trovo veramente utile..

      • non appena mettono ubuntu su un transformer (lì parlano di dual boot, non di macchina virtuale, però…), faccio davvero un pensierino nel prenderlo: per l’università già uso ubuntu, così avrei due piccioni con una fava!

        • Dario

          senza senso per chi non sa usarlo. pensate ad interfacciarlo con arduino e processing. al galaxy tab fai fare milioni di operazioni al secondo, al microprocessore fai controllare un (esempio) robot con comando vocale.

  • eee pad transformer

    Lo voglio anche su Asus eee pad transformer….chissà se sarà possibile???

    • gnagno

      con chroot (ovvero il metodo utilizzato dal tizio del video qui sopra) è già possibile su transformer, sarà divertente quando avremo ubuntu nativo in dual boot :D

  • Anonimo

    Scusate ma quelli di http://www.ekoore.com/web/ non fanno già terminali Android/Ubuntu?
    C’è bisogno di virtualizzarlo su un Samsung?

  • The Rkw

    ubuntu gira meglio su un tablet che sul mio computer O.O

  • Lupoalba

    Peccato, sul gt-p1000 non va….
    Sarebbe stato comodo.
    E non mi arrendo.