Vodafone ammette: “I governi di vari Paesi possono ascoltare e registrare chiamate”

6 giugno 201417 commenti
Dopo le rivelazioni di Edward Snowden, c'è sempre maggior attenzione riguardo la privacy e le sue continue violazioni: questa volta Vodafone, uno dei più grandi operatori di telefonia mobile al mondo (presente anche in Italia), ha rivelato in un documento l'esistenza di cavi specifici associati alla propria rete per consentire alle agenzie governative di vari Paesi di ascoltare tutte le conversazioni.

Come riporta il Guardian, Vodafone ha ammesso che specifici cavi sono stati connessi alla propria rete e a quelle di altri operatori per permettere alle agenzie di ascoltare o registrare chiamate e, in alcuni casi, individuare la posizione di uno degli utenti.

Questo è accaduto in sei dei ventinove Paesi in cui Vodafone è presente, nei quali l’installazione dei suddetti cavi è obbligatoria per gli operatori o è obbligatorio consentire ai governi di effettuarla: l’azienda ha tuttavia preferito non rivelare di quali Paesi si tratti, per evitare di mettere a rischio l’incolumità dei propri dipendenti.

Come è facile capire, un simile sistema consente alle agenzie di intercettare autonomamente chiamate, senza la mediazione degli operatori e senza che questi ultimi abbiano informazioni sull’identità o il numero di telefono dell’utente intercettato.

La compagnia ha diffuso inoltre i numeri relativi alle richieste di intercettazioni legalmente ricevute dalle autorità dei vari Paesi nel 2013, riportati nel grafico sottostante e in cui l’Italia si piazza ai primi posti.

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Gus Hosein,direttore esecutivo di Privacy International, esprime la propria preoccupazione:

Questi sono gli scenari da incubo che temevamo. Non avrei mai pensato che gli operatori fossero complici fino a questo punto. E’ una mossa coraggiosa da parte di Vodafone e speriamo che altri operatori abbiano più coraggio nel rivelare queste pratica, ma quello di cui abbiamo bisogno è che abbiano più coraggio nel respingere queste richieste e queste leggi.

Stephen Deadman dell’ufficio privacy di Vodafone replica:

Questi cavi esistono, il modello di accesso diretto esiste. Stiamo lanciando un segnale per porre fine all’utilizzo dell’accesso diretto da parte delle agenzie governative per ottenere dati.

La stessa Vodafone chiede la rimozione dei cavi e il divieto per le agenzie di accedere alle reti senza un legittimo mandato. Secondo l’operatore, ogni Paese dovrebbe pubblicare annualmente i dati relativi alle richieste di intercettazione, che si tratti di chiamate/messaggi o di metadati (posizione, data e ora e via dicendo).