ZiiLabs annuncia il nuovo SoC ZMS-40, quad-core o”100-core”?

8 gennaio 201213 commenti

ZiiLabs sembra voglia continuare a seguire la strada dei super processori nonostante attualmente non abbia ancora trovato nessun produttore disposto ad adattare il proprio device a questo tipo di SoC. Infatti dopo aver presentato lo ZMS-20, un system-on-a-chip (SoC) "50-core" lo scorso ottobre, il produttore ha recentemente annunciato il successore dello ZMS-20, lo ZMS-40, un SoC con CPU quad-core ma con comportamenti da "100-core". Quale straordinaria potenza nasconde questo "piccolo" processore da 100 core?

Il nuovo ZiiLabs ZMS-40 è dotato di quattro CPU Cortex-A9 da 1.5 GHz e ben 96 core di elaborazione dati multimediali StemCell, per un totale di 100 core.

I core di StemCell formerebbero una vera e propria GPU in un SoC, i quali vengono utilizzati per la riproduzione di video, elaborazione d’immagini, elaborazione audio, grafica 3D, grafica 2D ed altre attività multimediali.

Rispetto al vecchio ZMS-20, il SoC ZMS-40 offre il doppio della potenza per il 50% di consumo inferiore di batteria, inoltre ZiiLabs dichiara che lo ZMS-40 è il SoC a disposizione più potente per i tablet di oggi, in grado di supportare display con risoluzione fino a 2560×1600 pixel, cioè una WQXGA.

Altri vantaggi di questo nuovo SoC 100-core sarebbero le possibilità di essere sfruttato per un qualsiasi contenuto ad altissima qualità e risoluzione, infatti sarebbe in grado di catturare foto panoramiche ad elevate risoluzioni, o anche di poter riprodurre video a 1080p con supporto WebM (VP8).

Anche se il successo per i processori di ZiiLabs ritarda, le parole del Presidente e CEO di Creative TechnologySim Wong Hoo, potrebbero essere rassicuranti:

“We are now forging ahead to form a Chinese Tablet Alliance with several major Chinese partners both in the horizontal and vertical market segments to further develop, build and market this timely tablet. Details of this Chinese tablet and the alliance will be unveiled soon.”

Forse al CES ZiiLabs presenterà qualche prototipo di device Android basato su Ice Cream Sandwich e con ZMS-40, nell’attesa potrete guardare questo video che ritrae un tablet Android, Jaguar 7″, con SoC ZMS-20:

httpvh://www.youtube.com/watch?v=ReI5y4Ju5cA&hd=1

 

Via

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  • Calogero

    Non vorrei dire una bestialità,ma penso che le 4 cpu e i 96 core potrebbero consumare molto velocemente la batteria…penso…

    • pika99

      infatti,sarà molto potente però probabilmente le batterie dei device che avranno questo soc dureranno poco)

      • Falso

        Veramente è il contrario, piu core = meno consumi ^^

    • Cecco FF

      E’ noto che più core consentono la “disattivazione” di quelli non utilizzati quando non servono determinate prestazioni consntendone di conseguenza un risparmio di energia rispetto ad un single core che è sempre attivo…almeno è su questo che si punta (oltre alle eventuali performance) utilizzando multicore.
      ..poi bisognerebbe chiedere a chi ha riscontrato reali differenze provando entrambe le modalità…

  • Anonimo

    …stesso concetto vengono utilizzati per i computer aeronautici, tanti core che compiono semplici azioni.
    Non è tanto la potenza a risultare (che comporterebbe un rischio di crash) quanto la semplicità e fluidità dei processi pur consumando poca energia.

  • ultimo

    Ma a cosa serve? Bah…. mi sa che dopo bisogna andare in giro con la prolunga attaccata alla presa….

  • mourad babba

    Be, per non essere stato supportato da nessun produttore ci deve essere un motivo valido no?
    Se non consuma cosi tanto come affermano e abbia tale potenza perche nessun produttore ci ha messo mano?
    secondo me ci sta qualche problema in quel coso..sisi

    • Camma1493

      Forse perchè la zii labs è della creative e quindi quest’ultima non ci tiene a vedere una soluzione del genere su tablet di aziende concorrenti

  • Filippo Venuti

    Direi una soluzione inutile per quanto riguarda il mercato dei tablet. Qualcuno deve ancora spiegarmi cosa ce ne facciamo dei dual core (a parte il gaming intendo).

    Bisognerebbe cercare nuovi sbocchi per questi SoC con così tanti core di elaborazione. Non dico HPC ma qualche cosa di simile, da valutare caso per caso….

    Non sono ancora del tutto sicuro, ma i 96 core sono SIMD?

    Ora potrei dire idiozie, ma questi dispositivi, per quanti core ci si mette, quante unità di elaborazione ci si aggiunge, come si comportano rispetto a un hardware “customer”? Potrebbero essere soluzioni interessanti con l’arrivo di WIN8 e la possibile, quanto da me auspicata, introduzione di dispositivi desktop entry-level / low power basati su architettura ARM. Il risparmio energetico rispetto a una qualunque soluzione x86 c’è ed è certa. Bisogna vedere il costo in termini di prestazioni.

    Una soluzione come questa della ZiiLabs potrebbe essere utile ed efficace se, e ripeto se, fosse in grado di fornire prestazioni paragonabili. 4 core suoi li ha, abbiniamoci memoria in quantità (4 Gb e oltre), un SSD di qualità e le interfacce I/O solite e credo che potrebbero essere soluzione interessanti per alcune utenze specifiche. Il problema solito è, ci saranno applicazioni in grado di sfruttare questa architettura particolare? Si sarà in grado di alleviare il carico sulle CPU andando a sfruttare gli extra core? In una parola, NO! Fino a che ogni produttore userà le sue API (vedi nVidia e Ati al momento) e finchè non ci sarà uno sforzo da parte dei produttori di creare una interfaccia unificata per questo tipo di operazioni. Quali software house programmeranno software compatibile con questo ZiiLab Soc? Credo poche, nessuna azzarderei.
    Non dico che non ci siano sforzi in tal senso, di ricerca ne stanno facendo, ma non siamo ancora giunti a una soluzione condivisa e funzionante. Diciamo che l’hardware corre più del software. Sarà che sul software “monetizzare” è difficile, sarà che dire di avere 100 core fà più “share” di dire che si è sviluppato un “software migliore e ottimizzato” (stesso discorso per le batterie).

    Quindi, in parole povere, io la ritengo una soluzione hardware interessante, non in ambito tablet, ma saremo in grado di sfruttarne i core? Come si usa dire, ai posteri l’ardua sentenza, ma la vedo nera.

    • Elegos

      Si potrebbe sempre rendere il tablet un’interfaccia audio… immaginati librerie come Omnisphere viaggiare sul “semplice” tablet, in tempo reale, magari connessi alle interfacce MIDI tramite rtfMIDI o direttamente collegati tramite USB… oppure usarli come filtri. Ad oggi Android non permette, a quanto ne so, un utilizzo simile per il proprio compartimento audio, mentre iOS se la cava meglio con la bassa latenza. Un’ottimizzazione del kernel Android con driver a bassa latenza combinati con processori simili si potrebbero avere device dai costi (relativamente) contenuti, ma con infinite possibilità (essendo pur sempre componentistica su base software).

      • Anonimo

        Esattamente quello che intendevo, io di ambito musicale non mi intendo, ma potrebbe essere uno sbocco interessante. Ma non credo che un sistema Android, che ricordiamoci è pur sempre basato sul Java con i suoi limiti e i suoi pregi…

        La via è Linux, se vi piace l’open, o Win8, se vi piace il closed. Android rimarrà destinato a “sistema d’intrattenimento”

        • Elegos

          Non sottovalutare Java e ricordati che tutti i sistemi di basso livello sono gestiti dal kernel Linux, non da Java! E poi c’è sempre l’NDK :)

          • Filippo Venuti

            No no non lo sottovaluto. Ha dalla sua parte tante cose buone… Ma personalmente non lo riterrei un linguaggio adatto a tutti gli ambiti… Ma per ovviare a queste mancanze c’è l’NDK… anche se sinceramente non ho mai avuto modo di usarlo! Sarà una delle prossime cose da fare… finita la sessione di esami! ;)