ZTE, un miliardo per fare pace con il governo americano

26 Giugno 2018Nessun commento

ZTE sta cercando in tutti i modi di ricomporre la spinosa diatriba con il governo statunitense, che potrebbe seriamente comprometterne la continuità aziendale.

Andiamo con ordine.

Lo scorso maggio gli USA avevano deciso di sanzionare l’azienda cinese vietando ai produttori americani di venderle i loro prodotti. Una mossa in grado di mettere in ginocchio ZTE, che avrebbe dovuto fare a meno di componenti realizzati, ad esempio, da Qualcomm o da Dolby, senza contare il rischio di perdere la licenza relativa ai servizi Google.

Pochi giorni dopo è arrivata la marcia indietro da parte di Trump, che ha deciso di intavolare una trattativa con il presidente cinese in persona al fine di pervenire ad un accordo.

All’inizio di giugno sembrava che le parti fossero giunte ad un accordo: revoca del bando in cambio di una multa di oltre un miliardo di dollari per ZTE, che avrebbe anche dovuto sostituire diversi membri del suo CDA con nomi graditi a Washington.

Il senato ha tuttavia bloccato l’accordo in oggetto, ma la compagnia cinese, in segno di buona volontà, ha deciso di provvedere comunque alla rimozione di diversi manager e al pagamento della sanzione, depositando altri 400 milioni di dollari in garanzia.

Vedremo se questa iniziativa sarà sufficiente per consentire alla società di tornare al più presto in affari o se sarà comunque costretta a chiudere i battenti. In quest’ultimo caso a farne le spese saranno i suoi circa 75.000 dipendenti in tutto il mondo.

 

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