Recensione TicWatch Pro : Non come gli altri

17 settembre 20182 commenti

Mobvoi è un'azienda il cui nome viene, finalmente, associato a prodotti di buona qualità il cui prezzo risulta essere decisamente aggressivo per  il mercato. L'anno scorso erano usciti sul mercato con due dispositivi il cui successo fra il pubblico è innegabile. Quest'anno ci riprovano con un nuovo prodotto: Ticwatch Pro. Cosa cambia? Una maggiore attenzione all'autonomia.

 

Il problema che affligge tutti i dispositivi Android Wear è la batteria. Per taluni arrivare a casa alla sera e mettere in carica il proprio orologio è qualcosa di poco fastidioso ma, per altri, dover aggiungere un nuovo dispositivo alla lista delle cose da caricare è irritante. Mobvoi questo lo ha capito e si è preoccupata di trovare una soluzione che potesse rivelarsi utile e non nuocere all’esperienza utente. E ci è riuscita alla grande.

unboxing

La confezione appare molto semplice: dalla forma cubica, contiene solamente gli orologi ed il cavo adibito alla ricarica. Rispetto allo scorso anno, però, è un po’ più curata nei dettagli ed il cartone appare più solido.

design

La sensazione di maneggiare un prodotto di qualità emerge fin dai primi istanti in cui indosserete l’orologio al polso: la cassa è in una lega in nylon e fibra di vetro, ghiera e bordi sono in acciaio inossidabile. Il peso si fa sentire, ma non è eccessivo e, anzi, rende l’idea di star maneggiando un prodotto curato. Non ho particolarmente apprezzato la scelta di staccare il colore della ghiera da quello della cassa, così come la decisione di aggiungere un eccessivo bordo ma tutto sommato, una volta che si è fatta l’abitudine, il tutto passa quasi inosservato.

Il cinturino è ancora più particolare: si tratta di una versione ibrida fra un cinturino in pelle, più elegante, ed uno in silicone, maggiormente adatto alle attività sportive. A livello di confort non desta problemi, ma rimango perplesso sulla scelta della dimensione che, a confronto con la cassa, appare un po’ striminzita. Potrete, però, andarlo a sostituire comodamente come nei modelli precedenti.

Aumentano i pulsanti presenti sul dispositivo che, stavolta, diventano due – di cui uno programmabile – e vengono finalmente posizionati sul lato giusto. Premendo un pulsante qualsiasi potrete andare a risvegliare il dispositivo, mentre con la singola pressione di quello superiore accederete al menù; premendo a lungo abiliterete Google Assistant. Un long press su quello inferiore, invece, vi permetterà di accedere al menù con le funzioni di accensione, spegnimento ed essential mode.

Sotto troviamo il sensore per il battito cardiaco. L’orologio gode della certificazione IP68, dunque potrete farci la doccia senza troppi problemi, ma non consiglio di immergerlo nell’acqua. È presente anche l’NFC.

Di seguito le specifiche tecniche:

Ticwatch Pro
Dimensioni: 45mm x 12.6mm
Peso: 45.5g
Sistema Operativo: Wear OS by Google
CPU: Qualcomm Snapdragon Wear 2100
Display: 1.39” OLED 400 x 400 + FSTN display
Memoria: RAM: 512MB / Storage: 4GB
Batteria: 415mAh
Connettività: Bluetooth: 4.2 / Wi-Fi: 802.11bgn 2.4GHz
Altro: Accelerometer, Gyro, Magnetic Sensor, PPG Heart Rate sensor, Ambient Light Sensor, Low Latency Off-Body Sensor
Certificazioni: IP68 (up to 1.5 meters for up to 30 mins; swimming not recommended)

display

Parlando di display, Ticwatch Pro è dotato di uno schermo OLED da 1.39″ (400x400px). La risoluzione è più che soddisfacente e lo schermo funziona in maniera ottimale: i livelli di luminosità proposti sono sufficienti ad affrontare la totalità delle situazioni: anche sotto la luce diretta del sole, lo schermo risulta visibile senza problemi, grazie anche al sensore di luminosità che permette una regolazione precisa.

 

Rispetto all’anno scorso, però, viene introdotta una novità. Precedentemente, infatti, eravate costretti a scegliere fra il risparmio energetico e la modalità Olways On. Il primo garantiva di passare tranquillamente la giornata e mezzo di utilizzo senza problemi a discapito dell’usabilità mentre il secondo vi permetteva di avere sempre sott’occhio una buona dose di informazioni andando, però, a succhiare batteria costantemente. La soluzione di Mobvoi è stata quella di aggiungere un secondo pannello trasparente al di sopra di quello OLED. Si tratta di un pannello LCD FSTN (Film compensated Super Twisted Nematic). Sostanzialmente si coporta come gli schermi dei vecchi CASIO di una volta: fornisce informazioni sull’ora, la data odierna, il numero di passi fatti e sullo stato della batteria.

software

A supportare i dispositivi di Mobvoi è Wear OS, con l’aggiunta di alcune peculiarità dell’azienda. Ormai siamo abituati alle pecche del sistema operativo di BigG, così come ai problemi legati ad un chipset ormai vecchio di due anni. Nell’uso quotidiano non avrete grossi problemi, ma aprire applicazioni come il Play Store o l’assistente, potrebbe richiedere anche diversi secondi.


Leggi anche: Recensione di Ticwatch Sport & Express: Android Wear al giusto prezzo


Un poco di personalizzazione permane nell’applicazione proprietaria per la gestione delle attività legate al fitness: queste potranno essere sincronizzate mediante la companion app chiamata “Mobvoi”, scaricabile direttamente dal PlayStore.

L’applicazione appare ben strutturata e richiama, sotto molti aspetti, il design della corrispettiva versione di Apple Watch (in particolare gli anelli colorati contenenti le statistiche). Scorrendo verso sinistra potrete accedere alle schermate specifiche, rappresentate dai passi, esercizi e ore di moto. Scorrendo verso il basso, da ognuna di queste, potrete vedere il dettaglio delle ore in cui avete praticato le rispettive attività.

Per quanto riguarda gli sport, potrete andare a scegliere fra 5 differenti pratiche: corsa all’aperto, corsa al coperto, bicicletta e free style. Quest’ultima non è in grado di riconoscere automaticamente le ripetute.

Parlando di GPS e sensore del battito cardiaco, mentre il primo si comporta egregiamente sia su Ticwatch E che nella versione Sport, il secondo risulta adatto ad una attività sporadica ma, certamente, non a chi pratica sport in maniera professionale. Se nella media si comporta bene (è comparabile ad altri smartwatch del settore), non compete con le fasce cardio. E’ tuttavia bello poter godere di un sensore per il battito cardiaco, al proprio polso, a questo prezzo.

Altre applicazioni presenti sono quella per la rilevazione del battito cardiaco ed una chiamata “step ranking” che vi permetterà di vedere la vostra posizione rispetto ad altri utilizzatori degli smartwatch (localizzati geograficamente) ed eventualmente lasciargli un like se rimarrete impressionati dalle loro prestazioni.

Nel caso, potrete sempre sfruttare la modularità di AW per installare le applicazioni che più vi aggradano.

Oltre a ciò, l’azienda si è impegnata a creare un buon numero di watch-face che vi arriveranno out of the box. Nel caso non siate soddisfatti, potrete sempre scaricarne di nuove.

ESSENTIAL MODE

La vera novità è certamente rappresentata dalla modalità essential attivabile mediante la pressione prolungata del pulsante inferiore o accedendo direttamente dal menù delle applicazioni. Lo schermo LCD rimane abitualmente acceso al posto della modalità always on (che può comunque essere ripristinata). Questo vi permette di avere le informazioni importanti sempre sott’occhio risparmiando un po’ di batteria. Se, però, avrete necessità di estendere ancora di più l’autonomia dell’orologio, la modalità essenziale andrà a spegnere completamente qualsiasi funzione smart dell’orologio, lasciando attive solamente le funzionalità indispensabili. Permangono le informazioni sulle attività di fitness che vengono monitorate in tempo reale. Pur essendo una soluzione “estrema” in caso di necessità (può anche essere programmato lo switch automatico quando si raggiunge un determinato livello di batteria), la modalità di risparmio energetico ha garantito oltre 26 giorni di autonomia completa.

Batteria

Con i suoi 415mAh, Ticwatch Pro si rivela essere un buon compagno di avventure. Grazie ad una gestione intelligente dello schermo (disabilitando la gesture per l’accensione automatica, ad esempio) potrete superare comodamente i due giorni di autonomia, estendibili anche a 4 con la modalità essenziale al 10/15% di autonomia. Sotto questo punto di vista, dunque, è pienamente promosso.

conclusioni

Insomma, Ticwatch Pro si rivela essere uno smartwatch Android premium, dotato di quel plus che potrebbe distinguerlo in un mercato che vede pochi competitori in gioco. La batteria di oltre due giorni è decisamente accattivante, le funzionalità (ed i difetti) di Wear OS ci sono tutti. Non è certo il device perfetto: monta un chipset vecchio e le performance si fanno sentire in talune situazioni. C’è anche da tenere in considerazione il recente lancio del nuovo Snapdragon dedicato ai weareable.


Leggi anche: Qualcomm presenta Snapdragon Wear 3100 e punta sull’autonomia

 

i prodotti Ticwatch sono disponibili ai seguenti indirizzi:

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  • Scarface11

    Troppo lento, impacciato. Tutto tranne che smart. Inoltre, mi stupisce che nessun recensore l’abbia notato: il fatto del doppio display è un po’ uno specchio per le allodole. Provato più volte ad usare always on (amoled) per tutto il giorno, ed il consumo è praticamente lo stesso del display LCD. Ergo, il consumo è praticamente dovuto tutto al sistema wear OS fatto coi piedi, pesante in risorse. Inoltre display LCD potevano almeno mettere un minimo di personalizzazione in più, o almeno segnale di notifica. Insomma è tutto tranne che smart secondo me. Tante pecche.

  • Stefano C.

    Attenzione al discorso “farci la doccia ma non immergerlo”: Casomai il contrario!!
    Primo, perché IP68 è per l’immersione in acqua ferma, ma non per l’acqua in pressione (compresi rubinetti e docce qualora IP67).
    Secondo, inoltre si parla sempre di acqua “in sé”, poiché qualunque elemento chimico potrebbe intaccare eventuali guarnizioni od ingrassaggi: bagnoschiuma/docciaschiuma/shampoo compresi. Che sia al mare (salsedine), in piscina (cloro), o per lavarvi (shampo, docciaschiuma ed altri pulitori chimici), togliete sempre i dispositivi.
    Per ciò che ne so, si salva solo il buon vecchio sapone di marsiglia ed i detergenti neutri