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Discussione:

Fratellanza dei mistici androidiani

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  1. #22971
    Miglior Moderatore del forum L'avatar di dieguccio


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    Buon ferragosto


  2. Il seguente Utente ha ringraziato dieguccio per il post:

    Gege98 (15-08-13)

  3.  
  4. #22972
    Senior Droid L'avatar di antese


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    Buon ferragosto a tutti e . . . auguri Luke !!!
    Tasi & Tira

  5. Il seguente Utente ha ringraziato antese per il post:

    iLuke (15-08-13)

  6. #22973
    Administrator L'avatar di iLuke


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    buon ferragosto
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    Spoiler:

  7. #22974
    Androidiano VIP L'avatar di N1m0Y


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    Buon ferragosto a tutti i fratelli:beer::beer::beer:

    uploadfromtaptalk1376554452560.jpg
    Spoiler:
    Inviato dal mio supermuletto :tank:
    Non risponderò in PM a richieste di aiuto sul modding. C'è il forum per questo, se usato correttamente.
    Se ti sono stato d'aiuto usa il tasto Thanks in basso a sinistra.
    Prima di postare leggi sempre la prima pagina del thread.

  8. #22975
    Androidiano di Riferimento L'avatar di Gege98


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    Quote Originariamente inviato da dieguccio Visualizza il messaggio
    Buon ferragosto

    Improvvisamente ho fame

    Se ti sono stato utile usa il tasto Thanks!


    Inviato dal mio GT-S5570 con Tapatalk 2


    Se ti sono stato utile clicca thanks....

  9. #22976
    Senior Droid L'avatar di antese


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    mangiati una mela . . . .
    Tasi & Tira

  10. #22977
    Androidiano VIP L'avatar di riccardoPolaris


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    Comunicato stampa - Scienziati italiani, per la prima volta al mondo, ‘fotografano’ con un telescopio spaziale un campo magnetico che è milioni di miliardi di volte più intenso di quello della Terra. Appartiene a una “magnetar”, oggetto celeste che si forma dopo la morte di una stella di grandi dimensioni. La scoperta, appena pubblicata su Nature, è stata guidata dagli astrofisici della Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF
    *

    astrofisicaastronomia
    Pavia, 14 agosto – Una ricerca italiana, in uscita sul numero di domani della prestigiosa rivista scientifica Nature, fa luce sulla natura di alcuni tra gli astri più misteriosi del cosmo, le “magnetar”, gli oggetti celesti generati dal collasso di grandi stelle, che posseggono i campi magnetici più intensi dell’universo.
    Grazie al lavoro degli scienziati italiani è stato infatti possibile per la prima volta misurare direttamente il campo magnetico della magnetar SGR 0418+5729, collocata a 6500 anni luce dal sistema solare, la cui intensità è risultata milioni di miliardi di volte superiore a quella terrestre, al punto di essere la più alta mai registrata nell’universo.

    I ricercatori sono riusciti a stabilirne la forza, misurando l’energia dei raggi X emessi dalla magnetar e rilevati dal telescopio spaziale XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea, ESA.
    La ricerca apre importanti prospettive nello studio delle magnetar e delle potenti emissioni di raggi X e gamma che si verificano sulla superficie di queste stelle, così intense da interferire, in alcuni casi, con le telecomunicazioni terrestri. Si ipotizza infatti che alla base di queste esplosioni cosmiche ci siano proprio i forti campi magnetici come quello misurato per la prima volta dagli scienziati italiani.

    La ricerca, di cui è primo autore Andrea Tiengo, ricercatore in astronomia e astrofisica alla Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia, annovera tra gli autori anche Giovanni Bignami, professore ordinario di astronomia allo IUSS e presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF.

    Lo studio è frutto di un lavoro che ha coinvolto anche scienziati dell’Università di Padova, dell’University College di Londra, del laboratorio di astrofisica interdisciplinare (AIM) appartenente al centro di ricerca francese CEA (Commissariat à l'énergie atomique et aux énergies alternatives) e dell’Istituto di Scienze dello Spazio (ICE) di Barcellona.

    La morte di una stella e la nascita delle magnetar. La scoperta degli scienziati italiani rappresenta la prima dimostrazione diretta e lampante della “teoria delle magnetar”, elaborata oltre vent’anni fa dagli astrofisici Robert Duncan e Christopher Thompson.

    Andrea Tiengo, ricercatore della Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia e primo autore della ricerca ha commentato: “Negli ultimi decenni la teoria delle magnetar è stata confermata da diverse osservazioni e sono state scoperte nella nostra galassia circa venti stelle di neutroni di questa specie, ma nessuno, prima d’ora, era mai riuscito a misurare direttamente l’intensità del campo magnetico di questi oggetti celesti. La scoperta rappresenta pertanto un passo in avanti importante verso la comprensione più approfondita di questi eventi cosmici”.

    Tutte le stelle seguono un percorso evolutivo che, dopo la loro nascita, le porta a spegnersi e implodere. Questo processo assume caratteristiche diverse a seconda della massa delle stelle: gli astri simili al Sole si trasformano in nane bianche, stelle di dimensioni paragonabili a quelle della Terra, ma con una concentrazione di materia (densità) più elevata di qualunque oggetto si possa trovare sul nostro pianeta; le stelle di massa superiore, compresa tra le 10 e le 25 volte quella del Sole, si trasformano in stelle di neutroni, caratterizzate da un raggio di appena una decina di chilometri, una densità di gran lunga superiore a quella delle nane bianche e un campo magnetico elevato.
    Duncan e Thompson tuttavia avevano immaginato l’esistenza di stelle di neutroni con campi magnetici ancora più intensi, le magnetar. Secondo i due scienziati, infatti, solo la presenza di stelle con campi magnetici potentissimi poteva essere all’origine di alcune violente esplosioni cosmiche che si verificano nell’universo, così forti, in alcuni casi, da disturbare perfino le telecomunicazioni terrestri pur originandosi a migliaia di anni luce dal nostro pianeta.

    Il segreto dei raggi X. Gli scienziati italiani sono riusciti a misurare il campo magnetico di questi oggetti celesti analizzando le emissioni di raggi X della magnetar SGR 0418+5729, grazie a osservazioni effettuate nell'estate del 2009 con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea.
    Dall’analisi della frequenza dei raggi X i ricercatori hanno ricavato la frequenza delle particelle che si muovono all’interno del campo magnetico, un dato particolarmente importante perché è direttamente proporzionale proprio all’intensità del campo magnetico. In particolare, gli astrofisici italiani hanno identificato una piccola zona sulla superficie della magnetar con un campo magnetico di straordinaria intensità, pari a un milione di miliardi di Gauss. Per avere un’idea della sua potenza basti pensare che la Terra ha un campo magnetico inferiore a 1 Gauss.

    Il “motore” delle esplosioni cosmiche. La scoperta ha fatto emergere un aspetto ancora più importante sul comportamento delle magnetar. La misurazione, infatti, ha dimostrato l’esistenza sulla superficie della stella di una regione con un campo magnetico più intenso rispetto a quello complessivo della magnetar. Questo aspetto è fondamentale perché proprio la presenza di più campi magnetici di diversa intensità nella stessa stella è ritenuta una delle principali cause delle esplosioni cosmiche, in analogia a quanto è stato già osservato, ad esempio, con le esplosioni (i cosiddetti “brillamenti”) solari.
    Lo studio è stato possibile grazie ai finanziamenti dell’INAF e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Le strumentazioni sono state messe a disposizione dall’Agenzia Spaziale Europea, ESA, e dalla NASA.

    Clicca sulla tessera dei mistici se hai fegato
    --Lunga Vita e Prosperità--

  11. I seguenti 5 Utenti hanno ringraziato riccardoPolaris per il post:

    antese (16-08-13),Gege98 (16-08-13),iLuke (16-08-13),N1m0Y (16-08-13),Zof (16-08-13)

  12. #22978
    Androidiano VIP L'avatar di N1m0Y


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    Quote Originariamente inviato da riccardoPolaris Visualizza il messaggio
    Comunicato stampa - Scienziati italiani, per la prima volta al mondo, ‘fotografano’ con un telescopio spaziale un campo magnetico che è milioni di miliardi di volte più intenso di quello della Terra. Appartiene a una “magnetar”, oggetto celeste che si forma dopo la morte di una stella di grandi dimensioni. La scoperta, appena pubblicata su Nature, è stata guidata dagli astrofisici della Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF
    *

    astrofisicaastronomia
    Pavia, 14 agosto – Una ricerca italiana, in uscita sul numero di domani della prestigiosa rivista scientifica Nature, fa luce sulla natura di alcuni tra gli astri più misteriosi del cosmo, le “magnetar”, gli oggetti celesti generati dal collasso di grandi stelle, che posseggono i campi magnetici più intensi dell’universo.
    Grazie al lavoro degli scienziati italiani è stato infatti possibile per la prima volta misurare direttamente il campo magnetico della magnetar SGR 0418+5729, collocata a 6500 anni luce dal sistema solare, la cui intensità è risultata milioni di miliardi di volte superiore a quella terrestre, al punto di essere la più alta mai registrata nell’universo.

    I ricercatori sono riusciti a stabilirne la forza, misurando l’energia dei raggi X emessi dalla magnetar e rilevati dal telescopio spaziale XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea, ESA.
    La ricerca apre importanti prospettive nello studio delle magnetar e delle potenti emissioni di raggi X e gamma che si verificano sulla superficie di queste stelle, così intense da interferire, in alcuni casi, con le telecomunicazioni terrestri. Si ipotizza infatti che alla base di queste esplosioni cosmiche ci siano proprio i forti campi magnetici come quello misurato per la prima volta dagli scienziati italiani.

    La ricerca, di cui è primo autore Andrea Tiengo, ricercatore in astronomia e astrofisica alla Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia, annovera tra gli autori anche Giovanni Bignami, professore ordinario di astronomia allo IUSS e presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica INAF.

    Lo studio è frutto di un lavoro che ha coinvolto anche scienziati dell’Università di Padova, dell’University College di Londra, del laboratorio di astrofisica interdisciplinare (AIM) appartenente al centro di ricerca francese CEA (Commissariat à l'énergie atomique et aux énergies alternatives) e dell’Istituto di Scienze dello Spazio (ICE) di Barcellona.

    La morte di una stella e la nascita delle magnetar. La scoperta degli scienziati italiani rappresenta la prima dimostrazione diretta e lampante della “teoria delle magnetar”, elaborata oltre vent’anni fa dagli astrofisici Robert Duncan e Christopher Thompson.

    Andrea Tiengo, ricercatore della Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia e primo autore della ricerca ha commentato: “Negli ultimi decenni la teoria delle magnetar è stata confermata da diverse osservazioni e sono state scoperte nella nostra galassia circa venti stelle di neutroni di questa specie, ma nessuno, prima d’ora, era mai riuscito a misurare direttamente l’intensità del campo magnetico di questi oggetti celesti. La scoperta rappresenta pertanto un passo in avanti importante verso la comprensione più approfondita di questi eventi cosmici”.

    Tutte le stelle seguono un percorso evolutivo che, dopo la loro nascita, le porta a spegnersi e implodere. Questo processo assume caratteristiche diverse a seconda della massa delle stelle: gli astri simili al Sole si trasformano in nane bianche, stelle di dimensioni paragonabili a quelle della Terra, ma con una concentrazione di materia (densità) più elevata di qualunque oggetto si possa trovare sul nostro pianeta; le stelle di massa superiore, compresa tra le 10 e le 25 volte quella del Sole, si trasformano in stelle di neutroni, caratterizzate da un raggio di appena una decina di chilometri, una densità di gran lunga superiore a quella delle nane bianche e un campo magnetico elevato.
    Duncan e Thompson tuttavia avevano immaginato l’esistenza di stelle di neutroni con campi magnetici ancora più intensi, le magnetar. Secondo i due scienziati, infatti, solo la presenza di stelle con campi magnetici potentissimi poteva essere all’origine di alcune violente esplosioni cosmiche che si verificano nell’universo, così forti, in alcuni casi, da disturbare perfino le telecomunicazioni terrestri pur originandosi a migliaia di anni luce dal nostro pianeta.

    Il segreto dei raggi X. Gli scienziati italiani sono riusciti a misurare il campo magnetico di questi oggetti celesti analizzando le emissioni di raggi X della magnetar SGR 0418+5729, grazie a osservazioni effettuate nell'estate del 2009 con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea.
    Dall’analisi della frequenza dei raggi X i ricercatori hanno ricavato la frequenza delle particelle che si muovono all’interno del campo magnetico, un dato particolarmente importante perché è direttamente proporzionale proprio all’intensità del campo magnetico. In particolare, gli astrofisici italiani hanno identificato una piccola zona sulla superficie della magnetar con un campo magnetico di straordinaria intensità, pari a un milione di miliardi di Gauss. Per avere un’idea della sua potenza basti pensare che la Terra ha un campo magnetico inferiore a 1 Gauss.

    Il “motore” delle esplosioni cosmiche. La scoperta ha fatto emergere un aspetto ancora più importante sul comportamento delle magnetar. La misurazione, infatti, ha dimostrato l’esistenza sulla superficie della stella di una regione con un campo magnetico più intenso rispetto a quello complessivo della magnetar. Questo aspetto è fondamentale perché proprio la presenza di più campi magnetici di diversa intensità nella stessa stella è ritenuta una delle principali cause delle esplosioni cosmiche, in analogia a quanto è stato già osservato, ad esempio, con le esplosioni (i cosiddetti “brillamenti”) solari.
    Lo studio è stato possibile grazie ai finanziamenti dell’INAF e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Le strumentazioni sono state messe a disposizione dall’Agenzia Spaziale Europea, ESA, e dalla NASA.
    O letto il primo capitolo..... domani leggerò il secondo

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    Non risponderò in PM a richieste di aiuto sul modding. C'è il forum per questo, se usato correttamente.
    Se ti sono stato d'aiuto usa il tasto Thanks in basso a sinistra.
    Prima di postare leggi sempre la prima pagina del thread.

  13. #22979
    Androidiano di Riferimento L'avatar di Gege98


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    O letto il primo capitolo..... domani leggerò il secondo

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    Io l'ho letto tutto

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  14. #22980
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    Anch'io HO letto tutto !!!
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