Focus: che fine hanno fatto gli smartphone modulari? [EDITORIALE]

28 ottobre 201717 commenti

Nell'aprile del 2013 Google incominciò a lavorare al cosiddetto Project Ara, che avrebbe dovuto avere, teoricamente, una diffusione a livello globale. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, consisteva nella realizzazione di uno o più smartphone modulari, ovverosia componibili con una serie di moduli a discrezione dell’utente.

Similmente a quanto accade oggi con i PC desktop, ognuno di noi avrebbe potuto costruire il “suo” smartphone, scegliendo le componenti più adatte alle sue esigenze. nella visione di Google, infatti, avremmo dapprima dovuto acquistare una “base”, uno starter kit comprensivo di sola scocca, display, batteria, modulo Wi-Fi e un processore di fascia bassa, il tutto per una cifra attorno ai 50$, che avrebbe quindi aiutato la diffusione anche nei Paesi più poveri. Questo progetto però non ha mai visto la luce, e non si hanno sue notizie dalla fine del 2016, momento della sua sospensione a tempo indeterminato.

Ma come mai questa idea non ha avuto successo?
Postomi la domanda qualche giorno fa, ho provato a dare un paio di risposte, pensando di condividerle con voi.

Innanzitutto possiamo iniziare la nostra riflessione guardando all’accoglienza ricevuta da due produttori che hanno tentato questa via, seppur in maniera più marginale: parliamo di Fairphone 2 e LG G5,due smartphone per i quali le rispettive case produttrici hanno progettato una serie di “moduli” aggiuntivi, limitandosi però alla batteria e alla fotocamera.

LG Il Fairphone 2 è stato il primo smartphone modulare in commercio

Il primo, pur avendo come attenuante il fatto di non rappresentare un brand conosciuto in tutto il mondo, ha venduto nel giro di un anno sole 40.000 unità, mentre il secondo è stato un vero e proprio flop per l’azienda di Seoul, che ha preferito tornare ad un design “classico” con il G6. Probabilmente possiamo imputare questa fredda accoglienza da parte del mercato all’eccessivo costo dei moduli rispetto a quello dello smartphone: per acquistare il modulo con amplificatore sono necessari, ad oggi, 127€ su Amazon. Credo a questo punto chiunque sarebbe portato a pensare: “Ma se il telefono già costa (supponiamo) 500€, anzichè pagare il 20% in più per avere un modulo che va anche ad “incicciottirlo”, non sarebbe meglio spendere questi soldi per uno smartphone con una migliore qualità audio oppure acquistare un prodotto specifico per ascoltare musica?”.
Ovviamente ciò porta all’innescarsi di un circolo vizioso: l’idea imprenditoriale di LG non entusiasma per via dei costi dei moduli, la domanda resta bassa, l’offerta deve attestarsi dunque su livelli piuttosto bassi, dunque addio economie di scala, co-sviluppo, licensing e altri mezzi utili a portare a una significativa riduzione dei costi che potrebbe favorire un aumento della domanda.

Poi, dal punto di vista prettamente tecnico, non è affatto semplice realizzare componenti in grado di cooperare in maniera efficiente: prima di tutto occorre una tecnologia (ad esempio dei magneti) in grado di consentirne il fissaggio e lo smontaggio immediato, garantendo però al contempo solidità e stabilità. Non va poi trascurato il consumo energetico non indifferente rispetto alle tradizionali parti saldate tra di loro, la necessità di adottare uno standard universale per tutti i moduli, onde evitare una eccessiva segmentazione del mercato, e di sviluppare un software per la gestione ottima di tale componentistica.

Infine, altro punto a mio avviso fondamentale da tenere in considerazione è la ricerca da parte dell’utente medio di un telefono già pronto out of the box, che non richieda l’acquisto di nuovi accessori per essere sfruttato al meglio, nè tantomeno di tutta la componentistica fondamentale, come sarebbe dovuto accadere con Ara.Vi immaginate vostra madre 50/60enne, da poco entrata nel mondo degli smartphone, districarsi tra decine di SOC diversi o di sensori fotocamera totalmente diversi tra loro? Ciò che vuole il pubblico (e su questo va riconosciuta la lungimiranza del compianto Steve Jobs) è la semplicità e l’immediatezza d’uso, et da un punto di vista dell’ interfaccia utente, et dal punto di vista dell’hardware, che se non dovesse essere più performante come ci aspettiamo, può essere facilmente sostituito in toto.

In ultima analisi, quindi, i modular smartphones, per quanto concettualmente affascinanti, sono ad oggi una tecnologia ancora acerba, che a mio avviso molto difficilmente potrà invadere il mercato e finire nelle mani di miliardi di persone. Oramai la totalità produzione di smartphone adotta un design a grandi linee consolidato, che in ambito di gestione d’impresa definiremmo “design dominante”, e forse la scelta più intelligente da fare sarebbe puntare su significative migliorie software, su killer features in grado di rendere appetibili i propri prodotti.

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  • icaro

    Era un progetto difficile sul nascere se avessero visto le realtà infatti è svanito nel nulla

  • Tersicore1976

    Mettiamoci anche il design. Per avere un cell del genere avrebbero dovuto “progettare” uno smartphone a “quadrello”. Con Samsung &Co che si stanno svegliando “adesso” a trovare soluzioni diverse dal solito, sarebbe stato un passo indietro di 5 anni.

  • Phill

    Mah…

    In un mondo smartphone che strizza l’occhio soprattutto al design (vetri curvi, schermi borderless 18:9, vetro e metallo premium…) questi modulari sono inevitabilmente “brutti” a causa della loro stessa modularità…se devi prevedere elementi che si possono scollegare e collegare sarà difficile il lavoro per i designer per rendere “figo” uno smartphone con questo vincolo…

    In più scopo dei produttori e convincerci a cambiare smartphone ogni anno, massimo 2…dubito siano interessati a lasciarci la stessa scocca e permetterci “aggiornamenti” hardware…

    Fail insomma

  • sailand

    sempre detto che non sarebbe mai decollato.
    mai visto anche solo in foto quanto sia compresso uno smartphone aperto? la modularita’ avrebbe portato dimensioni, peso, problemi di affidabilita’, problemi di impermeabilita’ e via dicendo in un mondo che battaglia sui millimetri e sui grammi.
    per non parlare delle complicazioni nello scegliere i moduli, la mancanza di status symbol, al di la dello scarso interesse per i moduli g5 e’ fallito miseramente perche’ la modularita’ aveva portato batterie ridicole per contenere gli ingombri ed e’ solo un esempio.
    la modularita’ fa parlare sul web, non vendere.
    io stesso , informatico, sviluppatore e tecnico hardware, voglio lo smartphone che non mi complichi la vita. il concetto stesso di smartphone e’ tutto in un unico pezzo difatti ormai persino le batterie sostituibili sono praticamente scomparse sacrificate sull’ altare di compattezza e semplificazione, altro che modularita’.

  • sailand

    a proposito: anche nei pc fissi quanti si assemblano il computer scegliendo i vari componenti e quanti invece prendono pc preconfigurati?
    quanti anche solo per aggiungere ram o prendere un disco piu’ capiente si rivolgo a tecnici o venditori?
    poi il numero di processori incrementati senza cambio di mainboard, schede varie, ecc. o in altre parole rifarsi il pc salvando solo il cabinet e pochissimo altro e’ insignificante, praticamente nullo.

    • teob

      Ok ci si rivolge ad un tecnico per aumentare ram e hd… Ma spendi 100 euro invece di 1000 per un pc nuovo

      • sailand

        e tiri avanti un altro anno, forse due ma poi esce una nuova versione del sistema operativo con conseguente voglia di cambiare il processore e un processore di nuova generazione implica non solo il singolo processore ma un cambiamento di tutto il chipset. quindi motherboard nuova, ram nuova e ancora scheda video per non strozzare il nuovo processore.
        ritornando al mondo smartphone un processore diverso porta un aggiornamento di tutta la componentistica perche’ non e’ solo la velocita’ interna del processore a cambiare ma anche come comunica col resto e cioe’ memorie piu’ veloci, bus dati piu’ veloci, display piu’ veloci, fotocamere piu’ veloci oltre a nuove funzioni.
        insomma cambia tutto e puoi incrementare la memoria senza stravolgere tutto l’ insieme ma non di piu’.
        non potresti usare un modulo fotocamera con piu’ megabit di quelli supportati dal processore, non puoi usare un nuovo modulo wifi o bluetooth o celluilare se i bus dati non reggono l’ incremento di velocita’ e potrei elencare infiniti vincoli che rendono incompatibili i singoli componenti o moduli piu’ evoluti col resto senza riproggettare l’ insieme.
        alla fine, visti i maggiori problemi di ingombro, peso e affidabilita’ di una modularita’ che reggerebbe solo tre anni prima di essere complessivamente obsoleta e da riproggettare, non ne vale la pena.
        come non vale la pena piu’ di tanto stare ad accanirsi con aggiornamenti su un pc complessivamente obsoleto.

        • teob

          Guarda hai perfettamente ragione ma qui si parla di telefoni che potrebbero avere una vita diversa come evoluzione di alcuni componenti per esempio la ram che è da anni ddr3 alla stessa velocità e come i processori che supportano cam da 20mb e quasi tutte sono da 16… Questo per dire che se un oggetto viene “bloccato” da uno standard per fargli avere una vita più lunga potrebbe essere un idea… Per esempio Intel che cambia processore e ci mette 4 piedini in più e un chipset praticamente uguale ma ti devi per forza cambiare mb è chiaramente fatto perché sei in monopolio e telo puoi permettere ma tecnologicamente ci prendono x il fondello

  • EVA01

    Ma siete sicuri solo 40.000 unità?O vi siete dimenticati uno zero?

    • Niccolo Proietti Savina

      No, il numero è esatto. Nel maggio del 2016 sul sito ufficiale di Fairphone hanno annunciato di aver raggiunto il traguardo di 100.000 smartphone venduti, 60.000 Fairphone 1 e 40.000 Fairphone 2.
      Puoi trovare qui sotto il post completo :)
      https://www.fairphone.com/en/2016/05/26/100000-fairphone-owners/

      • EVA01

        Ok,grazie la mia domanda era riferita all’LG G5 e alle unità vendute,ho interpretato male io l’articolo.

  • MauryG5

    Io penso intanto che si dovrebbe fare una distinzione che questo articolo non fa! Una cosa era il progetto ARA, che consisteva nel fare uno Smartphone a proprio piacimento tipo computer e quindi scegliere SOC, RAM, ecc ecc. L’altra cosa è lo smartphone modulare inteso come l’esempio LG che è tutta un’altra cosa! LG ha fallito perché quel tipo di modularità non era effettivamente buona, ricordo però a colui che ha scritto l’articolo quà sopra, che c’è una certa Motorola Mobility, che ha totalmente rivisto e reinventato il progetto moduli su smartphone con risultati a livello tecnico impensabili!
    Come dici? Fai prima a fare uno smartphone che inglobi direttamente certe caratteristiche?! Prova a vedere se riesci a mettere ad esempio, il sistema di altoparlanti che ha il JBL soundboost…! Nemmeno tra 1000 anni potrai mai installare su uno smartphone, che tra l’altro si sta assottigliando sempre più, uno sistema del genere! MAI! Quindi invece di dire sempre eresie cercate di pensare bene prima di scrivere certi articoli…! Io ho fatto solo un esempio poi eh, ci sono un sacco di altre caratteristiche aggiuntive che ovviamente non possono ne ora e ne mai essere integrate nello smartphone all’origine e quindi l’idea di Motorola è stata geniale punto! Poi certo si deve sostenere una spesa aggiuntiva però vi assicuro che ne vale la pena. Io prendo come altro esempio anche il power bank, tutti devono per forza attaccarci il filo e tenerlo li accanto, io invece prendo il cell, gli attacco in 1 secondo il modulo e via, continuo ad usare il cell come se nulla fosse…!

    • Niccolo Proietti Savina

      Aspetta, forse è meglio che chiarisca come ho sviluppato l’argomento: la distinzione tra ARA e ad esempio un G5 è evidente, ma il mio ragionamento voleva essere: il mercato è pronto ad accogliere uno smartphone totalmente assemblabile con moduli se già quando questi sono apparsi in maniera parziale hanno rappresentato un flop di vendite?
      Secondo punto: la mia attenzione si è voluta soffermare proprio sul successo di questa tecnologia, non sulla sua qualità; non metto in dubbio l’ottimo lavoro fatto da Motorola, ma otterrà dei risultati soddisfacenti in termini di vendite? Questo aspetto siano i numeri a dirmelo.
      Infine, circa le migliori caratteristiche offerte “di serie”: se voglio una fotocamera molto potente o un altoparlante con una ottima resa cercherò un telefono che mi dia queste specifiche senza spendere soldi extra e rovinarne il design. Se invece sono un fotografo professionista o un grande appassionato di fotografia, o ancora amo ascoltare la musica in diffusione e voglio il top della qualità, anziché uno smartphone con relativo modulo preferirò una Reflex o un impianto stereo eccellente da montare a casa in salotto.
      Ovviamente questa è semplicemente la mia lettura del fenomeno, e (ci mancherebbe!) ognuno può dire la sua: un tranquillo scambio di opinioni è sempre ben accetto

      • MauryG5

        Ciao, un telefono con quelle caratteristiche, ovvero che ti dia audio eccellente e non rovini il design come dici tu, beh non esiste perdonami. Io li ho visti e sentiti tutti e non esiste per ovvie ragioni, un telefono che possa “suonare” come suona un modulo JBL soundboost, assolutamente! Quindi se hai bisogno di audio che davvero faccia la differenza, hai bisogno di un modulo aggiuntivo non c’è nulla da fare. Io quando l’ho ascoltato non credevo alle mie orecchie che dal mio smartphone potesse uscire audio di quel livello, impossibile ripeto, su uno smartphone con sistema tradizionale. Ovvio che poi se ti serve il top fai quel discorso che dici tu, io pure mi sto allestendo un impianto di qualità ma non c’entra nulla con lo smartphone, ovvio, mica posso portarmi in giro il mio impianto… :-)
        Quà si parla di modularità più o meno riuscita e c’è chi è riuscito a farla bene, secondo me, poi ovvio le opinioni sono personali e si rispettano tutte. Il progetto ARA poteva pure essere interessante ma si doveva sviluppare e indirizzare ovviamente su utenti giovani che conoscono anche il mondo dei computer e penso che poteva avere un senso anche li. Si sa che i principali utenti di smartphone cmq sono giovani e conoscitori quindi il signore anziano non ti va certo a comprare il modulare ovvio, non gli interessa e cmq ci sono una mare di telefoni per chiunque quindi il problema non si sarebbe posto da quel punto di vista. In conclusione in ogni caso, penso che a livello di modularità, quella più riuscita è di Motorola e lo testimonia il fatto che stanno continuando a svilupparla e stanno uscendo un sacco di moduli diversi, quindi credo che sia una bella innovazione e se penso alle cavolate che invece fa Apple che ti mette la realtà aumentata che non serve a nulla e i 60 frame 4k che a parte dire “oh che bello” non servono a niente, se non a consumare un mare di memoria di stoccaggio, beh si vede qui tutto quello che è il mercato oggi e la distinzione tra quello che realmente è innovazione e quello che invece è principalmente marketing, estetica e quant’altro…! Ah scusa costa pure 1200 euro non dimentichiamolo…!

  • teob

    Qui il discorso è più che altro avere uno standard comune … Base e moduli compatibili per tutte le marche così da avere scelta di moduli e prezzi più bassi. .. Ovviamente oggi avere uno standard comune è cosa impossibile per cui ciao ciao modularità

  • BSOD

    sinceramente ho fatto il tifo per il Project Ara sin dall’inizio ma avevo intuito che la cosa sarebbe stata durissima.
    Inoltre leggevo che il kernel Linux mal si adatta all’hardware dinamico perché non ha un driver Model come Windows ad esempio.
    Insomma infiniti problemi da superare e inoltre nel frattempo è venuta a vacillare quell’utilità che poteva avere nel 2013.

    Ad oggi quasi tutti i telefoni hanno una fotocamera decente un processore veloce almeno 3 giga di RAM e 32 o 64 gigabyte di spazio a meno che non si vada a comprare un catenaccio in offerta. Inoltre sono sottili e compatti cosa che un Project Ara non avrebbe mai potuto essere.

  • Valerio

    Che fine ha fatto Meizu