Carrier IQ: scandalo sugli smartphone spiati

4 dicembre 201125 commenti

Solo qualche giorno fa vi avevamo parlato del problema di sicurezza, o per meglio dire privacy, sui nostri smartphone Android. Dagli studi della North Carolina State University siamo venuti a conoscenza che tramite interfaccia e personalizzazioni dei più grandi produttori esiste la possibilità che molte applicazioni riescano, grazie ad un codice, ad aggirare le autorizzazioni ottenendo i permessi per controllare i nostri dati personali e privati. Oggi, da una notizia che gira ormai da giorni sul web, veniamo a conoscenza di una nuova violazione di privacy di Carrier IQ scovata da Trevor Eckhart, sviluppatore di XDA-Developers.

Trevor Eckhart è diventato famoso negli ultimi giorni grazie allo scandalo che mostra tutti i segreti di Carrier IQ, società che raccoglie dati e statistiche sui device mobili.

Lo sviluppatore di XDA-Developers ha scoperto come, tramite un rootkit, l’azienda riesca a raccogliere tantissimi tipi di dati differenti dal nostro smartphone, come SMS inviati, tasti virtuali utilizzati, navigazione web (persino con protocollo https) e molto altro ancora.

Tutto ciò ha avuto inizio quando la grande Carrier IQ avrebbe spedito una lettera ad Eckhart nella quale chiedeva di terminare le ricerche e le indagini ed anche di eliminare tutti i dati pubblicati sul web. Lo sviluppatore ha risposto alla lettera, con l’aiuto legale di EFF, ottenendo così una risposta con tanto di scuse da parte della società.

Questo rootkit incriminato sarebbe stato ritrovato inizialmente sugli smartphone HTC, ai quali successivamente si sono aggiunti molti altri produttori ed operatori telefonici famosi in tutto il mondo.

Carrier IQ offre i suoi servizi ad oltre 150 milioni di device tra i quali troviamo quelli di molti famosi produttori ed operatori telefonici, che prontamente, venuti a conoscenza dello scandalo, hanno preso le distanze dalla società incriminata. Come per esempio Nokia e Google (device G Experience) le quali hanno dichiarato di non aver mai avuto niente a che fare con Carrier IQ; anche Apple ha ammesso di aver collaborato con la già citata società, però con l’ultimo iOS 5 la collaborazione è terminata. Vodafone, Verizon e Cellular US si discostano da questo scandalo.

Purtroppo non tutti hanno dichiarato di non aver niente a che fare con Carrier IQ, per esempio il colosso taiwanese HTC ha ammesso di farne attualmente uso, incolpando però gli operatori, i quali, come Sprint, obbligano l’installazione del kit. Quest’ultima per esempio ha dichiarato di utilizzare questi servizi esclusivamente per valutare la qualità dei propri servizi.

Ovviamente tutto ciò avrà delle conseguenze, anche lo stesso senatore USA, Al Franken, ha chiesto a Carrier IQ di fornire entro il 14 Dicembre tutti i dati raccolti finora che avrebbero potuto violare la privacy degli utenti. Sempre negli Stati Uniti è stata aperta una causa contro Carrier IQ, HTC e Samsung le quali potrebbero pagare 100 euro al giorno da quando il rootkit è stato installato negli smartphone. Anche l’Europa non sta a guardare, infatti molti paesi europei, come l’Italia, stanno cercando di chiarire lo scandalo.

Le brutte notizie non finiscono qui, infatti secondo Julian Assange, fondatore del famoso Wikileaks, Carrieri IQ è solo la punta di un iceberg molto più grande che coinvolge tante società in grado di monitorare i nostri smartphone. Dopo l’uscita di “The Spy Files” ben 287 documenti hanno dimostrato come in circa 25 paesi del mondo ci siano organizzazioni che sono in grado di controllare da remoto tutte le funzioni di uno smartphone, come leggere o inviare messaggi, consultare la navigazione web, leggere e-mail o monitorare le telefonate.

Circa 150 organizzazioni in 25 paesi del mondo sono impegnate nel settore internazionale di sorveglianza di massa e potrebbero vendere questi dati rubati ai governi o altri enti. Secondo quanto ci arriva da questi documenti il software di spionaggio sarebbe stato creato in collaborazione tra Stati Uniti, Australia, Canada e Regno Unito, famosi per la severità con la quale effettuano monitoraggio internet nel loro territorio. Il problema non rimane solo questo, perchè, secondo Wikileaks, questa tecnologia sarebbe stata venduta a diversi regimi dittatoriali in Nord Africa e Medio Oriente, nei quali potrebbe essere utilizzato per monitorare gli attivisti.

Molti paesi sono coinvolti in questo brutto scandalo. Per scoprire se anche nel vostro smartphone è stato installato questo malefico rootkit vi basterà effettuare il download di Voodoo Carrier IQ detector, applicazione creata appositamente da Supercurio:


creazione software android

Link AppBrain | Link Google Play Store

 

Al peggio non c’è mai fine!

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