ASUS Eee Pad Transformer Prime: bootloader bloccato!

3 gennaio 20127 commenti

Dopo il confronto fotografico con l'iPhone 4S e dopo i presunti primi problemi a GPS e batteria, arriva una nuova notizia riguardante il tablet ASUS Eee Pad Transformer Prime che sicuramente non farà felici molti utenti Android e soprattutto molti sviluppatori. Anche se sarà disponibile nel nostro paese a partire dalla fine di questo mese, i problemi potrebbero non mancare, infatti i primi ad acquistarlo negli Stati Uniti hanno riscontrato il bootloader bloccato, in modo tale da non poter sviluppare personalizzazioni e modifiche.

Molti, soprattutto la grande community di sviluppatori, sono molto amareggiati e dispiaciuti per la brutta notizia, infatti tramite la pagina ufficiale di Facebook di ASUS North America sono arrivate molto lamentele.

I tantissimi utenti infuriati hanno richiesto al colosso taiwanese lo sblocco del bootloader del Transformer Prime. E molte community, come XDA-Developers, hanno iniziato una campagna per convincere ASUS a sbloccare il nuovo tablet.

Secondo alcuni utenti del forum di XDA-Developers, ASUS avrebbe bloccato il bootloader dell’Eee Pad Transformer Prime tramite un sistema di cifratura AES a 128 bit, molto simile a quella utilizzata lo scorso anno in alcuni dispositivi HTC.

Possiamo dire che il produttore taiwanese non abbia iniziato perfettamente per quanto riguarda il primo tablet Android con processore quad-core Nvidia Tegra 3. La fama che aveva raggiunto grazie al predecessore del Transformer Prime ed alla puntualità e correttezza negli update rilasciati potrebbe svanire continuando per questa strada.

Ma non vogliamo essere catastrofici, forse con l’update al nuovo Android 4.0 Ice Cream Sandwich, e con l’arrivo in Italia, qualcosa potrebbe cambiare.

 

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  • Pietro Marchese

    mi spiegate quali vantaggi traggono le case dal blocco dei bootloader?

    • Anonimo

      Difficile dirsi. A volte la cosa è voluta dagli operatori, ma non è il caso del transofrmer visto che non supporta il 3G. Altre volte lo vogliono alcuni fornitori di componenti (come ammise un dirigente di Motorola). Altre volte è per accordi commerciali, oppure perché così quando asus deciderà di non aggiornarlo più la gente non potrà ripiegare su rom modificate e dovrà cambiare prodotto.
      In ogni caso bloccare i dispositivi è una pessima pratica e i prodotti bloccati devono essere boicottati.

      • Pietro Marchese

        insomma è come se facessero di tutto pur di non far vendere il prodotto!

        • Rayset

          no,è più una pratica che si possono permettere quando sanno che il prodotto venderà a fiumi.esempi?gli idevice,se un giorno dovessero vendere poco o combattere davvero per sopravvivere (come fece il primo transformer) vedi come aprono alle app non firmate. Il prime si stima venderà tanto,compatibilmente con gli standard di un tab android,ergo,visto che li vendono,meglio venderli come fa comodo a loro (ovvero che quando decidono muoiono).
          Un minimo di spesa maggiore in garanzia ce l’hanno,ma si limita al commesso che attacca un pad con bad flash ad un macchinario,sempre se la modifica sia stelth.

    • Max

      Obsolescenza programmata.
      Un telefono con il bootloader sbloccato puo’ essere aggiornato anche quando il produttore decide di sospendere lo sviluppo di nuovi firmware, quindi diventa obsoleto (e viene sostituito) piu’ tardi.

      • Pietro Marchese

        si ma potrebbero farsi + furbi, evitando di rendere cosi evidente il loro piano!

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