L’acquisizione di Pebble potrebbe aiutare FitBit a realizzare un nuovo concetto di smartwatch

11 dicembre 20162 commenti

FitBit, colosso del settore degli indossabili, ha ufficialmente acquisito Pebble, ottenendo in cambio le proprietà intellettuali dell'azienda relative a software e firmware. 

Per il mercato degli smartwatch, in crisi da diverso tempo, l’acquisizione potrebbe rivelarsi un toccasana. James Park, CEO di FitBit, ha infatti rivelato a The Verge quello che sarà l’obiettivo dell’azienda, ovvero realizzare un nuovo concetto di smartwatch che coniughi funzionalità, gestione delle attività fisiche, design e autonomia. Il prodotto finale sarà dunque un tipo di indossabile nuovo e innovativo. Il progetto potrà diventare realtà proprio grazie ai software sviluppati da Pebble e acquisiti dall’azienda di San Francisco. FitBit non avrà quindi bisogno di creare un proprio sistema operativo né dovrà seguire l’esempio dei produttori che hanno scelto Android Wear, ma potrà affidarsi all’OS di Pebble.

Questa potrebbe essere un eccellente base da cui partire nel realizzare un indossabile nuovo ma allo stesso tempo semplice, in cui siano radunate app utili ed essenziali. Gli utenti, secondo FitBit, desiderano smartwatch funzionali in grado di offrire servizi e opzioni che non siano già presenti sullo smartphone.

Importante segnalare inoltre l’acquisizione, sempre da parte di FitBit, di Coin, start up che si occupa di realizzare nuovi sistemi di pagamento. Questa mossa potrebbe coincidere con la volontà, da parte della società di indossabili, di sviluppare una nuova modalità di pagamento, magari tramite polso, grazie all’ausilio della tecnologia NFC.

Loading...
  • rexandrex

    spero sinceramente che il progetto pebble continui,è troppo comodo come smartwatch. non voglio un telefono al polso ma qualcosa che mi aiuti a tenerlo più possibile lontano da me ma restando in contatto con il mondo

    • Iacopo Guarducci

      guardando al passato,
      temo proprio che il SO Pebble verrà cannibalizzato da fitbit che uscirà con un proprio SO Fitbit magari compatibile Android Wear…
      Peraltro Pebble nel comunicato ai propri clienti è stata chiara sul fatto che in futuro non sarà più garantito supporto al prodotto.
      E qui si apre una riflessione intetessante: l’attuale sistema comunitario di tutela del consumatore non prevede l’obbligo di tenere aggiornato il sistema operativo/firmware del prodotto, ma solo garantirne il funzionamento…
      Ma se le API non sono aggiornate ed il prodotto resta funzionale in sé ma non si connette più al sw di terze parti esiste una qualche tutela x il consumatore che ha investito nel prodotto?
      Temo proprio di no… siamo nella stessa situazione in cui la Samsung di turno decide di non rilasciare più aggiornamenti per il proprio smartphone xx.xx.
      Mi pare che la UE (noi qui stiamo, per ora), invece di perdere tempo con la tutela delle minoranze linguistiche Cimbre, meglio farebbe dotarsi di una normativa maggiormente tutelante il consumatore che, peraltro, acquista prodotti informatici da produttori extra UE.