Clockwork Tomato e Pomodoro Technique, un modo più efficiente di studiare – Recensione App

15 ottobre 201513 commenti

Quello del procrastinare è un problema che esiste all'incirca dall'alba dei tempi, ma che da quando sono nati i vari Internet & co., non è mai stato così reale e frequente. Oggi vi andrò a parlare di un metodo che può aiutarvi a studiare, o semplicemente essere più produttivi, utilizzando l'app ClockWork Tomato e la Pomodoro Technique.

Ti svegli con l’idea di aver davanti un’intera giornata di studio, poi apri Facebook per seguire i dank memes, apri un attimo YouTube per vedere se ci sono nuovi video, un giro su Instagram a mettere mi piace alle tipe e si è già fatto mezzogiorno, è tempo di mangiare e quindi si studia dopo. Arrivano le 14 e ti sale l’abbiocco, ti addormenti e ti svegli più stanco di prima, ma sono ancora le 16 e quindi c’è ancora tutto il tempo per studiare. E allora, perché non farsi un altro giretto sul web? Poi guardi l’orologio, sono le 20, è ora di cena e ormai per studiare è tardi e comunque oggi hai già fatto un casino di roba (in realtà, niente) quindi puoi uscire a fare serata.
Se questo è uno scenario per te frequente e hai intezione di darci un taglio, perché non dare una possibilità alla Pomodoro Technique (ideata da un nostro connazionale e famosa a livello mondiale) e a ClockWork Tomato, l’app che porta questa tecnica su Android?
Prima di iniziare a parlare dell’applicazione in sé, è necessario spendere due parole su cosa è ‘sto Pomodoro.

 

VIDEORECENSIONE

httpvh://www.youtube.com/watch?v=ztPqEOCPzhge

 

POMODORO TECHNIQUE

Pomodoro-technique copy

Questo metodo è stato inventata negli anni ’80 dall’italiano Francesco Cirillo e ha come scopo ultimo quello di aumentare la produttività dell’individuo, e il suo miglior campo di applicazione è certamente quello dello studio, ma ciò non toglie che è utilizzabile anche in altri.
Il funzionamento è molto semplice, usare un comune timer da cucina per garantire la massima concentrazione. Questo come? Il tutto avviene semplicemente facendo partire quello stesso timer, impostando una durata di venticinque minuti. La scelta non è casuale, infatti secondo l’autore questo è il lasso di tempo in cui il cervello è al massimo potenziale della sua performance, e una volta superato questo intervallo bisognerà concedersi una pausa di cinque minuti per ristabilirne l’efficienza.
Ogni volta che il break volge al termine, avrete così completato “un pomodoro”, e l’obiettivo è ovviamente quello di accumularne il più possibile nell’arco della giornata.

Essendo io uno che si distrae facilmente durante lo studio, o in generale durante le attività produttive, ho subito avuto grosso interesse in questa tecnica ed ero molto curioso di testarla, anche se all’inizio molto scettico. La prima cosa che ho fatto appena sono venuto a sapere della tecnica, è stata cercare sul Play Store se erano presenti app che simulavano il timer e che in generale fossero sviluppate con in mente la Pomodoro Technique. Ovviamente il mondo Android è quasi sconfinato, per cui non solo sono presenti app ad-hoc, ma ce ne sono fin troppe.
Perché ho scelto proprio questa, tra le tante? Facile rispondere a questa domanda, Clockwork Tomato è senza ombra di dubbio l’app più completa, ma allo stesso tempo è anche la più complessa, ed è innegabile che bisognerà investire un po’ di tempo per poterla utilizzare al meglio.

 

CLOCKWORK TOMATO

L’applicazione è disponibile in due versioni, la prima, gratuita, dà accesso alla maggior parte dei contenuti, mentre attraverso un acquisto in-app da 2.59€ sarà possibile aggiungere alcune opzioni extra, e valuterete voi nel corso dell’articolo se queste vi interessano o meno.

Il funzionamento dell’app è il seguente: una volta lanciata, ci troveremo di fronte a un orologio, e premendo il tasto Play si avvierà il timer che darà inizio alla nostra sessione di lavoro. Durante questo periodo, un costante ticchettio scandirà il passare del tempo. Nonostante il suono possa essere rimosso, (e sicuramente quello sarà il primo pensiero di chiunque) questo è sconsigliato perché è parte integrante della Pomodoro Technique in sé. Col tempo, infatti, il suono prodotto dall’app verrà mentalmente associato a un periodo di concentrazione, così quando senti ticchettare sai che non ti puoi distrarre.

Interfaccia Grafica

Personalizzabile nell’apparenza e nei colori, la cosa è praticamente poco più di uno sfizio perché buona parte dell’utilizzo di questa applicazione avviene a display spento. In ogni caso, ogni elemento a schermo è modificabile a piacimento, non solamente nella colorazione dell’orologio e dello sfondo, ma anche ad alcuni elementi dell’orologio stesso. Tutte cose di poco conto, alla fin fine.

In questo caso, ho creato quattro diverse schermate, molto spartane, così da identificare con un colpo d’occhio quale è il profilo corrente in uso. (I profili multipli sono una delle opzioni acquistabili, verranno approfonditi in seguito)

TASKER

Una delle implentazioni e feature principali di quest’app è la sua implementazione con Tasker. (applicazione disponibile sul Play Store che permette di automatizzare qualsiasi funzione dello smartphone, è però un’app molto complicata che richiede molto tempo per poter essere utilizzata un minimo degnamente, sconsigliata ai principianti).
Venendo incontro anche agli utenti meno esperti o più svogliati, gli sviluppatori di ClockWork Tomato hanno creato delle azioni predefinite associate a eventi anch’essi predefiniti, come ad esempio l’inizio o la fine di un pomodoro. Quando questi eventi si verificano, sarà lanciata l’azione precedentemente selezionata. Le opzioni sono molteplici e soggettive, io ad esempio mi sono accontentato di un profilo piuttosto basilare e ho semplicemente impostato Tasker e Clockwork Tomato in modo che all’avvio di un pomodoro venga disattivato il servizio dati, così da evitare notifiche o la tentazione di fare un giretto su Facebook.

LOG

Gioie e dolori in questa sezione, visto che sono messe nero su bianco le ore spese a studiare, o a non fare niente, a seconda dei casi.
Qui infatti sarà possibile avere accesso al riepilogo giornaliero, settimanale e mensile dei pomodoro completati. Questa è una sezione da non ignorare, perché è qui che potrete analizzare quanto e quando studiate, così da pianificare le sessioni future in maniera più efficace. Avere i dati alla mano permetterà di avere una migliore organizzazione, o semplicemente aumentare la “pippa al culo” nel caso non abbiate fatto abbastanza per giorni e giorni. E succede.
Piccolo esempio personale risalente oramai a inizio Agosto, poco più sotto: come potete vedere il mio ritorno allo studio post-vacanze è partito all’insegna della nullafacenza.

IMPOSTAZIONI

Essendo Clockwork Tomato un’applicazione mirata principalmente ai power user, è ovviamente ricca di impostazioni. All’interno ci sono vari parametri per settare al meglio ogni preferenza, e nonostante non ci sia molto di cui parlare singolarmente perché le impostazioni sono puramente soggettive, è importante evidenziare l’estensiva possibilità di personalizzazione, elemento che da sempre ritengo fondamentale nel software, che purtroppo sta generalmente diventando man mano sempre più semplificato, perdendo contenuti e con esperienze d’uso sempre più povere.
Non certo il caso di questa app.

EXPANSION PACK

Un modo alternativo per definire un in-app purchase che permette di sbloccare alcune utili funzioni aggiuntive. Il costo di questo è di 2,59€ e principalmente aggiunge la possibilità di creare cinque diversi profili Pomodoro e una Task List. Questa è una lista di compiti a cui assegneremo dei Pomodoro da completare. In pratica, se ad esempio studi Chimica crei il task Chimica e quando studi lo selezioni, se fai Biologia stessa cosa e così via. Nei log dopo saranno registrate individualmente le ore spese su Chimica e quelle su Biologia, così da avere un overview più precisa di come si è suddiviso il tempo a disposizione.

A meno che non si voglia usare l’app per un solo compito generico, ad esempio studiare, allora effettivamente l’acquisto può addirittura anche essere sconsigliato, ma se avete invece più progetti da portare a termine o monitorare, spendere quei due euro e cinquanta si rivela necessario poiché la possibilità di utilizzare cinque differenti profili e la Task List per avere log sempre più completi sono indispensabili.
O, più semplicemente, compratelo se volete supportare il developer!

 

VERDETTO FINALE

…SULL’APP

Dopo aver provato praticamente ogni signola app simile sul PlayStore, con questa ho trovato la pace dei sensi. L’attenzione ai dettagli, l’integrazione con Tasker e le innumerevoli impostazioni consentono a ClockWork Tomato di annichilire completamente la concorrenza, al punto che non ha nemmeno senso pensare di utilizzarne un’altra al suo posto.

Inutile negare che di primo acchitto l’applicazione possa spaventare perché non la definirei proprio intuitiva, anzi, ma per come la vedo io, le app troppo semplificate obbligano l’utente a scendere a troppi compromessi. Siamo dotati di un cervello, perché non usarlo?

Nel lungo termine, il tempo investito nell’applicazione ripagherà certamente. A questo proposito, inoltre, consiglio l’acquisto dell’Expansion Pack, sia per le funzionalità aggiuntive che per l’importante, e spesso dimenticato, supporto ai developers, che con quest’app si sono meritati dal primo all’ultimo centesimo.

…SULLA POMODORO TECHNIQUE

Ho ricevuto grossi benefici nell’applicazione di questa tecnica, perché ti dà veramente quell’incentivo a concentrarti come si deve. Il costante ticchettio, all’inizio fastidioso, ben presto diventerà una sorta di trigger mentale associato alla produttività e al lavoro, per cui distrarsi sarà veramente sempre più diffiicle.
L’appunto che devo fare riguarda i 25 minuti di ogni singolo Pomodoro, che ho trovato un po’ troppo brevi e obbliga a pause troppo frequenti che, almeno nel mio caso, ho trovato controproducenti. Così, dopo alcuni tentativi, ho trovato l’equilibrio perfetto con 55 minuti di lavoro e 5-10 minuti di pausa. Mantenere la concentrazione per un’ora non dovrebbe essere troppo difficile.
Qui entra in gioco la soggettività però, personalmente fare troppe pause equivale ad avere troppi momenti in cui si rischia di chiudere tutto e smettere di lavorare.
Prima di avere il massimo dei risultati, bisogna quindi testare e valutare di persona quale profilo è migliore per ciascuno.

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