Maze Blade: la recensione

2 giugno 20179 commenti

Maze Blade è il primo dispositivo della nascente casa cinese Maze, che, per il suo debutto, ha deciso di portare sul mercato un device di fascia bassa. Esordio positivo?

UNBOXING

La confezione di vendita di Maze Blade, e questo al fine di mantenere un prezzo più competitivo possibile, è decisamente spartana. Non si tratta infatti di altro che di una semplice scatola di cartone che al suo interno ospita il dispositivo Blade, il caricabatterie e il manuale d’istruzioni.

Design

Dal punto di vista del look Maze Blade attira sentimenti contrastanti. Per iniziare, la forma è rettangolare, ricordando molto quella di iPhone 4, ma che personalmente trovo piuttosto appagante.

Ciò che però mi ha deluso è la generosa porzione di cornice posta nella zona inferiore, che sin dal primo istante manifesta l’economicità di Maze Blade.
Se c’è una cosa che gli altri manufacturer cinesi hanno dimostrato negli ultimi anni è che un terminale poco costoso può traverstirsi da device premium.

Insieme a questo è da tenere in considerazione il sostanzioso spessore del device, al punto da farmi chiedere per quale motivo denominarlo Blade, visto che una lama è, per necessità, molto sottile.

La zona frontale del dispositivo presenta lo schermo da 5.5 pollici assieme al sensore di prossimità, di luminosità, l’obiettivo della fotocamera e il LED di notifica.
In basso troviamo il tasto home fisico, che svolge anche la funzione di sensore biometrico, a sua volta affiancato da due tasti capacitivi. Il tasto back si trova a sinistra, non a destra come accade in molti altri smartphone, causando notevole confusione durante le prime ore di utilizzo dello smartphone.

Non essendo dotato di alcuna tecnologia oleofobica, il dispositivo non potrà fare altro che apparire molto sporco in praticamente qualsiasi istante.

Il LED frontale è piuttosto semplice, capace di riprodurre solamente i colori rosso, blu e verde. La luce emanata non è particolarmente intensa, e non riesce quindi nell’intento di catturare l’attenzione dell’utente, a meno che questo non stia guardando direttamente il device.

La zona posteriore è ricoperta da un sottile strato di vetro, trasformando il tutto in un vero e proprio specchio. Sebbene ciò fa sì che il retro appaia decisamente elegante, quanto detto risulta essere veritiero solamente quando il device è perfettamente pulito. Come potete facilmente immaginare per via del materiale usato, questa zona si sporca con una facilità disarmante.

In questa sezione troviamo solamente il jack da 3,5 mm.

Lo speaker, posto nella sezione inferiore del device, si nasconde dietro a questi fori, dove chiaramente solo quelli posti sulla sinistra mostrano effettivamente l’unità.
L’audio in uscita risulta essere insufficiente a livello di volume, rendendo l’ascolto di qualsiasi tipologia di suono difficoltosa.

Sul lato destro troviamo il bilanciere del volume e il tasto power. Personalmente, ritengo non necessaria l’aggiunta del logo sul tasto di accensione, che infatti stona con il design minimale del terminale.

Poco più in basso rispetto ai tasti appena descritti, troviamo lo smart button, che consente di avviare velocemente un’applicazione oppure scattare fotografie attraverso l’app fotocamera.

 

SPECIFICHE TECNICHE

Sistema Operativo Android Marshmallow 6.0
Processore MTK6753 Octa Core 1.3GHz
RAM 3 GB
Memoria 32 GB espandibili mediante SD
Display 5.5″
Risoluzione 1982 x 1080 pixel, 441 PPI
Fotocamera posteriore 13 MP
Fotocamera anteriore 8 MP
Batteria 3000 mAh
Dimensioni 159 x 77 x 8 mm
Peso 183 g
USB Micro USB
Tipologia SIM Micro SIM

 

Display

Nonostante Maze Blade sia un terminale dal costo leggermente al di sopra dei 100$, è comunque dotato di un pannello da 5.5 pollici in risoluzione Full HD, mentre queste tipologie di smartphone si accontentano solitamente della semplice HD.

Per questo motivo, la qualità del display risulta sorprendente (in rapporto al prezzo), riuscendo a fornire immagini di qualità, nitide e ben definite. Ad aiutare in quanto appena detto, è presente la tecnologia MiraVision che consente di tweakare a proprio piacimento le caratteristiche del display, regolando parametri come la temperatura dei colori, il contrasto, e molto altro.

Parlando invece di luminosità, non sono in grado di esprimere gli stessi plausi. Ho constatato infatti che la luminosità massima raggiunta dal terminale non risulta essere particolarmente elevata, rendendo l’uso del dispositivo in queste giornate estive piuttosto difficoltoso.
Allo stesso modo, la luminosità minima selezionabile è troppo intensa, non discostandosi particolarmente da quella massima, e l’utilizzo in ambienti non illuminati diventa decisamente fastidioso.

 

Fotocamera

Come è lecito aspettarsi quando si parla di dispositivi di fascia ultra-bassa, il primo aspetto su cui è necessario scendere a compromessi per non far lievitare i costi è ovviamente il settore fotografico.

Il sensore posteriore scatta fotografie fino alla risoluzione di 13 MPx dalla qualità mediocre.
Come sempre, se ci troviamo in condizioni ottimali, ossia durante il giorno e all’esterno, è possibile raggungere la massima illuminazione naturale possibile e così da raggiungere una sufficienza.
Togliendo anche una sola variabile dall’equazione, la condizione della foto cala drasticamente, non essendo il sensore in grado di catturare luce sufficiente a fornire una foto qualitativamente decente.

foto a risoluzione originale 

Una curiosa particolarità di Maze Blade è data dalla possibilità di usare lo smart button, precedentemente trattato, per poter scattare fotografie in modalità landscape. Dato il posizionamento, è lecito pensare che il tasto sia stato ideato per questa funzione, dando l’impressione di avere tra la mani una compatta.

 

Software

A bordo di Maze Blade possiamo trovare la rom stock Android Marshmallow 6.0 con alcune funzionalità extra fornite da Maze che andremo presto ad analizzare.

Per quando riguarda le applicazioni, Maze non ha installato alcuna app proprietaria, ma ha avuto un’idea piuttosto strana e che non ho minimamente apprezzato. Ciò consiste nell’aver preinstallate, come app di sistema, Facebook, WhatsApp e Instagram.
Questa particolarità mi ha infastidito particolarmente: per quale motivo devo essere forzato ad usare queste app? E se io non fossi interessato ad avere Instagram sul mio dispositivo, per quale motivo mi deve essere negata la possibilità di disfarmene perché è marcato come app di sistema e quindi non è consentita la disinstallazione?

Al di là di questo, la componente software è ben ottimizzata, e sorprendentemente, nonostante l’hardware di basso livello di cui è dotato, non ho riscontrato alcuna incertezza durante l’utilizzo di Maze Blade.

Le principali feature aggiunte da Maze alla rom Android sono gestures e uno smart button.
Per quanto riguarda le gestures, non è presente alcuna particolare novità e infatti sono esattamente le stesse gestures che possiamo trovare su molti altri dispositivi orientali, e che permettono, anche a schermo spento, di accedere rapidamente ad alcune funzioni predefinite.

Sono costretto ad aprire una parentesi correlata all’utilizzo delle gestures. Maze Blade è un device che tende, ben oltre rispetto ai concorrenti, ad accendersi da solo se tenuto in tasca, creando molti fastidi per l’utente e costringendo, anche chi non vorrebbe, ad utilizzare un meccanismo di sicurezza all’accensione. Ciò inficia indirettamente l’utilizzo delle gestures perché, una volta disegnato sullo schermo, non si andrà direttamente alla funzione desiderata, ma sarà necessario superare la procedura di sicurezza rallentando sensibilmente il processo.
È presente una funzione denominata Prevent Pocket Dials, che, come avrete già intuito, è deputata alla funzione di bloccare input accidentali. Il problema nasce dal fatto che i sensori risultano occupati anche quando lo smartphone è in mano, rendendo impossibile l’utilizzo dello stesso e necessaria la disattivazione della modalità.

Anche lo smart button è una feature già vista su molti altri dispositivi, e se ben ricordate ho sempre sottolineato un difetto comune a tutti gli smartphone che dispongono questo tasto: la limitata possibilità di personalizzazione del suo utilizzo. Maze riesce addirittura a peggiorare questo aspetto dando come unica possibilità d’uso del tasto il long tap, che spesso nemmeno viene riconosciuto, a cui c’è da aggiunger un posizionamento discutibile che si rivela comodo solamente nello scattare fotografie in landscape. Nel complesso, questa feature è talmente mal implementata che mi sono dimenticato di averla dopo pochi giorni.

 

Performance

Quando si vuole realizzare un device entry-level, per necessità non è possibile dotarlo di hardware qualitativamente sorprendente, e ovviamente Maze Blade non fa eccezione. Infatti, quest’ultimo è dotato del preistorico SoC MTK6753 Quad-Core 1.3 GHz affiancato da GPU Mali T-720, memoria RAM di 3 GB e storage di 32.
Questi nomi danno l’idea di avere tra le mani un device poco performante, ma in realtà durante l’utilizzo si resterà piacevolmente sorpresi dalla fluidità con cui Maze Blade gestisce il sistema operativo Android. Con mio immenso stupore non ho mai riscontrato particolari momenti in cui Maze Blade risulti affaticato, e persino i giochi in 3D vengono riprodotti con un framerate stabile.

Per quanto riguarda i benchmark test, questi sono i risultati ottenuti da Maze Blade:

AnTuTu 38448
GeekBench Single-core 558, Multi-core 2140
PCMark 2845
3DMark Ice Storm Extreme 3946, Slingshot 194
 Boot Mortal Kombat X  112 s

Connettività

Maze Blade supporta le seguenti frequenze:

 

2G 850 / 900 / 1800 / 1900 MHz
3G 900 / 2100 MHz
4G 800 / 900 / 1800 / 2100 / 2600 MHz

La ricezione di Maze Blade lascia molto a desiderare. In più casi mi sono ritrovato senza connessione in luoghi dove, con altri smartphone, non ho mai riscontrato il minimo problema.
Un discorso analogo si può fare per quanto riguarda la connessione WiFi, dove il segnale si rivela essere ben più debole di quello che ottengono device concorrenti.

A peggiorare il tutto ci pensa la qualità stessa dell’audio in chiamata; sebbene per quanto concerne l’output vocale mediante microfono io non abbia riscontrato alcun problema, la stessa cosa non può essere detta per l’audio in capsula, di volume estremamente basso e che rende le telefonate impossibili in ambienti rumorosi, o semplicemente difficoltosa anche in contesti quotidiani.

Fortunatamente, in ambito GPS tutto ciò non si verifica e la navigazione procede senza incappare in alcun ostacolo.

 

Autonomia

Maze Blade è alimentato da una batteria di solamente 3000 mAh. Mi permetto di usare il termine “solamente” per i seguenti motivi.
Il primo è che i device orientali hanno sempre enfatizzato l’aspetto batteria fornendo quindi smartphone dotati di notevole autonomia, e il secondo è invece riguardante le dimensioni di Maze Blade. Il device infatti è voluminoso, ocon uno spessore importante, e di primo impatto pensavo ciò fosse proprio dovuto ad una batteria molto capiente, cosa che non si rivela essere completamente vera.

Dovendosi accontentare quindi di 3000 mAh, Maze Blade potrà essere utilizzato sì per una giornata intensa, ma non riesce a mantenere lo stesso livello quantitativo che sono in grado di raggiungere altri smartphone.
Poco più sotto gli screenshot di alcune generiche giornate di utilizzo e il test effettuato con PCMark per avere un benchmark sulla durata della batteria.

 

SICUREZZA

Il principale metodo di sicurezza hardware di Maze Blade è rappresentato dal sensore biometrico d’impronte digitali, posto nella sezione frontale del dispositivo e che funge inoltre da tasto Home.

La qualità del sensore mi ha letteralmente sbalordito. Il riconoscimento richiede all’incirca mezzo secondo, ma l’accuratezza è veramente intorno al 100%. Non credo mi sia mai capitato di fallire la procedura di riconoscimento, il che è molto strano perché device economici montano solitamente unità altrettanto economiche che risultano essere lente e imprecise.

 

Verdetto Finale

Nel dare un verdetto su Maze Blade, è necessario incentrate il discorso sul costo irrisorio del device, che ricordo essere attualmente intorno ai 110$, spese accessorie escluse.

Maze Blade è un terminale che svolge le operazioni fondamentali in maniera sufficiente e che non eccelle in nessun aspetto particolare, ma ritengo essere perfetto per chi non ha grosse pretese per il proprio smartphone, ma deve essere disposto a sacrificare in particolare l’elemento fotocamera e in parte l’autonomia.

Se non ritenete importanti questi due aspetti, beh, in tal caso Maze Blade risulta essere un acquisto consigliato perché, a fronte di una spesa minima, consente di avere accesso alle principali funzioni di cui necessita uno smartphone.

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LINK AL SITO UFFICIALE

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  • Lukalo

    Personalmente ci sono buone qualità alternate a falle evitabili che forse il produttore migliorerà nei successivi modelli. Nel complesso, se consideriamo che si tratta di una new entry e valutiamo il tutto rapportato al prezzo e confrontato con altri smartphone recenti, penso che non sia da considerarlo negativamente.

  • eric

    …più che altro nel form-factor mi ricorda un Sony Z3 (copiato anche nel tasto di accensione laterale) ma con l’aggravante estetica del brutto tastone frontale…
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  • Amico Catopleba

    Un Sony un po’ più cinese.

  • Pignolatore®

    Le app preinstallate le vedo come un semplice spreco di memoria, più che uno obbligo al loro utilizzo: la maggior parte delle app preinstallate che trovo non le apro nemmeno (che poi è il motivo per cui le trovo uno spreco di memoria e basta)

    • io da buon idealista non giudico questo aspetto dal lato pratico, che in fin dei conti ha un impatto limitato, ma dal fatto che odio essere forzato. Se voglio quelle app me le scarico da solo!

      • Pignolatore®

        ;)
        Comunque sono abbastanza idealista anch’io, non credere…infatti la forzatura ce la vedo pure io. Solo non la vedo nel forzare l’utilizzo ma nel forzare unoccupazione non desiderata di memoria
        (Ma son sottigliezze inutili, lo ben so)

  • o1979

    ah beh,un telefono che nn prende..proprio cose su cui si puo’sorvolare.

    • Non ho detto che non prende mai, ma è innegabile che in alcuni contesti (in particolare all’interno), la qualità della connessione cali in maniera tangibile

  • Alessio Perelli

    stesso processore del mio muletto che avevo(ulefone metal)e stesso consumo assurdo in standby….per il resto si muove bene,come gli altri modelli simili a lui…niente di che insomma,anzi,almeno il mio prendeva bene