Redmi Note 7 è comunque un best buy | Recensione

12 Marzo 2019Nessun commento

Redmi Note 7 è stato presentato ufficialmente in queste ore. Scoprite tutto ciò che c'è da sapere su questo device nella nostra recensione.

Finalmente il tanto atteso Redmi Note 7 è realtà. L’ho testato per una settimana. Questo dispositivo ha fatto un gran parlare di sé. In questi giorni ho imparato a scoprirlo, a tratti mi ha sorpreso e a volte deluso. Ma lui è un “piacione”, si fa voler bene.

Unboxing

In un classico packaging in stile Xiaomi, bianco con scritte grigie e arancioni, troviamo:

  • Redmi Note 7
  • Cover morbida (nera-trasparente),
  • Alimentatore (Bianco) 5V 2A,
  • Cavo di ricarica (Bianco) USB-A / USB-C,
  • Manualistica (Guida Utente e Garanzia),
  • “Spilletta” per estrarre il carrellino delle sim.

Insomma la classica dotazione di uno smartphone Xiaomi, mancano le cuffie auricolari.

Dispositivo

Il Redmi Note 7 che ho avuto il piacere di recensire è quello nella colorazione Space Black. Tale colorazione mi piace molto e le scritte che troviamo sul retro mi riportano alla memoria il Mi Mix.

In occasione del MWC 19 ho potuto osservare e toccare con mano lo smartphone nella colorazione Neptune Blue (disponibile anche Nebula Red). Questa colpisce indubbiamente di più e garantisce “l’effetto wow”.

Il device ha un frame laterale (in plastica o metallo? Non è ben chiaro) poco arrotondato che lo fa assomigliare ad un mattoncino. Insomma un “lingottino nero”. Nella parte destra della cornice prendono posto il bilanciere del volume e il tasto di accensione e spegnimento. Nella parte sinistra abbiamo solo il carrellino per le due nano sim o una sim e una micro SD. Nella parte superiore, invece, prende posto il secondo microfono, il trasmettitore IR (infrarossi) e il jack audio da 3,5 mm. Ebbene sì, potete finalmente tornare ad usare le cuffie con cavo jack senza utilizzare l’adattatore type-C. Nella parte inferiore a destra e a sinistra della porta di ricarica Type-C centrale, abbiamo due griglie. In quella destra c’è l’altoparlante (non stereo), a sinistra il microfono principale.

Il retro è in vetro, ma purtroppo poco oleofobico. Il design posteriore è pulito ed essenziale. Apprezzo molto la scelta di inserire le caratteristiche della camera sotto di essa. Questa scelta dona più continuità alla linea del gruppo ottico. Sarebbe stato interessante se anche la scritta Redmi fosse stata sulla stessa linea (come hanno già fatto Huawei e Honor). Il grosso neo della parte posteriore è la fotocamera. Il gruppo ottico sporge dal resto della scocca di circa 2 mm. Non si riesce a colmare questo dislivello nemmeno con la cover presente in confezione (circa 1 mm di spessore). Questo non contribuisce alla stabilità dello smartphone su superfici piane. Inoltre espone le camere e i loro bordi ad un’usura maggiore.

La parte frontale colpisce. Ma purtroppo non è perfetta. La cornice superiore del display è più doppia di quelle laterali perché contiene al suo interno il sensore di prossimità e di luminosità. La presenza di una generosa griglia che nasconde la capsula auricolare lascia interdetti. Probabilmente in casa Xiaomi avrebbero potuto ridimensionare tale speaker e spostare più in su i due sensori. In questo modo le cornici attorno al display avrebbero avuto tutte (o quasi) lo stesso spessore. Non manca il notch a goccia, non troppo generoso, che contiene la fotocamera frontale. Nella parte bassa del display ci siamo ormai rassegnati con tutti i produttori di smartphone ad una cornice più generosa delle altre. In essa sulla destra della porta di ricarica prende posto un piccolo led di notifica. Sarebbe stato più visibile nella parte alta dello smartphone o semplicemente: Xiaomi avresti potuto farlo più grande.

Piccolo appunto: estraendo il carrellino delle sim, è ben visibile una guarnizione (o-ring) che viene utilizzata per impermeabilizzare tale porta. Lo smartphone è resistente all’acqua? Non lo sappiamo, di certo non ha la certificazione IP 68.

Ergonomia

Il Redmi Note 7 ha le classiche dimensioni di uno smartphone con display da circa 6 pollici. Il frame laterale non molto stondato permette un’impugnatura salda. Si tiene davvero bene in mano. L’ergonomia è coadiuvata dal retro in vetro. Seppur non si tratti di un pannello particolarmente oleofobico, questo restituisce un ottimo grip. Insomma il “lingottino nero” non vi scivolerà quasi mai di mano. Tuttavia dovreste fare parecchia attenzione quando è poggiato su di una superfice, sopratutto se questa è in vetro e inclinata. In questa situazione, potrebbe scivolare via “come una saponetta”.

Con questo smartphone ho ritrovato il piacere e la bellezza di utilizzare un device senza cover, cosa impossibile con il mio Mi A2 e qualsiasi altro telefono con scocca in alluminio. Non tanto per i danni accidentali, quanto per la scivolosità.

Caratteristiche Tecniche

Piattaforma
OS Android 9 Pie MIUI Global 10.2 Stabile
Chipset Qualcomm Snapdragon 660 AIE (14 nm)
CPU Octa-core: 8 x Kryo 260 2.2 GHz
GPU Adreno 512
Memoria
Interna 32 / 64 GB
Ram  3 /  4   GB
SD micro SD sino a 256 GB
Display
Tipo IPS LCD
Dimensione 6.3″ 19.5:9
Risoluzione FHD+ 2340 x 1080 pixels 409 ppi
Colore 84% NTSC
Protezione Corning Gorilla Glass 5
Fotocamera Posteriore
Sensori

48 MP f/1.8 (Samsung ISOCELL Slim GM1) 1.6μm 4-in-1 Super Pixel + 5 MP f/2.4 (Samsung S5K5E8) effetto bokeh

Risoluzione  8000 x 6000 pixel
Feature HDR + Face Detection
Flash Single tone Dual Led
Video Full HD @ 60 fps + Slow Motion @ 120 fps
Stabilizzazione Digitale
Fotocamera Frontale
Sensore 13MP f/2.0 1.12μm
Feature HDR + Face Detection
Video Full HD @ 30 fps
Batteria
Capacità 4000 mAh
Tipologia LiPo
Supporto Qualcomm Quick Charge 4 Technology
Dispositivo
Dimensioni 159.21 x 75.21 x 8.1 mm
Peso 186 g
SIM Nano
Dual SIM Dual stand-by
Connettività
Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac
Bluetooth 5.0 A2DP/LE
USB Type-C 2.0
GPS A-GPS/GLONASS/BeiDou
NFC No

Display

Parliamo di un pannello IPS LCD. Non avrà i colori brillanti e neri assoluti di un AMOLED, ma ha il suo perché. Le dimensioni non sono eccessive, 6.3″ con rapporto di forma 19,5:9. Risulta anche ben definito. A mio avviso siamo davanti ad un ottimo display, la cui visibilità è sempre perfetta in ogni condizione di luce. Il sensore di luminosità è reattivo. Tuttavia quando si è completamente al buio capita, a volte, di dover agire manualmente sulla luminosità. Infatti, la regolazione automatica in queste situazioni è troppo parsimoniosa. Perfetto invece sotto luce diretta del sole.

La polarizzazione dello schermo questa volta è azzeccata. Se indossate occhiali con lenti polarizzate potrete utilizzare lo smartphone in verticale e non in orizzontale. Il contrario dello Xiaomi Mi A2, il quale era inutilizzabile con occhiali da sole.

Foto & Video

L’interfaccia della fotocamera è quella classica di Xiaomi senza particolari novità.

La fotocamera posteriore ha due sensori. Quello principale è un Samsung ISOCELL GM1 da 48 MP f / 1.8. Quello secondario è da 5 MP f/2.4 per l’effetto bokeh. Lo smartphone utilizza il pixel binning per scattare foto migliori. Questo combina il segnale raccolto da 4 pixel del sensore per comporre una sorta di “super pixel” capace di simulare il comportamento di un pixel di dimensioni maggiori. Ecco perché gli scatti risultano con una risoluzione di 12 MP.

Perché viene utilizzato il pixel binning? Inserire un sensore da 48 MP in uno smartphone presenta diversi problemi. L’aumento della risoluzione dovrebbe idealmente andare di pari passo con l’aumento di dimensione del sensore. Questo per mantenere prestazioni elevate in condizioni di scarsa illuminazione. Come ovviare a questo problema di dimensioni? Per evitare fotocamere troppo sporgenti o smartphone spessi, le dimensioni del sensore restano invariate. Questo implica l’utilizzo di pixel più piccoli che non sono in grado di catturare la stessa quantità di luce che avrebbero catturato i pixel dimensionati nella maniera giusta.

Il risultato potete vederlo in queste foto. Ho provato diverse combinazioni di settaggi. Di giorno le immagini catturate risultano a tratti più piacevoli e luminose, ma piatte, sbiadite e soprattutto sovraesposte in altre. La fotocamera si difende davvero bene, invece, nella modalità Notte. In essa riesce a catturare davvero ottimi scatti, a discapito dei neri che perdono uniformità e intensità. L’HDR a volte sorprende, magari di giorno riprendendo zone in ombra e soleggiate, ma spesso delude. La causa ridondante a cui si può imputare la sovraesposizione è proprio l’HDR che lavora male. Un consiglio? Disattivate l’HDR sulla Mi Camera. L’AI riconosce davvero bene tutti gli scenari ripresi: volto, natura, macro, mare, luminasità (soleggiato, nuvoloso, tramonto, notte) ecc. Insomma non si può affermare che le foto vengano sempre bene o male, dipende.

Oltre alla Panormaica, per i più smanettoni non manca, la modalità PRO. In essa si possono impostare manulamente:

  • Bilanciamento del bianco,
  • Fuoco,
  • Tempo di esposizione,
  • ISO,
  • Si può scegliere se utilizzare o meno il sensore da 48 MP.

Andando ad agire su questi valori è possibile tirare fuori dal cilindro ottimi scatti, ma ovviamente si perde l’effetto “istantaneo” del “punta e scatta”.

Vi ho mostrato anche degli scatti eseguiti con la GCAM. Quest’app riesce forse a trarre il meglio da questi sensori in ogni condizione di luce.

Come installarla? Redmi Note 7 ha il supporto nativo alle Camera 2API. Questo ci permette di installare le viarie APK della GCAM moddata senza la scocciatura di dover smanettare sul software dello smartphone. Di seguito trovate il link per il download della versione da me utilizzata.


Download GCAM


La fotocamera frontale da 13MP fa il suo dovere. Per i selfie l’effetto bokeh è software. La modalità Ritratto potrebbe sicuramente dare di più. Lo “scontornamento” e la sfocatura non riescono ad essere perfetti. La GCAM se la cava meglio anche in questo (in entrambi i casi ho disattivato l’effetto bellezza). Resta la possibilità di eseguire Selfie di Gruppo e regolare l’effetto Bellezza su 5 livelli differenti.

Per quanto concerne i video, abbiamo diverse opzioni:

  • Breve Video (con possibilità di applicare filtri) con e senza flash,
  • Video con e senza flash anche in Time-lapse e Slow-Motion.

La stabilizzazione dei video è digitale. La qualità finale in uscita è tutto sommato accettabile. Senza infamia e senza lode.

Scatti non compressi

Trovate tutti gli scatti non compressi della recensione a questo link.

Software

Il Redmi Note 7 è aggiornato alla MIUI Global 10.2 stabile basata su
Android 9 Pie. Risultano un po’ datate le patch di sicurezza risalenti al 5 gennaio del corrente anno.

Appena acceso e configurato, ho dovuto “estirpare” un bel po’ di app che sono preinstallate sul telefono. Se sceglierete di mantenerle installate, questo non influirà più di tanto sulla memoria dello smartphone.

Da purista e amante di Android stock, la MIUI è un gran cambiamento. Questa interfaccia ottimizzata da Xiaomi risulta gradevole, fruibile e originale, ad esempio nella barra di regolazione della luminosità e del volume. Le gesture introdotte dell’azienda cinese sono davvero comode. Queste, eliminano la barra dei tasti (è presente un’opzione per reintrodurla), offrono la possibilità di utilizzare lo schermo per intero. I gesti risultano più efficaci di quelli presenti su Android stock. La schermata a destra della Home, al contrario, non la reputo utilissima. Preferisco quella presente su Android stock. Non ci sono criticità per quanto riguarda Android Auto che funziona perfettamente.

Cosa davvero non sopporto della MIUI? Le icone quadrate. Per cambiarle bisogna optare per un altro tema. Il problema è che in Italia non si ha accesso allo store dei temi. Come risolvere? Cambiando la localizzazione del vostro smartphone. Recatevi in Impostazioni, Impostazione Aggiuntive, Regione e impostate Svizzera. Nella vostra Home comparirà l’app Temi che vi permetterà di consultare il catalogo degli stessi. Attenzione: molti temi non sono ottimizzati per il notch e per lo schermo intero. Vi consiglio quindi di scaricare i temi che vi interessano, ma cambiare solo le app sul tema predefinito e non l’intero tema.

Una volta modificato il tutto, potrete reimpostare la Regione su Italia e conserverete il tema da voi personalizzato.

Oltre all’affidabilissimo sensore per le impronte digitali presente sul retro del device, è possibile configurare anche il riconoscimento del volto per sbloccare il device. Anche questo lavora egregiamente.

Criticità

Il problema delle notifiche riscontrato su Xiaomi Mi 9 è presente anche su questo Redmi Note 7. Pare che questa versione della MIUI sia ottimizzata per il notch “enorme” del Mi 8. Quindi accanto all’orologio presente sulla sinistra non vengono visualizzate le icone delle notifiche (se non quando arrivano), anche se queste sono presenti abbassando la tendina. Preciso che sbloccando lo schermo, compaiono le icone di notifica per un paio di secondi, ma poi scompaiono subito. Sommate a questo bug, il silenzioso e il led di notifica piccolino presente nella parte bassa del telefono che spesso viene coperto dalla mano. Risultato? Vi perderete un sacco di notifiche. Spesso tirerete fuori dalla tasca lo smartphone, toccherete il tasto di accensione e vi sembrerà che non ci siano notifiche.

La soluzione introdotta con questo notch è gradevole, ma non lo è altrettanto la barra di stato. Infatti questa non è tangente al notch (non lo tocca con il bordo inferiore). Ne risulta una barra più doppia del necessario.

redmi note 7

Scegliendo di eliminare i tasti e utilizzare le gesture a schermo intero si va incontro ad un altro problema: non tutte le app sono ottimizzate per questo tipo di visualizzazione. Un esempio lampante? Facebook lite. Se poi vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo anche WhatsApp potrebbe essere migliorata.

Xiaomi: basta davvero poco per rendere l’esperienza utente perfetta su questo device. Sappiamo che l’azienda segue molto la community. Ci auguriamo che il prossimo aggiornamento delle patch di sicurezza porti con sé un goloso changelog di bug fix.

Prestazioni

Lo Snapdragon 660 anima la fascia media ormai da anni. Si tratta di un ottimo processore, dalle discrete prestazioni, ma un po’ vecchiotto. Il Redmi Note 7 avrebbe avuto ancora più fascino con un processore più nuovo e magari meno energivoro.

Il chipset tuttavia fa il suo dovere. Ovviamente dimenticatevi le prestazioni da top di gamma. Non aspettatevi un’apertura delle app fulminea, caricamenti istantanei e quant’altro. Il 660 è un medio-gamma. Se lo smartphone ci mette mezzo o un secondo in più ad aprire un’app, non inciderà più di tanto sulla vostra esperienza utente.

Io ho come smartphone personale lo Xiaomi Mi A2. Anche quest’ultimo monta il Qualcomm Snapdragon 660. Non ho notato alcuna differenza tra i due smartphone in fatto di prestazioni. A volte capitano dei piccoli lag, forse più frequenti su Android One che sulla MIUI. Per il resto tutto va a dovere.

Il comparto hardware permette di giocare a quasi tutti i titoli in maniera fluida. Sicuramente non avrete un’esperienza di gioco perfetta con i dettagli grafici al massimo. Potrete comunque godervi i vostri giochi preferiti in bagno.

Per quanto concerne l’audio, il volume sviluppato dell’altoparlante “mono” è molto alto. Tutte le tonalità sono riprodotte bene senza lacune. Ottimo anche l’audio in capsula auricolare.

Il rilevamento della posizione non mi ha creato problemi. Il GPS funziona bene. Tracciando le mie attività sportive non ho trovato alcuna irregolarità confrontando il tragitto realmente per corso con quello rilevato. Non ho riscontrato problematiche relative alla ricezione 4G. Ho sempre avuto campo e mai problemi di assenza di segnale… Anche avendo Iliad.

Autonomia

L’autonomia è quella che ci spuò attendere da uno smartphone con 4000 mAh di batteria. Vi permetterà di arrivare a sera in ogni situazione, sia con connessione 4G che Wifi. Infatti anche con un uso intenso e stressando il device, non ho mai avuto problemi, anzi spesso sono riuscito a coprire per intero le 24 ore lasciando il telefono acceso anche di notte. Dagli screen riportarti potete farvi un’idea dell’andamento dell’autonomia. Considerate che non ho mai spento il Bluetooth e il GPS e ho trascorso la maggior parte della giornata in 4G. Questi sono davvero ottimi risultati.

Lo smartphone non scalda più di tanto durante l’utilizzo e non ci sono fenomeni di battery drain. Per la ricarica completa ci vogliono circa un paio d’ore.

Nota bene: avrei voluto portarvi tutti gli screen relativi ai dati di utilizzo della batteria di questa settimana di test. Purtroppo in alcuni casi questi dati risultano falsati. Credo che la cosa sia imputabile al riavvio dello smartphone che incide in qualche modo. Ad esempio in questa giornata ho totalizzato sicuramente molto più di 3 ore di dispaly attivo. Infatti, le ore di utilizzo toatali dello smartphone sono circa 33 e non 15 come recita il grafico qui sopra.

Conclusioni

Lo smartphone perfetto non esiste, questo ormai lo sappiamo. Ogni device ha le sue peculiarità e le sue imperfezioni. Tuttavia è più lecito riscontrare qualche piccolo bug o qualche criticità su uno smartphone di fascia medio bassa più che su un top di gamma. Ad esempio il bug delle notifiche: ce lo si può aspettare su questo smartphone e non su un “top di gamma” come Xiaomi Mi 9.

Il Redmi Note 7 è un dispositivo che funziona bene, mi è piaciuto molto, tanto da pensare di abbandonare il mio amato Xiaomi Mi A2 in favore di questo. Dal punto di vista hardware nulla da eccepire. Le uniche piccole cose da “fixare” sono inezie software che Xiaomi probabilmente risolverà con la prossima release della MIUI Stabile. Quindi ci sono possibili margini di miglioramento.

Qual è il punto di forza di Xiaomi? Il prezzo di lancio sul mercato. Il Mi 9 a 449 € è la metà del prezzo a cui vengono venduti i top di gamma di altri brand. Anche con Redmi Note 7, Xiaomi ha colpito nel segno. Uno smartphone del genere con autonomia al top e caratteristiche da medio di gamma che viene venduto al prezzo di un base di gamma. Ecco i prezzi:

  • 3 / 32 GB 179,9 € disponibile dal 21 marzo sul sito Mi, Amazon e presso i Mi Store autorizzati,
  • 4 / 64 GB 199,9 € disponibile dal 15 marzo sul sito Mi, presso i Mi Store autorizzati, Unieuro, Mediaworld, Trony, Expert e Euronics.

A questo prezzo è impossibile trovare di meglio. Di certo si sente la mancanza dell’NFC per i pagamenti attraverso Google Pay e della ricarica wireless. Ma tutto sommato: è comunque un Best Buy.

Il brand neonato Redmi si prepara a conquistare il mercato degli smartphone di fascia medio-bassa. Come? Lanciando ottimi device a prezzi competitivi. D’altronde questa è sempre stata la strategia di Xiaomi. Ancora una volta non hanno sbagliato. Cosa aspettate ad acquistare il Note 7? Attendete l’arrivo del Note 7 PRO?

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