Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android

14 Maggio 201485 commenti
Un interessante progetto messo a punto da alcuni studenti della Columbia University punta a permettere l'esecuzione di applicazioni e servizi originariamente pensati per il sistema operativo Apple su Android.

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Senza fare uso di virtual machine, Cider si occupa di “adattare” in fase di compilazione il codice delle applicazioni iOS in modo da permetterne il funzionamento su piattaforma Android. Una serie di funzioni messe a punto dagli sviluppatori permette inoltre l’utilizzo delle librerie presenti nel sistema operativo in uso, consentendo alle applicazioni di accedere a interfacce hardware e software proprietarie.

cider_graphs

Importante precisare che, anche con Cider in esecuzione, le applicazioni Android restano utilizzabili sul dispositivo senza alcun problema: si realizza dunque una vera e propria “convivenza” tra i due sistemi operativi su un unico dispositivo.

Nel video dimostrativo che vi proponiamo di seguito, su un Nexus 7 vengono eseguite applicazioni iOS come Yelp, iTunes, iBooks e Apple Stocks: Cider è al momento ancora in fase embrionale (le applicazioni iOS, ad esempio, non possono utilizzare GPS, fotocamere, radio cellulare, Bluetooth) ma gli sviluppatori hanno espresso l’intenzione di continuare a lavorare sul progetto, anche se è molto difficile immaginare che possa un giorno uscire dai laboratori della Columbia University.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Uaple0Ec1Dg#t=34

85 risposte a “Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android”

  1. LorenzoVaira99 ha detto:

    va migliorato ma l’idea é fantastica

    • Golfirio Masturloni ha detto:

      Non so… interessante da un punto di vista academico… e per le licenze?

      • Luca Pulpo ha detto:

        è il motivo per cui potrebbe non vedere mai la luce

        • Gustavo ha detto:

          Ok avete mai sentito parlare di lucky patcher

          • Golfirio Masturloni ha detto:

            non si parlava dell’aspetto “tecnico” della crack, ma di come non infrangere i diritti di proprietà intellettuale utilizzando questo sistema.
            e comunque in questo caso lucky patcher servirebbe a poco credo.

          • Cima ha detto:

            Da quello che dice l’articolo si parla di compilazione dei sorgenti xcode adantandoli anche per android.
            Credo che l’obbiettivo sia quello di permettere all’azienda che sviluppa l’app per iphone di compilare l’app per farla girare anche su android.
            Quindi non vedo problemi con la proprietà intellettuale: l’app è mia la compilo per per il sistema operativo che voglio!

          • Golfirio Masturloni ha detto:

            posso benissimo aver capito male….
            ma stai dicendo che hanno i codici sorgente di itunes???
            e chi è il proprietario di itunes? Apple gli ha dato il codice? e i diritti di ricompilarlo per android???

            io pensavo che cider fosse un “intermediario” per le app scritte in IOS, se sono ricompilate… allora sono una versione per android… o no?

          • Cima ha detto:

            No aspetta non mi riferivo alle applicazioni di apple ma a questa frase dell’articolo:

            “Cider si occupa di “adattare” in fase di compilazione
            il codice delle applicazioni iOS in modo da permetterne il funzionamento
            su piattaforma Android.”

            Che ho interpretato come: per far funzionare un app ios su android, cinder va usato anche in fase di compilazione (e poi deve essere installato sul dispositivo android).
            Poi magari ho capito male io e qualsiasi app ios gira tramite cinder su android.

          • Golfirio Masturloni ha detto:

            Non so… A questo punto “congelò” ogni giudizio, in attesa di saperne di più.
            Un saluto a tuo padre il generale onikawara.

          • Giupy 99 ha detto:

            Secondo me con compilazione no si riferiva a quella eseguita dal programmatore ma quella eseguita direttamente dall’utente, per spiegarmi meglio: su Android, Dalvik compila le app ‘Just In Time’ (non dilunghiamo parlando di ART); In sostanza a quanto ho capito va ad emulare la runtime di iOS su Android, ma potrei anche aver capito male

          • Alessio ha detto:

            Si, anche Freedom

  2. Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android - WikiFeed ha detto:

    […] (…)Continua a leggere Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android su Androidiani.Com […]

  3. Antonio Inuso ha detto:

    Ruppolo in arrivo…

  4. Emanuele ha detto:

    Già per android ci sono app simili a quelle della Apple:
    Play music-itunes
    Play libri-ibooks
    Ecc…

  5. arkaboy ha detto:

    Garage Band, voglio Garage Band e vendo il mio Ipad mini

    • Golfirio Masturloni ha detto:

      Non ho visto il filmato… ma tu pensi che garageband su cider sia come ipadmini? Mah… ho seri dubbi.

      • pirata_1985 ha detto:

        mai dire mai

      • Admiral Tonzio Bigfootsound ha detto:

        Ecco il limite di Android quando vuoi fare qualcosa di così serio o cmq standard, passatemi il termine.. Dov e traktor? Dove serato remote? Sono un dj e queste App sugli i così spaccano di brutto! Su Android solo neretto che per farle andare devi seguire guide… Etc… Possibile che nessuno ha capito che gli i così servono a questo è altro? App per la banca.. Project management, djing… E chissà cos altro sicuro audio e video editing… E intanto però vediamo i benchmark e la frequenza del processore… Gli utilizzi secondo me dobbiamo guardare, e sopratutto la facilità di acquisire info..

  6. […] (…)Continua a leggere Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android su Androidiani.Com […]

  7. Cristian Piovani ha detto:

    Nuova denuncia apple??

    • Alessio ha detto:

      No perché Apple di app ne produce si e no una decina, il resto è di 3° parti. Questa volta non centra nulla

  8. Tatanka95 ha detto:

    Spero che un giorno vada infinity blade!

  9. bartweb mitiko ha detto:

    Fantastico? Ma cosa? Avere un ibook o itunes su android x me è inutile visto che ci sono programmi android 100 volte meglio. Ma, non capisco il senso di questo?! A fine progetto cosa ne verrà fuori?. Apple rivendicherà i diritti d’autore bloccando questo progetto al suo culmine

    • LorenzoVaira99 ha detto:

      si ma se uno vuole un’ app che è solo per Apple puo usarla.
      sempre meglio avere qualcosa in più che in meno

    • Golfirio Masturloni ha detto:

      Il senso potrebbe essere dimostrare la versalità di android, ma oltre questo… il nulla

    • Rocco_Leonello ha detto:

      E’ un progetto accademico. Non deve avere per forza un senso, serve solo a dimostrare la loro versalità/bravura nella programmazione per una possibile tesina immagino …

      • Ruppolo ha detto:

        Concordo, ma non solo tesina, anche futuro lavoro in qualche azienda prestigiosa.

    • Walio ha detto:

      Alle volte non c’è un senso ma semplice soddifisfazione nel riuscire in qualcosa che. Non è alla portata di tutti…. :-)

    • Alessio ha detto:

      Meglio aver qualcosa in più che qualcosa in meno

  10. […] (…)Continua a leggere Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android su Androidiani.Com […]

  11. Ruppolo ha detto:

    Nulla può esser come IOS e le app che girano su IOS, parola mia!!
    Non sono fanboy Apple… ma W la Mela e che Dio.. anzi Viva la Foca e che Dio la Benedoca.

  12. Ruppolo ha detto:

    ..senza la Mela, Eva non avrebbe commesso “il peccato”

    • Golfirio Masturloni ha detto:

      Ti sei smascherato da solo, ruppolo non avrebbe mai detto una cosa del genere… e non per il motivo che pensi.

  13. pirata_1985 ha detto:

    Spiegate agli studenti che non stanno sbagliando. Le app di Apple non utilizzano il bluetooth :D

    • Luppolo ha detto:

      ..già :D

    • Samuel Chessa ha detto:

      Bwahahahhahahahaha sei un mito

    • Ruppolo ha detto:

      Non possono, perché l’iPhone non ha il Bluetooth. Lo sanno tutti, sono 8 anni che viene ripetuto, quindi è vero!

      • Alessio ha detto:

        Il bluetooth certo che c’è ma non si interfaccia allo stesso modo come su android, il bluetooth funziona con altri sistemi ios e con alcuni prodotti. (Questo sempre senza JB)

      • Pietro ha detto:

        Mamma mia…ma almeno leggere le specifiche? Supporta bluetooth 4.0 ma e quindi auricolari, casse esterne e qualche altra cosa non fa lo scambio file,verissimo ma fra i vari whatsupp, messaggistica instantanea o semplicemente una vecchia sana MAIL lo scambio file BT è strasorpassato. Soliti commenti cosi’…anche perchè ci scommetto che la gente passa le giornate a scambiarsi file via BT quindi azz non poterlo fare è veramente un peccato.

        • Marco ha detto:

          bluetooth? whatsupp? mail? ma per trasferire file ormai solo s beam che usa il wifi e l’nfc, è comodissimo.. appoggi i due telefoni di schiena, un tocco e hai già trasferito il file. Proprio ieri leggevo in un blog che l’apple ha richiesto dei brevetti sulla tecnologia nfc che sara presentata ( al solito come una rivoluzione) sull’iphone 6. Prevedo una nuova causa nei confronti di samsung che usa l’ nfc dal galaxy s2.. ahaha.. penosi.

          • Pietro ha detto:

            Verissimo ma come scritto adesso sopra a MJ dipende dalle esigenze. Io vivendo all’Estero non posso mettermi vicini i cell. di amici e famiglia per scambiare files. In questo non mi serve ne BT ne NFC preferisco condividere in altri modi.

        • MJ ha detto:

          ho passato il weekend a scambiar foto tra il mio nexus 4 e gli z1compact di mia sorella e il suo ragazzo. whatsapp? email? no, li tappi sul retro e grazie all’nfc+bt (=android beam) il gioco è fatto.
          lo scambio BT è sorpassato per chi non lo usa. o per chi non può usarlo:)

          • Pietro ha detto:

            Puoi anche avere ragione ci sono mille modi. Personalmente allora potrei dirti li pubblichi una sola volta su dropbox, gdrive, etc. dai i link diretti e il mondo se li può scaricare mentre tu il lavoro lo hai fatto una sola volta. Ma se ti trovi bene in questo modo, ripeto ci sono mille metodi per condividere contenuti ognuno usi quello che più gli aggrada.

          • MJ ha detto:

            D’accordissimo. La mia risposta piccata si riferiva al discorso del “bt sorpassato”. Ci sono casi in cui dropbox, gdrive, email, etc.. consumano dati (3g) e poter evitare è comodo.
            Ogni caso va valutato per quello che è. Semplicemente, non ero d’accordo sul “sorpassato”.

            De gustibus.

          • Pietro ha detto:

            Quoto, dipende da casi ed esigenze e ti direi anche “posti”. Qui in Spagna, ma anche prima in Irlanda ormai il WIFI a gratis lo trovi quasi dappertutto quindi forse per questo definivo BT un po’ sorpassato ma logicamente se devi usare una connessione 3G costosa e carente per mandar dati sopratutto vicino allora hai/avete pienamente ragione.

        • italba ha detto:

          Eggià, moOolto comodo far passare i dati per 3G, internet e mezzo mondo quando li devi trasferire ad un metro di distanza… STRASORPASSATI!

          • Pietro ha detto:

            Beh se come me vivi a 4000 Km di distanza dai migliori amici e parenti mi sa che di BT e NFC te ne fai ben poco per condividere files.

          • italba ha detto:

            E allora perché scrivi che lo scambio file BT è “strasorpassato”? Serve anche lui, come anche il vecchio cavetto, ognuno nel suo settore specifico!

          • Pietro ha detto:

            Chiaro…se vai a inizio post leggerai che, appunto per le mie esigenze, non escludo uno smartphone perchè non ha il trasferimento files via BT. Sull’ecosistema che tu odi c’e’ anche Airdrop per scambiare files e (solo x chi non lo sapesse) sull’ecosistema che odi il BT lo usi anche per il tethering quindi, ripeto, scambio file è l’unica funzione che manca in modo “tradizionale” ma se la usi poco o zero poco ti importa.

          • italba ha detto:

            E comincia ad arrampicarti sugli specchi… Prima dici che è “strasorpassato”, poi “per le tue esigenze”, alla fine “poco ti importa”… Convinto te! Comunque io non odio niente e nessuno, semplicemente non vedo perché dovrei chiudermi in una gabbia dorata e spendere di più per avere di meno.

    • Elias Koch ha detto:

      :D :D :D fantastico commento!

  14. […] (…)Continua a leggere Cider, il software che porta le applicazioni iOS su Android su Androidiani.Com […]

  15. land 110 ha detto:

    per carità
    io gia me ne sto lontano da apple
    figurati se mi metto sta robbazza

  16. italba ha detto:

    Si tratta di un “cross-compiler”, si usano dagli inizi dell’informatica. Se in Apple fossero un po’ più furbi appoggerebbero il più possibile progetti del genere, potrebbero espandere il mercato di iTunes e degli altri servizi senza rimetterci niente. Anzi, la gente dopo aver “assaggiato” l’ambiente Apple potrebbe essere invogliata a comprare uno dei loro iCosi. Ma non l’hanno mai fatto, hanno cercato di boicottare in tutti i modi il mercato dei device compatibili e anche stavolta non penso che cambieranno idea.

    • Rocco_Leonello ha detto:

      In realtà la loro forza è proprio il loro ecosistema chiuso. Perchè comprarmi un iphone se posso avere il suo ecosistema con qualsiasi altro smartphone ?

      • italba ha detto:

        E’ la loro forza ma sarà anche la loro rovina. Il business si sposterà sempre più dall’hardware alla vendita di servizi, e loro continuano a non capirlo. Adesso, chi non vuole o non può permettersi un iPhone alla Apple rende esattamente zero, un domani, con sistemi come questo, potrebbero guadagnarci qualcosa.

        • Ruppolo ha detto:

          Loro continuano a non capirlo? Loro l’hanno capito meglio di tutti gli altri, non a caso nacque iTunes Music Store e poi AppStore e poi iBook Store e iCloud. E le mappe. E mille altri servizi e applicazioni. Hanno persino cambiato nome alla società, da Apple Computer a Apple.

          • italba ha detto:

            E continuano a limitare l’accesso solo a chi fa parte del loro iClub! Strategia lungimirante, non c’è dubbio…

            p.s. Per le mappe stendiamo un velo pietoso.

          • Elias Koch ha detto:

            Per le mappe devo dire, apparte che non mi piacciono, ma in alcuni casi (uso navigatore, in california) sono risultate migliori di Google and C. Magari tra 6 o 7 anni saranno veramente buone ovunque

          • Pietro ha detto:

            Che piaccia o no Apple ha sempre avuto questa strategia che si è, ad oggi, rivelata vincente per loro. Ossia senza dilungarmi Software o meglio ancora prima S.O. costruito sul “loro” HW. Chi non vuole capire questa, seppur classista quanto si voglia, sinergia pensi molto semplicemente alla fatica (e non con gli stessi risultati) che i produttori non Apple devono fare per “adattare” il tanto decantato pseudo open-source sui loro device. Apple ha avuto un successo non sperato con iPhone ma la stessa anche su linea computers non ha mai voluto essere da “grandi numeri”. Al costo e ai grandi numeri hanno sempre preferito sicurezza, stabilità sinergia dell’HW e SW. I costi elevati si traducono in qualità ma anche (da non sottovalutare) durata nel tempo. Un iphone 4 ad oggi puo’ installare l’ultimo ios..un Android di 4 anni fa probabilmente non e’ più supportato da 2 anni. Lo scrivente usa un’lmac da 5 anni che monta l’ultima release di OSX ed è acceso da 5 anni 16 ore al giorno senza mai un problema. Trasversalmente parlando un PC di 5 anni oggi lo butti nell’immondizia o hai dovuto upgradare ram e reninstallare l’SO almeno tre volte. Insomma si puo’ esssere dell’una o dall’altra parte ma questi, per chi conosce o semplicemente legge su Apple, sono fatti non parole gettate li. Poi ok sto progetto di porting non lo vedo anche io, posseggo un telefono Android anche io, ok, capisco che i prodotti della mela costano troppo. Ma cercare di essere obiettivi male non fa. Di contro e’ puerile leggere commenti dove sol perchè uno abbia un qualcosa che non sia Android e’ uno sfigato e non capisce nulla. Nel 95% dei casi posso solo pensare che giudizi cosi’ estremi sono dettati dall’invidia di qualcosa che non ci si puo’ permettere di comprare.

          • ocram2m ha detto:

            Io un ce la fò ad ascoltare in silenzio una fangirl apple che straparla a vanvera. Tutto quello che hai scritto non è vero. Partiamo con i pc. Windows xp per dire un so bistrattato è stato dismesso l’anno scorso dopo 12 anni di servizio. Dal p4 all’i7. Altro che 5 anni. Vero…. c’è stato vista, win 7 e 8 che sul vecchio p4 non girano… il problema è che la gente che usa i prodotti non apple lavora. Chi usa apple fa parecchi aperitivi e memorizza le foto delle vacanze non sul filesystem ma in un blob di iphoto. Come dire come si chiama lo sblocco dei prodotti apple… jail break. Goditi il tuo alluminio satinato. Vai

          • Pietro ha detto:

            Si infatti in ambienti “seri” di elaborazione audio/video/foto & publishing trovi Windows. Due, semmai fanboy (ho gli attributi maschili) ma ti ripeto avendo passato la pubertà da decenni non sono esaltato dell’uno o dell’altro anche perchè anche anche un LG ed un S4. Due appunto il fatto che dopo anni ti devi tenere XP che ne ha 12 perchè l’HW non lo sopporta mi sa che ti fai più aperitivi tu di me (beato a te) e ti limite ad andare su FB…per quello pure una slackware dei 1990 ti va bene ma che discorsi sono. Tre: il Jailbreak non lo faccio e non mi interessa perchè questi livelli estremi di personalizzazione a me non servono. In ultimo se mi dici pure che vetro e alluminio sono materiali peggiori dei plasticoni google e Samsung allora proprio a cavallo.

          • italba ha detto:

            La strategia di Apple si è rivelata vincente finché hanno potuto agire in regime di monopolio, dopo non più. Ti ricordo che il Macintosh, quello VERO con processore Risc è miseramente fallito, superato nei costi e nelle prestazioni dai PC. La Apple per continuare a produrlo ha dovuto TRASFORMARLO IN UN PC, con tutte le parti standard che hanno i suoi concorrenti. Su un iMac si può tranquillamente installare Windows! E se poi credi davvero che a costi superiori corrisponda necessariamente una migliore qualità, sarebbe ora che ti dessi una svegliata.

          • Pietro ha detto:

            Beh non hai letto attentamente quel che ho scritto a giudicare dalla risposta. So benissimo che iMac è su tecnologia Intel ma non ho mai scritto che i processori Intel siano da gettare. Ho semplicemente detto che costruire un Sistema Operativo per l’HW che si ha è sicuramente più performante che buttare un Windows o un Ubuntu su un PC e sperare che le terze parti abbiano scritto bene i driver per dirne una o passare 2 ore ogni due settimane aspettando che i suddetti sistemi aggiornino le loro falle di sicurezza ed i loro bugs. Paradossalmente se vedi il market share Apple ha guadagnato fette di mercato negli ultimi anni proprio nel campo Mac. Un motivo ci sarà e non credo che sia perchè la gente e’ diventata ricca di colpo. Per quanto riguarda i costi pur ammettendo che sono esagerati non puoi dirmi che la qualità sia quella di un’assemblato, non puoi non negare che il factory form AllOne l’hanno realizzato forse per primi e che quindi paghi anche Ricerca e Sviluppo. Personalmente i miei 1800 sono stati ben spesi, non conosco schermate blu, blocchi, non combatto con Antivirus e sinceramente questo a distanza di 5 anni vale per me più di quanto speso. Poi tu continua a giocare con Windows o a impazzire con l’Open Source..ho passato età e voglia di questi smanettamenti e di questa cultura pseudo anarchica. A me interessa che il computer lo accendo e FUNZIONA se poi ho pagato 1000 euro di più perchè il marchio era Apple si vede che me lo posso permettere…la pensassero tutti cosi’ si camminerebbe in fiat 126 tutta Italia (e usata per giunta).

          • italba ha detto:

            Ho letto fin troppo attentamente per quello che vale la sbrodolata di luoghi comuni che ci hai propinato, e ti informo che il sistema operativo del tuo caro iMac NON L’HA FATTO APPLE. Si tratta di un Unix, per la precisione FreeBsd, ossia il tanto bistrattato (da te) open source, su cui la tua beneamata Grande Sorella Apple ha installato una shell grafica e poco più. Per quel che riguarda l’impazzire con l’open source, sei rimasto indietro almeno di vent’anni. Il mio Linux Mint si è installato da solo in 30 minuti, si aggiorna da solo da molto prima che ci pensassero Apple o Microsoft, per installare qualunque software mi basta sceglierlo da una lista e, ovviamente, ha riconosciuto al volo qualunque device su qualunque PC l’abbia installato. Ovviamente non l’ho pagato un centesimo, anzi, mi ci mantengo discretamente bene da parecchi anni. Sono un analista programmatore e nel mio lavoro adopero UNICAMENTE software open source, ed attualmente con i miei programmi lavorano alcune centinaia di persone. E, se fossi meno ignorante, sapresti che è l’open source quello che fa girare internet e la nostra civiltà informatica. Tu continua a vantarti dei soldi che hai speso e dell’alluminio della scocca, segui le indicazioni dei tuoi padroni e rimani ben intruppato nel gregge. E, se ogni tanto ti tosano a sangue, sorridi, è per una buona causa.

          • Pietro ha detto:

            Per chiuderla qui, a me dispiace solo che su questo blog chi non segue questo di “gregge” è un fuorilegge,idiota,ignorante, etc. quando ho cominciato il post con un’analisi abbastanza asettica aggiungendo inoltre che possiedo Android (e più di uno). Mi sembra che ormai qui si sia arrivati come nel calcio che se non tifi per quella squadra sei quasi da eliminare. Ti ringrazio per le perle di saggezza, sinceramente a 42 e lavorando da quando ne avevo 11 nel campo dell’IT (se ti ricordi il C64) non ho molta necessità che mi si dica su cosa è basato OSX o si disquisisca sull’Open Source. Sinceramente ognuno ha la sua idea e se la tiene. Io (e non dieci anni fa) sono stato il primo quando la mia ex con un vecchio PC era disperata a installargli un Linux e farla contenta, sono stato uno dei primi nel 1991 a tirar su un ISP con accesso,mailbox,dns e gli altri servizi usando una slackware quando ancora probabilmente avevi pochi anni o mesi. Dal mio conto ogni volta che compro una periferica un “poco” fuori da quelle più blasonate devo star li ad aspettare che lo sviluppatore di turno (tanto di cappello) mi scriva il driver e ti dico che alla mia età ste seghe mentali non mi va più di farle o meglio non mi esaltano più cosi come scrivermi uno script o altro. Punti di vista. Insomma non ho neanche niente da decantare o pubblicizzare mi gira solo che chi non sa nulla di me in un paese falsamente democratico attacchi chi puo’ avere un pensiero del tutto o leggermente diverso..che Linux si sia evoluto è fuor di dubbio …e li è la sua rovina se lasci far tutto a lui e fai un’installazione completa fra servizi e aggiornamenti continui (e risorse necessarie) è “quasi” alla stregue di un Windows. Anyway fine della discussione da parte mia ed una buona giornata.

          • italba ha detto:

            Tanto per chiarire, “ragazzino”, il C64 l’ho avuto anch’io ed è stato il mio SECONDO computer. E avevo ben più di undici anni. E la slackware l’ho installata DOPO aver già lavorato con DG/UX, AIX e SCO. Il problema dei driver non c’è più da decenni, aggiornati! Dimmi con quale periferica hai avuto problemi e di SOMMERGO di driver in 5 minuti! E’ ormai più facile far funzionare qualcosa su Linux, specie se è una vecchia periferica, che su Windows. Mai conosciuto il punto interrogativo giallo? Per non parlare poi di Apple, o adoperi quello che approva mamma Apple o fatti tuoi… Ma come fai a 42 anni ad essere già così passivo? Ma alla tua età si può già essere rinco#lioniti?

    • ercoppa ha detto:

      Non è esattamente cross compilare visto che loro fanno girare binari per iOS senza aver accesso ai sorgenti. Se leggi l’articolo fanno i salti mortali per offrire un layer di compatibilità.

      • italba ha detto:

        Bho, l’articolo parla di “”adattare” in fase di compilazione il codice delle applicazioni iOS”. Vatti a fidare di Androidiani…

    • G ha detto:

      La google ha messo Gapps anche per iPhone e credo ci abbia gudagnato se la pple facesse lo stesso non se ne pentirebbe

    • Elias Koch ha detto:

      difatti hai messo un “se”. E il boicottaggio costante ha portato ad una grossa rottura tra i fan dei tecnoggetti, IMHO se venisse diffusa questa piattaforma ci sarebbe una fuga dagli icosi in favore di altri piú economici egualmente performanti, pur tenendo l´ecosistema app di partenza. Chi vivrá vedrá

  17. simone liessi ha detto:

    Prendo pop-corn e Coca-Cola in attesa di una causa apple

  18. Davidino ha detto:

    I ragazzi avranno abbastanza dollari per far fronte alla causa che Apple gli farà tra qualche mese??

  19. xpy ha detto:

    Se riescono a farci funzionare imodgame …

  20. Mario ha detto:

    Ma chi le vole?
    Ma chi ve l’ha chiesto?

  21. leodis ha detto:

    Beh, come esercizio sperimentale va bene, ma io non metterei mai nel mio telefono quella roba. Mi sembrerebbe di sporcarmi.

  22. Marco Reale ha detto:

    Magari ad avere ibook su Android

  23. Apploser ha detto:

    LOL, e perchè dovrei lordare il mio android con apps che sono ad uso e consumo esclusivamente di iSheeps/ iBimbiminkia?

  24. kcv ha detto:

    è attualmete reperibilie ?
    doe posso scaricarlo ?

  25. Ragno Nero ha detto:

    Ma perché avere le applicazioni di ios mah!!!

  26. Andrea Brivio ha detto:

    Puzzo di cacca

  27. Linux ha detto:

    HackintIOSh

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