[ad#antonio]
Gli errori derivano da ciò che le nostre applicazioni possono fare o non fare. Infatti, nel Manifest dei permessi, gli sviluppatori, non inserendo alcuna voce renderebbero l’applicazione isolata da qualsiasi tipologia di comunicazione, ma non è realmente così.
Sembra che le nostre applicazioni possono leggere qualsiasi informazione contenuta nella nostra SD senza bisogno di alcun permesseo speciale, ed ovviamente l’entità del pericolo deriva da ciò che conserviamo nel nostro device.
Le informazioni reperibili sono molte, anche se esistono altre vie per accedere ad informazioni private senza servirsi dei permessi. Il vero e proprio problema sorge quando, tramite un apposito URL formattato, le applicazioni riescono ad aggirare la mancanza del permesso per poter violare la nostra privacy.
Con questi indirizzi è possibile contattare server esterni per inviare le informazioni reperite; i ricercatori hanno sottolineato che a correre questi rischi sono tutti i device con Gingerbread ed Ice Cream Sandwich, cioè il 66% dei device Android (2 smartphone su 3).
Secondo voi Google correrà ai ripari rilasciando un apposito aggiornamento di sicurezza?
A parte Google, poi il problema passa ai produttori… quanto ci impiegano ad implementarli sui devices ?
Visto il ritardo cronico delle uscite di patch molto più banali, di alcuni produttori, come LG e Samsung, non c’è da stare molto allegri….
Come sempre va nel deretano al cliente!!!
fare root ed usare droidwall
Si, ma non sarebbe male se i nostri telefoni fossero al sicuro senza dover passare dal root, operazione che non tutti vogliono eseguire.
della serie … come scrivere un articolo senza dire niente. bah!
[…] (…)Continua a leggere Curiosità Android: cosa possono fare le app grazie ai permessi su Androidiani.Co… […]
Speriamo proprio che rilascino l’ aggiornamento per la sicurezza.