Ecco perchè deframmentare il vostro terminale Android è inutile (e dannoso)

9 Luglio 201230 commenti
Molte applicazioni sul Play Store anche se promettono di migliorare le prestazioni del vostro smartphone/tabet, in realtà non servono a nulla. Usiamo come esempio "Android Defrag", un'app di Enlightened Software House che dalla descrizione sembrava riuscisse letteralmente a "rivoluzionare" il vostro terminale Android in termini di prestazioni, durata di batteria e memoria.

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I ragazzi di AndroidPolice hanno deciso di provarla, comprando la versione pro che si trovava a 0.99$. Hanno notato subito stranezze nell’applicazione, che non sembrava esattamente ben fatta e chiedeva strani permessi (leggere la cronologia web ad esempio). In seguito ad avere notato commenti palesemente orchestrati sulla pagina di download di Android Defrag,  hanno disinstallato l’app, l’hanno segnalata a Google ed è magicamente sparita dal Play Store.

Sono quindi stati vittima di una truffa? Non esattamente, la verità è che sapevano quello che facevano e volevano semplicemente dimostrare perchè applicazioni come queste sono inutili: i terminali Android usano memorie Flash, che non traggono vantaggio dalla loro deframmentazione, che può invece essere dannosa in quanto riduce il ciclo di vita della memoria stessa.

In sintesi, deframmentare una memoria ad accesso casuale non è la migliore delle idee, quindi pensateci due volte prima di installare o comprare applicazioni del genere.

30 risposte a “Ecco perchè deframmentare il vostro terminale Android è inutile (e dannoso)”

  1. Fatjon ha detto:

    Ok l’articolo va bene come segnalazione per queste app inutili…
    Ma una memoria flash non è ad accesso casuale!!! Le memorie ad accesso casuale sono le RAM (Random Access Memory)
    Va bene che poco importa ai fini del senso dell’articolo però……
    ;)

    • Stizzo89 ha detto:

      A me pare di aver studiato che quasi tutte le memorie sono ad accesso casuale, infatti il nome RAM indica che è ad accesso casuale ma ciò non vuole dire che sia l’unica! Inoltre, è normale che abbia questo nome perchè si tratta della prima memoria disponibile nei calcolatori (considera che prima non c’erano gli hdd ma le schede) e non esisteva altra memoria all’infuori della RAM.

      • djpalmis ha detto:

        Esattamente ed aggiungo che per le NAND Flash ciò è ancor “più vero”.

        Tutte le memorie NAND Flash (..moderne?) sono dotate di un algoritmo di
        wear leveling: Si cerca di distribuire la scrittura dei dati
        uniformemente su tutte le celle. In modo da evitare di scrivere sempre
        su una stezza zona. Quindi l’informazione verrà scritta (davvero) in un modo pseudo-casuale :)

      • Fatjon ha detto:

        No non è cosi. Le memorie non sono tutte ad accesso casuale.
        la ram è la memoria principale del calcolatore, ed è gestita dal sistema operativo che è il primo programma caricato. È il SO che le gestisce, il quale per memorizzare nuovi dati va a vedere dove è libera. Poi quando stacchi l’alimentazione si azzera tutta e si riparte da capo.
        Le altre memorie invece, come per esempio le flash come memorie di massa sono periferiche gestite tramite interfacce, cosi come gli hard disk. Mantengono i dati anche se non alimentate e sono gestite da un proprio file system perché dentro hanno un certo partizionamento. A differenza delle memorie di massa flash gli hard disk sono strutturati a settori circolari e in questo caso deframmentare è utile per ridurre i tempi di accesso e rendere più regolare e uniforme l’occupazione di memoria nell’hard disk. Infatti dopo un pò che si usa il pc e si notano rallentamenti può essere consigliabile deframmentare l’hard disk. Ma nelle flash questo è inutile ai fini del tempo di accesso perché le memorie di massa flash non hanno parti meccaniche e i tempi sono elettronici…
        detto questo non sto a fare la storia dei calcolatori comunque quello che hai scritto è sbagliato quasi del tutto…
        Fonti: neolaureato in ing. Elettronica ;)

        • S_m_b ha detto:

          L’hai presa giusto un tantino larga, eh? Che ci azzecca l’interfaccia, il S.O. etc etc, hai solo incasinato tutto. Comunque, una memoria flash e’ una memoria RAM, quindi per definizione con i tempi d’accesso sempre uguali a prescindere dalla precedente posizione di lettura. La frase nell’articolo e’ corretta.

          • Fatjon ha detto:

            Mi dispiace per te S_m_b ma sei fuori strada, una flash non è una RAM ma sono due cose diverse. si ci possono essere flash con tempi di accesso sempre uguali o diversi (dipende dall’architettura)… però non bisogna fare confusione tra i due tipi di memoria. ciao :)

        • Genesio Lini ha detto:

          purtroppo devo contraddirti, per quanto il tuo ragionamento sia in origine corretto, bisogna applicare la definizione di “random access memory” cioè:

          memoria il cui tempo di accesso è COSTANTE rispetto all’indirizzo di memoria cercato

          le cosiddette “flash memory” o in generale tutte queste memorie a stato solido (compresi i nuovi dischi SDD) sono quindi memorie ad accesso casuale.

          quello che intendi tu, cioè ad esempio un hard disk tradizionali o un CD-ROM, rappresenta una tipologia di memoria detta “memoria ad accesso diretto” cioè che è possibile indirizzare un qualsiasi elemento ma con un tempo di accesso variabile

          ultima tipologia è la memoria ad accesso sequenziale, tipo i vecchi nastri magnetici, caratterizzati da un tempo di accesso lineare rispetto alla posizione dell’indirizzo

          • Fatjon ha detto:

            Questa è una definizione presa da wikipedia!! LoL ;)
            io non avevo fatto una classificazione delle memorie in base ai tempi di accesso. volevo solo mettere in chiaro la distinzione tra flash e ram visto che molta gente fa confusione.
            e infine la distinzione tra flash e hard disk, per arrivare al cuore del discorso dell’articolo.
            è corretto anche quello che dice vampire qui sotto!! la deframmentazione serve nei supporti con disco e testina, dove i tempi sono meccanici… quello che cercavo di spiegare prima.
            ciao :)

          • Genesio Lini ha detto:

            mi fa piacere che l’articolo su wikipedia sia corretto, quello che ho scritto fa parte dei miei appunti per l’esame di Fondamenti di Informatica del primo anno di ingegneria meccatronica – è probabile che abbia preso anche qualche appunto dal wiki

        • ram ha detto:

          Ehemm . . . spero non sia tu la fonte citata

    • Carmine Rea ha detto:

      è vero, ma comunque un defrag senza un disco metallico e la testina magnetica è totalmente inutile.

  2. Stefano Petroni ha detto:

    Sfruttano il vizio degli utenti Windows di correre dietro deframmentazioni,scansioni,strumenti anti-malware,pozioni anti-malocchio ecc ecc.. :-)

    • Bruce Berto Wayne ha detto:

      android è il nuovo windows per quanto riguarda quest truffe. MS sta abbandonando la possibilità di lasciar fare queste operazioni a terzi

      • Emanuele ha detto:

        Ma veramente i terzi sono arrembati a causa della scarsa efficienza degli strumenti di manutenzione messi a disposizione di Windows, non dimentichiamoci quanto in passato ha fatto pena in queste cose e spesso le migliorie arrivate sono state frutto di iniziative di terzi

  3. sircame ha detto:

    da quando linux ha bisogno di deframmentazione…

    • Federico Barberis ha detto:

      ecco finalmente uno che se ne è accorto… Linux non richiede defrag neanche su dischi meccanici, “prende i file”, li legge e li rimette al loro posto, a differenza di windows (NTFS) che sparge pezzi di file su tutto l’hard disk…

    • Federico Barberis ha detto:

      Ecco finalmente qualcuno che se ne è accorto… Linux non frammenta i file nemmeno su hd meccanici. Legge il file e lo rimette a posto dove l’ha trovato, a differenza di Windows (NTFS) che sparge pezzi di file su tutto l’hard disk…

    • Genesio Lini ha detto:

      non è un sistema operativo o un altro ad avere bisogno o no di deframmentazione… è l’accoppiata device di memorizzazione + file system che fa la differenza

      una partizione FAT32 su un disco magnetico ha bisogno di essere deframmentato anche se lo usi con un sistema GNU/Linux

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  5. vampire ha detto:

    ma cosa deframmenti se ogni cella di memoria ha la stessa velocità di accesso di tutte le altre? la deframmentazione serve in un disco fisico con testina perchè il tempo persona spostare la testina e a far girare i piatti rallenta la velocità di lettura delle informazioni. Qui non gira nulla

  6. Vittorio Valle ha detto:

    Per non citare il fatto che su filesystem Ext la frammentazione non esiste,

    • Genesio Lini ha detto:

      esiste ma è estremamente limitata per come è stato architettato il file system
      se vuoi puoi deframmentare tramite l’utility e4defrag

  7. davide ha detto:

    Da possessore di SSD sul mio computer lo sapevo già

  8. Manolo Quagliano ha detto:

    io non ne so un cazzo ma -memoria ad accesso casuale- è la RAM -random access memory- e con la memoria flash non centra nulla

  9. Ecco perchè deframmentare il vostro terminale Android è inutile (e dannoso) | Mandave ha detto:

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  10. SkiBoyTN ha detto:

    …come esattamente è per i dischi SSD! :-)

  11. sataniccrow ha detto:

    “Vizio utenti windows”? Ma sai la differenza tra una memoria a stato solido e un hard disk comune? La deframmentazione va a “ordinare” i dati presenti nel dispositivo e poiche’ l’accesso casuale in un hd comune e’ molto lento, avere una serie di dati “di seguito” aumenta le performance (attenzione, e’ una descrizione spannometrica).

    In un’SSD l’accesso casuale ha la stessa velocita’ di un accesso sequenziale; inoltre il controller e’ fatto in modo tale da utilizzare i settori della memoria in modo da non andare a scrivere informazioni sulle medesime zone piu’ che su altre (ricordati che l’unico punto debole delle SSD e’ il numero limitato di scritture).

    Questo articolo e’ scritto in modo superficiale e approssimativo.

  12. Derfel ha detto:

    Ahahah le nand flash con i tempi di accesso sempre uguali. Mai sentito parlare di upper e lower pages?
    Lasciate perdere il defrag comunque. Il firmware già provvede di suo al defrag per ottimizzare la ciclatura program erase dei blocchi.

  13. Derfel ha detto:

    Blocchi mlc, blocchi slc? Firmware block based, page based… Insomma un esame di fondamenti non ti da le basi per conoscere le nand flash.

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