Freemium sotto accusa: l’Antitrust indaga su Google, Apple, Amazon e Gameloft

17 Maggio 201444 commenti
Google, Apple, Amazon e Gameloft accusate di pratica commerciale scorretta: l'istruttoria avviata dall'Antitrust italiana mira ad accertare le responsabilità delle quattro aziende riguardo i giochi "freemium" da essi pubblicati o presenti sui rispettivi store.

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Il modello freemium è infatti diventato negli ultimi tempi dominante nei giochi pensati per dispositivi mobili: come sappiamo, si tratta di titoli disponibili gratuitamente che prevedono però l’esborso di denaro in-game per lo sblocco di funzionalità aggiuntive, spesso fondamentali per godere di una piena esperienza di gioco.

L’Antitrust ha dunque avviato un’istruttoria per chiarire le responsabilità in merito da parte di Google, Apple, Amazon e Gameloft e da stabilire se proporre gratuitamente un titolo che nei fatti gratuito non è costituisca una pratica commerciale scorretta. Di seguito il comunicato dell’Autorità. Voi cosa ne pensate?

APP GIOCHI: ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA
NEI CONFRONTI DI GOOGLE, ITUNES, AMAZON E GAMELOFT

 

L’Autorità ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di due società del gruppo Google, di Itunes, la filiale di Apple che gestisce gli iTunes store in Europa, di Amazon e Gameloft, società che sviluppa e pubblica videogiochi scaricabili da Internet, in merito alle app che appaiono gratuite ai consumatori e che invece richiedono acquisti successivi per poter continuare a giocare.

 

Il procedimento dovrà verificare se questi comportamenti costituiscano pratiche commerciali scorrette: i consumatori potrebbero essere indotti a ritenere, contrariamente al vero, che il gioco sia del tutto gratuito e, comunque, non sarebbero messi in grado di conoscere preventivamente gli effettivi costi dello stesso. Sussisterebbero, inoltre, carenze informative circa gli strumenti per escludere o limitare la possibilità di acquisti all’interno dell’App e le relative modalità di attivazione.

 

44 risposte a “Freemium sotto accusa: l’Antitrust indaga su Google, Apple, Amazon e Gameloft”

  1. lallo29 ha detto:

    Perché l’antitrust non ha ragione? Google e Apple nemmeno dovrebbero pubblicarle

    • Emanuele Cannone ha detto:

      Perché se facessero come dici tu, nessuno produrrebbe più app. Certo a tutto c’è un limite, se tu non vuoi pagare non ti dovrebbe impedire di giocare e/o usare determinate app (esempio, csr racing secondo me ha troppe cose che non puoi fare senza pagare). Qua l’Antitrust ha ragione (una volta tanto XD) perché vuole che gli sviluppatori facciano più free to play e meno pay for win

      • Alessandro ha detto:

        l’antitrust non può scegliere le politiche commerciali delle aziende private…può decidere a limite se sono, appunto, scorrette…il fatto che “voglia che gli sviluppatori facciano una cosa o l’altra” non sta né in cielo né in terra…

        • Emanuele Cannone ha detto:

          hai ragione ma non sarebbe male che l’ascoltassero…

          • Alessandro ha detto:

            non che io creda a babbo natale o che pensi che le società che pubblicano sti giochi siano delle poverette senza soldi, ma da un lato se uno di lavoro produce qualcosa è giusto che se lo faccia pagare…qualunque sia la modalità di pagamento (se lecita)…credo non sia giusto neanche che la ascoltassero, sono le onlus quelle che potrebbero fare ciò, se io lavoro per una cosa voglio che sia pagata…anche perchè sviluppare un gioco non è cosa di una settimanella di lavoro blando…

          • Emanuele Cannone ha detto:

            Io non sto dicendo che non ci dovrebbero essere le cose a pagamento ecc ma farli ad un prezzo più accessibile e non impedire a quelli che la usano solo free di usarla se non paga (scusami il gioco di parole XD).

  2. Lucart98 ha detto:

    Ma proprio per questo motivo Google ha messo una chiara scritta nella schermata dell’apparato con scritto “Prodotti in-app”.
    Come se non bastasse l’hanno anche inserito tra i permessi.
    Bi o acca…

  3. […] (…)Continua a leggere Freemium sotto accusa: l’Antitrust indaga su Google, Apple, Amazon e Gamelo… […]

  4. jolly ha detto:

    Così adesso vietano l’acquisto in app e non escono più giochi in Italia…

  5. Il_Giustiziere ha detto:

    .. “la chiarezza” è diventato un concetto sconosciuto per questi mercanti di “porcherie” che tendono solo ad ingannare la gente intrappolandoli nei giochi per scucire loro denaro, soprattutto a dei bimbi ed adolescenti.
    Fa benissimo l’Antitrust a bastonare queste Multinazionali idolatrici solo del Dio Denaro.
    Avanti Antitrust!! insegna a questa gente che cosa sono le pratiche commerciali corrette, cosa è la correttezza… che forse se lo sono dimenticati.

    • Ruppolo ha detto:

      Giusto, ma le bastonate vanno parimenti date ai pirati.

    • Lucart98 ha detto:

      B e acca, un bambino può comprare solo se ha la carta di credito del genitore, e se ce l’ha vuol dire che il genitore è un po’ coglioncello :D
      Tra l’altro si può anche mettere la password quando si fanno acquisti, quindi il tuo commento non ha senso.
      Poi se i genitori danno una Postepay ai loro figli, beh, è a loro rischio e pericolo…
      Gli adulti invece non dovrebbero cadere in tentazioni. Amen.

      • Lorenzo Soannini ha detto:

        Peccato che ai giorni nostri vedo dappertutto bambini piccoli che possiedono smartphone Android da parecchie centinaia di euro o hanno sempre l’ultimo modello di iPhone… Questi “loro” terminali non vengono mai controllati dai genitori, perciò i bambini sono liberi di fare tutto quello che vogliono senza restrizioni, tra cui c’è anche l’acquisto di app e acquisti in-app tramite credito telefonico o addirittura con carta di credito! In ogni caso la colpa è sempre dei genitori poco attenti.

        • Alessio ha detto:

          Finché è carta di debito almeno finito i soldi e stop, il brutto è se è di credito e inizi ad andare sotto, allora si che ti sale il fascismo il nazismo la jihad e il cristianesimo

        • Alessandro ha detto:

          si chiama selezione naturale ed è stata scoperta molti anni prima dell’avvento degli smartphone…la legge potrà difendere il soggetto A dal soggetto B…non difendere A da se stesso!!!

          • Lorenzo Soannini ha detto:

            Giusto ma non è inerente al mio commento. Infatti rispondevo a Lucart98 sul fatto che i bambini devono avere per forza accesso alla carta di credito dei genitori, cosa che però accade comunque. Ripeto: sempre colpa dei genitori.

  6. androidk ha detto:

    Io mi chiedo se questo procedimento è stato avviato solo dall’Italia e gli altri paesi non se ne sono mai resi conto? E tutto ECONOMIA secondo il mio punto di vista. .

  7. dario ha detto:

    Sul play store è specificato se ci sono acquisti in app. Resta il fatto che i freemium sono una porcheria. E le 900 gems a 134 euro dello screenshot nell’articolo dovrebbero equivalere al numero di calci nel c…o agli sviluppatori.

  8. dario ha detto:

    Sul play store è specificato se ci sono acquisti in app. Resta il fatto che i freemium sono una porcheria. E le 900 gems a 134 euro dello screenshot nell’articolo dovrebbero equivalere al numero di calci nel c…o agli sviluppatori.

  9. leodis ha detto:

    È giusto. Non sono contrario a priori alla cosa, ma se fanno scaricare gratuitamente una app che in effetti gratuita non è, allora devono almeno indicare l’ammontare di tutti gli acquisti necessari per poter godere completamente di quella app. Chi la scarica potrà così sapere quanto gli costerà.

  10. io sono nappo ha detto:

    mammamia ma che discorsi sono…
    si tratta pur sempre di smartphone, c’è la pirateria quindi fanno bene a fare così gli sviluppatori, mettetevi nei loro panni!
    oltre al fatto che la cosa è chiaramente scritta ma poi mica vi obbligano ad acquistare? quando non riuscite più a continuare o non ci giocate più altrimenti pagate e non lamentatevi!
    io devo dire che non sono mai arrivato al punto di voler pagare una cosa per riuscire a continuare il gioco perchè prima o poi mi scoccio, che il gioco si possa continuare solo acquistando o meno.
    dead trigger 2, per esempio, si può tranquillamente fare senza acquisti in app basta solo poca pazienza ma comunque dopo un pò mi son stancato.
    mo alcune volte gioco a clash of clans ma sta già cominciando a stancarmi quindi il problema dove sta???
    il play store di giochi ne è pieno!
    fortuna che non stiamo parlando di windows dove la scelta è risicata, qui abbiamo l’imbarazzo della scelta, non si può continuare? si installa un altro gioco!

    • dario ha detto:

      Sì ma il mondo è pieno di bimbiminkia che comprano a insaputa dei genitori… non dico che non dovrebbero esistere le app freemium. Ma ti rendi conto che con un click puoi ritrovarti prosciugato di 135 euro per non comprare NULLA?!? (Vedi screenshot nell’articolo). Se non altro, mettessero tetti massimi di acquisti possibili e magari aggiungessero nello store, oltre a gratis e a pagamento, anche la sezione freemium. È vero che avvertono ma in modo non molto visibile.

    • teob ha detto:

      Mi sa che non hai afferrato il concetto … Se paghi un app anche 10 euro sai cosa paghi e via….ma spendere 135 euro per acquisti in app SENZA che prima ti venga specificatamente detto è subdolo.

  11. Samuel Chessa ha detto:

    Cercassero di acchiappare i falsi invalidi e chi timbra o fa timbrare il cartellino senza lavorare invece che aprire pratiche su cose già chiare.

    • Mattia Bellardi ha detto:

      che discorsi inutili….

      • Samuel Chessa ha detto:

        Sarà utile invece accusare questi giochi. Ahhhh si certo. Questo si che è utile! -L-

        • teob ha detto:

          È utile come è utile fare tutto il resto…certo l antitrust non va a cercare falsi invalidi.

          PS falsi invalidi: è inutile scovare falsi invalidi e lasciare al loro posto dottori e funzionari statali compiacenti che prendono fior di bustarelle per dare invalidità ;-)

        • Pignolatore ha detto:

          Siamo su un blog android, non di etica politica: accusare questi giochi non sarà utile, ma è quantomeno pertinente.
          Al contrario delle butade demagogiche su falsi invalidi, etc…
          Prima che tu mi fraintenda: non ho detto che i falsi invalidi hanno ragione, solo che discuterne in questi termini è superficiale e discuterne in questi spazi è fuori luogo.

          • Samuel Chessa ha detto:

            Condivido il post. Non condivido l’accusa. Loro danno un gioco gratis. Se nn vi va bene non scaricatelo. Non volevo dare il via ad una discussione di etica.

            X i falsi invalidi, se si trovano, automaticamente si trovano i dottori che accettano mazzette.
            Detto questo chiudo

      • Alessio ha detto:

        Non è poi tanto sbagliato il concetto. Con tutti i truffatori che fregano lo stato perdono tempo con queste cose

  12. Simone Monsignori ha detto:

    mha…
    di si curo il freemium e’ un modo “furbetto” di ricavare soldi dal prorpio lavoro, ma lavorare gratis a voi piacerebbe?
    Io preferirei avere un tot di tempo(o livelli a seconda del gioco) e poi pagare una cifra onesta (a seconda del gioco) per comprarmi l’intero gioco anche perche’ con questa modalita’ si pagano davvero molti soldi se fai acquisti spesso(piu’ che altro e’ questo direi il problema…perche’ non mettere un tetto oltre il quale tutto diventa gratutito?)….
    C’e’ pero’ da dire che puoi tranquillamente non fare acquisti e, spesso, finirti i giochi senza spendere neppure un soldo con questa modalita’…basta un po’ di pazienza…
    ultima cosa…io a mio figlio non darei la mia pass google, cosi’ gli acquisti nonli fa e basta a meno che non sia io ad autorizzaglieli…

  13. momentarybliss ha detto:

    a parer mio il modello freemium serve solo a raccattare soldi in maniera ambigua. di solito a chi scarica un gioco gratuito non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di spenderci sopra dei soldi acquistando elementi aggiuntivi

  14. Emanuele Cannone ha detto:

    Vogliono fare soldi, mica fanno le cose per niente. Loro la buttano così “sd vuoi giocare al 100% paga sennò ti attacchi”. Qua ci colpa no gli shopponi perché se non ci fossero persone che ci lasciano capitali (ho un paio di miei compagni così) loro non alzerebbero la testa in questo modo

  15. Federica De Ronzo ha detto:

    Speriamo vengano cancellati dagli store. O il gioco è gratis o a pagamento, sta via di mezzo spilla troppi soldi. Soprattutto a chi è più influenzabile!

  16. Simone Monsignori ha detto:

    si forse hai ragione, io ero stato un po’ piu’ sul generico…comunque, di base, direi che i genitori ci stanno apposta per crescere ed educare i propri figli…se fai un figlio e poi lo lasci li da solo saenza dargli una guida mi sa che prima dell’antitrust che controlla fremium o cosa devi farti un po’ un’esame di coscenza tu…sia ben chiaro che poi l’eccezione c’e’ sempre, ma non e’ la regola come sembra qua’…

  17. Bobo Bobo ha detto:

    si, ammazzateli tutti!!

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