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Le applicazioni in questione erano per lo più finti trucchi e hack per il popolare gioco Angry Birds, e non avevano bisogno di permessi di root per prelevare informazioni sensibili (inclusa la cronologia del browser, i bookmark e le informazioni di log, l’installazione e la disinstallazione di shortcut) da inviare poi ad un server remoto. A questo indirizzo potete trovare tutti i dettagli sul malware “Plankton”.
Che Google si decida finalmente ad applicare qualche filtro per garantire una maggiore sicurezza ai propri utenti? Voi usate qualche tipo di antivirus o siete soltanto attenti a leggere ciò che installate (autorizzazioni richieste, download, commenti degli utenti etc.) – come si dovrebbe normalmente fare?
quale e l antivirus migliore
La propria testa.
Io evito di scaricare spazzatura con brutte icone, nomi di aziende totalmente irrilevanti e privi di significato, leggo quel che c’è scritto e se vedo che è una traduzione automatica fatta malissimo non installo, ed altre cose così. La presentazione delle applicazioni è la chiave per scoprire quali sono spazzatura e quali no.
Secondo me sbagliate ad usare espressioni come “applicazioni infette” o “virus”, etc. Stiamo parlando di un sistema basato su linux, al più si può parlare di malware, bloatware etc. I virus sono una cosa ben diversa e finora su Android non ce n’è stato nemmeno uno. Usare le parole a sproposito in questo contesto mette in cattiva luce uno dei punti di forza di Android, secondo me. Bisognerebbe solo limitarsi a ricordare agli utenti, ogni volta che si scrive un articolo su un malware, di controllare bene i permessi chiesti dalle app. Se un gioco chiede di mandare sms o di usare il gps prob c’è qualcosa che non va…
meglio un appstore limitato che un market infetto