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Anche se nella maggior parte dello show Sebastian parla d’altro, lo possiamo vedere che scatta una foto all’intervistatore premendo un pulsante sugli occhiali, per poi postarla su Google+ con dei semplici movimenti con la testa. Nell’intervista si nota anche per la prima volta quello che sembra essere una piccola batteria (o un trasmettitore)posizionata dietro l’orecchio.
Il capo di Project X afferma che con questi occhiali vogliono portare la realtà aumentata a un livello mai visto prima, fornendoci un gadget che si integrerà perfettamente nella vita di tutti i giorni, migliorando la nostra esperienza social e dandoci una mano in più di una situazione senza bisogno di tirare fuori il nostro smartphone. Potete trovare il video dell’intervista sul sito ufficiale di Charlie Rose.

“Voi sarete assimilati, la resistenza è inutile.”
E quando credi di poterne fare a meno… si saranno adattati! :-)
“…i am Locutus of Borg, resistence is futile….”
Non vedo l’ora che entrino in commercio xD
sembra migliore dell’eyephone di futurama http://www.youtube.com/watch?v=EaHUpWuqNHY
buahahahahaah fantasticoooooo.. Non la conoscevo questa XD. Grande futurama ahahahahha
che quarzata!!! jajajjajajajja
Credo che sia altrettanto comodo ….
Poi penseremo che la gente abbia tic nervosi mentre in realtà stanno scattando foto comandando sti occhiali con semplici spostamenti della testa.
Ve lo immaginate?
:)
una volta parlare da soli per strada era prerogativa dei pazzi…ora dei manager con auricolare bluetooth…
domanda: ma se un occhio mette a fuoco alla distanza e un occhio mette a fuoco a 1 cm per potere leggere quello che gli occhiali mostrano sul monitor, alla lunga un dispositivo del genere non ti distrugge la vistA?
L’immagine creata è virtuale e visibile come una proiezione di fronte all’osservatore. E poi ad 1cm la vedrebbero solo i miopi :-)
mi piace il concetto del “migliorando l’esperienza social”. La gente in metropolitana a Milano s’infastidisce se il tizio seduto di fianco gli rivolge parola, però vuole avere la possibilità in ogni momento di parlare via internet con uno sconosciuto che in quel esatto momento si trova seduto su una metropolitana a Tokyo. Stiamo diventando proprio strani, altro che social.