[ad#ad-denis]
Secondo quanto scovato dagli utenti, l’intenzione dell’azienda di Mountain View sarebbe quella di creare una sezione simile all’Edicola di Apple ma, prevalentemente, dedicata ai giornali in quanto Google Play già riserva una parte per le riviste vere e proprie.
Al momento possiamo definirlo solamente un rumor, anche se analizzando il codice della versione web di Google Play è possibile trovare più che un indizio che porta in questa direzione:
Per leggere Notizie in Google Play, è necessario disporre di un telefono Android supportato o un tablet dello stesso sistema operativo.
E’ necessario essere registrati per acquistare questo numero di notizie.
E’ necessario essere registrati per acquistare questo abbonamento.
Quanto riportato sono le stringhe di codice scovate dagli utenti sulla versione web di Google Play. Come avete potuto notare molto probabilmente da questa sezione potrete sottoscrivere abbonamenti ed automaticamente tutti gli acquisti verranno inviati ai dispositivi collegati. Il colore della sezione, probabilmente, sarà il giallo.
Bello!
[…] (…)Continua a leggere Google potrebbe aggiungere una nuova sezione ‘Notizie’ a Google Play … […]
[…] (…)Continua a leggere Google potrebbe aggiungere una nuova sezione ‘Notizie’ a Google Play … […]
Ma questi “utenti” non c’hanno nient’ altro da fare?
il mondo è bello perché è vario :)
No. Cazzeggianox i blog
Cavolo, scherzavo XD!
Un’ottima mossa copiare l’edicola di Apple, così li riporteranno in tribunale ancora una volta…
non pretendo di essere un ingegnere del software, né un esperto di ottimizzazione, ma essendoci abbastanza di frequente “rivelazioni” simili, sempre ammesso che quel codice provenga dalla versione ufficiale per gli utenti del sito, mi vengono in mente 3 possibilità: 1) a mountain view non sanno che è semplicemente inutile includere in un’applicazione o in un sito del codice che non serve a niente, soprattutto codice come questo che non mi sembra indispensabile per preparare una transizione ad un altra versione del proprio sistema (ma potrei anche sbagliarmi) 2) non fanno i loro test interni in locale o su una infrastruttura online separata, ma condividono la stessa che usa l’utente finale, lasciando alcune tracce magari di sezioni che solo gli sviluppatori e i tester possono vedere 3) è una nuova strategia di marketing :)