[Computex 2014] ChipSip SiME, la risposta taiwanese a Google Glass

4 Giugno 201424 commenti
Con l'avvio del proprio progetto, Google ha aperto la corsa alla conquista del nuovo mercato degli smart glass. Ovviamente la concorrenza non sta a guardare e diverse aziende stanno preparando le proprie proposte per lanciare la sfida a Big G; tra queste, la taiwanese ChipSip, che al Computex 2014 mostra i progressi fatti dal suo SiME.

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Già presentato in una versione decisamente embrionale alla fiera dello scorso anno, SiME (abbreviazione di SiMEye) Smart Glass si inserisce nella categoria merceologica di Google Glass pur presentando differenze sostanziali rispetto al concorrente, tra cui spicca innanzitutto l’utilizzo di una versione “stock” di Android 4.2.2 (aggiornamento a KitKat previsto per Luglio).

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Non c’è, infatti, alcuna interfaccia personalizzata per facilitare l’utilizzo, nè comandi vocali: solo Android “naked” come un qualunque smartphone e controlli affidati a un touchpad, posto sul lato destro del dispositivo, con cui muovere il cursore e selezionare le varie applicazioni, che sono esattamente quelle che ci si aspetterebbe di trovare su uno smartphone. Presenti, inoltre, tasti fisici per volume (ma per l’audio è necessario utilizzare cuffie separate) e fotocamera.

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Dal punto di vista hardware, SiME è basato su Cortex-A9 1.2 GHz dual-core, con 1 GB di memoria RAM e 4 GB di storage. Bluetooth e GPS sono integrati, così come la batteria: tuttavia, i soli 570 mAh garantiscono, secondo il costruttore, circa un’ora di autonomia.

Insomma, questo device ha parecchia strada da fare, e ne è ulteriore dimostrazione il fatto alcuni esemplari forniti per i primi hands-on fossero letteralmente tenuti insieme da nastro adesivo: ChipSip spera di distribuire una versione developer a 1000 Dollari USA entro Luglio, stimando tuttavia il prezzo della futura versione retail, che potrebbe arrivare entro due anni, in circa 500 Dollari.

24 risposte a “[Computex 2014] ChipSip SiME, la risposta taiwanese a Google Glass”

  1. Kingolo ha detto:

    Togliete la pubblicità di esse lunga dall app di androidiani AAAAH va bene le pubblicità in gigante ma questo che mi apre un video ogni volta che scorri giù per leggere l’articolo :@

    • Alberto Bucci ha detto:

      Solo io non la vedo?

    • Mario Barretta ha detto:

      @kingolo:disqus si vede che hai guardato il sito dell’Esselunga.. io non l’ho mai vista questa pubblicità..
      Mal che vada vai di AdBlock Plus e ti togli il pensiero XD

      • Giardiniere Willy ha detto:

        e se sei col pc ad block premium (è gratis anche se dice premium). E’ eccezionale!!

        • Mario Barretta ha detto:

          da usare però con moderazione dato che potrebbe essere estremamente dannoso per il web in senso generale.
          La pubblicità è alla base del sostentamento di tutti quetsi meravigliosi blog e forum e siti GRATUITI che tutti usiamo e sarebbe sleale pensare di voler continuare ad usufruire dei loro servizi senza “pagare” nulla per cui un click o la visualizazione della pubblicità in testate di qualità è accettabile ( quando non è eccessivamente invasiva )
          se tutti lo usassero incodizionatamente ci troveremmo immediatamente nella condizione di avere tutti siti con iscrizioni a pagamento ( come si sta già ipotizzando ).
          Come sempre, il troppo stroppia per cui ben venga Ad Block per bloccare siti che ESAGERANO ma ove vi è qualità e contenuto mettete quegli url in white list :)

          • Giardiniere Willy ha detto:

            scusa, ma la pubblicità non può sapere che la blocco! O mi sto sbagliando? Correggetemi in caso io abbia torto….

          • Mario Barretta ha detto:

            certo che lo sa che la blocchi :)
            se non scorre e non appare non potrà generare impressions o far nascere click ( sui quali vi sono degli url tracciati ) e così via far proseguire tutto l’iter che un buon marketing organizza dietro ad ogni messaggio pubblicitario.
            Non facendo partire tutto ciò il sito ospitante non riceverà alcun guadagno dato che non è più veicolo di un valore aggiunto per i brand che affittano gli spai sulle loro piattaforme ed ecco che tutto ilm eccanismo della gratuità per gli utenti va, potenzialmente, a crollare.

          • Giardiniere Willy ha detto:

            sì, ma io non ci clicco mai su. è capitato solo una volta per sbaglio sugli ads del cellulare. Comunque grazie mille :)

          • Mario Barretta ha detto:

            il click genera un’azione che viene tracciata ma anche la sola vsualizzazione e cioè l’impression permette ai siti ospitanti i banbers di poter essere “quotati” per far capire il loro valore ai chi vorrà mettere delle altre inserzioni.
            Se non parte nemmeno la pubblicità quindi non la vedi nemmeno non si potrà mai sapere quante persone potenzialmente potrebbero vederla.
            Ragionala come se fosse una partita di calcio in cui vuoi mettere lo striscione della birra..
            lo vai a mettere dove può essere maggiormente visto, magari alla finale dei mondiali, e quindi statisticamente parlando è più probabile che qualcuno se ne ricordi quando poi va al supermercato oppure alla partita dell’oratorio?
            Ecco il concetto del bloccare la pubblicità sempre e comunque dovunque è questo.. i mondiali e l’oratioro verrebbero visti dal fornitore della birra come la stessa cosa :)

          • Giardiniere Willy ha detto:

            Ora capisco. Grazie per la spiegazione. In cambio ti do una dritta. Vai su amazon app-shop e cerca vocabolario treccani. E’ gratis!! E sul play store sta a 50 centesimi!!! Normalmente costa più di 12€!!

          • Mario Barretta ha detto:

            grazie.. spero che la dritta sia solo per il risparmio e non per come scrivo XDD

          • Giardiniere Willy ha detto:

            infatti è gratis!!! Ti ho dato un’app per imparare a scrivere, ora te ne serve una pure per imparare a leggere???!!!
            Ma non si accontentano mai xD

          • Mario Barretta ha detto:

            Hai proprio ragione sono senza alcun rispetto ;)

  2. [Computex 2014] ChipSip SiME, la risposta taiwanese a Google Glass - WikiFeed ha detto:

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  3. lallo29 ha detto:

    Si ostinano a mettere batterie mini…a questp punto neglio uno smartwatch che dura 3 giorni se non piú…e poi sto cominciando a odiare questi cloni!

  4. [Computex 2014] ChipSip SiME, la risposta taiwanese a Google Glass | Planet Of News ha detto:

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  6. Nicoripara ha detto:

    O la ragazza ha le mani piccole o sto “clone” ha delle dimensioni notevoli. Strano una batteria così piccola.

  7. Fabio Capogna ha detto:

    Toccarsi continuamente vicino alla tempia (un po’ a tentoni) per usare un cursore mi sembra alquanto scomodo. E anche il fatto di dover utilizzare degli auricolari a parte é poco innovativo. Alternativa scadente

  8. Mario Barretta ha detto:

    ma come si fa a pensare che questo possa essere un’alternativa ai Google Glass? interfaccia Touch, audio esterno, web cam esterna, ed hanno il coraggio di chiedere 1000% per la versione developer?
    Ma non è che questi orientali oltre a copiare i modelli ora voglono copiare pure i prezzi?
    Spero di essermi perso qualche particolare o dettaflio importante perchè letto così non mi pare in alcun modo interessante :((

  9. Sergio Lazar ha detto:

    Non vedo nessuna caratteristica innovativa che si differenzi dai Google Glass, pertanto per me possono restare li dove sono.
    Oltretutto credo sia anche abbastanza scomodo, come detto da altri utenti, continuare a “pigiare” il dito vicino alla tempia, così come l’utilizzo delle cuffie per poter ascoltare musica o altro.

  10. Emanuele ha detto:

    E così cominciò la corsa agli “occhiali” più potenti

  11. Samuel Chessa ha detto:

    di certo ora non si può più dire che in casa google fanno prezzi spropositati. questo coso costa 2/3 dei google glass e valgono un decimo dei glass -.-

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