Hugo Barra dice addio a Xiaomi

23 Gennaio 201750 commenti
Dopo tre anni e mezzo, Hugo Barra lascia Xiaomi per un nuovo ruolo che lo vedrebbe coinvolto nella Silicon Valley.

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L’ex di Google, dopo aver condotto l’espansione internazionale di Xiaomi con il ruolo di vice presidente della sezione Global, comunica oggi il suo addio all’azienda. Nei tre anni di servizio, Barra ha garantito la presenza di Xiaomi nei mercati di India, Indonesia, Malesia, Singapore, Stati Uniti e Europa. I motivi della scelta sarebbero legati a problemi di salute e alla volontà di tornare nella Silicon Valley, più vicina alla sua famiglia, dove prenderà parte a un nuovo progetto.

Nei tre anni di permanenza, Barra si è impegnato a fondo affinché l’azienda raggiungesse un buon livello di credibilità e acquisisse respiro internazionale. Al suo arrivo Xiaomi non era altro che una start up, mentre a fine 2016 è riuscita a lanciare sul mercato uno smartphone futuristico e innovativo quale è Mi Mix.

L’incarico di Barra si concluderà ufficialmente il 2 febbraio, a prendere il suo posto sarà Xiang Wang, già vice presidente senior di Xiaomi. L’addio arriva in un momento critico in cui, nonostante i buoni risultati a livelle internazionale, l’azienda è stata superata in Cina da produttori come OPPO, Vivo e Huawei.

50 risposte a “Hugo Barra dice addio a Xiaomi”

  1. Luigi Duchi ha detto:

    Ma io dico….. Perché non aprire il mercato all’Europa con i propri prodotti….E se non lo si vuole proprio fare perlomeno tradurre le proprie applicazioni non dico in Italiano ma perlomeno in inglese e dare così modo di utilizzare al meglio i propri prodotti (vedi ad esempio i prodotti home)anche in Europa.Non aumenterebbero il fatturato a fronte di una spesa minima?

    • Nightmare ha detto:

      Visto dove sono credo che stup1di non lo siano.. probabilmente la spesa non sarebbe tanto “minima”.

      • Luigi Duchi ha detto:

        Spero tu stia scherzando cosa vuoi che costi ad un azienda tradurre in un altra lingua delle applicazioni? Quando ad esempio ci sono utenti che lo fanno gratis

        • eric ha detto:

          …ma tu credi veramente che per vendere in Europa basta solo tradurre delle applicazioni ???? LOL !!
          c’è una serie nutritissima di regole e certificazioni da rispettare ed applicare oltre ad una logistica alle spalle che neppure ti immagini …. con conseguente aggravio enorme di spese che porterebbe i terminali di Xiaomi a costare più della concorrenza già affermata …. se poi volesse sbarcare negli States dovrebbe farlo come S.p.a …. quindi, per ora, non ne hanno le potenzialità …
          PS: aggiungo pure che per diventare “appetibile” al mercato europeo dovrebbero dotarsi (anche per legge) di tutta la filiera che va dalla distribuzione negli stores fisici ed assistenza nei paesi dove distribuiti (…vedi Huawei) …. altra cosa impossibile visti i costi che comporterebbe ….

          • Luigi Duchi ha detto:

            Ok… ma visto che anche non ufficialmente i loro prodotti riesci ad averli tramite canali indiretti ,tutti quelli che hanno in Italia prodotti della loro marca hanno utilizzato tali canali,non credere che non portino una bella fetta di fatturato le vendite tramite questi canali,potrebbero implementare lingue occidentali e Sicuramente aumentare tali vendite a costo zero….Ti faccio un esempio io ho quasi tutti i prodotti mi home funzionano da dio ma la app è per la maggior parte in cinese….Io riesco ad utilizzarla ma chi non è appassionato di questo settore non ci.prerebbe mai oggetti che non sono minimo in inglese…..In sintesi traduzione=+vendita c’è poco da discutere

          • eric ha detto:

            ….il mercato europeo incide per Xiaomi meno dell’1% (quello italiano ancora meno) …
            resta il fatto che Barra lo ha già dichiarato lo scorso anno in una conferenza, del perchè non vendono e non contano di vendere, almeno per ora, in Europa ed Usa
            …pochi giorni fa anche il presidente Lei Jun ha dichiarato che, dopo il drastico calo di vendite anche in Cina (superati da Huawei, Oppo e Vivo), si impegneranno ad aprire nuovi stores e puntare su altri prodotti e componenti per risalire nel fatturato

          • Barabbas ha detto:

            arrivano ugualmente i terminali qui da noi, che tra l’altro per xiaomi sono parte marginale dei loro profitti

          • teob ha detto:

            Le certificazioni non è che siano gran cosa a meno di non avere un terminale radioattivo …. E comunque vendono il note 3 si mediaworld

          • eric ha detto:

            …magari fosse solo un problema di certificazioni Sar o delle tante false che girano (c’è tutta una letteratura e prontuari per gli operatori commerciali del settore che ci vorrebbero 500 pagine per descriverle)

          • teob ha detto:

            Ok ma come dici tu ci vogliono le carte in regola per vendere in ue…..quindi mediawolrd vende telefoni non in regola ?

          • eric ha detto:

            ….non credo che non siano in regola anche se dovrebbero essere “transitati” via UK per poi essere “importati” in Europa …. ma le “regole e certificazioni” UK sono differenti….tuttavia ho visto solo lo Xiaomi Redmi 3s e Redmi Note 3 Pro (non certo regalati e non nuovissimi) …poi non si riesce a capire se hanno o no la banda 800mhz
            …teoricamente….ma aspettiamo….dovrebbero rilasciare una dichiarazione al CES di febbraio per far chiarezza su ipotetici negozi fisici anche in Europa ….

        • Nightmare ha detto:

          Non mi riferivo certo alla sola traduzione di app.
          Che poi, di quali app da tradurre parli?

    • jacksp ha detto:

      Non lo hanno ancora fatto perchè sicuramente devono prendere accordi con i produttori che già vendono in europa e che avranno messo in mezzo la comunità europea per evitare che xiaomi e altri produttori cinesi entrassero con gli stessi prezzi tagliandogli le gambe e sbaragliando di fatto la concorrenza. Sulla carta è tutto molto bello ma si sa che la comunità europea fa tutto tranne che l’interesse della gente.

      • Luigi Duchi ha detto:

        Sui prodotti fisici sono d’accordo ma nessuno gli può vietare di tradurre applicazioni in altre lingue e vendere con i canali che stanno utilizzando attualmente….Non credi che aumenterebbero il fatturato?

        • jacksp ha detto:

          Immagino non vogliano usare risorse (seppur minime, ovviamente) per tradurre le applicazioni in lingue che non sono parlate dai loro attuali clienti.. Anche se si sa che moltissimi posseggono i loro smartphone al di fuori della Cina.

          • Luigi Duchi ha detto:

            No ancora peggio la loro app mihome ha la possibilità di settare sia il server che la lingua in inglese ma è parziale è approssimativa la traduzione (diciamo fatta veramente male)

        • Max ha detto:

          Scusami che appena non trovi? Ma parli dell’italiano?

          • Luigi Duchi ha detto:

            No le app si trovano tutte….Ma la app mihome della quale posseggo quasi tutti i componenti hanno un app che è quasi tutta in cinese,se imposti la lingua inglese l’app viene tradotta per 1/3 e male a questo mi riferisco.So che in rete esiste questa app tradotta dalla comunità purtroppo la traduzione inibisce alcuni e funzioni per me importanti, peccato perché è un sistema semplice e funzionale

          • Max ha detto:

            a ok.

      • Angelo Mongillo ha detto:

        Eh no, accusare la comunità europea di questo è troppo. Xiaomi prima di poter entrare ufficialmente nel NOSTRO ( e dico nostro in quanto siamo europei e dovremmo andarne fieri ) deve fare tantissimi test di sicurezza ( che in questo momento non fa perché in Cina la legge è differente ), garantire assistenza per 2 anni, e tante altre cose. Ti faccio un esempio, sai cos’è il SAR ? Il SAR è la misura percentuale di quanta energia elettromagnetica assorbe il corpo umano quando questo viene esposto all’azione di un campo elettromagnetico a radiofrequenza. Per legge non deve superare i 2W/Kg e, la misura, deve essere eseguita come scritto nella legge. Ora prendiamo un Huawei P9, ha 1,49 W/Kg ( l’Honor 8 ha 1,50W/Kg !) questo vuol dire che non fa tanto bene, se consideriamo, ad esempio, che l’Xperia XA ha 0,55 W/Kg. Xiaomi ed altri produttori cinesi, quando descrivono il SAR dei loro dispositivi ( alcuni non lo dicono neanche ) non indicano come è stato calcolato, e così facendo, riescono a tenere basso il SAR. La Comunità Europea, ma anche gli Stati Uniti, non fanno entrare questi produttori per tutelare la salute del cittadino. Ma, non impedisce che tu lo vada ad acquistare tramite importazione Perché, sennò,andrebbe contro i principi della democrazia. In poche parole l’UE tutela la maggior parte degli utenti che non considerano ( o che non sanno proprio ) cose importanti come il SAR.

        • Vinegat ha detto:

          e aggiungo: togliessero le cornici nere dai display e mettessero la banda b20 (800mhz) per l’ LTE!

          • Angelo Mongillo ha detto:

            I produttori cinesi fanno così per risparmiare sui costi di produzione, e, quindi, fare più concorrenza ( tra di loro). Comunque io posseggo un dispositivo senza banda 20 e, con Wind, mi trovo bene ( forse perché da me il 4G non esiste ?)

          • marco ha detto:

            LAGGENTE INDIGNATA!11!!!!11!!!11 E RENZIE KE FA!?!

        • Barabbas ha detto:

          hanno reso pubblici i dati sar

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Chi ? Xiaomi ? Come già accennato nel mio commento precedente esistono molti modi per misurare il SAR. Le normative europee sono molto severe. Se non viene eseguita alla lettera ciò che è stato scritto il SAR diminuisce notevolmente.

          • Barabbas ha detto:

            si, xiaomi

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Era una domanda retorica…

          • Barabbas ha detto:

            si, lo so, anche la mia era una risposta retorica

        • teob ha detto:

          Ma veramente li vendono online da media world …..

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Certo! Ma con la dicitura di “prodotto import” questo vuol dire che NON è una vendita ufficiale di Xiaomi ! In questo caso si hanno i 2 anni di garanzia ed i prodotti vengono riparati da centri assistenza esterni.

          • teob ha detto:

            Si ma se un prodotto non rispetta le normative ce tra cui sar non lo so può vendere per cui vi fate tante pippe per niente

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Rileggi i miei commenti. Mi sembra di essere stato esaustivo. Io, per consumo personale, posso importare quello che voglio, anche un “creatore” di onde elettromagnetica per avvelenarmi. Non frega a nessuno. Comunque è un discorso molto complesso e non penso di riuscire a spiagarlo tutto ( ho studiato diritto soltanto per 2 anni…)

          • teob ha detto:

            Se lo vendono al mediaworld non è per uso personale … Non può essere venduto un prodotto senza le dovute certificazioni ce …. Altrimenti finisce come i botti di capodanno tarocchi ;-)
            O sbaglio?? ….

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Sì, hai ragione. Ma se la certificazione da te fatta è un autocertificazione( quindi tu fornisci alcune prove o solamente dici che non c’è nessuna violazione ) allora l’Unione europea può fare poche cose. Tra queste mettere i Dazi e non farti entrare nel suo mercato. Se poi vedi la legge ogni prodotto che vendi in Europa deve essere marchiato CE. Ho acquistato lo zuk z2 da un venditore con magazzino in Europa e non sta scritto da nessuna parte CE. Sai come si dice? ” Fatta la legge trovato l’inganno “.

        • Max ha detto:

          Secondo te vista la qualità degli xiaomi non sono in grado di contenere il valore sar rispetto ad un huawei p9 lite? Il mi5 se non sbaglio ha un sar di 0,49 w/kg e poi mi risulta che i loro smartphone vengono prodotti dalle stesse fabbriche degli altri, ergo.

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Non centra dove viene prodotto, ma come è stato progettato. Diminuire il SAR e rispettare tutte le normative aumenta i costi. Anche huawei sta aumentando i propri prezzi. E, se ci fai caso, dopo poche che sono entrati nel nostri mercato i costi aumentano…

          • Max ha detto:

            Ma se vengono prodotti allo stesso modo perché dovrebbero avere in sar maggiore o falso, non ha senso no? Le tecniche costruttive sono quelle, i materiali anche. Xiaomi vende quasi a prezzo di costo senza distribuzione e dozzina, ecco il motivo dei prezzi non nella scarsa cura costruttiva.

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Per lo stesso motivo per cui l’iPhone ha un SAR maggiore di un Xperia. Teoricamente parlano IPhone è una spanna sopra all’xperia ma ha molti più SAR. Huawei e Xiaomi producono nello stesso luogo, con gli stessi materiali e con la stessa progettazione (?) Quindi Huawei è talmente stupida da fornire le proprie tecnologie alla concorrenza ?

          • Max ha detto:

            Tu stai scherzando vero? che tecnologie usa huawaei? usa i reference arm, la costruzione degli apparati è standard oramai e differiscono solo per alcune soluzioni ma siamo li. Ora dell’iphone non sono informato del sar. ma dire che xiaomi costa meno perchè non fa controlli o falsifica i valori è un discorso un po buttato li.

          • Angelo Mongillo ha detto:

            In un dispositivo il prezzo lo fa anche tutte le normative di sicurezza che l’azienda deve rispettare. Aggiungi i brevetti che dovrebbe pagare ( che poi i marchi cinesi non pagano e quindi se facessimo un analisi per lo sviluppo tecnologico dovremmo accusarli di impedirlo in quando ” rubano ” le invenzioni altrui senza pagare brevetti , e così facendo, l’azienda che ha inventato una tecnologia non può fare ulteriori investimenti vedendosi ridurre i guadagni da un altra azienda che non ha speso neanche un centesimo per quella cosa e che la vende a prezzo più basso ),il costo di sviluppo, la produzione con tutti i controlli, i materiali utilizzati, l’assistenza e garanzia ed infine ( ma non meno importante ) il NON sfruttare i suoi dipendenti e vedi come i costi lievitano a dismisura.

          • Max ha detto:

            Stai divagando sulle royalty dei brevetti che non centra nulla sulle qualità costruttive e di sicurezza. Xiaomi è un produttore che vende Cina, India e in alcuni altri paesi asiatici ( Malesia, Filippine, Indonesia, Thailandia, Vietnam e Turchia). più Brasile, Russia e Messico. Huawei non è tanto tanto diversa, ma il suo prezzo lievità come ho già scritto per l’aggiunta di garanzia ufficiale, distribuzione e pagamento dei dazi. Lo sfruttamento dei lavoratori lo fanno tutti compreso apple visto che li produce in cina. Ma perchè vuoi far passare per forza huawuei come la santa e gli altri i cattivi? io in sintesi dico che non c’è questa differenza.

          • teob ha detto:

            I costi aumentano perché devono rispettare le normative ? Ma stai scherzando …. Si forse in un % dello 0,qualcosa…poi huawei che produce apparati di rete non sa cosa è come fare un terminale che rispetto le norme europee? M dai su …. I prezzi aumentano perché adesso vendono e vogliono fare margini è tutta una questione economica ….

          • Angelo Mongillo ha detto:

            Di Huawei si può dire di tutto tranne che non rispetti appieno le normative europee. Forse i suoi prodotti sono vicini ai limiti consentiti dalla legge, ma, le rispetta lo stesso. L’importante è stare sotto quei limiti.
            P.s. se Huawei imbroglierebbe in un mercato “violento” come il nostro la concorrenza la farebbe chiudere in un battito di ciglia ;-)

          • teob ha detto:

            No no aspetta mai detto che non rispetta le norme… Ho detto che la certificaione di un prodotto All ente conpentente anche se ti costa 10mila euro o più è una bricciola su aziende che fatturano nell ordine di miliardi….la cosa tocca anche l azienda per cui lavoro e fattura nell ordine dei milioni di euro ma queste spese accessiorie non fanno lievitare il prezzo del prodotto

        • TomTorino ha detto:

          probabilmente il mercato europeo nel breve periodo viene considerato poco remunerativo. Non dimentichiamoci che all’estero la percezione di paesi come italia francia e spagna è quella di paesi prossimo al default. L’italia sta combattendo strenuamente per non farsi imporre l’aumento dell’iva a oltre il 25% (!) e alla Grecia sono state imposte altre severe misure. Purtroppo è la dura realtà. Nell’ultimo decennio dall’Italia si stima siano andati via almeno 10.000.000 di italiani.
          Dico si stima perchè non fanno neppure lo sforzo di iscriversi all’aire talmente sono nauseati

  2. Fletcher3 ha detto:

    R.I.P. Hugo…

  3. oOstardastOo ha detto:

    Come mascherare le scuse,non dico che non sia vero,ma è stato troppo veloce a lasciarli,sebbene sia il 2 febbraio la data!

  4. Giulio ha detto:

    Ciao ciao

  5. Rockrider81 ha detto:

    Mi dispiace per la frase ” problemi di salute” … Spero niente di grave …

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