WebOS come Android, finalmente open-source

11 dicembre 20119 commenti

Il successo che tutto il mondo mobile si aspettava da WebOS purtroppo non è arrivato, forse a causa delle mosse sbagliate di HP, forse per la concorrenza troppo spietata, insomma, come abbiamo visto gli scorsi mesi, WebOS era pronto a sparire. Strappato dalle mani di Palm, per una cifra di circa 1,2 miliardi di dollari, è stato subito inserito nel mondo mobile sul famoso tablet HP Touchpad, per poter contrastare il dominio di Android ed Apple. Purtroppo il successo non è arrivato, e passando da Apotheker a Meg Whitman, le idee confuse della società hanno portato la fine delle vendite del tablet, che da 499 $ era sceso a 99 dollari.

Dopo questo calo, ed insuccesso inaspettato, Meg Whitman, Presidente e CEO di HP, ha deciso di risollevare la propria piattaforma mobile seguendo le orme del nostro amato Android, dati anche gli enormi successi di quest’ultimo.

Infatti grazie ad un comunicato stampa, apprendiamo che il sistema operativo WebOS da oggi è open-source, ed è disponibile per tutti gli sviluppatori interessati, per poter così aggiornare e migliorare il software del Touchpad e degli smartphone Pre.

Ecco il comunicato ufficiale:

HP today announced it will contribute the webOS software to the open source community.

HP plans to continue to be active in the development and support of webOS. By combining the innovative webOS platform with the development power of the open source community, there is the opportunity to significantly improve applications and web services for the next generation of devices.

webOS offers a number of benefits to the entire ecosystem of web applications. For developers, applications can be easily built using standard web technologies. In addition, its single integrated stack offers multiplatform portability. For device manufacturers, it provides a single web-centric platform to run across multiple devices. As a result, the end user benefits from a fast, immersive user experience.

“webOS is the only platform designed from the ground up to be mobile, cloud-connected and scalable,” said Meg Whitman, HP president and chief executive officer. “By contributing this innovation, HP unleashes the creativity of the open source community to advance a new generation of applications and devices.”

HP will make the underlying code of webOS available under an open source license. Developers, partners, HP engineers and other hardware manufacturers can deliver ongoing enhancements and new versions into the marketplace.

HP will engage the open source community to help define the charter of the open source project under a set of operating principles:

  • The goal of the project is to accelerate the open development of the webOS platform
  • HP will be an active participant and investor in the project
  • Good, transparent and inclusive governance to avoid fragmentation
  • Software will be provided as a pure open source project

HP also will contribute ENYO, the application framework for webOS, to the community in the near future along with a plan for the remaining components of the user space.

Beginning today, developers and customers are invited to provide input and suggestions at http://developer.palm.com/blog/.

 

Il CEO di HP ha commentato la notizia dichiarando che questo passo per una piattaforma basata sul cloud favorirà lo sviluppo della comunità anche su questa piattaforma mobile, in modo tale da poter realizzare nuove applicazioni ed anche nuovi dispositivi con un WebOS aggiornato.

Non solo sarà possibile sviluppare e progettare in proprio per questo sistema operativo, ma HP ha anche intenzione di dedicare molte tempo e risorse alla comunità, fornendo anche strumenti utili agli sviluppatori, come ENYO, il framework che permetterò lo sviluppo di applicazioni per WebOS.

Purtroppo, come sempre, non tutti sono felici ed entusiasti per questa notizia. Infatti alcuni utenti hanno prospettato una brutta fine per questo sistema operativo nonostante la natura open-source, in quanto, anche con un buon software, la mancanza di produttori hardware interessati non farà decollare il progetto.

Presto vedremo una nuova versione di WebOS?

 

Via

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  • Beh…. se ne vedranno delle belle adesso :D

  • Damiano

    periamo che i cuochi si diano da fare sono propio corioso di vedere qualche portiting di webos su i dispositivi android

    • Damiano

      oddio fammi correggere gli orrori *speriamo che i cuochi si diano da fare , sono propio curioso di vedere qualche porting di webos su i dispositivi android magari anche in dual boot

      • Emptiness

        correggi ancora, sarai più fortunato xD

    • Elegos

      Sfortunatamente webOS a livello di interfaccia non ha nulla di innovativo, quindi perché un utente abituato ad iOS/Android dovrebbe passare? Sembra una banalità, ma è così. Ad esempio sono entrato l’altro giorno nella beta di Diaspora: è identico a Google+, a livello di interfaccia (chi ha copiato chi, visto che Diaspora è opensource? Probabilmente Google). Le stesse funzionalità sono simili (circoli, stream etc). Cambia radicalmente “under the hood”, ossia Diaspora permette la comunicazione con altri protocolli, mentre G+ no, ma per adesso non me ne importa nulla. Continuo su G+, perché ricominciare su un clone (o meglio: sull’originale uscito in ritardo)?

  • Mark

    Il titolo è errato, WebOS è VERAMENTE open source, ovvero cè un repository, tutti possono contribuire le sorgenti sono sempre open e lo devono rimanere per licenza. HP ha detto che continuerà a lavorarci ma tutti possono dare la loro parte aggiungendo nuove parti (un po’ come firefox, linux ecc).

    Android invece è open nel senso che Google rilascia le sorgenti (ed è bene) dopo aver rilasciato l’OS, è praticamente chiuso dal punto di vista dei contributi (solo google mette mano al tree “ufficiale”) e la licenza permette a Google di farlo diventare closed in futuro (come ha fatto con honeycomb).

    • 1) Ancora non conosciamo la licenza con cui sarà rilasciato WebOS. Il kernel DEVONO rilasciarlo perchè basato su linux (GPL 2), il resto sarà probabilmente una LGPL o una ASL2.0, così non hanno problemi con i driver

      2) Guarda che Google non è la sola a rilasciare i sorgenti ad ogni versione stabile, molti gruppi testano codice altamente instabile in forma privata, anche se ovviamente non fanno rumore come Google. Se vuoi contribuire ad Android mentre è in lavorazione puoi andare qui: http://kernel.org/ visto che Google prende linux pari pari. Ah, per la storia del “farlo diventare closed” no, non può: google DEVE rilasciare il kernel (l’ha fatto anche con Honeycomb) perchè è sotto GPL, può secretare lo stack Android ma NON quello che ha già pubblicato. L’ASL serve ai vendor che incorporano codice close (i driver, che ovviamente non produce Google) e che ovviamente non possono pubblicare il sorgente di qualcosa sotto copyright.

      • Mark

        Non stavo parlando del kernel, ma del sistema operativo, il kernel sarà meno dell’1% di android… E comunque quello NON è android, quello è il kernel linux che android prende e a cui aggiunge driver e supporto per la loro VM, tutto il resto è licenziato diversamente.

        Tutto il resto è molto closed e solo e solamente google lo sviluppa. Non dico sia un male dico solo che è molto meno open di altri progetti, come firefox ad esempio o lo stesso kernel linux dove se voglio contribuire semplicemente basta che propongo la mia patch e se viene accettata entra ufficialmente nel tree, o se voglio scaricarmi la “beta” basta che faccio un bel git clone e sono a posto, Android non ha nulla di tutto cio, fino a che google non ha deciso che è stabile android non esce.

        Webos indipendentemente dalla licenza che scieglierà di usare sarà comunque completamente dato “in pasto” alla community che deciderà come servirsene, non sarà più un progetto con un unico “capo” ma diventerà veramente condiviso cosa che io ritengo più open.

        Tutto qua, contestavo il titolo che dice “webos come android”, non è come, è “più” di android.

  • Ste Marce

    Bene,piu prodotti fanno abassare i prezzi.