ZTE sull’orlo del baratro dopo le sanzioni USA

10 maggio 20182 commenti

In seguito alle sanzioni inflitte lo scorso mese dagli Stati Uniti, il produttore cinese ZTE si trova in seria difficoltà e ha per il momento cessato ogni attività.

Andiamo con ordine: In aprile il Dipartimento del commercio americano ha vietato ai produttori statunitensi ogni tipo di esportazione verso ZTE per un periodo di tempo di 7 anni. La ragione è da ricercarsi nel non rispetto da parte dell’azienda cinese del divieto di vendere i suoi prodotti, contenenti tecnologia americana, in Iran.

Questo provvedimento rappresenta sicuramente un durissimo colpo per la società, che dovrà fare a meno di componenti realizzati ad esempio da Qualcomm o Dolby, senza contare che Google potrebbe negare il rilascio della licenza per i Play Services.

ZTE ha quindi per il momento cessato ogni attività, in attesa di risolvere la situazione. Se da una parte sembra già concluso un accordo con MediaTek per l’approvvigionamento dei SoC, dall’altra l’azienda cinese sta cercando di pervenire ad un accordo con le autorità americane.

Segue un estratto dal comunicato ufficiale dell’azienda:

As of now, the Company maintains sufficient cash and strictly adheres to its commercial obligations subject to compliance with laws and regulations. The Company and related parties are actively communicating with the relevant U.S. government departments in order to facilitate the modification or reversal of the Denial Order by the U.S. government and forge a positive outcome in the development of the matters.

 

Attualmente l’azienda possiede denaro sufficiente e si attiene strettamente alle sue obbligazioni commerciali in accordo con leggi e regolamenti. L’azienda e le sue parti correlate stanno comunicando attivamente con i dipartimenti del governo americano coinvolti, al fine di facilitare la modifica o l’annullamento dell’ordinanza del governo USA e giungere a una conclusione positiva della vicenda

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