Recensione Oppo A3: Un medio di gamma dalle grandi aspirazioni

24 luglio 2018Nessun commento

L'invasione dei produttori di smartphone cinesi nel mercato europeo sembra essere ormai una costante. Dopo l'ingresso agguerrito di Xiaomi, vediamo ora farsi avanti un nuovo protagonista, già famoso a livello internazionale: Oppo.

 

UNBOXING

Purtroppo non ci è possibile mostrarvi la confezione di Oppo A3 perché il modello fornitoci ne è sprovvisto. L’adattatore che trovate in dotazione è da 5V/2A. Il cavo Micro-USB non è lunghissimo.

Il dispositivo

Pur essendo un device di fascia media, Oppo A3 presenta le classiche linee da top di gamma del 2018. A partire dal notch, passando per il retro in vetro e terminando con gli angoli arrotondati. A cambiare rispetto alla fascia alta sono il peso (leggermente sbilanciato verso la parte inferiore del dispositivo), una banda in plastica che collega lo chassis al pannello  frontale e l’assenza di una doppia fotocamera principale.

La scelta delle linee, la forma compatta e slanciata, così come la scivolosità contenuta (a discapito delle impronte che lascerete sulla back cover) ne rendono piacevole l’utilizzo anche con una sola mano.

In alto troviamo i vari sensori di prossimità e luminosità, la capsula auricolare e la fotocamera secondaria da 8Mpx.

Il lato destro ospita il pulsante di accensione ed il carrellino per l’inserimento di due SIM e della micro SD. Sul lato sinistro troviamo, invece, il bilanciere del volume.

Sopra troviamo il secondo microfono, mentre sotto l’ingresso per la Micro-USB, l’altoparlante, il microfono principale ed il jack.

Sul retro, in vetro, troviamo l’unica fotocamera da 16Mpx ed il logo Oppo. Manca, dunque, il sensore per le impronte digitali che viene qui rimpiazzato dal riconoscimento facciale. Sebbene la scelta sia dettata da una moda (o un tentativo di voler essere all’altezza dei top di gamma), ci permettiamo di riservare alcune perplessità che vedremo più avanti.

Di seguito le specifiche tecniche:

Rete
Tecnologia GSM / CDMA / HSPA / LTE
Dispositivo
Dimensioni 156 x 75.3 x 7.8 mm (6.14 x 2.96 x 0.31 in)
Peso 159 g (5.61 oz)
SIM Dual SIM (Nano-SIM, dual stand-by)
Display
Tipo LTPS IPS LCD capacitive touchscreen, 16M colors
Dimensione 6.2 inches, 96.9 cm2 (~82.5% screen-to-body ratio)
Risoluzione 1080 x 2280 pixels, 19:9 ratio (~405 ppi density)
– Color OS 5.0
Piattaforma
OS Android 8.1 (Oreo)
Chipset Mediatek MT6771 Helio P60
CPU Octa-core (4×2.0 GHz Cortex-A73 & 4×2.0 GHz Cortex-A53)
GPU Mali-G72 MP3
Memoria
SD microSD, up to 256 GB (dedicated slot)
Interna 128 GB, 4 GB RAM
Camera
Primaria 16 MP (f/1.8), PDAF, LED flash
Video 1080p@30fps
Secondaria 8 MP (f/2.2)
Batteria
Non-removable Li-Ion 3400 mAh battery

 

Display

Il pannello IPS FHD+ (1080 x 2280 pixels) di Oppo A3 presenta dei colori vividi e contrastati. Grazie ad un sensore di luminosità ben tarato, si riesce a difendere bene sia sotto la luce diretta del sole che in condizioni di scarsa luminosità. Tentennano i neri, non così profondi. Manca una protezione mediante Gorilla Glass.

L’ampio display da 6.2″, con un rapporto display pari all’88%, assicura un comfort superiore e una maggiore leggibilità.

Fotocamera

Su Oppo A3 non troveremo la classica conformazione caratterizzata da una doppia fotocamera, bensì un singolo sensore da 16Mpx dotato di Flash LED. Personalmente non ci trovo nulla di male nella scelta effettuata dall’azienda. D’altro canto inserire un ulteriore sensore senza sfruttarlo adeguatamente, sarebbe stato solamente deludente.

Quello che, però, non mi ha convinto abbastanza è la qualità degli scatti effettuati da questo Oppo A3. Le foto che riuscirete a tirare fuori, infatti, saranno più che discrete in condizioni di luminosità ottime (all’aperto con una buona illuminazione, durante il giorno); se vi distaccherete da questa configurazione, vedrete aumentare il rumore e diminuire il livello di dettaglio Le stesse considerazioni valgono in caso di utilizzo dello zoom. Per capirci, confrontando gli scatti con quelli di un Mi note 3 di un collega, la differenza a livello di qualità rispetto a quest’ultimo era evidente.

 

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A livello software, troviamo un’applicazione decisamente intuitiva, ma scarna di impostazioni. Potrete, infatti, andare a modificare solamente 4/5 funzioni. Il menù, inoltre, è accessibile solamente dalle impostazioni generali e non direttamente dall’applicazione della fotocamere.

La registrazione video arriva solamente alla qualità FHD a 30fps senza stabilizzazione. Anche la fotocamera frontale permette di registrare fino al FHD. Per i selfie è comunque molto buona (a patto di disabilitare l’effetto bellezza che a mio parere crea foto artificiose).

Software, AUDIO E PERFORMANCE

Trattandosi di un device di provenienza cinese, a bordo di Oppo A3 troverete, assieme ad android 8.1 (patch di giugno al momento della stesura della recensione), la UI del produttore chiamata ColorOS 5.1.

Questa ricalca molto lo stile di Huawei/Xiaomi: manca il menù delle applicazioni, le icone sono tutte posizionate nelle schermate ed è presente un assistente accessibile mediante swipe a sinistra. Lo stile dell’interfaccia è tutto sommato apprezzabile e sicuramente intuitivo da utilizzare. Il pannello delle notifiche è configurabile per quanto riguarda l’inserimento e la disposizione dei quick toggle, mentre il menù delle impostazioni risulta essere ricco di opzioni.

A dare qualche problema è la gestione delle notifiche. Partiamo con il fatto che per eliminare una notifica dal centro notifiche siano necessari uno swipe ed un tap: il primo andrà a visualizzare due icone impostazioni elimina. Per eliminare effettivamente la notifica dovrete quindi tappare sull’apposita icona. In secondo luogo, solamente alcune notifiche appariranno sulla schermata di sblocco, nonostante nel menù impostazioni abbiate dato il permesso anche ad altre. Non solo, alcune applicazioni faticheranno a notificarvi: è il caso di telegram che all’arrivo di nuovi messaggi più volte non me li ha notificati né con la classica “bolla” mentre utilizzavo il telefono né nella schermata di sblocco del dispositivo. Mi sono accorto che c’erano delle notifiche solamente accedendo manualmente al centro notifiche.

Parlando di software, non possiamo non citare la difficoltà nel gestire le applicazioni in background incontrata con la ColorOS. Di base, infatti, il sistema decide autonomamente quali applicazioni debbano avere il permesso per l’esecuzione automatica. All’utente rimane la possibilità di selezionare un numero esiguo (cinque) di applicazioni addizionali a cui garantire il permesso. Tale mossa, benché venga giustificata dal sistema come controllo per le performance, finisce con il rendere più problematica l’usabilità del dispositivo. L’unico modo per essere sicuri di ricevere le notifiche, a quel punto, è bloccare l’applicazione in background dal task manager e disabilitare tutte le opzioni di risparmio energia che potrebbero essere abilitate.

Anche l’implementazione del notch ha qualche debolezza: sebbene possiate andare a scegliere quali applicazioni potranno andare a interagire con lo spazio a fianco della tacca, non per tutte è possibile scegliere se abilitare la modalità full screen o meno. Il risultato? vi ritroverete con applicazioni incompatibili con il notch che, però, sono a tutto schermo. Ne risulterà una banda nera a fianco della tacca in cui non appariranno le icone.

Lo sblocco mediante il riconoscimento facciale risulta essere veloce ed accurato. Se posizionati di fronte al display al momento della sua accensione, verrete immediatamente riconosciuti. Quello che, però, non mi è piaciuto, è la mancanza del sensore per il riconoscimento delle impronte digitali. Dato che il riconoscimento facciale è basato sulla fotocamera, se le condizioni di luminosità non sono adeguate, non verrete riconosciuti. A quel punto, poter accedere velocemente (senza immettere un pin o una password) mediante il sensore, è una feature che mi è mancata. D’altra parte, sarebbe bastato aggiungere la funzione torcia frontale  sfruttando il pannello LCD per favorire lo sblocco mediante il riconoscimento del volto.

Dove si apprezza veramente Oppo A3 è nella dotazione Hardware, a partire dalla memoria di 128GB: una vera benedizione per uno smartphone di fascia media. Non avendo problemi di spazio, sarà un piacere scaricare giochi ed applicazioni in grande quantità. I 4GB di RAM ed il SoC Mediatek si difendono bene, garantendo una buona usabilità anche con giochi pesanti.

A livello di connettività Oppo A3 si difende bene: il telefono permette di utilizzare la configurazione dual SIM ed ospitare una microSD e la ricezione è ottima. Ottimo anche il GPS che si aggancia in maniera fulminea. Peccato per il Bluetooth 4.2 e l’ingresso con Micro-USB.

L’audio in capsula è buono mentre lo speaker mono, pur presentando un volume molto alto, tende a distorcere un po’ il suono. Essendo poi posizionato a sinistra, risulta facilmente ostruibile quando maneggiate il telefono in landscape.

Batteria

Oppo A3 presenta una batteria da 3400mAh: sotto questo profilo non avrete grossi problemi ad arrivare a fine giornata con un uso moderato del telefono. Se posto sotto stress, invece, inizia a scaldare e la batteria scende in maniera molto più lineare.

Conclusioni

Se dunque state cercando un dispositivo che aspira ad essere un top di gamma, che offre buonissime prestazioni, che possiede un enorme quantità di spazio di archiviazione ed una buona batteria, Oppo A3 fa al caso vostro.

Oppo A3 sarà disponibile in due colori, Diamond Black e Moonlight Silver, ad un prezzo consigliato di 299 euro.

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