Android for Work presenta quattro componenti chiave:
- Work profiles – Google ha costruito un sistema sicuro, crittografato e dotato di maggiori controlli di sicurezza SELinux; ha inserito il supporto multi-utente con Android 5.0 Lollipop, dando la possibilità all’utente di creare un profilo di lavoro dedicato che isola e protegge i dati sensibili. Le aziende IT possono implementare apps approvate da affiancare a quelle personali consentendo ai consumatori di utilizzare le loro applicazioni nella massima sicurezza.
- Android for Work app – Per i dispositivi che eseguono Ice Cream Sandwich o Kitkat, o che non gestiscono i profili di lavoro in modo nativo, Google ha sviluppato applicazioni che garantiscono la sicurezza per la posta elettronica, calendario, contatti, documenti, alla navigazione e l’accesso alle applicazioni; esse inoltre possono essere completamente gestite dalle aziende IT.
- Google Play for Work – Permette alle aziende di implementare e gestire le applicazioni su tutti i device con sistema operativo Android, semplificando il processo di distribuzione delle applicazioni tra i dipendenti.
- Built-in productivity tools – Per le attività aziendali quotidiane, Google ha creato una suite di applicazioni aziendali per e-mail, contatti e calendario, che supporta sia Exchange che Notes, e fornisce funzionalità di editing di documenti, di fogli di calcolo e presentazioni.
Qui i partner che hanno collaborato alla creazione del progetto:
L’utente puramente consumer parte spesso da uno smartphone Android, con cui gioca, fruisce di contenuti multimediali, aggiorna i social e condivide foto e video online. L’elevata quantità di app per la produttività offerte dal robottino verde ben si adatta anche alle necessità degli studenti, che spesso devono solo scrivere relazioni o fare ricerche online. Per il lavoro ordinario (che sottintende una componente professionale), tuttavia, non era la scelta ideale.
Con Android for Work, Google entra prepotentemente nella fascia business del mercato, offrendo, finalmente, una reale alternativa ai servizi offerti da Microsoft ed Apple.
httpvh://youtu.be/jQWB_-o1kz4


Non ho capito una cosa… quando e come saranno disponibili?
E per i feticisti del primo…
PRIMO!
Cosa succede quando Onafets fa cose sporche? Diventa Onafetish…
Eh ma così rinunci al palindromo…
Molto immodestamente faccio le veci del sig. Pignolatore, ma Onafets non è un palindromo… :-) :-) :-)
dipende… I palindromi che non cambiano significato nei due sensi di solito sono definiti bifrontali… c’è un’accesa diatriba ancora in essere.
Chapeau!
Salve signor golfirio!
Casualmente si sta parlando di un argomento a me caro, a cui sono stato introdotto al liceo dal padre delladella mia ragazza dell’epoca… Intervengo esponendo il mio parere che, in quanto tale, si legge ma non è legge ;-)
E lascio in testa il link a questo libro che tratta l’argomento approfonditamente (il libro è pubblicato e consultabile dal sito)
http://matematica-old.unibocconi.it/palindromi/home.htm
Dunque… sul fatto che i palindromi non siano per forza simmetrici, concordo in pieno, infatti è un palindromo la parola “anna” ma lo sono anche le parole come “poco” o “ananas“.
Infatti il palindromo può essere letto in entrambi i versi (per questo in enigmistica si chiama bifronte) anche a partire da una lettera intermedia alla parola o frase: “reperiremo cocomeri” è giusta da sinistra a destra e anche da destra a sinistra se non si parte dal fondo ma dal fulcro (lettera in grassetto).
Per tornare al punto, caro golfirio, sono d’accordo sul fatto che i palindromi non debbano essere per forza simmetrici, però palindromo vuol dire πάλιν [pàlin] “di nuovo” e δρóμος [dròmos] “percorso”. Quindi mi sta bene l’asimmetria e tutto, ma un palindromo, per essere tale, deve poter essere “percorso di nuovo”…mentre “onafets” in quanto “stefano” ha senso solo in una direzione
Questo è ciò che penso, spero di aver adeguatamente argomentato, senza annoiare troppo.
:-)
Ha preso come assunto che onafets sia il suo nome (o suo sostituto) come tale ha significato, se fosse vero quanto enunciato, allora roma non ha palindromo, in quanto se mai ha avuto un significato oggi si è perso, o gliene vengono attribuiti diversi dei quali nessuno certo, eppure roma è uno degli esempi classici riguardo i palindromi.
Attenzione, però!
Un palindromo può non avere lo stesso significato nei due sensi, ma deve comunque averne! E mentre Stefano ha significato, onafets non ce l’ha, almeno se si considera la stessa lingua in cui avrebbe significato se letto al contrario…
Perché, sebbene amor sia come Stefano, Roma non è come onafets!
Edit: ho preso come assunto che Stefano sia un nome, non per forza il suo. Ma onafets cos’è?
Quindi roma significa?
No, mi scusi, ma se mi risponde così tocca chiedere che significa “onafets”. Lei mi potrà rispondere che sono io che ho tirato fuori la storia del significato e io potrò ribattere che allora, se non è necessario avere significato in entrambi i versi, oltre a perdere gran parte del fascino significa che ogni volta che qualcuno scrive sta formando un palindromo solo perché la parola scritta si può leggere anche al contrario…allora questo intero post è un palindromo?!
In seconda battuta, lei mi parla di nomi propri. Un nome ha senso se ha un riferimento, che sia un concetto, un individuo o un’immagine poco cambia: il riferimento c’è.
Roma si riferisce a una città, giallo a un colore e Stefano a una (o più) persone…
Onafets? Alrub? Atareihccaihc?
Mi scusi, ma così sarebbe tanto semplice da perdere il suo senso, non so se mi spiego…
…ogeips im es os non, osnes ous li eredrep ad ecilpmes otnat ebberas ìsoc am, isucs im.
Scrivere al contrario e fare palindromi non è proprio la stessa cosa, no?!
Non sono daccordo, il che non è di per se molto grave, masturloni mi identifica, cionondimeno non significa nulla, se io dico che è il mio nome, nessuno puó dire il contrario, ma se dico che é una mia caratteristica, dico una falsità, i nomi hanno uno status particolare all’interno dei palindromi, hanno vita propria, non hanno il”dovere” di avere un significato o un senso, se per assurdo ora 500 coppie mettessero nome onafets al loro pargolo, quanto detto da lei cadrebbe.
Ora a lei l’onore dell’ultima replica.
Grazie, cercherò di essere molto conciso e breve, nel possibile, spero di non tagliare troppo col coltello…
Innanzi tutto bisogna considerare la categoria dei nomi propri (italiani): avere un significato o avere un riferimento non è la stessa cosa. Ma questa cosa viene parzialmente annullata dalla sua teoria delle 500 coppie con figli onafets, a cui non replico in quanto di per sé corretta.
Quindi ribadisco il fatto del riferimento/significato e vado al punto: palindromo frase e palindromo vocabolo, non sono la stessa cosa.
La parola, per essere palindroma, deve aver lo stesso significato in entrambi i sensi. Infatti mentre “ossesso” è un palindromo e “possesso” pure, “Roma” non lo è: certo, se letta al contrario ha un significato, ma è “un caso fortuito”, diciamo.
Ovviamente una frase palindroma deve avere lo stesso senso anche al contrario, ma ciò non vuol dire che ogni parola al suo interno debba essere un palindromo.
I topi non avevano nipoti,
parlo col rap,
etc… Ogni parola non è palindromo, la frase intera sì.
Roma NON è un palindromo, sebbene possa far parte di frasi come “Roma, amor!” che invece lo sono.
Questo per argomentare in maniera un po’ meno glottologica è un po’ più sotto l’egida dell’enigmistica…
:-)
In ogni caso non trattavo argomenti simili da anni, per cui la ringrazio
questa “battaglia” é impari… dichiaro pubblicamente la mia sconfitta… e chiedo “l’onore delle armi”.
Ahah, ma quale sconfitta… :-)
È sempre un piacere, con lei, sia incontrarsi che scontrarsi!
Ragazzi, ci confesso che ultimamente, come fanno molti, passo su Disqus solo per leggere i commenti. Ma io leggo ormai solo certi commenti: quelli duo Masturloni Pignolatore, rari esempi di simpatia, educazione e spesso con del vero valore aggiunto come in questo caso.
Grazie, buongiorno.
Grazie, direi che non c’era modo migliore per iniziare la giornata del mio compleanno! Buongiorno a te!
Auguri
Molti auguri, scusa il ritardo! :-)
Orpolina (cit. quel commentatore di cui non ricordo il nome)
Che discorsi aulici sul mio nome, ebbene si mi chiamo Stefano…
Non chiedetemi nulla che abbia a che fare con palindromi o meno, rifuggo il classico, se non le sue gentil fanciulle, e Onafets sta per Stefano all’incotrario perché mi piaceva e basta :D
Ps ho risposto a entrambi per mettere luce agli ultimi dubbi
Orpolina (cit. quel commentatore di cui non ricordo il nome)
Che discorsi aulici sul mio nome, ebbene si mi chiamo Stefano…
Non chiedetemi nulla che abbia a che fare con palindromi o meno, rifuggo il classico, se non le sue gentil fanciulle, e Onafets sta per Stefano all’incotrario perché mi piaceva e basta :D
Eccomi, eccomi! Sono d’accordo con lei, ho dato spiegazione sotto al commento del signor golfirio appena ho potuto…
;-)
[…] Per molte persone lo smartphone rappresenta uno strumento essenziale per il lavoro: controllare la posta elettronica, editing di documenti, gestire le liste degli impegni, accedere ai file salvati sul cloud, ecc. Per soddisfare tali necessità, Google ha sviluppato Android for Work, un programma che cerca di sfruttare il potenziale dei nuovi smartphone Android, migliorando l’utilizzo del device in ambito business. (…)Continua a leggere Android for Work: il robottino verde è pronto per la produttività su Androidian… […]
io voglio il vero excel su android, non surrogati o excel castrati. L’unico e inimitabile excel
Certo, giusto di Excel si tratta…
Veramente molto interessante, l’obiettivo finale è Microsoft!
[…] Per molte persone lo smartphone rappresenta uno strumento essenziale per il lavoro: controllare la posta elettronica, editing di documenti, gestire le liste degli impegni, accedere ai file salvati sul cloud, ecc. Per soddisfare tali necessità, Google ha sviluppato Android for Work, un programma che cerca di sfruttare il potenziale dei nuovi smartphone Android, migliorando l’utilizzo del device in ambito business. (…)Continua a leggere Android for Work: il robottino verde è pronto per la produttività su Androidian… […]
Usare Android per lavoro equivale a lasciare le porte dell’azienda aperte 24/7.