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Secondo quanto riferisce il NY Times, mentre il caso Apple è ancora attualissimo, il Dipartimento di Giustizia sta infatti cercando di risolvere anche la questione WhatsApp.
Come noto, infatti, WhatsApp ha introdotto dallo scorso anno la crittografia end-to-end dei messaggi, che presto verrà estesa anche a chiamate e chat di gruppo (funzionalità già arrivata nell’ultima beta), rendendone di fatto impossibile l’intercettazione anche se fossero le forze dell’ordine a richiederlo.
A quanto pare è accaduto esattamente questo: in un nuovo caso, i cui dettagli sono riservati ma che a quanto pare non coinvolge terroristi, gli investigatori non sono stati in grado di decrittare i messaggi scambiati via WhatsApp.
Ricordiamo che a inizio Febbraio, in Brasile, un dirigente di Facebook era stato arrestato per non aver fornito alle forze dell’ordine il contenuto di alcuni messaggi WhatsApp criptati. In quell’occasione la stessa azienda ha affermato semplicemente di non essere in grado di risalire al contenuto dei messaggi in questione.
Non possiamo fornire informazioni che non abbiamo
Da una parte, dunque, le esigenze delle grandi tech company, che fanno ormai della tutela della privacy dei clienti un cavallo di battaglia, dandovi il giusto peso anche attraverso il marketing; dall’altra la necessità, da parte delle forze dell’ordine, di disporre di tali dati. Un conflitto di interessi sempre più acceso e che dovrà inevitabilmente essere risolto nei prossimi mesi.
Fanno bene queste aziende a non dare la chiave al governo, sennò dopo ci ritroveremo tutti sott’occhio, senza più privacy per un fatto che però non ricordo xD.
il governo lo fa eccome,
big data informati meglio !!!
Puoi chiarirti meglio che non ho capito bene la tua frase?
Fino a quando qualcuno non viene fin sotto casa tua e inizia a sparare a chiunque tu compreso. Questo non vuol dire che dobbiamo essere spiati tutti, ed è giusto avere privacy e messaggi criptati, ma All occorrenza sarebbe opportuno poter aprire le informazioni che servono per le indagini
Si ma ti ricordo che se Apple da la backdoor per entrare nei iPhone al governo, quest’ultimo potrà spiare tutti gli iPhone, come se fosse una chiave universale. Stessa cosa per Whatsapp, se danno la chiave di de-crypt al governo dopo ci potranno spiare sempre e non ti credere che non facciano tutto ciò, sono stronzi questi.
Io sono da sempre un sostenitore della privacy, però con dei paletti.
Non ho nulla da nascondere e potrebbero osservarmi tutto il giorno, non credo che finirei in prigione…ma di sicuro ne sarei molto infastidito.
Detto ciò, credo che la privacy debba essere assolutamente rispettata ma all’interno dell’ordine della legalità (di ciascun paese in cui ci si pone la questione).
La legalità è stabilita da organi preposti e, tali ordini, dovrebbero avere il potere di “chiedere cose”.
Se io fossi investigato per qualche reato non vedo perché, con un legittimo mandato, non dovrebbero intercettare conversazioni che potrebbero essere utili. Senza neanche stare a pensare a emergenze terrorismo.
Questo può essere fatto nel rispetto della privacy non è in contrapposizione: un conto è se uno ha il potere di spiare chiunque, un altro e se lo fa per un legittimo sospetto e relative autorizzazioni.
Chiaramente la questione privacy è spinosa, non credo certo di essere io ad arrivare e fare chiarezza…ma la mia opinione resta: ci sono casi in cui dovrebbe essere possibile RIUSCIRE a intercettare
Però quel “non credo che finirei in prigione” non mi sembrava molto convinto…. ;-D
Non lo era, in effetti. ?
Effettivamente non avevo mai “letto” la situazione da questo punto di vista.
Sembra quasi che questa aziende con la storia della privacy si ergono ad organi istituzionali con potere decisionale sulle indagini di un terrorista.
Più che ergersi direi che si fanno della gran pubblicità…@pigno: purtroppo la privacy è, o mi sembra essere, uno di quei temi in cui la soluzione mediana di buon senso non possa essere applicata, almeno non nel nostro amato paese in cui del resto chiunque si veda toccare i propri interessi si mette a criticare il controllore, in questo caso il giudice che dovrebbe autorizzare l’intercettazione