Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i suoi utenti

13 Ottobre 201459 commenti
Chi altri se non Google ha le possibilità economiche anche solo per pensare di offrire un servizio di consulenza medica inizialmente a proprie spese? A Mountain View sembra davvero essere partito un progetto simile che attualmente è in test e probabilmente stravolgerà il rapporto medico-paziente.

Qual’è l’azienda che sa perfettamente cosa la gente cerca in Internet ogni giorno a livello mondiale? Anche se i motori di ricerca sono moltissimi, e tra questi molti sono presenti a livello globale (vedi Yahoo, Bing ecc ecc), nessuno dei rivali di Google può vantare la vasta utenza di cui l’azienda americana gode. La salute è uno degli aspetti più importanti della vita di ognuno di noi certamente, e probabilmente alla maggior parte di noi utenti è capitato, almeno una volta, di chiedere lumi proprio a Google per avere informazioni che chiarifichino i sintomi accusati in un dato momento.

Ormai è divenuto un fenomeno inarrestabile. In rete sono forse troppi i forum e le community che trattano argomenti delicati in riguardo alla salute, in tali realtà (spesso) utenti comuni si improvvisano medici o esperti dell’ultima ora, portando solo confusione e ansie alle persone che invece sono in cerca di chiarimenti.

Questo tipo di “attività” è cresciuta di anno in anno, di pari passo alla diffusione sempre più capillare della rete Internet a livello mondiale. Per questo motivo il colosso californiano ha pensato di creare un servizio ad hoc orientato proprio alla risoluzione di un bisogno ormai divenuto reale (giusto o sbagliato che dir si voglia), ovvero quello di avere in tempo reale informazioni attendibili sullo stato personale di salute. Come soddisfare tale bisogno allora?

Attualmente in Google stanno testando un nuovo servizio che permetterebbe, una volta cercati i sintomi in Google Search, di aprire in tempo reale una video-chat con un medico specializzato in qualsiasi ambito.

Il costo? Inizialmente sarà Google stessa a pagare ogni singola parcella, ma una volta finito il periodo di prova ogni utente contribuirà direttamente una volta che il servizio è stato erogato. Anche se personalmente preferisco una visita approfondita da uno specialista, bisogna ammettere che avere un parere da un medico (se pur in video-chat) è di sicuro la scelta più saggia invece che reperire informazioni (spesso errate) da utenti comuni nei molti forum presenti in rete, che basano tutto sul sentito dire o sulla propria esperienza.

Tale servizio, in aggiunta, potrebbe essere una soluzione per abbattere le barriere economiche che spesso sono invalicabili per alcune fasce della popolazione. Spesso i servigi degli specialisti hanno costi elevati per i pazienti, questo implica che non sempre tutti possono godere di un’adeguato consulto e quindi di avere una giusta diagnosi. Dato che Google ci ha abituati a servizi eccellenti a costi nettamente inferiori rispetto alla concorrenza, non ci resta che attendere con ottimismo questo progetto e sperare che in futuro venga implementato in realtà in cui tale necessità è molto forte.

59 risposte a “Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i suoi utenti”

  1. Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i suoi utenti - WikiFeed ha detto:

    […] (…)Continua a leggere Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i su… […]

  2. teob ha detto:

    Se lo fa anche in Italia ora che arriva Qualcuno in videochat sei già trapassato

  3. Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i suoi utenti | Ultime Notizie Trita Web ha detto:

    […] Visita: Androidiani.com […]

  4. […] (…)Continua a leggere Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i su… […]

  5. […] (…)Continua a leggere Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i su… […]

  6. moffolo ha detto:

    Ehm… non so, io onestamente preferisco che i dati della mia salute restino dal mio medico e non nelle mani di Google. Che legga pure le mie email, che sappia dove vado e dove sono stato, cosa compro, cosa cerco e che siti visino. Possono profilarmi e fare la pubblicità cucita su di me, ma la mia salute no, grazie :)

    • italba ha detto:

      Ti “profilano” anche la salute, tranquillo. Se vai a cercare “pressione alta” o qualunque altra cosa non è che poi si dimenticano di te…

      • moffolo ha detto:

        Cosa cerco e cosa ho effettivamente sono due cose diverse. La ricerca di un oftalmologo o della ricetta della nonna per la tosse è un po’ meno privata che i risultati delle mie analisi del sangue, il fatto che soffro di cardiopatia, sono schizofrenico, ho l’epatite C, ho avuto 2 infarti negli ultimi sei anni e i livelli della mia glicemia sono alle stelle ;)
        Poi tutto sta nelle ricerche che vengono effettuate, con che browser e, se con Chrome, magari anche con l’account collegato.

        • italba ha detto:

          Se ci stai attento FORSE puoi anche nascondere qualcosa su di te, ma la maggior parte delle persone non ci pensa nemmeno.

        • Kikyo ha detto:

          Grazie delle informazioni

          • moffolo ha detto:

            Di niente, spero ti siano utili per profilarmi ;)

          • Golfirio Masturloni-saccente ha detto:

            Venerabile Kykio… siete tornata!…
            o è un altro utente con lo stesso nome?

          • Kikyo ha detto:

            Si sono io!!! Dopo mesi e mesi di assenza!!! Ho dovuto smettere di seguire il blog per mancanza di tempo, ma ora mi sono “aggiornata” e ho ricominciato a seguire le news!! Ahah che bello :D XD

          • Golfirio Masturloni-saccente ha detto:

            :-))) ne sono veramente felice…. bentornata! …. :-D

          • Kikyo ha detto:

            Graziee :D

        • mr verdicchio ha detto:

          Beh, puoi sempre non usare il servizio…
          pensa però che in svizzera, come in molti paesi, quando il medico ti fa una ricetta, non ti rilascia niente. Quando andrai in una qualsiasi farmacia, con il tuo codice fiscale comparirà a video il farmaco che il farmicista deve darti, e tu nemmeno lo paghi!
          A fine anno ti arriverà il conto del 10% circa del costo(il 90% è mutuato, se e roba prescritta in svizzera).
          Ed è mooolto meglio del nostro sistema.
          azzo mi frega della privacy se posso avere un servizio simile…

          • moffolo ha detto:

            Ehmm… sono svizzero :P
            Pago circa 170€ al mese per l’assicurazione base (con servizio telefonico tipo questo di Google obbligatorioprima di consultare il mio medico) e franchigia di circa 2000€. Fino quando non raggiungo quella soglia, è tutto a mio carico. Una volta superati i 2000€ di medicine, pago il 10%.
            Certo, se vado in ospedale o se ho altri problemi che richiedono spese molto elevate, è tutto coperto, ma il sistema è tutt’altro che perfetto (tanto che c’è stata una votazione pochi giorni fa per fare una cassa malati unica tipo Italia).
            Ah, per quelle rare volte che ci vado, il medico mi fa comunque la ricetta, che devo portare in farmacia.

          • mr verdicchio ha detto:

            Bah, mio suocero è del cantone francese, nel vallese, e da lui funziona così…
            le ricette non le prende e le medicine non le paga, magari è una questione di pensione…

          • moffolo ha detto:

            Dipende tutto dalla franchigia (cioè la soglia che paghi te). Ovviamente più la franchigia è bassa, più paghi mensilmente. Penso che dopo una certa età convenga abbassarla ;-)

          • mr verdicchio ha detto:

            In effetti è logico.
            Niente è gratis, lo paghi comunque con le tasse, darsi autonomamente una franchigia non sarebbe male, cioè pensi di fruire di più: paghi di più; pensi (o speri) di no, paghi di meno di base, ma di più all’occorrenza.
            Comunque la cartella clinica di ognuno sta in un database nazionale, e credo che sia così anche da noi.
            E non so se è più inviolabile il ministero della sanità o Google…

          • moffolo ha detto:

            Onestamente non so se è tutto in un database nazionale. Dovrei chiedere a mia sorella che lavora da un medico. Ma comunque, anche se fosse, mi fido più del database nazionale che di Google (inviolabilità a parte).

          • giacomofurlan ha detto:

            Google è una delle più grandi società di sicurezza digitale al mondo. Credo che se ti buchino Google, possano bucare benissimo un ministero.

          • mr verdicchio ha detto:

            La penso esattamente come te…

        • giacomofurlan ha detto:

          C’è una grossa differenza tra quel che Google fa e quel che la gente comune pensa che faccia (insieme a Facebook, Spotify e tutti gli altri):

          Queste società raccolgono dati individuali e li aggiungono alla collezione di dati globali. Google sa, per esempio, quali siano le tue abitudini di ricerca, cosa ti interessa, come effettui le ricerche. Se poi ti colleghi ai suoi altri servizi sa che lingue conosci, le tue abitudini di spostamenti etc. Questo fa paura alle persone che sanno solo questo. Ma a Google non interessa niente di sapere queste informazioni per associarle all’utente: (a parte che sarebbe illegale) a Google interessa fatturare, e per fatturare vende tutte queste informazioni anonimizzandole e, soprattutto, aggregandole, per analizzare il mercato e così via.

          Il fatto che “Il mio Google” sia personalizzato a tal punto che mi compaiono solo pubblicità di mio interesse è uno strumento utile sia per l’inserzionista, sia per te che sfrutti un sistema fatto su misura su di te, senza alcun intervento diretto umano.

          Quindi Google, nonostante “sappia” che hai avuto due infarti nell’arco di sei anni, non ti viene a casa dicendoti che sei un malato terminale, né lo dice a nessuno che non sia una persona da te autorizzata. Ma permette ad esempio agli scienziati di capire quanto una malattia sia diffusa in una popolazione il quale bacino è tendenzialmente inter-sociale e soprattutto variegato e casuale. Cosa che sarebbe impossibile da fare con gli strumenti statistici tradizionali.

          Quindi, in definitiva, a me fa piacere che esistano questi servizi per noi: è un bene per noi, è un bene per Google che “regala” questi servizi vendendo le informazioni senza ledere la tua privacy. Se questa non è simbiosi…

          • Andrea Antenucci ha detto:

            Mi sento di poter condividere il concetto generale che hai espresso, altrettanto mi sento di dissentire sulla raccolta di dati. Effettivamente Google sa tutto, ma non è vero che accumula dati in modo generico: sa tutto su ognuno di noi e conserva i dati di ognuno in una “cartella” personale (detto così giusto per intenderci). Ciò lede la privacy di ognuno ma non sfociando direttamente in una violazione di quel diritto dato che prima di sottoscriversi ad un qualsiasi servizio sono ben chiare le normative che regolano il controllo della privacy. Se l’argomento è di vero interesse posso fornire, a chiunque ne sia interessato, una mia tesi di laurea proprio sulla privacy in Internet. Di fatto l’argomento è molto delicato e controverso, arrivare ad una soluzione che accontenti le aziende erogatrici di servizi online e gli utenti che ne usufruiscono è (a parer mio) quasi impossibile. Qualcuno dovrà mettere sul piatto più dell’altro, e per come si stanno assestando le cose, sembra che chi cederà di più saranno gli utenti.

          • mr verdicchio ha detto:

            Una volta un commentatore (mi pare fu golfirio) raccontò che in belgio con grande civiltà all’anagrafe annotavano il credo religioso di ognuno, così, alla morte, ognuno avrabbe avuto il funerale adatto.
            Quando arrivò la Gestapo, lo trovò utilissimo…
            Ora, non credo che vedremo più, in europa o in america almeno, una Gestapo, quindi non vedo il problema.
            Ma vedo solo grandissimi vantaggi.
            perché alla fine, sapere tutto di tutti, equivale a non sapere nulla, perché chi ha interesse a nascondersi, o a nascondere parte della sua attività, lo può fare benissimo.

        • Frappo ha detto:

          Adesso Google lo sa. Comunque che cambia? Altra pubblicità mirata? Meno lavoro per i veri medici?

          • Guest ha detto:

            Divertente vedere come è facile far credere alle persone che io ho tutte queste cose ;)
            Cosa cambia? Finche non vendono le mie informazioni non cambia niente. Se un giorno le mie informazioni dovessero essere vendute/rubate o altro dal DB di Google, eventuali futuri datori di lavoro potrebbero avvalersi delle mie informazioni mediche per vedere se sono un buon investimento per il futuro. Le casse malati (qui in Svizzera) potrebbero rifiutare di prendersi carico di me, oppure chiedere premi più alti. E via di seguito.

  7. Mirko ha detto:

    Non è che dietro a Google c’è Person offerte interest? :)

  8. Lucatarik | Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i suoi utenti ha detto:

    […] […]

  9. […] (…)Continua a leggere Oltre l’immaginazione: Google progetta di pagare le visite mediche per i su… […]

  10. momentarybliss ha detto:

    normalmente un vero medico interpellato on line non si prende mai la responsabilità di fare delle diagnosi in base alla descrizione dei sintomi, anche perché non può materialmente visitare il paziente, e quindi rimanda sempre alle analisi di uno specialista. certamente, il medico in videochat potrà prescrivere analisi e prevederne l’invio alla sua casella di posta elettronica, ma, a meno che il prezzo dopo il periodo di prova gratuita non sarà più che concorrenziale, dubito che prenderà mai piede

    • Ing.Gae ha detto:

      sì vabbè ma qui si parla di consulti medici, non di visite mediche. E’ una cosa molto diversa. Il consulto è una sorta di consulenza. Il medico generico, ad esempio, in base ai sintomi descritti può indicare al paziente la strada da seguire (ad esempio l’indicazione di uno specialista). Immagino solo quante volte d’inverno mia moglie chiama la pediatra e telefonicamente dice “ha una tosse caninca -> fai l’aerosol”. Ci sono una miriade di situazioni dove la visita può tranquillamente essere evitata, in quanto appunto trattasi di semplici consulti o richiesta di informazioni. Porto come ultimo esempio: “mio marito prende la pillola per la coagulazione. Può prendersi l’aspirina?”. Il medico, prontamente e senza attese in sala può subito dire: “signora, assolutamente NO!”

      • Il gelataio ha detto:

        Può prendere l’aspirina ?!? Questo è un consulto, ma già siamo ai limiti della pericolosità.
        L’aspirina, in generala, potrebbe anche essere presa in concomitanza di altri farmaci, ma tante persone sono allergiche al principio attivo dell’aspirina! Prescrivere un farmaco per telefono è sempre pericoloso.

        Non banalizziamo le visite mediche, che oggi troppo spesso sono fatte in maniera superficiale.

        Concordo sul fatto che un consiglio od una spiegazione sono sempre ben accetti, soprattutto a distanza.

        • Ing.Gae ha detto:

          mea culpa. Ho omesso di dire che quella dell’aspirina era la tipica domanda del paziente abituale dello stesso medico. Ovvero la domanda posta comunque ad un medico che conosce la tua anamnesi.
          Comunque trattasi di consulto anche quello fatto ad un medico che non conosce la tua storia medica. Io in fondo sto chiedendo consiglio sull’associazione di medicine, non se la posso prendere a prescindere. Mi immagino che un paziente che oggi, a 60 anni, mi chiede se può prenderla, in passato l’abbia già presa.
          Tra l’altro sono informazioni che si trovano ben scritte sul foglietto illustrativo.

          • Salvatore Spataro ha detto:

            io mi immagino che se uno chiede se può prenderla, in passato non l’ha presa, al max, chiede, con queste medicine che adesso prendo, posso continuare a prendere l’aspirina ?

      • momentarybliss ha detto:

        si ma le visite in videochat saranno gratuite solo per un periodo, dopo si pagheranno. una visita dal medico generico per la questione dell’aspirina è gratis (anzi, per meglio dire, già la paghiamo con le nostre tasse). la gente che cerca e si scambia informazioni su sintomi e soluzioni on line sui forum è perché non le paga, se no sarebbe tutto un altro paio di maniche

        • Ing.Gae ha detto:

          Lo so ma vuoi mettere la differenza tra consiglio da ing. Gae al forum e il Dott. Astolfo Mendostaku iscritto all’ordine dei medici di Torino al numero 2255?
          Naturalmente il nome è di fantasia

  11. Blue Sky ha detto:

    Ho molte perplessità al riguardo… già ci azzeccano poco dal vivo, immaginiamo solo chattando… mah!

    • teob ha detto:

      tireranno i dadi ??? anzi no adesso tutti dovranno avere lo smartwatch che trasferisce i dati al medico, ti fa un prelievo quando meno te lo aspetti, tutto in automatico….

  12. lallo29 ha detto:

    Sì vabbe, e cosa ci guadagnano. Comunque google si sta allargando un po troppo, finché compra aziende di tecnologie e presenta quello che gli pare ma sempre nell’ambito tecnologico ok, ma secondo me non si deve immischiare nelle altre cose

    • mr verdicchio ha detto:

      Quindi con maps ed earth non doveva immischiarsi?

      • lallo29 ha detto:

        Io mi riferisco a quella cosa di costruire città e aeroporti, Google now ti ricorda di votare queste cose qua, non google maps

        • Andrea Antenucci ha detto:

          Il tuo ragionamento potrebbe essere giusto sotto alcuni aspetti. Ma bisogna considerare che l’azienda in questione ha talmente tanti utili che rimanere ferma ai soli servizi online significherebbe paradossalmente la sua morte (vedi lycos o la grave crisi di Yahoo di qualche anno fa o ancora BlackBerry).

          • lallo29 ha detto:

            Io comunque spero che rimane a fare quello che ha fatto fino ad adesso, non addirittura città, che vi fate fare il lavaggio del cervello da google con la scusa: “vogliamo rendere il mondo un posto migliore” si vabbe

  13. El Paro ha detto:

    C é da dire che può tornare utile quando non si ha la possibilità di andare da uno specialista…ad esempio quando si é in vacanza ,magari all estero, e i sintomi non sono così gravi da richiedere un intervento più serio ma neanche così leggeri da essere trascurati

  14. Android punto L ha detto:

    pagare per i punti di sutura dopo le inculate che rifila ai fandroid, mi pare il minimo.

  15. AngeLol Simili ha detto:

    La medicina non è un qualcosa che si vende. Non è giusto monetizzarla in questo modo, così come non è giusto sminuire il compenso di uno specialista che ha studiato e studia tutta la vita per voi, per noi, per dare il meglio che la medicina possa offrire al paziente. In un consulto resta fondamentale l’esame obiettivo del paziente ovvero presentarsi al paziente, visitarlo, stabilire un rapporto interumano che non e solo medico-malattia, ma è medico-malato, persona bisognosa di rassicurazioni e cure valide.
    Ora, cure valide non le si ottengono di certo davanti ad un monitor né su google search né con un medico in videochat che può solo fare ipotesi basandosi sul vostro racconto.
    Recatevi da un vero medico che vi ascolti con empatia e vi visiti con dedizione. La salute e una cosa importante.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com