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Nella giornata di oggi sono trapelate le prime informazioni ufficiali dell’interfaccia utente con alcune novità tra cui Project Svelte e Screen Zoom.
Nella sezione Behavior Changes sulla pagina di Android Developers troviamo riferimenti al miglioramento della funzionalità Doze che, introdotta in Android 6.0, monitora e limita il consumo della batteria quando il telefono è in stand-by svolgendo come abbiamo avuto modo di provare, un eccellente lavoro.
Viene inoltre introdotto il Project Svelte che punta ad ottimizzare l’utilizzo di memoria e il consumo di energia. Quando ad esempio avviene lo switch tra la rete WiFi e quella mobile, può succedere che tutte le applicazioni con accesso alla rete si “sveglino” automaticamente anche se non sono al momento in utilizzo; la stessa cosa accade quando scattiamo una foto o registriamo un video: tutte le applicazioni che hanno accesso a nuove foto e nuovi video possono svegliarsi automaticamente provocando dunque un consumo inaspettato e inutile di batteria e, nel caso, di dati.
Per le persone inoltre con problemi alla vista o che vogliono semplicemente ingrandire o ridurre la dimensione dei contenuti sul display, Android N consente la regolazione della densità che non potrà comunque essere inferiore a quella di un Nexus 4: sw320dp,
Potete scaricare la developer preview di Android N direttamente dal sito ufficiale a questo indirizzo e installarla o su una macchina virtuale oppure su un dispositivo tra:
- Nexus 6P
- Nexux 5X
- Nexus 6
- Nexus 9/9G
- Nexus Player
- Pixel C


Su macchina virtuale? In che senso?
Hai presente virtualbox?
Beh se non lo sai è un programma che da PC permette di simulare qualsiasi sistema operativo e quindi usarlo e provarlo. Ovviamente ce ne sono altri che permettono di fare ciò, io ho citato il primo che mi è venuto in mente.
Sì, uso VirtualBox, ma a quel punto serve una iso per x86. Hanno già aggiornato Android x86 di Intel a questa developer preview?
Oltre a virtualizzare l’hardware di un computer VBox permette anche di virtualizzare l’hardware di un telefono, dunque non c’è bisogno di nessuna versione x86. Un tool molto utile per semplificare l’installazione è Genymotion
Per emulare Android dovresti installare BlueStacks mentre per virtualizzare Android esiste: Androidx86
Emulatore:
Ci vuole un prog (emulatore) ke fa da interprete per il sistema ospitante e il Software della macchina da emulare ovviamente originale ;-)
L’emulatore si incarica di convertire le chiamate ke il software fa al sistema per cui è programmato.
X questo compito la macchina ke ospita un emulatore deve avere una potenza di calcolo parecchie volte (X) superiore alla macchina ke viene emulata… circa 6 volte più potente al momento… se le console aumentano le prestazioni si moltiplica quella variabile X non X+X bensì X elevato alla X
I simulatori:
creano un ambiente simulato di cio ke vogliamo… ma come detto in precedenza il codice è stato parzialmente o interamente e direi necessariamente riscritto per hardware completamente diverso ne consegue un aumento di prestazioni… ma a fronte di cio non abbiamo il vero gioco…
Virtualizzatore:
molto più vicini per funzionamento agli emulatori si differenziano invece perke non ricreano un hardware molto diverso anzi in più casi moto simile o del tutto uguale!!!!
A questo punto la domanda verrebbe spontanea: “e a ke mi serve di virtualizzare una machcina uguale alla mia attuale…”
Questa è la parte intrigante…. Diciamo ke usiamo Windows Vista…. (Ki??? Vorrei saperlo … cmq) …e data la sua scarsa compatibilità cn l’ambiente XP non vada un programma… un ambiente virtualizzato permetterebbe a quel dato programma di funzionare a velocità paragonabili alle effettive velocità (la leggera perdita di prestazioni è dovuta al fatto ke si dividono le risorse tra i due sistemi ke funzionano contemporaneamente) ma ancora più probabile un probrammatore ke usa un sistema cn UNIX e sviluppa giochi per un altri OS: supponiamo ke il gioco in questione verrà poi convertito per più piattaforme: Windows 32bit, Windows 64bit e Mac OS X.. questo povero programmatore dovrebbe avere un sistema Tri-boot (ossia installare su tre partizioni o HardDrive i tre OS e riavviare ogni volta vuole verificare il funzionamento su una o l’altra piattaforma)
Qui entra in gioco la virtualizzazione: attiva il programma ke virtualizza gli ambienti… installa i vari OS e magia senza mai riavviare prova il codice direttamente su 3-4-5 e più piattaforme anke contemporaneamente… hardware permettendo… ma se non lo permette virtualizzera un OS alla volta.. i vantaggi sono gia molti lavorare direttamente sul programma da ambiente Unix o altro e provarlo su altri ambienti senza mai dover compiere un reboot (riavvio).
Il virtualizzatore ricrea esattamente una macchina virtuale avente le medesime caratteristike di quella ke lo ospita non converte kiamate a componenti ricreati e non esistenti nella macchina come avviene in un emulatore quindi avra performance tipike della macchina Host.
Ormai le caratteristiche dei cellulari sn molto simili a quelle di un PC, ma avendo un processore ARM non credo si possano definire virtualizzazioni ma emulazione in quanto le chiamate alle periferiche nn hanno bisogno di essere ricreate emulando poiché esistono anche nei PC, vedi la usb, le camere, tastiera ma la parte logica come la CPU e il DSP audio non essendo compatibile fisicamente deve essere emulata e non virtualizzata.
Infatti Android x86 ha il codice necessario e ricompilare per processori Intel x86 compatibili quindi le chiamate vengono inviate direttamente alla nostra cpu senza emulare una di tipo ARM
Se non fosse stato per le abbreviazioni o per qualche erroretto, avrei detto che lo avresti copiato da internet ?
P.s. Miiii ho azzeccato tutti i congiuntivi! -cit.
Google mette a disposizione la “developer preview” (un’anteprima per gli sviluppatori) attraverso il sistema di sviluppo creato da loro. Praticamente Google offre già la possibilità di avere un “device virtuale” (AVD), ovvero una macchina virtuale configurabile ad-hoc per “emulare” uno smartphone/tablet/tv/smartwatch Android.
Per farla breve, tra gli strumenti di sviluppo per Android, con un click, si può accedere e avviare una macchina virtuale con Android N :-)
Non è molto chiaro nell’articolo effettivamente.
PS: Google utilizza qemu (che è tipo Virtualbox) per virtualizzare Android su PC. Qemu permette di avviare sia Android x86/x86_64 che Android ARM/mipsel. Tutto made in Google. Si, Google già offre Android x86 per gli sviluppatori, visto che fuori vengono venduti dispositivi con CPU Atom (che sono x86).
Niente Nexus 5? Speriamo che anche la release finale non abbia la stessa sorte!
Niente Nexus 5!?!?
Sarà per i 64 bit
Anche il nexus 6 è a 32bit… Ma siccome anche il nexus 4 è stato aggiornato fino a due anni, non me ne stupisco
Un po’ più di 2 anni con lollipop il nexus 4
Sì, infatti sembra che avevate ragione voi a sperarci… Vista l’ultima notizia??
Si, poco fa… Lo spero vivamente dato che sono un felice possessore di un nexus 5 ?
Neanche il nexus 4 ha ricevuto marshmallow, quindi secondo me nom c’è di cui stupirsi?
Su s6 edge?
Ahahah forse tra qualche mese vi arriva M, tranquilli
M su s6 lo stanno aggiornando tutti da 3 gg
Bene, meglio tardi che mai
Possibile che con il lancio di N venga commercializzato un nuovo Nexus? Giusto per stare al passo con i nuovi snap820 e sfornare un top gamma con l’ultima release di Android. È un’idea stupida?
Il rilascio definitivo molto probabilmente sarà nel solito periodo, quindi non credo che mancherà un nuovo nexus
dite che posso rischiare a installarla sul huawei p8?