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I dispositivi supportati da Android hanno dimensioni e forme notevolmente differenti, livelli di performance drasticamente agli antipodi e così anche l’ampiezza del display. Inoltre, vi sono numerose versioni diverse del sistema operativo del robottino verde attive nello stesso istante, il che aggiunge un altro strato di frammentazione.
Ciò significa che sviluppare applicazioni adatte a lavorare sull’intero range di dispositivi Android può essere estremamente difficoltoso, oltre che dispendioso in termini temporali.

Quest’anno abbiamo visto continuare il trend di quello precedente: ancora più device e ancora più diversificazione nel mercato. Il numero di marchi è aumentato spropositatamente: Circa 1000 aziende manufatturiere di smartphone tre anni fa non esistevano.
Samsung rimane la leader del mercato, nonostante abbia visto calare la sua fetta di share dal 43% al 37,8% in un anno, ma non è propriamente in perdita economica poiché il mercato, di per sé, continua a crescere a ritmi esilaranti.

Il grande pregio dell’ambiente Android, dal punto di vista dell’acquirente, è sempre stata la possibilità di scegliere e comprare il dispositivo su misura per le proprie esigenze tra una vasta gamma di prodotti. Esattamente il contrario di Apple.

Ed ecco infine un grafico che illustra la suddivisione delle varie versioni Android nel tempo.
Credete che ci siano troppi brand, o che sia giusto che il mercato abbia una scelta così ampia e variegata? Fatecelo sapere nei commenti.
Un sistema distribuito liberamente è ovvio che abbia frammentazione,chiunque può usarlo,le varie distro basate su linux/unix insegnano…. La cosa diventa preoccupante quando qualcuno prova a venderla la sua distro come fa apple per capirci!
Perché preoccupante? Ci sono (o c’erano) varie distro a pagamento anche di Linux…
Perché nasce open source,e le distro sono open source nella loro interezza.
Ma più preoccupante questa tua ricerca dell’ovvio,amiGo.
Ricerca Dell ovvio? Amigo? Ma chi ti conosce?
Open source e gratis sono cose differenti a casa mia…. Anche Android è open source ma se fai root o sblocchi bootloader e perdi la garanzia vedi che decade il significato di open source!
Secondo la legge Europea non perdi la garanzia se modifichi un dispositivo che hai regolarmente comprato….Ma questo non è davvero un esempio che rende l’idea,è solo un altro discorso farraginoso che mostra solo i tuoi limiti…
Bene vedo che sei ferrato in legge, un po’ meno nella pratica.
Garanzia o meno,come honscritto open source e gratis sono cose differenti, ma vedono fai finta di non leggere.
Pure questa è una questione che hai posto da solo:Io non ho mai detto che open source e gratis sono la stessa cosa.Ammonivo solo al fatto che qualcuno vende qualcosa che altri danno gratis…Almeno questo era quello che volevo fare intendere.
Ti sei mai chiesto quelli che lo vendono a pagamento cosa offrono on più. Ti scarichi e installi una distro e se hai problemi di driver o con le stampanti? Ore di forum per cercare una soluzione.
Distro Oracle a pagamento su un server, 1 problema 1 telefonata 2 ore e problema risolto.
La differenza c’è ed è molto tangibile e quantificabile in euro.
Ennesima questione sollevata non attinente con quella in oggetto.Quell’azienda come altre NON vende distribuzioni ma servizi di assistenza….
Apple cosa ti vende? Hw sw e assistenza
No,ancora non ci siamo: tu hai tirato fuori Oracle che come RedHat vende assistenza su software libero.
Io parlavo in generale….
‘I ritmi esilaranti’ sono esilaranti! :-)
Anche l’idea di un’azienda produttrice di smartphone manifatturiera ((che per i più distratti specifico essere un composto di mani e fare (fattura/fattezze -> fatto -> fare + mani)).
E comunque, Alberto, capisco che i tasti i e u suano vucunu, però su scruve manifatturiera… ?
Google dovrebbe imporsi ancora di più sull’utilizzo delle ultime 2 distribuzioni di android, ci sono brand che rilasciano dispositivi con 4.4 o addirittura 4.2
Allora io che faccio un defrag una volta al mese, non serve a nulla…
? ?
QUESTO è il commento che dovrebbe stare in cima con più voti di tutti!
Hai vinto
forse per gli sviluppatori la presenza di più versioni dell’os può essere un problema (ma allora anche di windows sono in circolazione diverse versioni del sistema, tra vista, 7, 8.1 e ora 10), ma a mio avviso all’utente finale medio non frega assolutamente nulla. chi sceglie android sa che potrà farci di base determinate cose, indipendentemente dalle versioni. poi c’è la personalizzazione dei singoli brand, che ben venga, in quanto solo in questo modo si può offrire una vera scelta. e in ogni caso, l’alternativa alla frammentazione di android quale sarebbe? avere un os diverso per ogni produttore? ma sai che casino, e per di più non esisterebbe un market concorrente a quello di apple
Secondo me ci sono troppi brand :/
Da sviluppatore non vedo tutti questi problemi: utilizzo come base KitKat e adatto le visualizzazioni ai formati più usati. Poi se ci sono utenti che riscontrano problemi di visualizzazione creo nuove visualizzazioni di volta in volta (è un copia-incolla di un xml e un riassestamento grafico per la maggior parte delle volte).
un sistema open porta forzatamente alla frammentazione . credo che in genere porti più pregi che difetti
La realtà tutta è un infinita frammentazione! Credo che la frammentazione sia la via migliore proprio perché non si sa esattamente dove porterà e perché le idee veramente geniali nascono molto spesso in modi e luoghi non previsti.
Ma coma si fa a dire che è un “Punto di Forza”????
La frammentazione è causata dalla corsa forzata a produrre sempre nuovi terminale e dalla mancanza di tempo e decisionale a non aggiornare i vecchi. Tutto qui. Non è che oggi “Pincopalla” crea un nuovo prodotto da 100€ e visto che non ha molta potenza decide di mettergli JellyBean per dare una esperienza utente decente all’utilizzatore e quindi si “ringrazia” che ci sono SO vecchi. No. Oggi esce uno smartphone da 100€ con Lollipop 5.0 e così rimane per sempre perchè non gli interessano aggiornarlo.