Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara

24 Ottobre 201485 commenti
Project Ara è sicuramente no dei progetti che maggiormente incuriosisce gli utenti e tutti gli amanti di tecnologia. La possibilità di poter assemblare il proprio smartphone a seconda delle esigenze e del portafoglio, scegliendo personalmente i vari moduli, è un’idea molto accattivante. Purtroppo ancora ci vorrà molto per vederla sul mercato anche se Google sembra avere le idee molto chiare.

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Per poter permettere un assemblaggio più rapido e semplice, BigG starebbe pensando alla realizzazione di uno store apposito tramite il quale poter reperire ogni singolo modulo per il nostro smartphone.

Lo stesso Paul Eremenko, durante un’intervista alla Purdue University, ha annunciato l’apertura di uno store online tramite il quale sarà possibile acquistare i moduli sviluppati dagli sviluppatori tramite MDK. Ma non solo, infatti, ogni produttore potrà mettere in vendita il proprio modulo: 

“By following the Android model, we are creating a free and open platform. The Ara MDK is free and open and available to everybody, so everybody could create a module per the specifications of the developer’s kit and put it in the Ara module marketplace, which is analogous to the Google Play store, and sell directly to consumers.”

Sicuramente un’ottima idea che servirà a far crescere ulteriormente il progetto. Chissà quando lo vedremo online.

 

85 risposte a “Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara”

  1. il lollatore ha detto:

    Lol primo

  2. Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara - WikiFeed ha detto:

    […] (…)Continua a leggere Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara su Androidiani… […]

  3. […] (…)Continua a leggere Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara su Androidiani… […]

  4. […] (…)Continua a leggere Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara su Androidiani… […]

  5. pepin ha detto:

    due sono le cose: o rivoluzionerà il mondo degli smartphone, o sarà il flop del secolo, non vedo vie di mezzo!

  6. […] (…)Continua a leggere Google pensa ad uno store per la vendita dei moduli di Project Ara su Androidiani… […]

  7. Giuseppe79 ha detto:

    processore i7
    ram 32 GB

    memoria 1TB
    schermo 42″ QHD
    batteria 1 Ah
    connessione intergalattica + bleutooth 8.0
    wi-fi 802.11ZZ

    • Emanuele Cannone ha detto:

      La batteria è piccola guarda ahahahahahah il tempo del boot e si spegne :D

      • Rintintin ha detto:

        Mi sa si è dimenticato il mega dietro ampere ora ahah

        • Emanuele Cannone ha detto:

          Alimentato a fusione nucleare ahahahahahah xD

        • aleK07 ha detto:

          Ma le batterie sono in milliampere non in megaampere. Sbaglio?

          • Rintintin ha detto:

            Non sbagli

          • Emanuele Longo ha detto:

            Sbagliate entrambi perché quello che dite non ha senso.. È come dire che la nutella è venduta in grammi piuttosto che in chili… È la stessa cosa..

          • Rintintin ha detto:

            Hai ragione pure tu… Ma per convenzione la capacità di una batteria si misura in milliampereora, esattamente come i barattoli di nutella si misurano in grammi… Poi ovviamente se vuoi dire 500 grammi o mezzo chilo hai sempre ragione. Alek07 credo chiedesse dei milliampere, per via del fatto che non credo abbia capito la mia battuta sui mega ampere poco piú in alto. Buonagiornata.

      • zio_rick ha detto:

        Ma scusate…attaccate un aviatore con il 12 volt e ve lo portate a spasso no??? :D

      • Emanuele ha detto:

        Esagerato. Non mostrerà nemmeno il logo e si sara già scaricato

    • robottino verde ha detto:

      ti serve un reattore Arc per far girar quella roba, chiedi ad Iron Man

    • realtebo ha detto:

      Ah, è esattamente il cell che ho buttato via il mese scorso, sono passato ad un 60” curvo, sai com’è.

      E poi mancava l’NFC.

  8. sailand ha detto:

    continuo a pensare che sara’ una bolla di sapone che prima o poi scoppiera’ a fronte dei problemi di inaffidabilita’.
    centinaia di instabili contatti elettrici non saldati gia’ bastano a farne un incubo, poi penso agli attuali top di gamma che persino loro soffrono di buchi e immagino che incubo fare un software stabile e poi costose complicazioni costruttive, dimensioni enormi per l’ impossibilita’ di compattare tutto in un unico circuito e via cosi’.
    non credo che arrivera’ mai ad una vera produzione e commercializzazione, mi puzza di qualche sorta di magheggio finanziario alla prendi i soldi e scappa.
    per ora tante chiacchiere ma si son solo visti dei cubetti piu’ rozzi del lego degli solo di un gioco d’ infanzia.

    • Rintintin ha detto:

      Dicevano anche che andare nello spazio era pura fantascienza… Dicevano che volare era per sognatori…. Dicevano che la terra era piatta e la tubercolosi non poteva essere curata… Io direi che se c’è un azienda che può farcela a realizzare un progetto cosí ambizioso, google è quella giusta…. Bisogna poi vedere se saprà valorizzarla bene o sarà un megaflop come giustamente dice pepin

      • sailand ha detto:

        ma certo che e’ possibile arrivare a certe vette “fantascientifiche”,
        il problema e’: a che costi?

    • LucaFrance Traverso ha detto:

      scusa perche’ la tua sim ti da’ problemi, e la tua micro sd? eppure non sono mica saldate ma hanno contatti a tocco, basta avere un blocco che non fa muove i componenti montati come per la sim e la sd.

      • sailand ha detto:

        quanti contatti ha una sim o una sd?
        un banco di memoria o peggio un microprocessore ne ha diverse decine e ancor di piu’.
        fattibili tanti contatti non saldati? certo ma a patto di avere superfici di contatto adeguate e quindi ingombri conseguenti.
        allora avremmo ram e processori a zoccolo delle dimensioni di quelli usati nei pc portatili, cioe’ incompatibili con le dimensioni di un telefonino.

        • LucaFrance Traverso ha detto:

          mi sa che non hai capito tanto di questo progetto, i mattoncini che formeranno lo smartphone avranno contatti tipo batteria o SIM , i banchi memoria esempio da te citati saranno montati all’interno dei BLOCCHI quindi quello che dici non ha senso.

    • italba ha detto:

      NON SONO contatti elettrici, i segnali passano via “capacitiva”. Insomma, i conduttori sono vicini ma non in contatto.

      • robottino verde ha detto:

        vero, ma la sostanza non cambia

        • italba ha detto:

          Quale “sostanza”? Anche le saldature e le piste dei circuiti stampati possono guastarsi! Un telefono completo costruito con questi moduli FORSE potrebbe costare qualcosa in più di un telefono tradizionale, ma la possibilità di aggiornarlo sostituendo solo i pezzi che si vuole cambiare è senz’altro più economica che buttare via tutto e comprare un telefono nuovo!

          • robottino verde ha detto:

            La sostanza di quello di cui stavamo parlando: possibile instabilità nei contatti. Il fatto che questi siano capacitivi (che peraltro è ovvio da un punto di vista fisico) non significa assolutamente che siano stabili in una struttura modulare.
            Le piste dei circuiti stampati possono sicuramente guastarsi ma non sono minimamente cosi esposte.
            Il progetto è potenzialmente rivoluzionario, ma ha una quantità di problemi ENORME lato teconologia e forse soprattutto dal lato economico.
            Detto questo speriamo vada in porto io sono fiducioso al contrario di sailand ma ci sono dei problemi evidenti

          • italba ha detto:

            Ma un contatto elettrico non è minimamente paragonabile ad un accoppiamento capacitivo! Basta un velo di ossido da pochi micron, un granello di polvere o un po’ di sporco e il contatto non c’è più, mentre l’accoppiamento capacitivo continua a funzionare come prima. Ad ogni minimo movimento del modulo il contatto striscia e causa disturbi, quello capacitivo no, anche per movimenti relativamente ampi. Ovviamente questi accoppiamenti richiedono dell’hardware aggiuntivo (amplificatori) e tutto quello che non c’è non si rompe, ma si tratta di componenti talmente diffusi e a basso costo che il rischio di malfunzionamenti è pressoché inesistente.

          • sailand ha detto:

            mi sa che non hai esperienza pratica di condensatori, specie mobili. te li sogni i movimenti ampi, l’ indipendenza da sporco.
            ci sono ossidi che non conducono ma ossidi che conducono (inficiando il funzionamento capacitivo) lo stesso per polveri e altri materiali estranei
            una capacita’ con un segnale elettrico alternato (cioe’ ogni tipo di trasmissione di informazioni a mezzo elettricita’) puo’ produrre vibrazioni al punto che ci sono altoparlanti basati su tale principio.

          • italba ha detto:

            Mi sa che non hai la più pallida idea di quello che dici. Gli accoppiamenti capacitivi sono reciprocamente ISOLATI, chissenefrega se ci sono degli ossidi conduttivi in mezzo! E secondo te l’ampiezza dei segnali tra questi moduli è abbastanza forte da causare delle vibrazioni meccaniche? Ed i movimenti ampi, relativamente a questo tipo di moduli, possono essere più di un decimo di millimetro?

          • sailand ha detto:

            no, non ho la piu’ pallida idea di quel che dico, in fondo mi interesso, studio, lavoro con elettronica e informatica da solo una quarantina di anni, e da 15 per un colosso mondiale del settore.

            alla fine che mi frega di difendere una semplice opinione? l’ ho scritta ma poi dalla discussione sul merito si passa all’ attacco personale.

          • italba ha detto:

            Davvero è tanto tempo che ti interessi di elettronica ed informatica e non sai che quando si parla di condensatori c’è sempre UN ISOLANTE in mezzo? E se lo sai perché diavolo vieni fuori con il tuo “ossido conduttivo”? E davvero mi vieni a parlare di vibrazioni meccaniche indotte da segnali dell’ordine del milliwatt, se va bene? Ma chi credi di prendere in giro, è già tanto se hai finito la scuola media!

          • sailand ha detto:

            non scherziamo! le saldature possono rompersi ma una connessione non fissa, elettrica o capacitiva che sia, e’ soggetta a molte piu’ forme e percentuali di guasti.

            poi questa storia delle connessioni capacitive mi puzza.
            non credo che l’ alimentazione dei vari moduli possa essere a contatti capacitivi, ogni capacita’ e’ un filtro elettrico che puo’ disturbare i buffer dati, possono creare picchi di corrente dannosi per certi componenti elettronici e via cosi’.
            insomma evitare problemi di contatti instabili per crearne altri di altro tipo non mi sembra un grande affare.

            ma alla fin fine pure funzionassero, ingombrerebbero tutti questi contatti e loro contenitori e costerebbero avendo quindi piu’ ingombri, piu’ peso e piu’ costi a parita’ di hardware.
            siete disposti ad accettare telefoni modulari ma piu’ ingombranti, piu’ costosi, piu’ pesanti e meno affidabili?
            vi siete mai chiesti perche’ non si facciano pc portatili da assemblare come i fissi?
            vi siete soffermati a pensare che i moduli sostituiti sono una perdita netta? non sono un telefono sostituito che si puo’ tenere di scorta o rivendere o passare a qualcun altro.

          • italba ha detto:

            L’alimentazione, da quello che si vede dalle immagini, è costituita da un “binario” dove passa la corrente della batteria e dove si agganciano i vari moduli. Gli accoppiamenti capacitivi non sono certo una novità, e se il progetto Ara partirà, stai tranquillo che funzioneranno alla grande. Per fare l’ingegnere progettista da Google una certa esperienza devono pure averla, non pensi? Riguardo la convenienza o meno di questi moduli, il concetto non è se un telefono “normale” costa di più o di meno dello stesso telefono costruito con questo sistema, ma se RIESCI a trovare un telefono “normale” fatto esattamente secondo le tue esigenze! Qualcuno vuole un processore potente, qualcun altro uno schermo ad alta risoluzione, una batteria più grande, memoria aggiuntiva, e tutto quello che ti può venire in mente, con questo sistema puoi farti il telefono che vuoi tu. Per non parlare poi di possibili moduli specializzati, tipo fotocamera con zoom ottico, telemetri laser, interfacce per misure mediche… E poi, infine, dovresti spiegarmi perché un modulo sostituito non si possa rivendere!

  9. momentarybliss ha detto:

    sinceramente, questo progetto lo vedrei molto più appropriato in ambito tablet

    • Frappo ha detto:

      Infatti secondo me sarà un 6″ di base o comunque le dimensioni e il costo creeranno diffidenze ai più (vedi nex6), su un tablet da 10″ sarebbe stato tutto più facile.

    • mr verdicchio ha detto:

      Io ho un vecchio vaio del 2006, con uno schermo da 17″ FHD bellissimo, un lettore-masterizzatore blu ray, una scheda video (ge force 740) ancora decente, ma ha una piastra madre che regge solo 2gb di rame un vecchio centrino duo da 1,5 ghz. Se potessi cambiare procio e piastra madre, ci metterei sopra win 8.1 e lo userei ancora benissimo. Invece lo devo pensionare.
      fosse stato fisso gli avrei fatto un upgrade, poterlo fare anche ai cellulari sarà una figata.

  10. giggi85 ha detto:

    È impossibile fare una gamma adreno compatibile con una sola scheda madre? Non mi pare.
    Idem per i moduli fotocamera, ram, processore (stesso socket come coi pc). L’unico problema sarebbero i driver, non mi pare insormontabile, ormai tutti compilano tutto, anche stampanti vecchie di 15 anni. Sarà un successo :) spero..

    • italba ha detto:

      Il processore grafico ben difficilmente può essere separato dai “core”, sta nello stesso SOC.

  11. LucaFrance Traverso ha detto:

    io personalmente poter scegliere cosa voler montare nel mio smartphone la vedo un vantaggio sia sotto l’ aspetto prestazionale sia per il mio gusto /uso e poi avrei con poca spesa sempre un device all’ avanguardia, inoltre se oggi non posso permettermi tutto il meglio, lo posso comprare in vari step, e se acquisti le 2 tipo di strutture (piccola e grossa) avrei la possibilita’ di avere 2 tipi di device con una spesa irrisoria e soprattutto senza sbattimenti di trasferire file contatti o altre cose

  12. robottino verde ha detto:

    giusto Google poteva buttarsi in un ginepraio del genere!
    il grosso problema è che potrebbe non avere successo anche se riuscissero a centrare il bersaglio.
    ho mille perplessità ma l’idea è potenzialmente rivoluzionaria, c’è poco da aggiungere:

    grandi :)

    • simoneusala ha detto:

      Io non ho capito poi come si gestirebbero le varie versioni software di android, e credo che sia proprio lì il problema: se ogniuno avrà uno smartphone a suo piacimento, le varie rom, non tanto android aosp, tipo cyanogen mod o paranoid, saranno difficili da adattare ad ogni singolo smartphone, perché ci saranno miriadi di modelli unici e diversi tra loro… In questo caso bisognerà uniformare il più possibile le rom in modo da poter funzionare su di un device che abbia il minimo di funzionalità e potenza di modo che su quelli più prestanti poi sia la stessa versione che però é sfruttata a pieno dall’hardware

      • Frappo ha detto:

        Android L supporta il cambio di hardware, quindi qualsiasi rom sarà compatibile con qualsiasi hardware (che sia supportato da Android L, quindi con determinati standard)

        • Guido ha detto:

          Probabilmente faranno come si fa ormai da decenni per i pc: distribuiranno ogni singolo modulo con annesso driver. Alla fine le distribuzioni android per questo progetto saranno solo un sistema operativo pulito.

      • realtebo ha detto:

        Faranno Android ARAAOSP .. impronunciabile

  13. Elias Koch ha detto:

    Speriamo che facciano la giusta mossa con il “solo” store online. Il grosso dell´utOnza va nei negozi a farsi intortare con terminali antichi..Ci vorrebbe una vera campagna di acculturamento delle greggi, o una diffusione capillare nei vari saturn, madiaworld etc.

  14. MattD ha detto:

    Prima o poi qualcosa del genere arriverà. Il problema è il quando. Al momento dubito che si abbia la tecnologia adatta a rendere questo progetto possibile per un consumimo su larga scala… Spero però di sbagliarmi perché, ovviamente, questo progetto sarebbe a dir poco una rivoluzione totale… Speriamo bene và, io non vedo l’ora di averne uno sotto mano! :D

    • pacman ha detto:

      esistono da tempo i componenti per assemblare pc anche super potenti… quanti lo fanno?! sarà comunque un successo per gli amanti del genere ma i più lo comprano già assemblato/confezionato… poi se hanno problemi lo portano ad aggiornare/sostituire… sarà una figata per intenditori

      • gasti89 ha detto:

        Però sui PC è l’esatto contrario che sugli smartphone: assemblandolo hai tutto al top, mentre in bundle trovi ciò che più conviene per le tue esigenze. Su smartphone invece hai le 3 fasce, nelle quali bene o male è tutto uguale.
        I moduli secondo me potrebbero servire anche ai meno smanettoni, ad esempio chi vuole una fotocamera al top, ma non gliene frega niente di avere lo Snap805, piuttosto che 3gb di RAM o 5.5″ di schermo.

        • pacman ha detto:

          sono d’accordo… ma i di più e tra questi, solo quelli più attenti, se lo faranno assemblare in negozio..
          inoltre credo che in effetti i prezzi non saranno proprio inferiori rispetto un telefono già pronto confezionato, anzi… molto probabile che visto si tratta di componenti di una certa fascia relativamente alta, non avrebbe senso il contrario (chi si assembla un bidone???), per soddisfare appunto questi personaggi esigenti… che possiamo essere noi per esempio, e che quindi vogliono il top (quello che propriamente conta di più per ciascuno di noi) saremo disposti a pagare anche un po’ di più sicuri di avere però un pezzo unico e fatto da noi!!!
          Secondo me è un idea geniale per gli amanti del genere, che non mancheranno!
          Sarebbe bello assemblarsi anche un tablet… anche un portatile… ma anche una lavatrice, una tv, un frigo… :)

          • dagosjt ha detto:

            Questo si… Nel senso che se lo switch è veloce come annuncia il marketing, uno potrebbe avere i moduli standard sul telefono, e poi uno schermo tablet con per esempio modulo batteria e memoria aggiuntiva e altro che può avere senso solo sul tablet che stanno sempre lì. Quando serve, stacca i moduli dallo smartphone, li attacca sul tablet e hai esattamente il tuo stesso strumento solo con il display più grande.
            Insomma una specie di Padfone, se i tempi di stacco/riattacco dei moduli sono vicini a quelli di inserimento del padphone nel suo tablet abbiamo realizzato lo stesso concetto ma con tutt’altra veratilit

        • realtebo ha detto:

          Esatto, io mi fari l’805 con 2 gb di ram, schermo 5 e NESSUNA fotocamera.
          E sarei l’unico a comprare l’NFC, non immagiante quante decine di combinazioni di usi ne posso fare

      • MattD ha detto:

        Il paragone ci sta tutto… Ed avere la stessa possibilità di scelta potrebbe essere veramente spettacolare! Ovviamente non tutti sarebbero interessati a qualcosa del genere, esattamente come col pc… Ma per chi è un attimo più informato (e ne ha la necessità) sarebbe la fine del mondo… Un cellulare cucito sulle proprie necessità, virtualmente eterno e sempre aggiornabile… Chi ha un minimo di passione e senso pratico secondo me non se lo lascerebbe sfuggire! Quindi, in definitiva… A lungo termine, potrebbe essere una cosa meno “di nicchia” di quel che può sembrare! :)

  15. dagosjt ha detto:

    Il progetto ha senso solo perché ognuno può avere “il piacere” di costruirsi lo smartphone dai componenti “perfetti”, o per avere la possibilità di avere un modulo particolare che usa raramente e che può montare ad hoc in quei casi.

    Ma dal punto di vista economico non regge alla strategia di rivendere il precedente telefono (quindi recuperando una parte dei denari) per prenderne uno nuovo, con unica accortezza quella di fissare come data d’acquisto qualche mese dopo l’uscita.

    Esempio pratico, prendendo per buono il trend degli anni scorsi dei Note.
    A Natale un Note4 probabilmente si troverà nuovo intorno ai 500€. Un Note3 dovrebbe mantenere un valore sul mercato dell’usato di almeno 250€.
    Siamo sicuri che con il project Ara non andremmo a spendere 250€ per mantenere il telefono “sempre aggiornato” e al top andando a comprare il nuovo processore, il nuovo schermo, la nuova fotocamera e via dicendo?

    Questa strategia economica è ancora più evidente se si considera l’annata precedente, ovvero differenze tra Note3 e Note2 che dovrebbe mantenere un valore di mercato di circa 150€, dunque “investendo” circa 100€ all’anno si avrebbe costantemente un device di tutto rispetto (che è la strategia che sto tentando di seguire :D ) ovvero un top di gamma dell’anno precedente che tra l’altro viene ormai costantemente aggiornato anche via software da praticamente tutte le case produttrici.

    Insomma il “rischio” che vedo è quello che già succede con i PC, ovvero per le persone comuni, e anche per i più “smart”, è spesso più conveniente prendere l’offerta del momento al SuperMegaStore di turno piuttosto che assemblarsi da soli il PC con le componenti preferiti, che rimane un attività che esiste e sarà pure meritoria, ma certamente marginale.

    • Elias Koch ha detto:

      il discorso é valido, ma mi chiedo, visti i passi fatti nel campo telefonia, si é passati dal telefono a ghiera a quello a tasti incrementando le qualitá, la semplicitá etc, poi momento di stallo, tutti avevano il tel “perfetto”, nasce il cellulare..gara a miniaturizzare..i display a colori e fotocamera, internet, schede di memoria, mercati online di giochi.. Come il mercato si saturava veniva introdotto qualcosa di nuovo per farlo rinascere. Il mercato adesso é praticamente saturo, e la corsa al potenziamento non ha piú tanto senso. Da qualche parte si dovrá virare, magari questa é la soluzione. I pc sono nati assemblabili e si sono sempre piú mossi in direzione del “pacchetto completo”. Gente che se li crea da sola ne esiste, ma son pochi..Gli smartphone sono nati a pacchetto chiuso, e se questa fosse la naturale evoluzione?

      • dagosjt ha detto:

        Magari l’evoluzione saranno gli smartwatch.
        Pensa ad uno scenario del genere che supponiamo tra 5 anni sia realtà.
        La prima cosa è che vengano superati gli attuali limiti delle batterie, la seconda è che ci sia tutti sicuri che troppa potenza wireless non faccia danni seri alla salute.

        Metto insieme cose che già esistono almeno come prototipi, immagino questo:

        – Lo smartwatch diventa il “centro pensante” con uno schermo minimale per operazioni basilari. Già quelli usciti hanno praticamente le caratteristiche hardware di un Moto G, nel senso che tecnicamente parlando non credo ci voglia molto a mettere nello stesso spazio fisico 1 Gb di RAM invece di 512 Mb, e 8/16 Gb di ROM invece di 4Gb ad accompagnare lo Snap400.
        – Ha una batteria molto più performante, il cinturino stesso eventualmente è una batteria curva che consente di avere la carica necessaria ad arrivare a sera in caso di utilizzo molto intenso senza dover ricaricare.
        – Accetta una ricarica wireless molto ottimizzata, ovvero senza la necessità di toccare la basetta di ricarica. Questo significa che basta mettere il caricatore wireless sulla scrivania dove si lavora o si studia, o sul comodino, o in auto, e lo smartwatch inizia immediatamente a ricaricarsi.
        – Viene potenziato quello che ora è il Miracast, ovvero trasmissione video wireless senza lag. Questo significa che il compagno dello smartwatch diventerà semplicemente uno schermo con batteria che riceverà il segnale video. Uno schermo più grande sarà usato come tablet, uno un po’ più piccolo come telefono che ha comunque le sue comodità, un monitor sarà un PC.
        – I vari monitor, ma anche mouse, tastiera, hard disk e altro saranno tutti ricaricabili con lo stesso meccanismo. Significa che una volta che ho il caricatore in ufficio, sul tavolo non avrò un filo, e l’elaborazione sarà tutta dello “smartwatch”. Mi siedo e devo solo accendere il monitor per iniziare a lavorare!
        – Non esisteranno le SIM (vedi Apple SIM) quindi un’altra cosa in meno da mettere dentro e connessione ovunque con un singolo piano voce/dati.

        Detta sinceramente, a me non sembra siamo troppo distanti da questo scenario

        • Elias Koch ha detto:

          interessante alternativa. Vedremo cosa succederá, tanto un cambiamento penso che avverrá a breve (anni)

        • Frappo ha detto:

          Ma che c’entra con project ara? Gli smartwatch non diventeranno mai assemblabili per via delle ridotte dimensioni

          • dagosjt ha detto:

            Fantasticavamo su cosa ci riserverà il futuro, forse sarà project ara, forse un “super smartwatch”.

            Chissà, potresti anche vedere il super smartwatch come modulo project ara indipendente, che te lo porti al cinturino quando vuoi solo quello, e lo inserisci insieme agli altri pezzi quando vuoi schermi più grandi…
            Pensa a come è ora il Padfone, invece di inserire il telefono nel tablet inserisci lo smartwatch nel telefono o tablet ;)

    • gasti89 ha detto:

      Penso che il tutto starà nel quanto google farà pagare i componenti. Considerato il costo irrisorio (in termini di componenti) che i produttori hanno nel costruire smartphone, e considerato che una volta che il telefono ce l’hai, il costo di software, sviluppo, app e compagnia cantante è già stato versato, forse forse forse i singoli moduli avranno un costo irrisorio, a parte magari il SoC.
      Tutta pura teoria eh

  16. TheFender91 ha detto:

    Veramente i contatti (a quanto ne so) non esistono se non per l’alimentazione, lo scambio di informazioni tra i componenti avviene attraverso una micro-rete cordless endebbed..una sorta di pico-net con protocolli proprietari…il che è davvero rivoluzionario ;)

    • simoneusala ha detto:

      Sarebbe? Tipo una connessione wireless all’interno del device per la comunicazione tra i componenti?!?!?!? O.o é rivoluzionario sì, ma a discapito della batteria, dovranno iniziare a farle da 5k mAh per un 4 pollici

      • Rabber ha detto:

        Aspetta non gorei sbagliarmi ma 5k mAh = 5000 mah il che significa che senza fare troppi simboli è uguale a 5 Ah

        • simoneusala ha detto:

          Si ma le batterie hanno l’unità di misura in mAh, anche se negli ultimi anni sono tutte superiori ai 1000 …

    • Frappo ha detto:

      Sono un’evoluzione dei contatti ma sono sempre contatti.

  17. alex ha detto:

    Sarebbe davvero bello se mettessero anche nei normali smartphone una batteria integrata (molto piccola) e una removibile. Così si può usare il tel sotto carica senza rovinare la batteria. :)

    • Frappo ha detto:

      Sarebbe una buona idea, anche per cambiare batteria al volo quando una si scarica. Un altra bella idea sarebbe la standardizzazione dei formati, magari in base ai pollici del display, così da rendere molto più semplice ed economico l’acquisto di una batteria secondaria.

  18. Riccardo Cavezzini ha detto:

    Opzione 1 applicare subito una case bella rigida, onde evitare che, tirando fuori lo smartphone dalla tasca, cade qualche pezzo tipo il processore, allora si che saremmo Rovinati. Opzione 2 munirsi di colla vinilica ed incollare il tutto prima dell’utilizzo modello art attack.

    • simoneusala ha detto:

      E poi ci fai la cover con la carta da cucina e abbondante colla vinilica diluita con ⅓ di acqua, così sì che sarà al sicuro! ;-D

    • Frappo ha detto:

      Pare che la cover ci sia già, cioè bisogna aprirlo per cambiare i componenti, comunque sempre meglio un’altra per evitare l’effetto “nokia 3310“, cioe se cade piano non si apre, poi più forte lo fai cadere e più componenti si smontano (tutti rimontabili, ovviamente)

      • realtebo ha detto:

        se mi dicono che cadendo ‘fa come un 3310’ lo compro SUBITO, qualsiasi costo io debba sostenere

  19. pentola ha detto:

    Come i PC. Prima erano fatti e finiti, poi gli assemblati li hanno soppiantati in pochi anni.
    Per me sarà un successo.

    • coperchio ha detto:

      non mi pare sia stato un successone sui computer, non a caso i problemi di compatibilità si fanno sentire anche oggi.

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