HenBox, il malware che colpisce gli smartphone Xiaomi

15 Marzo 20185 commenti
È stato recentemente scoperto dai ricercatori di Palo Alto Networks HenBox, un nuovo malware che sembra prediligere i dispositivi Xiaomi.

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Il malware si nasconde in alcune app Android perfettamente legittime caricate sul Play Store, come quelle che consentono la connessione a una VPN, ma il più delle volte è stato rinvenuto all’interno di app scaricate da fonti “alternative”.

HenBox è in grado di raccogliere numeri di telefono in uscita con il prefisso cinese 86 e di accedere al microfono e alla fotocamera degli smartphone infetti, oltre a cercare di sottrarre all’utente ignaro quanti più dati personali possibile da chat e social networks.

I principali bersagli del malware sembrano essere gli uiguri, una minoranza turcofona di religione musulmana residente principalmente nella regione dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina. In questa zona, infatti, gli smartphone rappresentano la principale via di accesso ad internet.

Probabilmente la ragione dietro la diffusione di HenBox è di tipo politico, in quanto quest’ultimo sembra andare alla ricerca di soggetti probabilmente legati a cellule terroristiche.

Per evitare contagi è come sempre consigliabile installare app solo da fonti attendibili dopo averne letto le recensioni, aggiornarle non appena possibile e tenere d’occhio richieste di permessi “sospette”.

 

5 risposte a “HenBox, il malware che colpisce gli smartphone Xiaomi”

  1. davide ha detto:

    Si ma ragazzi… Il titolo è puro clickbait perchè gli xiaomi si stanno diffondendo da noi…
    Non dico che poi l’argomento venga spiegato male, ma di sicuro il titolo è volutamente largamente…beh un clickbait. Sono sempre più deluso dalla scarsa qualità degli articoli che parlano di problemi di sicurezza Android sui blog appunto che parlano di Android, probabilmente perchè l’ “esperto medio” di android non ha sufficienti elementi per parlare di sicurezza in modo esaustivo, penso che spesso farebbero meglio a “glissare” certe notizie, ma chi sarebbe risposto a rinunciare a dei buoni click sul suo blog?
    E quindi vai di articoli a manetta su nmila presunti virus o minacce di cui si sa poco o nulla… Detto questo non voglio sminuire in alcun modo il lavoro di chi scrive per Androidiani e comunque il problema è comune a TUTTI i blog del settore.

    • Realtebo ✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ ha detto:

      Già. Delusione …

    • Niccolo Proietti Savina ha detto:

      Mi dispiace si sia percepito questo dal mio articolo.
      Sinceramente non penso di aver usato un titolo sensazionalistico, mi sono limitato a riportare una notizia che credevo potesse interessare, indipendentemente dal fatto che non ci riguardi direttamente.
      (E non è detto non ci riguarderà mai, visto che non si sa mai cosa si possa trovare in “allegato” alle app che si trovano sugli store alternativi).
      Ho scelto di non trattare l’argomento in maniera molto tecnica sia per non appesantirne la lettura, sia perché non sarebbe stato comprensibile a tutti. Vorrei che ciò che scrivo fosse accessible a quante più persone possibile, non solo a me e a una cerchia ristretta.
      Detto ciò, ne approfitto per ringraziarti per questo commento. Mi fa sempre piacere ricevere un feedback dai lettori e uno scambio di opinioni non può che arricchire entrambi.

      • JiveX ha detto:

        Eheh sei forte. Bastava che scrivessi nel titolo “Xiaomi in Cina” :)
        Potresti fare il politico :P

    • JiveX ha detto:

      Non vuoi sminuire? Ma l’hai appena fatto! LOL

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