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Questa nuova sezione, battezzata Android Repair, organizza i terminali Android in quattro gruppi: Smartphone, Tablet, Wear e TV & Video (che racchiude dispositivi come Chromecast). Le ultime due sezioni contengono principalmente teardown ma sono disponibili alcune guide per la riparazione di LG G Watch e Nexus Q. Le sezione riguardante i tablet è ben organizzata ma, per ora, piena soprattutto di teardown. Mancano ancora guide specifiche per la riparazione di dispositivi come il Nexus 9 o il Nexus 7 2013.
Per quanto riguarda la sezione smartphone invece la copertura è decisamente più ampia, le guide per la riparazione comprendono infatti più di 200 terminali. Solitamente, le guide abbracciano tutti i campi; dal cambio di una batteria non removibile alla sostituzione dello schermo, fotocamera, microfono, porta microUSB e quant’altro.
Le istruzioni sono molto dettagliate e complete di immagini, suggerimenti, note e tutte le informazioni che potrebbero essere essenziali per smontare e rimettere assieme il vostro smartphone.
Ogni guida inoltre riporta gli strumenti necessari per la sostituzione delle componenti dei vostri terminali, in modo da poter disporre di tutto l’occorrente prima di iniziare il lavoro.

Già tanto che volete fare i fighi con tutti sti termini inglesi almeno scriveteli giusti i plurali
I termini inglesi inseriti in un testo italiano non vanno declinati al plurale.
Ha eliminato il commento!
Avrei voluto partecipare anche io, ma…Direi che più che una conversazione era diventato un tirare sassi nello stagno sperando di bucarlo!
Sei arrivato tardi
Ahaha! No no, sono arrivato che c’erano solo il commento di Pippo e la risposta dell’autrice, ma ho immaginato che sarebbe “”finta male”” e ho desistito. Ti dirò di più, ho scritto metà commento, poi ho cancellato e sono uscito!
Quando ho letto il dibattito, ho detto tra me e me: Questa è roba per Pignolatore.
Anche io, ma stavolta sono stato stranamente lungimirante!
Eheheh…
Non sarebbe a questo punto d’uopo invocare sua Eccellenza il sig. Golfirio nella tenzone?
Eheh, forse sì…Ma le invocazioni multimediali pare siano più il campo del mio concittadino cappannonno cappannonno, lui sa come si fa!
:-D
Mi rimetto umilmente al suo giudizio, é materia ardua ed ingarbugliata, ho l’impressione che non esista ancora una “giurisprudenza” univoca, io attribbuirei un salomonico pari, anche perché conosco poco e non intimamente l’italiano figurarsi una lingua estera.
lla prego… mi dica come si fa…
Mezz’ora che ci provo ma fa solo una fossetta e subito dopo l’acqua torna su. Qualche consiglio per migliorare la tecnica e finalmente riuscire a bucarlo?
Uhm…Non so, forse lanci pietre troppo tonde, prova quelle appuntite!
:’D
Ah…che pollo….non ci avevo pensato….adesso provo!!! Grazie sei un amico.
Figurati: se non ci si aiuta tra noi…
:’D
Sbagliato, non è così la regola… E cmq non ho eliminato io il commento
Da l’accademia della crusca, “plurale dei forestierismi”: “Le parole straniere … in genere rimangono invariate”.
Rimangono invariate le parole che non hanno un esatto equivalente termine italiano (es. smartphone, sport), invece prendono il plurale tutte quelle che avrebbero un sostituto italiano e quindi vanno declinate con concordanza di numero come se si usasse il termine italiano: es. indosso i leggins (anzichè calzamaglia), mangio i crackers (anzichè gallette), ecc.
Perchè ora non usi il tuo account???
…prima non hai commentato come ospite
mai avuto un account…e comunque mi riferivo al termine TEARDOWN che di certo non è un termine comune nè entrato nel vocabolario italiano… e sempe dall’ accademia della crusca “….se invece sia un neologismo recente o un termine fortemente specialistico e allora è consigliabile utilizzare il plurale della lingua d’origine.”
Forse ho visto male io.
Sbagliatissimo, si declina secondo il numero e questo vale in tutte le lingue. In un contesto inglese tu scrivi “I love eating spaghetto” oppure “I love eating spaghetti” ?
Stai sbagliando tu. Gli inglesi usano “spaghetti” perché hanno coniato questo termine dalla nostra lingua. Anche noi diciamo “amo mangiare gli spaghetti”, mica te ne piace mangiare solo uno!
Per ulteriori chiarimenti ti invito a consultare questa pagina: http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_391.html o, se preferisci, l’Accademia della Crusca: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/plurale-forestierismi-adattati
ma chi l’ha detto? mai sentito dire “mi cucino uno spaghetto”? oppure “gli hooligans – AL PLURALE – hanno messo a ferro e fuoco lo stadio”?
EGuarda che l’Accademia della Crusca che tu hai menzionato dice letteralmente “Si tratta quindi di considerare, di volta in volta, se il forestierismo che intendiamo utilizzare sia acquisito stabilmente e da tempo nell’italiano e in questo caso possiamo lasciarlo invariato, o se invece sia un neologismo recente o un termine fortemente specialistico e allora è consigliabile utilizzare il plurale della lingua d’origine”.
Sì, ma nell’articolo non è presente alcun caso tra quelli menzionati dall’Accademia della Crusca
Ma come? I termini “smartphone”, “tablet”, ecc. erano forse già presenti nell’antica Roma? Qui siamo in presenza di neologismi e ripeto la definizione dell’Accademia della Crusca: “Si tratta quindi di considerare, di volta in volta, se il forestierismo che intendiamo utilizzare sia acquisito stabilmente e da tempo nell’italiano e in questo caso possiamo lasciarlo invariato, o se invece sia un neologismo recente o un termine fortemente specialistico e allora è consigliabile utilizzare il plurale della lingua d’origine”.
Stai scherzando? I termini come smartphone e tablet sono ormai all’ordine del giorno, sono entrati a tutti gli effetti a far parte della nostra lingua.
Credo che oggettivamente siano “neologismo recente o termine fortemente specialistico”, si sentono da non più di 5-6 anni. Secondo il tuo ragionamento anche “selfie” o qualunque altra parola di cui abusiamo andrebbe considerata all’ordine del giorno. E allora un neologismo o un termine fortemente specialistico cosa sono per te?
Dimmi una cosa, tu pronunci/scrivi “i selfie” o “i selfies”? Hai mai visto qualcuno utilizzare questo termine al plurale in italiano? L’Accademia della Crusca si riferisce quasi esclusivamente a termini rigorosamente medici, scientifici e così via.
Senti, ora vado a mangiare, ma fammi caldamente un favore: scrivi all’Accademia della Crusca dicendo loro che le loro definizioni sono sbagliate o poco chiare, pregandoli di adottare le tue. Così, anzichè Accademia della Crusca si chiamerà Accademia della Gramigna.
Interessante… ma forse i “vincoli” non sono così rigidi, leggo articoli italiani dove si parla sia di driver che di drivers… Il senso in ambedue i casi rimane invariato.
Ma cosa stai farfugliando? Per farti solo uno tra migliaia di esempi, c’è una pagina Facebook con oltre 300.000 followers che si chiama “Selfies imbarazzanti”. Ed è italiana !!!!! Cercatela su Google.
P.S. Io dico “autoscatto”.
Perché accendere i toni? L’autrice ti ha risposto in maniera educata, anche se un po’ automatica. E cinque punti esclamativi non ti dannp più ragione :) PS: non prenderela anche con me, ché io sono il padre di tutti gli ignoranti
L’Accademia della Crusca non è una bibbia e, anche se lo fosse, la lingua italiana non è roba da talebani, per fortuna nostra…
Non tutte le grammatiche sono d’accordo, anche se in effetti bisognerebbe declinare anche le parole non inglesi al plurale
;-)
beh, in molti casi lo facciamo già, es. scriviamo “le majorettes” (francese), “i conquistadores” (spagnolo), ecc ecc
Non ho fatto in tempo a leggere il commento che critichi ma in realtà, soprattutto per quanto riguarda testi tecnico-scientifici, c’è liceità di farlo. Fortunatamente la lingua non è uno strumento così chiuso come lo dipingi, e gli errori sono ben altri, cara Agnese.
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Ottimo, sempre interessante!
Bellissimo, 32 commenti e neppure uno relativo all’articolo.
Qui non si parla di articolo ma di plurale. Sempre grammatica è.
A perdersi via con le finezze grammatiche :D
33
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Questo sarà molto utile ed istruttivo, per quanti a torto continuano a vantare un produttore rispetto ad un’altro, potranno così rendersi conto di quanto simili siano le strutture assemblati hardware di diversi dispositivi, e quale sproposito di prezzo ci sia nei componenti che in origine costano per tutte le produzioni pochi centesimi di euro in percentuale al numero di dispositivi prodotti.
“materiali di altissima qualità”?
Aprite gli occhi… la durata di un dispositivo intesa come longevità tecnologica dipende dal supporto che questo potrà ricevere, quindi aggiornarsi e sia quello ultra qualitativo come quello scadente vanno incontro ad una fine programmata.
Nonostante entrambi sono equivalenti in prestazioni!
Si ma scommetto che i fanboy samsung (di fascia alta) ed apple (tutti), che amano spendere soldi che non hanno, non la capiranno comunque ;)
Un telefono dura veramente poco, in generale (non puoi pensare di tenerlo per più di 3 anni, quando va bene, verosimilmente) e sostanzialmente solo 1 su 100 ne sfrutta le caratteristiche peculiari. Gli altri ci vanno in facebook e forse ogni tanto ci telefonano ;)
Pertanto un Motorola Moto G da 5” a 159 euro (stockisti in offerta) potrebbe bastare ed avanzare a tre quarti dei possessori di uno smartphone.
La speranza è l’ultima a morire…. “questo è il detto, prima o poi lo capiranno”!
Esatto tutti che si esaltano per l hw, parlano di innovazione e bla bla bla….poi li smonti e ti rendo conto che alalla fine è un piccolo PCB con attaccati sopra 4 componenti ….praticamente un Arduino in miniatura ;-)
L’innovazione nel campo telefonia da qualche hanno è ferma al palo, i nuovi top di gamma non hanno nulla di veramente diverso da un telefono della generazione precedente eppure costano sempre un sacco di soldi. In altri campi dell’elettronica non consumer i prodotti vengono veramente innovati ed il prezzo sui mantiene uguale. Ieri stavo programmando un Siemens Logo8, rispetto al 7 è un altro mondo, ha funzioni innovative, display veramente migliore, interfaccia ethernet a bordo, una solidità eccezionale e costa poco più di 100€,quando un ridicolo telefonino esce a 700 e passa. Continuano a prenderci in giro.
In azienda quando guardo un armadio elettrico largo 5 metri che comanda un intera linea di produzione con lavorazioni ad alta precisione, mi rendo conto di quanto sia complicato tra elettronica e informatica. Poi guardo il mio smartphone e capisco quanto sia piccolo e “semplice”, ma peggio quanto sia osannato come un oracolo
Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine.
Con un po’ di sale in zucca si possono acquistare ottimi prodotti, senza farsi abbagliare da un nome!
Non è necessario essere un perito informatico per rendersene conto…
basta leggere una rivista specializzata, frequentare un forum, o un blog come questo.
“Un buona abitudine quella di leggere ed informarsi…”
Una pessima abitudine non conoscere niente di quello che si compra e ascoltare solo il commesso del mw ;-)
[…] Fonte: https://www.androidiani.com/news/ifixit-apre-una-sezione-dedicata-alle-riparazioni-android-232856 […]